di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 31 dicembre 2025
Padova, parte del Cup è gestito dalla coop del carcere. E lui si improvvisa operatore del centro prenotazioni sanitario. “Tranquilla signora, gliela sposto io la visita medica”. La voce è inconfondibile, eppure difficilmente Paola - nome di fantasia - l’avrà riconosciuta, anche perché tutto ci si può aspettare tranne che trovare all’altro capo del telefono del Cup l’ex governatore del Veneto e attuale presidente del Consiglio Regionale: Luca Zaia. In carcere, oltretutto: forse in pochi, infatti, sanno che buona parte delle prenotazioni agli esami specialistici che vengono poi effettuati negli ospedali del Padovano vengono gestite dal call center attivato dalla cooperativa Giotto all’interno del carcere Due Palazzi nella città del Santo.
La Repubblica, 31 dicembre 2025
Pino Apprendi: “Serve una politica seria. Agenti sotto organico. Per le malattie più gravi le persone non ricevono cure in tempi dovuti”. “Anche Palermo, come il resto del Paese, soffre il disagio vissuto in carcere da chi sconta una pena, a volte per decenni. Sono 1.979, a fronte di una capienza di 1.725 posti, i detenuti nelle tre strutture palermitane: Pagliarelli, Ucciardone e Malaspina (la struttura per minori, ndr)”. A dirlo è Pino Apprendi, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Palermo, sottolineando come si tratti di “strutture vecchie e inadeguate, dove si soffoca per il caldo in estate e si gela d’inverno, come nel caso dell’Ucciardone, dove andrebbe chiusa la nona sezione che non ha mai avuto interventi di manutenzione, ma anche di una struttura relativamente nuova, Pagliarelli, con problemi dell’impianto idrico nati con la stessa costruzione, mancanza di acqua potabile e assenza di riscaldamento”.
di Nicola Cendron
trevisotoday.it, 31 dicembre 2025
L’8 gennaio il taglio del nastro della nuova struttura nel capoluogo polesano, in via Verdi, con il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Mistero sorte dell’istituto di via Santa Bona. La parlamentare Rachele Scarpa (Pd): “Apertura in ritardo dopo anni di denunce”. Il nuovo istituto penitenziario minorile di Rovigo, dopo anni di gestazione, è pronto ad aprire i battenti. L’inaugurazione della nuova struttura di via Verdi, nel capoluogo polesano, è fissata per l’8 gennaio prossimo. A tagliare il nastro sarà il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Il nuovo carcere dovrebbe andare ad ospitare anche i giovani detenuti che si trovano attualmente nel minorile di Treviso, in via Santa Bona nuova, struttura vetusta e più volte teatro di rivolte (nel 2022, con una prima chiusura dell’edificio per svolgere i lavori del caso, e nel 2024) ma anche di episodi di violenza e tragedie.
cronacacomune.it, 31 dicembre 2025
Tre azioni progettuali per sostenere la genitorialità in carcere, nell’ottica di promuovere azioni sempre più attente di reinserimento sociale delle persone detenute. Questo è il fulcro della convenzione che unisce l’Amministrazione comunale e la Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara, sottoscritta con l’intendimento di sostenere concretamente, attraverso 3 percorsi, i genitori sottoposti a misure detentive. “L’approvazione di questa convenzione è un tassello significativo - dichiara l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie Cristina Coletti - nel percorso di promozione del benessere della popolazione carceraria, tutelandone diritti e dignità.
tvprato.it, 31 dicembre 2025
Un piccolo gesto può raccontare grandi valori. È questo il senso dell’iniziativa promossa da Estra a favore della Casa circondariale di Prato, dedicata alla tutela della colonia felina presente all’interno della struttura e al miglioramento degli spazi verdi che la ospitano. Un intervento che nasce dall’incontro tra attenzione al contesto ambientale, senso di responsabilità e valorizzazione delle persone coinvolte. L’utility energetica ha donato alla struttura alimenti e attrezzature dedicate al benessere degli animali e al decoro delle aree comuni. I materiali, acquistati direttamente da Estra e consegnati all’istituto, comprendono cucce in legno, ciotole, alimenti e materiali per la realizzazione e il miglioramento dei ricoveri della colonia felina.
