di Giuseppe Granieri
quotidianodipuglia.it, 22 dicembre 2025
Nei giorni scorsi, presso la casa circondariale di Lecce “Borgo San Nicola”, si è svolta una partitella tra una rappresentativa del Corpo di Polizia Penitenziaria e una mista tra studenti dell’Istituto Bachelet di Copertino e beneficiari dei progetti Carmiano Solidale e Ordinari in capo a Cooperativa Rinascita. “È stata un’esperienza significativa quella che abbiamo vissuto e condiviso. Lo è stato per tutti noi, ma soprattutto per chi ha partecipato alla partita e per i ragazzi: sui loro volti, e nelle loro parole, c’era tutto l’entusiasmo di chi era contento di esserci stato”, afferma il presidente di Rinascita Società Cooperativa Sociale, Antonio Palma.
labusa.info, 22 dicembre 2025
Una cena per stare insieme, ma soprattutto per sostenere un progetto che unisce cultura, diritti e reinserimento sociale. Si intitola “Sapori di libertà” l’iniziativa promossa dal Partito Democratico del Trentino - circolo Dro-Drena, in collaborazione con Arci del Trentino, APAS e l’associazione Le Formiche, in programma sabato 3 gennaio 2026 alla Sala dell’Oratorio di Dro, con inizio alle ore 19. L’evento è pensato come una cena “galeotta”, accompagnata da storie e racconti dal carcere, a sostegno del progetto “I libri liberano”. Il ricavato della serata sarà infatti destinato all’acquisto di libri per la biblioteca del carcere di Trento, con l’obiettivo di rafforzare uno spazio di lettura e crescita personale all’interno della casa circondariale.
immediato.net, 22 dicembre 2025
Presentati a San Severo il progetto “Biblioteca Vivente” e il libro “Al di là delle sbarre”. Un confronto pubblico per raccontare il carcere oltre i pregiudizi e costruire percorsi concreti di reinserimento. Il recupero dei detenuti non è solo un principio costituzionale, ma una possibilità reale. Se ne è discusso nella sala Ettore Basso della Galleria dei Celestini, nel cuore del Municipio di San Severo, in occasione di una doppia iniziativa dal forte impatto sociale: il lancio del progetto “Biblioteca Vivente” e la presentazione del libro “Al di là delle sbarre” di Luigi Talienti. L’incontro ha riunito associazioni, mondo della scuola e cittadini attorno a un tema spesso raccontato solo attraverso stereotipi, offrendo invece uno sguardo diretto, umano e partecipato sulla realtà carceraria.
Il Reggino, 22 dicembre 2025
Il direttore Tortorella: “Il nostro impegno è quello di aprire alla speranza”. “La dimensione spirituale e religiosa di queste festività abbraccerà anche gli istituti penitenziari Giuseppe Panzera di Reggio Calabria, plesso San Pietro e Arghillà. Ci sono già in programma delle iniziative affinché in questo momento dell’anno, in particolare, ci si possa aprire alla speranza. Attendiamo l’arcivescovo Morrone, molto attento al mondo penitenziario e che verrà in entrambi i plessi per incontrare i detenuti. Una visita molto attesa”.
di Luisa Pozzar
diocesi.trieste.it, 22 dicembre 2025
In occasione del Giubileo dei detenuti, giovani musicisti del Tartini hanno suonato dal vivo e regalato emozioni alle persone recluse al Coroneo. Mercoledì 16 dicembre la musica - e che musica - è entrata in carcere. Grazie, infatti, alla collaborazione tra il Conservatorio di Musica “Giuseppe Tartini” di Trieste e la Caritas diocesana, in occasione del Giubileo dei detenuti, due gruppi di musicisti hanno fatto ingresso nei locali della Casa Circondariale “Ernesto Mari” per esibirsi in concerto - “Ritmi di Speranza: Jazz per il Giubileo” il titolo dell’appuntamento - a favore di un pubblico per loro davvero inconsueto: quello composto dalle detenute e dei detenuti.
di Caterina Stamin
La Stampa, 22 dicembre 2025
Il fondatore di Libera: “Prendiamo le distanze dalla violenza, il progetto del Comune è coraggioso”. È sommersa di appunti la scrivania di don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e presidente di Libera. Righe nere su fogli bianchi, corrette con inchiostri verdi o rossi. “Il tema è delicato, ho scritto appunti per non sbagliare”, ripete. Pesa ogni parola. E gesticola. Punta il dito sul tavolo in legno quando parla del patto per trasformare Askatasuna - centro sociale occupato e sgomberato - in bene comune: “È un progetto coraggioso da portare avanti: dobbiamo tutelare le positività condannando la violenza”.
