di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 novembre 2025
Le autorità competenti non hanno risposto. Dopo tre mesi dall’invio di una relazione dettagliata, circostanziata, corredata di dati e testimonianze, il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e il Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione Rosanna Rabuano non hanno fornito alcun riscontro alle osservazioni presentate dai garanti dei detenuti Valentina Calderone (Roma Capitale) e Stefano Anastasìa (Regione Lazio) sulla situazione del Centro di permanenza per i rimpatri di Gjadër, in Albania. Un silenzio che pesa come un macigno e che solleva interrogativi inquietanti sulla trasparenza e sulla volontà di confrontarsi con chi, per mandato istituzionale, ha il compito di vigilare sui diritti delle persone private della libertà.
di Mai più lager - No ai Cpr
L’Unità, 8 novembre 2025
Ricorderete forse la storia della persona con problemi psichiatrici trattenuta nel Cpr di Milano da oltre 9 mesi, della quale avevamo parlato qui (e anche a Radio Popolare). Non abbiamo neanche fatto in tempo a parlarne che, dopo poche ore, i detenuti ci hanno contattato per dirci che alle 5 del mattino questa persona era stata prelevata con la forza e trasferita. I detenuti ci hanno riferito anche che agenti e personale avevano trionfalisticamente raccontato che quella persona stava per essere trasferita in Albania: un deterrente in più, che fa sempre effetto tra persone già terrorizzate. Abbiamo sperato per qualche giorno che fosse una provocazione buttata lì ad arte, e che il ragazzo aveva avuto una sorte diversa.
di Sofia Toscani
L’Unità, 8 novembre 2025
Negli ultimi tre anni il regime di Saied ha annullato ogni possibilità di rifugio e tutela per i richiedenti asilo e migranti, soprattutto se neri, attraverso persecuzioni razziste per mano della stessa polizia. “L’Unione europea rischia di rendersi complice di tutto ciò - scrive Amnesty - mantenendo in piedi la cooperazione nel controllo dei flussi migratori senza garanzie effettive in materia di diritti umani”. Amnesty International ha condotto la ricerca tra febbraio 2023 e giugno 2025. Frammenti di alcune testimonianze, Celine camerunense: “Continuavano a colpire la nostra barca di legno con lunghi bastoni appuntiti, l’hanno bucata… C’erano almeno due donne e tre neonati senza giubbotti di salvataggio. Li abbiamo visti annegare e poi non abbiamo più visto i corpi. Non ho mai avuto così tanta paura”.
di Marco Santopadre
Il Manifesto, 8 novembre 2025
I due Centri sono pensati per 183 adulti, ma saranno trattenuti anche minori. Anche la Spagna, come altri paesi europei, ha deciso di compiere un ulteriore passo nel processo di esternalizzazione delle frontiere, finanziando la costruzione di due centri di trattenimento per migranti in Mauritania. A rivelarlo è un’inchiesta realizzata dalla “Fondazione porCausa” e pubblicata dal quotidiano “El Salto” che sta agitando le acque nella già traballante maggioranza di governo. L’esecutivo non ha dato grande pubblicità all’inaugurazione, avvenuta il 17 ottobre scorso, delle due strutture situate nella capitale mauritana Nouakchott e a Nouadhibou, al confine con il Sahara Occidentale. Entrambi i centri sono stati finanziati, con un milione di euro di fondi europei, dalla Fondazione per l’Internazionalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni (FIAP), un’agenzia di cooperazione che fa capo al Ministero degli Esteri di Madrid.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 10 novembre 2025
Gentile dottor Napolillo, Lei è stato di recente nella Casa di reclusione di Padova e ha visto un carcere dove, pur nelle difficoltà del sovraffollamento, si cerca con la collaborazione di tutti di rispettare il mandato costituzionale, cioè di garantire a più detenuti possibile di non entrare in carcere e uscirne a fine pena come sono entrati, ma di fare un percorso realmente rieducativo, che significa crescere culturalmente, mettere in discussione le proprie scelte passate, avere voglia di fare i conti con la sofferenza provocata dai reati, nelle vittime ma anche nei famigliari delle stesse persone detenute.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 novembre 2025
Una circolare centralizza le autorizzazioni per gli eventi educativi e culturali. L’allarme di magistrati e associazioni: “Così si svuota il carcere dalle occasioni di riscatto”. Giachetti interroga Nordio. Una nota del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria rischia di paralizzare le attività trattamentali in buona parte delle carceri italiane. È questa la denuncia che emerge dall’interrogazione parlamentare presentata martedì scorso dal deputato Roberto Giachetti di Italia Viva e dai durissimi comunicati del Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza e di AreaDG.