di Danilo Del Greco
laprovinciafrosinone.it, 31 dicembre 2025
Dentro il carcere di Frosinone esiste un tempo che va oltre quello della pena. È il tempo della possibilità, della fiducia e del cambiamento. È questo il cuore del fotolibro “Oltre i 90 minuti… Storie di allenamento, fiducia e riscatto dal Carcere di Frosinone”, presentato nei giorni scorsi presso la Casa Circondariale “Giuseppe Pagliei”. Il volume racconta il percorso del progetto “A campo libero”, promosso dalla Cooperativa Sociale Diaconia, in collaborazione con la Caritas Diocesana, e finanziato dalla Regione Lazio. La pubblicazione raccoglie gli scatti realizzati da Marco Campagna dell’amichevole di calcio giocata all’interno del carcere con i ragazzi della Casa dell’Amicizia, centro diurno per persone con disabilità di Ceccano, insieme alle lettere scritte dai detenuti. Un’esperienza educativa e riabilitativa che ha coinvolto giovani detenuti, molti alla prima detenzione, utilizzando il calcio come strumento di relazione, interiorizzazione delle regole, responsabilità e crescita personale.
di Giulia Melani
Il Manifesto, 31 dicembre 2025
“In carcere il tempo non passa: si deposita” scriveva Goliarda Sapienza. Fuori le lancette corrono, il calendario cambia, tutti parlano di ripartenze e buoni propositi; dentro, invece, i giorni si accumulano uno sull’altro, tutti uguali, senza interruzioni e senza futuro visibile. Il Capodanno dietro le sbarre è una finzione cronologica, priva di effetti concreti. Ogni giorno pesa, senza apertura, senza respiro. In chiusura del 2025, la Società della Ragione, in collaborazione con il Garante regionale toscano dei diritti dei detenuti, la Fondazione Michelucci e l’Archivio Margara e con il sostegno della Fondazione CR Firenze, ha realizzato e donato alle persone detenute Controcorrente, un calendario presentato il 17 dicembre nel Giardino degli Incontri di Sollicciano.
di Vincenzo Vita
Il Manifesto, 31 dicembre 2025
Si chiude all’insegna di un inevitabile scontro tra Stati Uniti e Unione Europea sulle regole per le Big Tech. Vedremo se il conflitto amplificato dalla questione del visto per gli Usa negato all’ex commissario Thierry Breton sarà reale o se è solo un fuoco di paglia. Tant’è, però, che le pur limitate normative di Bruxelles sull’infosfera sono considerate insopportabili dai nuovi ideologemi di Donald Trump e della sua setta. Sotto l’egida del think tank conservatore Heritage Foundation, fu elaborato dopo la sconfitta del tycoon del 2020 il Project 2025 imperniato sulla autonoma e intoccabile sovranità d’oltre oceano. Per approfondire si legga il bel volume (The Project, 2025) del giornalista statunitense David A. Graham. Si capiscono meglio tante cose e di connettono i molteplici indizi. Ogni multilateralismo è bandito e l’assetto compiuto del sistema viene relegato ad una sgradevole utopia di un passato da cancellare.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 31 dicembre 2025
L’ultima sentenza della Corte sulla legge toscana costringe il Parlamento ad anticipare le Regioni. Dalle parti di Roma si resta cauti. E infatti quasi nessuno, dopo l’atteso verdetto della Consulta arrivato lunedì sera, si azzarda a cantare vittoria nel duello tra governo e Regioni sul fine vita. Non Palazzo Chigi, che aveva impugnato la legge della Toscana sul suicidio assistito. Né chi segue il dossier ormai fermo da un paio di mesi nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali al Senato. E il perché si capisce: la sentenza della Corte non sigilla una sconfitta, né promuove a pieni voti. Ma si traduce in un messaggio chiaro a tutti, e soprattutto a chi siede in Parlamento: il legislatore non ha più alibi per rimandare una norma nazionale che il Paese aspetta da anni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 dicembre 2025
La Consulta ha ritenuto non fondate le questioni sollevate dalla Corte di Appello di Lecce in otto diverse ordinanze in cui si indicavano alcune criticità. Il cosiddetto decreto Flussi, nella parte in cui ha privato le sezioni Immigrazione dei Tribunali civili della facoltà di decidere sulla convalida del trattenimento dello straniero richiedente la protezione internazionale, demandando tutto alle Corti d’appello, non è incostituzionale. Lo ha reso noto due giorni fa un comunicato della Consulta (Redattrice: Maria Rosaria San Giorgio) che ha ritenuto non fondate le questioni sollevate dalla Corte di Appello di Lecce in otto diverse ordinanze in cui sostanzialmente si indicavano quattro criticità: compressione del diritto alla difesa, mancanza del requisito della omogeneità, mancanza di specializzazione del giudicante su un tema così complesso, possibile violazione dell’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza.
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