di Valentina Pigliautile
Il Messaggero, 21 dicembre 2025
Domani in Cdm il provvedimento che permetterà di votare anche di lunedì sulla separazione delle carriere di giudici e pm. I timori di Palazzo Chigi per l’astensione. La data precisa ancora manca, ma quel che è certo è che non sarà unica. Pronto ad approdare in Consiglio dei ministri, già domani, c’è il decreto che permetterà al governo di svolgere in due giorni il referendum sulla separazione delle carriere. Un copione che si ripete, in analogia con i pregressi appuntamenti elettorali, per cercare di “tamponare” l’astensionismo dilagante e mobilitare quante più persone possibili: l’unica strategia vincente quando - come nei referendum confermativi - non esiste quorum e basta un solo voto in più per vincere. Intanto il Guardasigilli pensa al prossimo passo: la riforma del processo penale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 dicembre 2025
Venerdì 19 dicembre quindici cittadini si sono presentati in Cassazione per voler promuovere la raccolta di almeno 500mila firme per richiedere il referendum sulla separazione delle carriere. Potranno quindici cittadini mandare all’aria i piani del Governo sulla data della separazione delle carriere? Come vi abbiamo raccontato oggi, Palazzo Chigi sarebbe intenzionato a convocare entro la fine dell’anno un Consiglio dei Ministri per indire la data del referendum sulla riforma costituzionale targata Carlo Nordio con l’obiettivo di portare quanto prima, addirittura il 1° marzo, i cittadini alle urne.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 21 dicembre 2025
Presentata la formazione guidata da Giovanni Bachelet, con Cgil, Arci, Anpi e Libera. Il 10 gennaio la prima assemblea. “Se votano gli stessi di giugno si può vincere”. Si allungano i tempi per il governo: impossibile andare alle urne già a inizio marzo. È ufficialmente nato il comitato della società civile per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, il secondo dopo quello dell’Associazione nazionale magistrati. Presentato ieri, la formazione è presieduta da Giovanni Bachelet ed è composto da Cgil, Arci, Anpi, Acli, Libera e decine di altre associazioni. L’idea è che, accanto alla campagna dei magistrati che hanno promesso di non voler politicizzare la questione (come anche il governo del resto), in seno al nuovo comitato si promuova l’idea che la riforma sia dannosa in primo luogo per i cittadini. “Vota No per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia” è lo slogan scelto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 dicembre 2025
Dottor Edmondo Bruti Liberati, già presidente dell’Anm, giovedì è nato il Comitato nazionale “Sì Riforma”, molto vicino al centrodestra. Che ne pensa di tutto questo? Apprezzo il titolo perché, a differenza del Comitato “Sìsepara”, chiarisce che non solo di separazione si tratta. È Sì sul complesso della riforma, nonostante diversi promotori si siano espressi, di volta in volta, contro il sorteggio o contro la separazione delle carriere. La sgangherata Alta Corte disciplinare ha raccolto l’unanimità delle critiche dei costituzionalisti che se ne sono occupati. Il presidente professor Zanon afferma che ciò che unisce i promotori sono “le storie personali” e un “orientamento culturale e politico”. In ogni caso è la condivisione del progetto di fondo: la riduzione alla quasi irrilevanza del Csm.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 dicembre 2025
Rinaldo Romanelli, segretario dell’Ucpi, come spiegare a un cittadino perché votare Sì? Separare l’organizzazione del giudice da quella del pm rafforza il giudice e lo libera da ogni condizionamento: questa è una garanzia per i cittadini. Introdurre il sorteggio al Csm è una medicina rispetto alla malattia del correntismo che nessuno è stato in grado di curare o ha voluto curare, avendo la magistratura pensato di potersi redimere scaricando tutto su Palamara e altri cinque o sei magistrati. Quanto all’Alta Corte è la fisiologica evoluzione di quello che è il disciplinare nel Csm, ossia attività giurisdizionale. Ciò allontana anche l’obiezione sul sorteggio: nessuno si sceglie il proprio giudice. Il giudice è naturale e precostituito per legge. Inoltre i magistrati saranno più garantiti non dovendo temere di trovare al disciplinare un collega di una corrente avversa.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 21 dicembre 2025
Luigi Salvato definiva il sorteggio del Csm “contrario ai principi democratici”: dopo la pensione si è convertito alle posizioni del governo. “Ho studiato e mi sono chiarito le idee”. Il sorteggio dei membri del Consiglio superiore della magistratura è “contrario ai principi essenziali della democrazia”. La riforma Nordio “rafforzerà la figura del pubblico ministero, a scapito delle garanzie offerte attualmente al cittadino”. Più in generale, “le principali criticità addotte per giustificare la separazione delle carriere non verranno affatto risolte dalla sua introduzione. Anzi, si rischia di aggravarle”. Pare assurdo, ma a parlare così, meno di un anno fa, era uno dei soci fondatori del neonato comitato per il Sì al referendum promosso dalla maggioranza di governo. Anzi, forse il socio più prestigioso di tutti: Luigi Salvato, magistrato in pensione e fino allo scorso marzo procuratore generale della Corte di Cassazione, cioè il pubblico ministero più alto in grado del Paese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 dicembre 2025
Shahin è libero perché un giudice ha chiesto le prove e le prove non c’erano. Una garanzia che vale per tutti, anche per la politica. Mohamed Shahin è uscito dal Cpr di Caltanissetta domenica scorsa, ed è divampata una polemica che non fa i conti con i dati reali. È stato liberato l’imam della moschea di Torino, quello finito al centro della bufera per le frasi sulla manifestazione pro-Palestina, quello che il ministro Piantedosi aveva deciso di espellere. Eppure, leggendo l’ordinanza del giudice Ludovico Morello della Corte d’Appello di Torino, viene da pensare che il sistema abbia funzionato esattamente come dovrebbe.
