veronanetwork.it, 27 dicembre 2025
Realizzato dai detenuti con materiali di recupero, il presepe rappresenta otto luoghi di culto come simbolo di dialogo e inclusione. È arrivato nei giorni scorsi all’Anagrafe di via Adigetto il Presepe della Concordia realizzato dai detenuti della casa circondariale di Montorio recuperando oggetti di scarto quali scatole da scarpe messe a disposizione dall’azienda Boscaini e utilizzando materiali di recupero come legno, corteccia, muschio e carta. Il presepe riunisce simbolicamente persone con diversi credi rappresentando ciò che è veramente il Natale. Vi sono rappresentati ben otto luoghi di culto: tempio buddista, chiesa francescana, capanna anemista, moschea, sinagoga, pagoda shintoista, casa di atei, grotta per vecchi culti pagani.
ilfaroonline.it, 27 dicembre 2025
Messe, laboratori, pranzi, distribuzione di doni: il Natale entra anche nelle carceri con iniziative in sostegno di chi trascorre le feste nei penitenziari e lontano dalle proprie famiglie. “Come Comunità di Sant’Egidio - racconta all’Adnkronos il segretario generale Paolo Impagliazzo - abbiamo due tipi di iniziative nelle carceri del Lazio, della Campania, della Toscana, della Liguria, del Piemonte e di Gela. Per questo Natale raggiungeremo 10mila detenuti”. Nel periodo che va dal 17 dicembre al 6 gennaio la Comunità ha promosso e promuoverà ‘feste del dono’ oppure tradizionali pranzi.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 27 dicembre 2025
I messaggi d’auguri via radio delle famiglie ai detenuti. I messaggi sono andati in onda su Radio Popolare la mattina del 25 dicembre durante la puntata “Fuori di cella”, condotta da Claudio Agostoni. “Ciao zio Abram, buon Natale. Sono tuo nipote, prendimi come esempio: hanno detto che con l’autismo non avrei mai parlato e camminato bene, oggi non cammino ma corro; non parlo una lingua ma tre. Ti aspetto fuori per farti vedere i miei progressi”. È uno delle decine di messaggi che, la mattina del 25 dicembre, i famigliari dei detenuti delle carceri di Lodi, Bollate e Rebibbia hanno inviato ai loro cari grazie a Radio Popolare.
di Angelo Picariello
Avvenire, 27 dicembre 2025
Il libro “Una suora all’inferno” racconta, attraverso lettere mai prima d’ora pubblicate, storie di detenuti che hanno trovato possibilità di riscatto. In un’epoca in cui abbiamo fatto l’abitudine al fatto che, in media, ogni quattro giorni un detenuto delle nostre carceri decide di farla finita (calcolando solo quelli che riescono nel tragico intento), in un Paese in cui la pena non dovrebbe mai essere contraria al senso di umanità e sempre orientata a una finalità riabilitative, “Una suora all’inferno. Lettere dal carcere a Gervasia Asioli” (Marietti 1820, pagine 144, euro 16,50) è il libro giusto per aprire a una prospettiva diversa, per certi versi impensabile.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 27 dicembre 2025
Cinque domande di clemenza accolte dal Colle mentre nelle sale sta per arrivare il film più acclamato di Venezia: un’occasione per riflettere su carceri, etica e diritto a pochi mesi dal referendum. Abbiamo appena visto l’anteprima de “La Grazia” di Paolo Sorrentino, che uscirà in sala il 15 gennaio. Ma prima dell’anteprima, abbiamo visto la grazia: quella vera. Concessa dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’antivigilia di Natale. Tra i cinque casi, due sono sovrapponibili perfettamente con la sceneggiatura di Sorrentino. Rovesciando il celebre incipit dell’Anna Karenina di Lev Tolstoj, anche gli infelici possono somigliarsi tutti. È l’articolo 87, comma 11, della Costituzione a fondare questo gesto estremo e silenzioso: la grazia come atto personale del Presidente della Repubblica, esercitato dopo istruttoria e con l’avviso del Ministro della Giustizia. Non una scorciatoia emotiva, ma una valvola di umanità prevista dall’ordinamento. Ed è dentro questo perimetro costituzionale che si collocano i cinque profili graziati, ciascuno portatore di una frattura tra pena legale e colpa morale.
