di Luigi Manconi
La Stampa, 31 gennaio 2023
Parlano il medico e l’avvocato dell’anarchico: “Comunque vada, per Cospito sarà una vittoria”. Pensa che Alfredo Cospito abbia ormai pochi giorni di vita? “Penso di sì. Non do la sua morte come imminente, ma se il digiuno non viene interrotto è fatale che sia così”. Parlo al telefono con la dottoressa Angelica Milia, 64 anni, medico di fiducia dell’anarchico Cospito, sottoposto al regime speciale di 41-bis nel carcere di Bancali, a pochi chilometri da Sassari.
di Livio Pepino
Il Manifesto, 31 gennaio 2023
Il copione è noto e sperimentato: l’aggravarsi delle condizioni di salute di Alfredo Cospito sollecita un intervento per salvarne la vita (revoca, quantomeno interlocutoria, del regime di 41 bis); intervengono in parallelo manifestazioni di anarchici caratterizzate da scontri con la polizia e attentati di matrice analoga (così, almeno presentati); il Governo e la maggioranza parlamentare fanno quadrato affermando che lo Stato non può cedere al ricatto e cercando così di chiudere con una pietra tombale (nel senso letterale del termine) la vicenda. La sequenza degli argomenti è suggestiva ma del tutto infondata.
di Giulia Merlo
Il Domani, 31 gennaio 2023
Il pensiero anarchico si fonda sul rifiuto di ogni forma di autoritarismo, a partire da quello di un capo. Tuttavia ha una forte connotazione memoriale, con le cellule intitolate agli anarchici uccisi nello scontro con lo stato. A livello generale, infatti, l’obiettivo dei gruppi anarchici è quello di creare le cosiddette “zone di opacità”, ovvero di sottrarsi ad ogni riconoscimento e di sorveglianza statale. Le singole cellule agiscono in modo disgiunto le une dalle altre, senza legami organizzativi proprio perchè si tratta di un mondo che non vive di riferimenti verticali o di strutture di potere interno.
di Massimo Giannini
La Stampa, 31 gennaio 2023
Di fronte all’offensiva violenta degli anarchici, agli attacchi alle ambasciate e alle molotov contro i commissariati di Polizia, fa benissimo il governo a ribadire che lo Stato non scende a patti con chi minaccia le istituzioni. Fissato questo principio, irrinunciabile per una democrazia, va detto però che sulla delicata vicenda di Alfredo Cospito c’è solo una cosa che lo Stato, nelle sue più diverse articolazioni, non deve fare: lavarsene le mani.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 31 gennaio 2023
L’anarchico al 41 bis, in sciopero della fame, merita una riflessione pietosa, cosa del tutto diversa dal cedimento al ricatto di un partito armato combattente. No alla simulazione storica che rinnova la tragedia di quasi mezzo secolo fa.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 31 gennaio 2023
Non è volto al ravvedimento, alla collaborazione, né alla punizione oltre le garanzie costituzionali. Ha un solo e unico scopo: non permettere al capo di dare ordini alla organizzazione criminale di appartenenza.
di Luciano Capone
Il Foglio, 31 gennaio 2023
Dal caso Cospito a Bernardo Provenzano e in prospettiva Matteo Messina Denaro, ipocrisie e convenienze di chi sul carcere duro evoca princìpi assoluti come diritti umani e stato di diritto, ma a corrente alternata.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 31 gennaio 2023
Sono tredici le detenute italiane in regime di carcere duro. Vivono in celle di cemento di pochi metri quadrati. Passano giorno e notte in una stanza gelida, singola, con un letto, un tavolo e una sedia inchiodata al pavimento. Private della privacy perché sorvegliate a vista dalla Polizia penitenziaria h24. Private anche della parola e condannate al silenzio quasi totale. I contatti con le guardie carcerarie sono ridotti al minimo indispensabile e l’ora d’aria si fa in compagnia solo di un’altra detenuta. Sono le donne condannate al 41bis. Vivono così le tredici detenute considerate pericolosissime e quindi da tenere isolate, da rinchiudere in una tomba seppure ancora vive. Ma chi sono le donne italiane detenute al 41bis?
di Luca Fazzo
Il Giornale, 31 gennaio 2023
Cospito non sta facendo lo sciopero della fame solo perché vuole che gli sia revocato il 41 bis, chiede che sia totalmente rimosso dal nostro ordinamento penitenziario quell’articolo. Nel caso di Alfredo Cospito ci sono due temi che vanno affrontati e valutati separatamente se si vuole approdare a una soluzione della vicenda che tenga insieme valori irrinunciabili quali sono da una parte il rispetto della dignità e della salute umana e dall’altro la sicurezza dello Stato. Elementi che Cospito ha deliberatamente posto in conflitto, e che sono invece pienamente compatibili tra loro.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 31 gennaio 2023
Intervista al prof. Gianfranco Ragona, esperto di anarchismo: “Alfredo non interromperà lo sciopero della fame. Il governo? Manca l’onestà intellettuale di riconoscere il 41 bis come un vero problema, anche per l’uso politico a cui si presta”.
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