di Francesco Pallante
Il Manifesto, 29 dicembre 2025
Tra gli obiettivi che la destra intende perseguire con la riforma costituzionale della magistratura vi è il contrasto alle correnti dei magistrati. Le “camarille”, come ha avuto il garbo di definirle l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera; le associazioni delle toghe, per esprimersi correttamente. A questo servirebbe il ricorso allo strumento del sorteggio per la formazione del Consiglio superiore della magistratura giudicante e del Consiglio superiore della magistratura requirente: a impedire che, tramite il voto, i magistrati possano comporre, all’interno di tali organi, “delegazioni” riconducibili all’una o all’altra associazione.
libertasicilia.it, 29 dicembre 2025
Il ritrovamento di un telefono in cella non basta, da solo, a far scattare una condanna. È questo il principio ribadito in una recente vicenda giudiziaria che si è conclusa con l’assoluzione di un detenuto accusato di detenzione illegale di un apparecchio telefonico all’interno di un istituto penitenziario. L’uomo, identificato con le iniziali W.I., era finito a processo dopo che, durante una perquisizione nella sua cella, gli agenti della polizia penitenziaria avevano rinvenuto un piccolo telefono cellulare. Un ritrovamento che, però, non ha retto alla prova del giudizio. Dagli accertamenti è infatti emerso che il dispositivo era privo di scheda Sim e di caricabatterie. Sebbene fosse dotato di batteria, non risultava in alcun modo idoneo a consentire comunicazioni con l’esterno. Un dettaglio tutt’altro che marginale, rivelatosi determinante ai fini dell’assoluzione.
termolionline.it, 29 dicembre 2025
A fine anno i numeri non sono più cifre: diventano diagnosi. E la diagnosi del sistema penitenziario italiano, letta attraverso la piccola ma rivelatrice realtà molisana, è quella di un corpo istituzionale in sofferenza acuta. Il Molise, con i suoi tre istituti - Campobasso, Larino, Isernia - è oggi la fotografia più nitida di ciò che accade nel resto del Paese: sovraffollamento crescente, personale ridotto all’osso, condizioni di detenzione che si allontanano sempre più dal dettato costituzionale Nel 2022 i detenuti presenti negli istituti molisani erano 339. Oggi, dopo tre anni di governo Meloni, sono diventati 427: 88 persone in più, l’equivalente di due carceri come quello di Isernia riempite da zero. Un dato che, da solo, basterebbe a raccontare la portata del problema. Ma è solo l’inizio.
senzacolonnenews.it, 29 dicembre 2025
È stato trovato morto, impiccato a una sbarra del letto a castello della sua cella, nel carcere di Taranto, dove stava scontando una condanna a tre anni e mezzo di reclusione per stalking nei confronti della moglie. La vittima è Francesco L., 53 anni, imprenditore della provincia ionica. L’uomo è stato scoperto privo di vita nella serata di venerdì dai compagni di cella e dagli agenti di polizia Penitenziaria che stavano riaccompagnando i detenuti dopo l’ora d’aria. Inutili i tentativi di rianimazione, prima da parte degli agenti e poi dei sanitari dell’infermeria: il decesso risaliva a diverso tempo prima del ritrovamento. Si tratta dell’ennesimo suicidio avvenuto all’interno di un istituto penitenziario negli ultimi mesi, un fenomeno che continua a sollevare interrogativi sulle condizioni di sicurezza e di tutela della salute mentale dei detenuti.
di Tommaso Chirone
giornalelavoce.it, 29 dicembre 2025
Sovraffollamento, carenze di personale ed educatori: la denuncia di Radicali, Possibile e Associazione Aglietta sul carcere di Torino. Si entra per essere rieducati, si rischia di uscire peggiori. È questa l’accusa netta che emerge dalla nota congiunta firmata da Filippo Blengino, segretario nazionale di Radicali Italiani, Francesca Druetti, segretaria nazionale di Possibile, e Samuele Moccia, coordinatore dell’Associazione Aglietta, sul carcere di Torino. Una denuncia che va oltre i numeri e chiama in causa le condizioni quotidiane di vita, la carenza di personale e un disagio psichiatrico definito senza mezzi termini “fuori controllo”. In questo quadro, la funzione rieducativa della pena resta sulla carta, svuotata di strutture, competenze e risorse.
