di Silvia Giagnoni
Il Manifesto, 19 dicembre 2025
Keri Watson è una donna con una visione. Prima di entrare nel mondo accademico, e soprattutto prima di tornare nella sua nativa Florida, ha lavorato come chef personale di Francis Ford Coppola. “Soup lady” la chiamava il regista italoamericano, e così è accreditata nel cast di The Rainmaker (1997). Poi la decisione di dedicarsi allo studio e alla famiglia, cambiare vita. DAL 2014, Watson insegna storia dell’arte guidato presso la University of Central Florida, tra le più frequentate università pubbliche negli Stati uniti. Qualche mese dopo, la professoressa si trova ad Atlanta per una conferenza, sta seguendo un panel sulla prison education, quando viene mostrato un autoritratto fatto proprio da uno degli studenti che aveva avuto mentre insegnava nelle carceri con l’Alabama Prison Arts + Education Project.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 18 dicembre 2025
Non sono solo numeri, sono corpi. Corpi ammassati, uno sopra l’altro, in spazi pensati per una persona e abitati da tre. Se c’è una cifra che dovete tenere a mente, non è quella fredda dei comunicati stampa ministeriali, ma quella che emerge dalla realtà nuda e cruda dei bracci: 137,86%. È questo il tasso reale di affollamento nelle carceri italiane di metà dicembre. Una percentuale che non racconta solo un “disagio”, ma certifica una tortura di Stato silenziosa, quotidiana, burocratizzata. Siamo andati a guardare dentro i dati, quelli veri, quelli che il sito sovraffollamentocarcerario.it aggiorna con la costanza di un bollettino di guerra. Parliamo di un progetto curato da Marco Dalla Stella, giornalista specializzato in dati. E la guerra, lì dentro, è contro lo spazio fisico. I posti regolamentari sarebbero 51.276, ma quelli davvero disponibili - perché i muri cadono a pezzi, perché le sezioni chiudono, perché la manutenzione è un miraggio - sono scesi a 46.198. E dentro? Dentro ci sono 63.689 persone. Ci sono oltre 17.000 detenuti di troppo. Diciassettemila uomini e donne che lo Stato ha deciso di chiudere a chiave, ma per i quali non ha preparato un letto.
di Daniela Loffredo
labottegadellefilosofie.it, 18 dicembre 2025
Il sovraffollamento delle carceri e la condizione dei detenuti in Italia sono temi che non portano voti, l’argomento non è toccato molto dal panorama politico, per una serie di motivi. Innanzitutto è una realtà che sembra lontana, poi non è tema caro alla “pancia” del popolo e, inoltre, probabilmente stonerebbe come slogan, non funzionerebbe. Tutti, però, sono a conoscenza della gravità della situazione, sono a conoscenza delle condizioni atroci in cui vivono i detenuti, molto lontane dal concetto di umanità, dal concetto di dignità. Il rilievo costituzionale della dignità della persona umana impedisce, però, di considerare il carcere come luogo in cui vige un regime di extraterritorialità rispetto alle garanzie fondamentali assicurate dallo Stato, e la stessa legge prevede una serie di garanzie per il detenuto.
di Luigi Manconi
L’Unità, 18 dicembre 2025
In un articolo della bravissima Angela Stella sull’Unità del 16 u.s. leggo la seguente citazione delle parole pronunciate dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: “Provvedimenti come amnistia e condono delle pene generano percentuali altissime di recidiva che arrivano fino all’87%”. Trasecolo. I dati di realtà, accertati su base scientifica, sono di tutt’altra natura. Gli effetti sulla recidiva dell’ultimo provvedimento di clemenza, approvato dal Parlamento italiano (l’indulto del 2006) vanno in una direzione ben diversa. Secondo la ricerca commissionata dal Ministero della giustizia all’Università di Torino, curata dal professor Giovanni Torrente, degli oltre 27 mila detenuti scarcerati nei mesi successivi all’approvazione dell’indulto, solo il 33,92% era rientrato in carcere cinque anni dopo, a fronte di un dato generale che vede intorno al 68,7% la percentuale di recidiva ordinaria: quella registrata tra quanti scontano interamente la propria pena in cella. Secondo l’indagine di F. Drago, R. Galbiati e P. Vertova (The Deterrent Effects of Prison: Evidence from a Natural Experiment, in Journal of Political Economy, n. 2/2009) il tasso di recidiva tra i beneficiari dell’indulto del 2006 è diminuito del 25%.
di Adriano Sansa*
Famiglia Cristiana, 18 dicembre 2025
Anche se fosse uno solo, sarebbe una vergogna per il nostro Paese. Ma il carcere di Sollicciano, con la muffa, le cimici, l’acqua che allaga il pavimento, il personale stremato è uno dei tanti. Così come i suicidi portati a compimento o tentati riguardano diversi stabilimenti. Tuttavia, pare che la cosa ci lasci per lo più indifferenti, come dimostra la durata di questa gravissima situazione: quasi ci fossero alcuni mali per noi invincibili, sempre i medesimi, l’evasione fiscale, gli infortuni sul lavoro, la corruzione.