di Massimo Lensi
Left, 21 dicembre 2025
Cinquant’anni dopo la legge 354 del 1975 - il cuore civile dell’esecuzione penale - il bilancio non può che essere negativo. Non perché quella riforma non avesse una propria forza innovatrice, ma perché la sua promessa è rimasta schiacciata sotto il peso di una macchina penitenziaria che ha continuato a operare secondo logiche estranee alla Costituzione. L’Ordinamento del 1975 nasceva per tradurre l’articolo 27 in prassi quotidiana: umanizzazione del trattamento (principio di personalizzazione della pena), centralità della persona detenuta, finalità rieducativa, controllo giurisdizionale sull’esecuzione. Un progetto ambizioso che i regolamenti successivi - da quello del 2000 al più recente tentativo di riscrittura - hanno tecnicizzato senza riuscire a farne realmente un dispositivo di garanzia, e che nel tempo è stato progressivamente svuotato da una legislazione penale speciale sempre più orientata all’eccezione, alla sicurezza e alla neutralizzazione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 21 dicembre 2025
Il Guardasigilli al IX congresso di Nessuno tocchi Caino: “Diminuire i detenuti in attesa di giudizio”. “Quando avremo chiuso la parentesi del referendum, metteremo subito mano al processo penale”. Lo ha annunciato il ministro di Giustizia Nordio che ha voluto - malgrado la recente perdita di suo fratello Roberto - intervenire alla giornata conclusiva del IX congresso di Nessuno tocchi Caino svoltosi nel teatro interno all’Istituto penale per minorenni Beccaria di Milano. “Stiamo lavorando per un nuovo codice di procedura penale che enfatizzi i momenti del garantismo”, ha assicurato il Guardasigilli agli amici radicali prefigurando un ritorno “ai primordi ispirati a Vassalli, una medaglia d’argento della Resistenza”. Tre dunque i “principi” cardine che Nordio spera “troveranno attuazione in questa legislatura”: “La presunzione di innocenza, la certezza di una pena che però deve essere umana e non contraria al senso dell’umanità e la rieducazione del condannato”.
di Maurizio Piccinino
La Discussione, 21 dicembre 2025
Il garantismo come architrave del sistema penale, articolato in tre passaggi distinti ma connessi: presunzione di innocenza, certezza della pena, rieducazione del condannato. È il filo seguito dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio nel video intervento al congresso di Nessuno tocchi Caino, ospitato al Teatro Punto zero dell’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano. Nordio ha definito il garantismo una responsabilità dello Stato, non una concessione. Il primo snodo è la presunzione di innocenza, che resta, a suo giudizio, un punto critico dell’attuale sistema. Il ministro ha ricordato che oltre 15mila persone sono detenute senza una condanna definitiva e che una parte consistente viene poi scarcerata perché la detenzione risulta ingiustificata. Un dato che, secondo il Guardasigilli, impone un intervento mirato. Il Governo, ha spiegato, intende ridurre il ricorso alla carcerazione preventiva, proprio per rendere effettivo il principio costituzionale secondo cui si è innocenti fino a sentenza definitiva.
di Fiorenza E. Aini
gnewsonline.it, 21 dicembre 2025
“Il garantismo, di cui siamo tutti fedeli osservanti, si coniuga in tre momenti, quello della enfatizzazione della presunzione di innocenza, quello della certezza della pena e quello della rieducazione del condannato del detenuto”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il video intervento al congresso di ‘Nessuno tocchi Caino’ i cui lavori si sono tenuti nel Teatro Puntozero dell’istituto per i minorenni Cesare Beccaria di Milano. Nell’approfondire il primo dei tre momenti cardine del garantismo, la presunzione di innocenza, Nordio ha ricordato che “vi sono più di 15mila persone in detenzione che non scontano una condanna definitiva e una buona parte di queste viene poi scarcerata, perché la loro detenzione si è manifestata ingiustificata”. Il Governo- ha proseguito - “ha intenzione di intervenire per limitare il più possibile la carcerazione preventiva, proprio in ossequio alla presunzione di innocenza”.
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