di Teresa Olivieri
Italia Oggi, 7 novembre 2025
A decidere sulle attività educative e ricreative dei detenuti non saranno più i direttori degli istituti e i giudici ma il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Con il rischio di allungare i tempi e creare ulteriore burocrazia. Le nuove indicazioni, che riguardano gli Istituti penitenziari con circuiti a gestione dipartimentale (Alta sicurezza-AS, Collaboratori di giustizia, 41 bis), sono contenute in una circolare datata 27 febbraio 2025 ma formalizzata il 21 ottobre scorso, firmata dal Direttore generale dei detenuti e del trattamento del Ministero della giustizia, Ernesto Napolillo, indirizzata ai Provveditorati regionali e alle Direzioni degli istituti penitenziari.
di Chiara Cacciani
huffingtonpost.it, 7 novembre 2025
I primi effetti della centralizzazione voluta dalla Giustizia per il via libera a tutte le iniziative culturali negli istituti penitenziari. Boscoletto (cooperativa Giotto): “Faccio davvero fatica a capirne il senso”. Un incontro di promozione alla lettura rivolto a detenuti maghrebini annullato all’ultimo minuto a Padova: era stato programmato da mesi, erano state coinvolte le istituzioni e il Consolato e già pagati i biglietti ferroviari per le due scrittrici di origine tunisina e invece niente. E poi un evento della Camera penale saltato a Torino, mentre viene sospeso (momentaneamente? Chissà) a Parma il progetto che da alcuni anni portava classi di un liceo classico oltre le sbarre, a confrontarsi insieme alle persone ristrette sul tema fondamentale della giustizia riparativa. Non solo: sarà quasi impossibile mantenere in tutti e 40 gli istituti penitenziari coinvolti l’appuntamento del prossimo 15 novembre con la Colletta Alimentare, il momento che da 15 anni permetteva alle persone detenute di contribuire alla spesa solidale attiva nel resto d’Italia.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 7 novembre 2025
La lettera a Nordio di Agnese Moro, Bachelet e altri familiari delle vittime. “Gentile signor ministro della Giustizia, noi familiari di vittime delle azioni terroristiche, della lotta armata e della criminalità organizzata, da tempo impegnati in attività volte a realizzare il dettato Costituzionale di favorire la rieducazione dei detenuti”, (...) “guardiamo con notevole perplessità e sofferenza personale alle norme restrittive recentemente introdotte nelle carceri italiane”. Comincia così la lettera che Giovanni Bachelet, Fiammetta Borsellino, Marisa Fiorani, Manlio Milani, Lucia Montanino, Maria Agnese Moro, Giovanni Ricci e Sabina Rossa hanno inviato al ministro della Giustizia, Nordio.
di Marcello Pesarini
transform-italia.it, 7 novembre 2025
Prima i fatti poi le interpretazioni. Solo una breve premessa: per una parte non indifferente dell’amministrazione della Giustizia, si susseguono dichiarazioni, interventi, interviste. Poi, di fronte a necessità che non possono essere ignorate, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria pensa siano sufficienti o comunque necessarie comunicazioni che non hanno nulla di complessivo, ma possono ulteriormente infastidire o gettare la zizzania. Nel giro di una settimana, il 14 e il 21 ottobre 2025, sono state consegnate alle organizzazioni sindacali dei lavoratori penitenziari e ai provveditorati penitenziari nonché alle direzioni degli istituti penitenziari, due diverse direttive. Quella a data 14/10 è dedicata alla prevenzione degli eventi critici, e rivolta alle organizzazioni sindacali oltre che alle direzioni.
- Nordio e Delmastro… venite a vedere che succede nelle carceri
- Sulla giustizia ballo in maschera a suon di slogan
- L’investitura a Nordio: sarai il simbolo del referendum
- Nordio si sbaglia: anche una riforma costituzionale può violare la Costituzione
- Il senso perverso di una controriforma costituzionale