9colonne.it, 18 dicembre 2025
Quello dell’adolescenza è “un tema di cui la politica farebbe molto bene ad occuparsi. Ormai ci occupiamo di questo tema solo quando succedono fatti tragici, che magari attirano l’attenzione, l’opinione pubblica, ci si scandalizza, ma non ci si interroga mai su che cosa bisogna fare, come coinvolgere, come stare vicino a questi ragazzi che vivono in un mondo oggettivamente e incredibilmente complicato e difficile”. Così Sandra Zampa, senatrice Pd, che ha promosso a Palazzo Madama la presentazione del libro “Anatroccoli brutti e cattivi? Esperienze e riflessioni sulle adolescenze difficili”, di Gerolamo Spreafico e Franca Taverna.
csvlombardia.it, 18 dicembre 2025
È stato rinnovato a Roma il protocollo d’intesa tra CSVnet - l’associazione nazionale dei 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv) - e la Conferenza nazionale volontariato giustizia (Cnvg), che riunisce le realtà impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone detenute, in misura di comunità, in messa alla prova o in percorsi di giustizia riparativa. Il rinnovo dell’accordo, firmato dalle presidenti Chiara Tommasini (CSVnet) e Ornella Favero (Cnvg), dà continuità alla collaborazione avviata nel 2023 e rafforza il lavoro comune per la promozione di cittadinanza attiva, la costruzione di reti territoriali e la valorizzazione del ruolo del volontariato nel reinserimento sociale delle persone che hanno avuto esperienze di detenzione.
di Maria Chiara Niccolai*
Avvenire, 18 dicembre 2025
Il 14 dicembre il Seac - Coordinamento enti e associazioni di volontariato penitenziario - ha partecipato al Giubileo delle persone detenute, portando in san Pietro l’abbraccio, le domande, le attese dei volontari e degli uomini e delle donne private della libertà personale che incontriamo ogni giorno negli istituti di pena. Immagini, gesti, sguardi hanno lasciato in noi un segno profondo e continuano ad interpellarci. Come pure ci chiamano a una profonda riflessione le parole di papa Leone, e il suo invito a una attesa fiduciosa: “qualcosa di bello e di gioioso accadrà”.
L’Unità, 18 dicembre 2025
Un calendario pensato per il mondo del carcere, per i detenuti, per chi lavora in una istituzione totale, per il volontariato che cerca di dare senso ai principi della Costituzione. A idearlo e realizzarlo la Società della Ragione con il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, la Fondazione Michelucci e l’Archivio Margara, che ieri l’hanno presentato ai detenuti di Sollicciano a Firenze. In copertina il titolo Controcorrente. Tra le pagine i dodici articoli della Costituzione -uno per ogni mese- significativi per le garanzie dei diritti e delle libertà: a cominciare ovviamente dall’articolo 27, platealmente e quotidianamente calpestato nelle nostre prigioni. Gli articoli sono riportati anche in inglese e in arabo per renderli più facilmente comprensibili ai tantissimi reclusi stranieri. Sfogliando il calendario si trovano poi riprodotte le copertine di libri dedicati ai temi della giustizia e della pena, e le immagini di alcuni quadri realizzati proprio le mura di una prigione. Infine dodici frasi di autrici e autori, scelte da Franco Corleone, che “aprono squarci di pensieri controcorrente”.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 18 dicembre 2025
Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni potrebbe tenersi domenica 1 marzo. È la data che l’esecutivo sta valutando come la più probabile, anche se formalmente il perimetro resta quello che va dal primo al 15 marzo. Un’ipotesi che da settimane gira a Chigi ed è stata esplicitamente evocata dal leader della Lega Matteo Salvini nel corso della cena natalizia con i gruppi parlamentari del Carroccio. “Dipende dalle procedure della Cassazione ma il primo è la data più probabile”, ha detto.
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