di Davide Bregola
Il Giornale, 27 dicembre 2025
Uno scrittore racconta le sue “lezioni” in carcere. Fra sigarette, cioccolatini e dubbi da “turista etico”. Davide Bregola, scrittore, dal 2003 tiene atelier di scrittura in scuole, biblioteche, centri psichiatrici e residenze sanitarie. Nel 2025 ha tenuto incontri in carcere, la domenica, grazie a “La parola come cura” un progetto tra Asst Medicina penitenziaria, Direzione Casa circondariale e l’associazione La corte dei poeti. Considera la letteratura uno strumento efficace per poter essere al servizio della società cercando di coniugare impegno civile, utilità e insegnamento. Il suo libro più recente è “Lezioni dalle rovine” (Avagliano, 2025) dove parla anche della sua esperienza nei centri psichiatrici.
di Antonio Polito
Corriere della Sera, 27 dicembre 2025
Gaza è stata trasformata in deserto, le classi medie temono la povertà. Era dal 2001 con le Torri Gemelle che per l’Occidente non c’era stato un anno più “horribilis” di questo. “Keep calm and carry cash”. Ognuno ha la sua personalissima “scala Mercalli della paura”, reagisce a modo suo al pericolo, reale o percepito che sia. Ebbene, in questo 2025 da paura, lo spavento più grosso io me lo sono preso il 26 settembre, giorno in cui la Banca centrale europea, proprio mentre preparava l’euro digitale, ha invitato tutti noi a tenere in casa un po’ di contante in caso di disastro. Pare che oggi la reazione primaria dell’homo sapiens sapiens di fronte a una minaccia, insieme a un aumento della sudorazione e della frequenza cardiaca, sia quella di procurarsi delle banconote.
di Giorgia Linardi
La Stampa, 27 dicembre 2025
Questo Natale ci consegna l’immagine di uomo solo trovato su una barca semiaffondata in mezzo al mare, lasciando dietro di sé 116 dispersi. Una strage silenziosa, consumata al largo delle coste europee ma nel cuore delle sue responsabilità politiche. Già nel Natale 2024 un altro naufragio aveva segnato le festività. Una bambina undicenne della Sierra Leone era stata ritrovata sola, aggrappata a un gonfiabile, unica sopravvissuta di 44 persone. Anno dopo anno, queste tragedie si ripetono diventando ricorrenze, non scandali inaccettabili. Difficile dire se il naufragio si potesse evitare. Quello che sappiamo è che nonostante i solleciti non sono state lanciate operazioni di soccorso. Queste morti rientrano in un sistema di politiche migratorie che accetta la morte come strumento di deterrenza.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 27 dicembre 2025
Mentre nel nostro paese si continua a criminalizzare il consumo, i tedeschi propongo un modello che si fonda su tre elementi: possesso personale legale, autoproduzione fino a tre piante e Cannabis e associazioni senza scopo di lucro che possono coltivare e distribuire ai propri membri. La parziale legalizzazione non ha creato un boom di consumi, ha solo tolto una quota di popolazione dall’area penale. Ma resta il paradosso del mercato nero. Il primo aprile 2024 la Germania ha compiuto una scelta che in Italia continua a sembrare impronunciabile: togliere la cannabis dalla dimensione penale. Non una liberalizzazione commerciale, non un mercato di negozi e branding, ma un modello controllato fondato su tre elementi: possesso personale legale, autoproduzione fino a tre piante e Cannabis Social Club, associazioni senza scopo di lucro che possono coltivare e distribuire ai propri membri. Un compromesso politico, sì, ma capace di rovesciare la logica su cui per decenni è stata costruita la “guerra alla droga”.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 27 dicembre 2025
Un delegato Onu in missione a Caracas consegnerà al presidente Maduro una lettera firmata dalla madre di Alberto. Ne hanno liberati 99. Hanno spulciato le liste fino a tarda notte nella speranza che quel nome ci fosse. E invece no: il centesimo non c’è. Alberto Trentini resta in carcere, per il momento, ostaggio più che prigioniero del governo venezuelano. Ieri il governo di Caracas ha annunciato la liberazione di 99 prigionieri politici arrestati dopo le proteste seguite alle elezioni presidenziali del luglio 2024, segnate dalla contestata riconferma di Nicolás Maduro.