avellinotoday.it, 29 dicembre 2025
Preoccupazione tra sindacati e operatori per il sovraffollamento e il rischio sanitario. Un sospetto caso di scabbia sarebbe stato registrato nella Casa circondariale di Avellino Bellizzi. A darne notizia è Raffaele Troise, responsabile della segreteria Uil-pa Polizia Penitenziaria di Avellino Bellizzi. Si tratterebbe del primo episodio segnalato dopo poco più di un anno dall’ultimo caso analogo. Secondo quanto comunicato, la camera detentiva interessata è stata immediatamente posta in isolamento sanitario, in attesa degli accertamenti necessari a confermare o escludere la presenza della patologia.
di Gandolfo Maria Pepe
La Sicilia, 29 dicembre 2025
“Ponti di pace” con la musica della pianista ucraina Tetiana Donets e della violoncellista nissena Eliana Miraglia. Un Natale diverso, intenso e carico di significato quello vissuto alla Casa Circondariale di Caltanissetta, che ha aperto le proprie porte alla grande musica con l’evento “Ponti di pace. Il Concerto di Natale”. Un’iniziativa di alto valore culturale e umano, resa possibile grazie alla collaborazione con l’associazione TraccePerLaMeta, referente la prof. Enza Spagnolo, che ha offerto alla popolazione detenuta un’esperienza artistica profondamente coinvolgente.
di Caterina Stamin
La Stampa, 29 dicembre 2025
I testi raccontano umiliazioni, solitudine, sogni e riscatto. Sono nati da un laboratorio di scrittura e raccolti nel libro “Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere”. La scelta della direzione del Lorusso e Cutugno è stata quella di non censurare le lettere. Ci sono le urla. Le umiliazioni, le sofferenze, la solitudine. E poi le mancanze: di un profumo, di una candela, dell’acqua frizzante, di un bicchiere di vino, della famiglia. C’è tutto questo nelle lettere delle detenute del carcere Lorusso e Cutugno: denunce collettive per le loro condizioni nell’istituto penitenziario, ma anche messaggi a loro stesse, a farsi coraggio e non perdere la speranza. Sono pensieri, nati durante un laboratorio nella biblioteca civica e scritti dalle donne nelle loro celle, oggi raccolti nel volume Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere. Un libro, curato da Brunella Lottero e Cinzia Morone, che ha vinto il XIII° Premio Letterario Internazionale Poesia, Narrativa, Saggistica Sarzana.
tranilive.it, 29 dicembre 2025
“Attraverso le loro storie si vuole far comprendere che tutti possiamo sbagliare, ma tutti possiamo imparare a comprendere l’errore a prenderci la responsabilità e se vogliamo a cambiare strada”. L’associazione Donne Giuriste Italia Sez. di Trani, l’associazione Avvocati di Bisceglie e la Camera Penale Giustina Rocca di Trani, in occasione delle feste natalizie hanno organizzato in collaborazione con il laboratorio teatrale Marluna Teatro di Trani una rappresentazione, il 30 dicembre, presso la sezione femminile dell’Istituto penitenziario di Trani. “Si vuole creare un buco nel muro di invisibilità che circonda il carcere e creare un momento di umanità in un mondo che così come è oggi non solo è molto lontano dai principi e dettati costituzionali ma anche da ogni concetto di umanità”.
di Martina Ferlisi
altreconomia.it, 29 dicembre 2025
Nel libro “Madri detenute. Dal lavoro educativo in carcere alla ricerca sociopolitica”, Valentina De Fazio, educatrice della Fondazione Archè, racconta che cosa significa vivere la maternità negli istituti penitenziari, tra politiche sociali insufficienti e discriminazioni di genere. Il modello dell’équipe educativa in cui lavora nell’Icam di Milano e nella sezione nido di Bollate rappresenta una risposta alla richiesta di sostegno da parte delle donne che andrebbe presa come modello.
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