di Simona Musco
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
A Palazzo Bachelet un convegno sull’anniversario della norma. Presente l’ufficio del Garante, tranne il suo membro più “polemico”. “Un’esclusione involontaria”. Il Csm si prepara a celebrare i cinquant’anni della legge penitenziaria con un convegno di alto profilo, ma la composizione del parterre apre subito un fronte inatteso. Nel programma figurano due componenti dell’Ufficio del Garante nazionale delle persone private della libertà, mentre resta escluso il terzo, Mario Serio. Una scelta che il Consiglio definisce frutto di una “involontaria gaffe”, ma che negli ambienti più attenti alle politiche penitenziarie non è passata inosservata.
di Massimiliano Castellani
Avvenire, 3 dicembre 2025
Don Burgio ci guida nella comunità Kayros, attiva dal 1996 nell’hinterland di Milano, che offre opportunità di recupero a giovani difficili: “La nostra missione non è salvarli, ma sfidarli a migliorare”. Abdou è tornato, ha provato a scappare per raggiungere suo fratello in Francia, ma nemmeno 24 ore dopo è rientrato a “casa” Kayros. Attraversa il campetto da calcio in sintetico donato da Fondazione Milan dove incontra El Sadhay (ma si fa chiamare Origgi), e don Claudio Burgio lo abbraccia forte, come fosse un figlio. Come fa anche con Gabriel, il più piccolo di “casa”, 13 anni, che oggi non ne vuole sapere di andare a scuola. Loro, sono alcuni dei 50 ragazzi che sognano di poter ricominciare a vivere una vita normale, da qui, dalla comunità “Kayros - Non esistono ragazzi cattivi”.
di Angela Stella
L’Unità, 3 dicembre 2025
“Le doglianze relative all’eccentricità del modus operandi del Governo coinvolgono direttamente l’intera Assemblea”, così i giudici salvano l’iter del decreto. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sollevato dal deputato di +Europa Riccardo Magi nei confronti del Governo rispetto all’iter seguito nella deliberazione del cosiddetto decreto-sicurezza, che dunque è salvo grazie a questa decisione della Consulta.
di Angela Stella
L’Unità, 3 dicembre 2025
Come già fatto in estate, quando le carceri strapiene erano anche arroventate, il presidente del Senato Ignazio La Russa torna a sollecitare un provvedimento di clemenza contro il sovraffollamento. L’occasione è la presentazione, promossa da Nessuno tocchi Caino, del libro “L’emergenza negata, il collasso delle carceri italiane”, scritto dall’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno e Fabio Falbo, entrambi detenuti a Rebibbia. I due autori sono comparsi in video con un messaggio veicolato dai loro avatar, realizzati con l’AI, proiettati su un maxi-schermo come se fossero collegati dal vivo.
di Alberto Minnella
Il Fatto Quotidiano, 3 dicembre 2025
Ho ascoltato recentemente un’intervista di Gherardo Colombo sulle regole ed è stato come entrare in una zona del discorso pubblico che raramente frequentiamo: quella in cui non ci si limita a chiedere “quale legge?”, ma si tenta di capire che cosa sostiene una legge affinché possa essere davvero tale. Nelle sue parole emerge l’idea che le norme non vivono di autorità, ma di riconoscimento. E il riconoscimento è qualcosa che avviene sempre dentro le persone prima che nei tribunali. Colombo lo ripete con calma: una regola funziona solo se incontra una coscienza capace di percepirla come parte della convivenza. Altrimenti resta un segnale neutro, un’indicazione che può essere letta, ignorata o aggirata senza alcuna risonanza interiore. È questo scollamento tra norma e interiorità che caratterizza sempre più spesso il nostro tempo. Non è una colpa individuale, ma un effetto di un contesto in cui tutto sembra temporaneo, reversibile, intercambiabile: anche i limiti.
di Errico Novi
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
A partire da Palamara, che ha presieduto il sindacato delle toghe fra il 2008 e il 2012, i numeri uno dell’associazione sono stati in nettissima maggioranza pubblici ministeri: 7 su 9. È un’assurdità, un evidente paradosso se si considera che gli inquirenti costituiscono sì e no il 20% dei magistrati. Qualcosa in meno e non in più. Ti aspetteresti di vedere al vertice dell’associazionismo giudiziario, in netta prevalenza, giudici. Magari giudici civili, la sottocategoria nettamente più rappresentata. E invece no. Di magistrati giudicanti, negli ultimi 13 anni, se ne sono visti solo due, alla guida del sindacato.
di Francesco Petrelli*
Il Foglio, 3 dicembre 2025
Sapere quante richieste di custodia cautelare presentate dai pm vengono accolte dai giudici non serve a puntare il dito contro alcuno. Ma a consentire ai cittadini di capire come funziona davvero la giustizia. Senza dati il dibattito scivola su percezioni, slogan ed emotività. In risposta all’articolo pubblicato il 30 novembre sul “Fatto Quotidiano”, che descrive la nostra richiesta di dati sulle misure cautelari come una “ossessione” e una “spasmodica ricerca di numeri”, desidero condividere alcune riflessioni che ritengo necessarie, non per alimentare polemiche ma per rispetto di chi sarà chiamato ad assumere una decisione che inciderà profondamente sull’assetto della giustizia.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
Al Senato le audizioni sul testo “congelato” dopo il via libera della Camera: i pareri dei penalisti e dell’Anm. Si parte da un punto di vista comune: superare l’attuale definizione di violenza sessuale, tuttora ancorata a un’idea di forza invincibile, è un obiettivo indispensabile, oltre che condivisibile. Ma come riscrivere il codice penale senza rinunciare a tutele e garanzie processuali? Questa volta avvocatura e magistratura si trovano dalla stessa parte del tavolo nel sollecitare la politica a introdurre dei correttivi. Magari con alcuni dei ritocchi proposti ieri nel corso delle audizioni svolte in commissione Giustizia al Senato. Un ciclo breve, diviso in due giorni, voluto dal centrodestra per riformulare il ddl promosso con un accordo bipartisan tra Pd e Fratelli d’Italia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 dicembre 2025
Michele Ciminnisi non doveva morire. O meglio, non era lui l’obiettivo. Era il 29 settembre 1981, un martedì qualunque a San Giovanni Gemini, provincia di Agrigento. Michele se ne stava appoggiato al muro esterno del bar Reina, forse a godersi l’aria, forse in attesa di qualcuno. Non poteva sapere che di lì a poco si sarebbe scatenato l’inferno. Dentro quel bar c’era “Gigino” Pizzuto, un boss di peso, uno che sedeva nella commissione regionale di Cosa Nostra ma che aveva il difetto di appartenere alla fazione sbagliata, quella di Bontate.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2025
La Cassazione con la decisione precisa sia la possibile sospensione del processo con conseguente estinzione del reato ex articolo 624 bis del Cp sia la sussistenza dell’interesse ad agire contro la condanna a pena sostitutiva di Lpu. Con la sentenza n. 38670/2025 la Cassazione penale ha affermato che il furto in abitazione o con strappo previsto con l’inserimento dell’articolo 624 bis del Codice penale rientra tra i reati per i quali è ammessa la procedura di sospensione del processo per messa alla prova in base al combinato disposto degli articoli 168 bis del Codice penale e 550, comma 2, del Codice di procedura penale. La decisione afferma la sussistenza dell’interesse a ricorrere in capo all’imputato sottoposto a giudizio con citazione diretta del Pm anche se condannato con pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità.
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