L’Arbitro, 12 dicembre 2022
La partita “Lamonese - Polisportiva Pallalpiede”, valida per il Campionato di Terza Categoria, non si è disputata sulle montagne bellunesi, bensì in Via Due Palazzi a Padova. Non si trattava di una qualsiasi inversione di campo: com’è noto l’indirizzo corrisponde alla casa di reclusione della Provincia.
arteventinews.it, 12 dicembre 2022
Terzo incontro al Ridotto mercoledì 14 dicembre, alle 21. Dialogo fra la regista di Teatro Metropopolare e l’erede morale del mondo poetico di Scaldati. Parte l’iniziativa “Quaderno sospeso” a sostegno del laboratorio teatrale dentro la casa circondariale.
colibrimagazine.it, 12 dicembre 2022
Mercoledì 14 dicembre nella Casa circondariale del capoluogo si svolgerà la cerimonia di premiazione del concorso nazionale che ha coinvolto gli istituti carcerari di tutta Italia.
di Domenico Giuseppe Lipani
agenda17.it, 12 dicembre 2022
La rassegna Destini incrociati. Il teatro-carcere è ormai una realtà riconosciuta e diffusa, sia sul versante artistico che su quello istituzionale. In Italia nel 2021 su circa 230 istituti di pena ci sono state esperienze teatrali in almeno 127 di essi. Alcune di queste esperienze sono ormai radicate da molti anni, lavorano con continuità e vivono una situazione di riconoscimento formale da parte dell’istituzione carceraria, altre sono ancora estemporanee e vengono attivate di volta in volta sul singolo progetto.
di Corrado Ocone
Libero, 12 dicembre 2022
Chissà se i responsabili della casa editrice Liberilibri avevano considerato l’eventualità che Carlo Nordio diventasse Ministro quando gli hanno affidato il compito di inaugurare con il suo “Giustizia” (pag. 62, euro 13) una nuova collana (“Voltairiana”) di testi brevi dedicati ai concetti cardini del pensiero liberale?
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 dicembre 2022
Vittimizzazione secondaria e dominio di genere attraverso il linguaggio. Ne parla l’avvocato Iacopo Benevieri nel suo libro sulle parole nel processo penale.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
Si chiamava Majid Reza Rahnavard ed è stato impiccato nella città di Mashhad. Aveva 23 anni come Mohsen Shekari, il primo ragazzo giustiziato. L’Iran ha eseguito la sua seconda esecuzione legata all’ondata di proteste antigovernative durata quasi tre mesi. Majid Reza Rahnavard è stato impiccato nella città di Mashhad, ha detto la magistratura del paese. È stato condannato per aver accoltellato e ucciso due membri delle forze di sicurezza. La prima esecuzione legata alle proteste è avvenuta giovedì scorso, quando Mohsen Shekari è stato impiccato, scatenando una diffusa condanna. L’Iran esegue la prima esecuzione per le proteste Il ministro degli Esteri britannico James Cleverly ha avvertito all’epoca che il mondo non poteva “chiudere un occhio davanti all’aberrante violenza commessa dal regime iraniano contro il suo stesso popolo”. Le proteste in corso sono state innescate dalla morte di Mahsa Amini, una donna di 22 anni che è stata arrestata dalla polizia morale del paese a settembre ed è morta durante la detenzione. È stata trattenuta per aver presumibilmente indossato il suo hijab, o velo, “in modo improprio”. I disordini, iniziati nella capitale Teheran, dove è morta Amini, si sono estesi a circa 160 città in tutte le 31 province iraniane. Secondo il gruppo per i diritti HRANA, oltre 18.000 persone sono state arrestate e 488 persone sono state uccise durante i disordini. Le proteste sono una delle sfide più serie per la Repubblica islamica sin dal suo inizio dopo la rivoluzione del 1979.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2022
Il 5 dicembre, per la prima volta, un giudice libanese ha applicato la legge contro la tortura del 2017: cinque funzionari dei servizi di sicurezza sono stati incriminati per la morte del rifugiato siriano Bashar Abdel Saud. Saud era stato arrestato nella sua abitazione della capitale Beirut il 30 agosto ed era morto il giorno dopo a seguito di un violentissimo pestaggio. Il 3 settembre i familiari avevano ricevuto una telefonata da un funzionario dei servizi di sicurezza, che chiedeva loro di recarsi nel quartier generale di Tebneen, nel sud del Libano, per recuperare la salma.
di Marilisa Lorusso
balcanicaucaso.org, 12 dicembre 2022
Carceri sovraffollate, carenza di personale, scarse attività per i detenuti, ma soprattutto il perpetrarsi all’interno del carcere di modelli di criminalità e violenza. Un report del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e dei Trattamenti Disumani e Degradanti.
di Sara Vanni
sardegnareporter.it, 11 dicembre 2022
Intervista a Daniela De Robert, membro dell’Autorità Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà: “La dimensione di un tempo che scorre inutilmente. Un tempo che è semplicemente sottratto alla vita e che non riesce a diventare un’opportunità di crescita di cambiamento. Eppure, la Costituzione ci chiede un reinserimento costruttivo”.
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