di Dafne Roat
Corriere del Trentino, 21 dicembre 2025
Sentenza depositata dopo 4 anni. La Corte d’appello nega il risarcimento, ma la Cassazione gli dà ragione. Associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Hashish e cocaina perlopiù. C’era anche lui al casello autostradale di San Michele - aveva sostenuto l’accusa - quando era arrivato il carico di 10 chili di hashish e un etto di cocaina. “Era su un’altra auto, aveva il ruolo di bonifica”. Accuse pesanti. Era il 22 giugno 2016. “Non c’entro”, si era difeso lui. Ma non è bastato. Nessun arresto, ma quasi un anno dopo era arrivata la doccia gelata: un ordine di custodia cautelare per aver “agevolato” il corriere della droga. Si erano così aperte le porte del carcere, 28 giorni in cella, altri 385 agli arresti domiciliari, poi l’udienza davanti al gup e infine l’assoluzione. Non ci sarebbe stata alcuna prova della sua presenza al casello autostradale.
di Daniele Oppo
La Nuova Ferrara, 21 dicembre 2025
Presenti 415 detenuti su 244 di capienza e l’organico è ridotto del 30%. “Una delle situazioni più gravi degli ultimi periodi”. Dopo la visita di ieri mattina nella casa circondariale di Ferrara, non usa molto giri di parole Maura Benvenuti, capo delegazione già membro del Consiglio generale del Partito radicale e punto di riferimento nella città estense. La situazione del carcere ferrarese è problematica. “C’è un sovraffollamento da far paura - spiega Benvenuti - su una capienza di 244 persone, abbiamo 415 detenuti. La situazione è drastica, anche per la mancanza di personale, siamo a -30% rispetto alla pianta organica, mancano comandanti, c’è solo la direttrice che è da sola con la Polizia penitenziaria: un problema che si protrae da mesi, con tanti trasferimenti temporanei”.
agensir.it, 21 dicembre 2025
“L’ultimo pensiero giubilare è per gli ultimi, tra cui sono i carcerati: ultimi per gli uomini, ma primi davanti a Dio”. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nella cattedrale in occasione del Giubileo dei detenuti, ultimo appuntamento giubilare prima della conclusione prevista, a livello diocesano, il 28 dicembre. Oggi assistiamo “al ritorno di un clima di vendetta per chi commette un reato, di rifiuto di ogni aiuto e percorso alternativo nei confronti dei detenuti. È facile - ha detto il presule - sentire espressioni che non possono essere accettate o alimentate dai cristiani, che rimandano a: ‘occhio per occhio’ o del genere ‘più carceri’ o ‘in carcere e buttiamo la chiave’ o ‘rimettiamo la pena di morte’, per non dire altro.
- Roma. Grazie alla Onlus “Semi di libertà” gli ex detenuti diventano barman
- Brescia. In carcere uno spazio di immaginazione. I detenuti realizzano il libro “La stanza”
- Torino. “Ai carcerati rimanga la dignità dei cittadini”
- Torino. In San Pietro per i miei ragazzi
- Napoli. “Libri Liberi”: l’ultimo appuntamento con Franchini e Fontana all’Ipm di Nisida










