Adnkronos, 4 febbraio 2015
"Rispetto alla media nazionale lo stato delle carceri umbre è sostanzialmente buono. Il tasso di affollamento è tornato nella norma poiché per 1.400 posti disponibili sono presenti 1.400 detenuti. Tuttavia, in alcune carceri sono presenti problemi di carattere strutturale (umidità e temperatura delle celle non sempre ottimali)".
È questa la sintesi dell'intervento in consiglio regionale dell'Umbria, del Garante dei detenuti Carlo Fiorio, che ha tracciato la sua attività dopo la designazione da parte dell'Assemblea legislativa del 28 maggio 2014. Un incontro richiesto del capogruppo di Fratelli d'Italia, Franco Zaffini e definito importante dal presidente della Commissione, Massimo Buconi.
"Da evidenziare - sottolinea - comunque la volontà dell'amministrazione penitenziaria locale, nonostante le insufficienti risorse provenienti dal ministero, di risolvere al meglio ogni problematica. In alcuni Istituti sono state rilevate meritorie iniziative, anche di carattere culturale. Rispetto alla media nazionale va evidenziato che in Umbria c'è sempre stata una buona rete. L'Umbria, di fatto, è sempre stata un laboratorio positivo. L'auspicio è che il trend discendente della carcerazione possa portare comunque un miglioramento delle condizioni generali".
Carlo Fiorio ha spiegato che il suo ufficio ha ricevuto, ad oggi, 237 missive, effettuato 26 colloqui nei quattro istituti penitenziari umbri (12 a Perugia, 7 a Spoleto, 6 a Terni, 1 ad Orvieto), per un totale di 290 contatti. "Abbiamo incontrato 167 detenuti - ha detto - che hanno evidenziato problematiche inerenti il diritto e la tutela della salute, richieste di trasferimento, per l'ottenimento di benefici, condizioni di vita penitenziaria (salubrità ambienti, temperature dei locali), richiesta per ausilio documentazione, richieste di istruzione, di lavoro, posizioni giuridiche, lumi circa procedimenti disciplinari. Attualmente - ha detto ancora Fiorio - l'ufficio del Garante, insediato presso l'assessorato regionale al Welfare, oltre a poter chiedere supporto al personale della Giunta, è composto da quattro ragazzi volontari dell'Università che svolgono visite nelle carceri, spesso effettuate con difficoltà, a causa di una circolare del Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), che ha uniformato questa figura a quella del parlamentare o Consigliere regionale, per cui diventa difficile effettuare i colloqui. Stiamo comunque lavorando con l'assessore Carla Casciari - ha assicurato - per creare una rete con il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, con la Magistratura di sorveglianza e con la Regione per trovare la soluzione a questo problema".
www.napolipost.com, 4 febbraio 2015
Prende il via una tournée teatrale speciale il cui spettacolo ha per palcoscenico cinque carceri campane ed altri luoghi. "Criature" spettacolo prodotto da Delirio Creativo, è scritto e diretto da Raffaele Bruno. In scena Federica Palo, Angela Dionisia Severino e Rita Paolella. Una storia tratta da un tragico episodio di cronaca realmente accaduto a Napoli che ha meritato l'attenzione di Stefano Benni, con cui il regista vanta una decennale collaborazione.
A presentare il nuovo progetto l'Associazione Scuola di pace, da sempre impegnata in ambito sociale, con il sostegno dell'8 X 1.000 della Chiesa Valdese. Il tour a partire da venerdì 6 febbraio. Stefano Benni ha così commentato lo spettacolo: "una musica di dolore e speranza assieme, forse solo a Napoli la puoi suonare cosi forte".
La tournèe è in realtà un pretesto per realizzare un "incontro" e riflettere assieme sul tema dell'innocenza. Il regista in questo spettacolo si interroga, infatti, su tali tematiche: tutti gli uomini nascono innocenti quando è che un uomo smarrisce l'innocenza? E soprattutto di chi è la responsabilità? C'è nella vita di ognuno un bivio o più di uno in cui si è chiamati a fare scelte determinanti ed è proprio in quel momento che un uomo dovrebbe incontrare una guida, un maestro, lo stato, invece spesso questo incontro avviene troppo tardi o non avviene mai.
La nostra società cresce moltissimi figli inconsapevoli a cui nessuno ha insegnato che possono fare una scelta, che possono coltivare i loro sogni figli che incontrano lo stato spesso solo in carcere. Grazie a questa tournée dopo ogni replica si avrà la straordinaria opportunità di parlare di questo tema con carcerati, poliziotti, direttori, operatori sociali, insegnanti, volontari, donne, uomini, bambini senza filtri, guardandoci negli occhi.
Le date della tournée di Criature:
6 - 8 febbraio al Casale delle arti (Sant'Agata dei Goti, Bn);
ritiro, prove e prova aperta l'8 febbraio 11 febbraio al carcere di Carinola (Ce);
15 marzo al Gridas di Scampia (in questa data saranno presenti molte associazioni attive sul territorio);
19 marzo al Carcere di Eboli (Sa);
2 aprile al Carcere di Sant'Angelo dei Lombardi (Av);
aprile (data da definire) all'Università Suor Orsola Benincasa
maggio (data da definire) per la manifestazione Una canzone di pace (la festa dell'Associazione Scuola di pace, una vetrina che permette da 15 anni a molte realtà artistiche e sociali cittadine di incontrarsi e farsi conoscere).
Inoltre in sede di conferenza stampa prevista per mercoledì 4 febbraio ore 11:00 presso il teatro "Palcoscenico" (via Gaetano Argento 54) verrà presentato in anteprima il sito web del Delirio Creativo e il nuovo logo della compagnia.
di Damiano Aliprandi
Il Garantista, 4 febbraio 2015
È stato un suicidio, non risulta nessun segno di violenza. È questo il responso dell'autopsia effettuata sul corpo di Cino Carrello, il detenuto di 26 anni che mercoledì sera è stato ritrovato impiccato con un lenzuolo nel carcere palermitano del Pagliarelli.
I magistrati, però, pur escludendo l'ipotesi di omicidio, continuano a indagare per minacce e istigazione al suicidio. Qualche tempo dopo essere finito in manette, qualcuno aveva recapitato nella sua cella un paio di bigliettini nei quali il giovane veniva invitato a "stare sereno" e pensare soltanto ai propri familiari.
Un episodio, su cui sta indagando la procura di Palermo, che ha iscritto due persone nel registro degli indagati. Uno di loro sarebbe molto vicino al capomafia latitante Matteo Messina È Denaro. Non è escluso che le ipotesi di reato per i due possano estendersi all'istigazione al suicidio.
Carrello era finito in carcere nell'ambito dell'operazione "Eden 2", che aveva fatto luce sui legami tra il boss latitante Matteo Messina Denaro e gli esponenti del mandamento mafioso palermitano di Brancaccio. Nelle ultime settimane aveva però iniziato a collaborare con i magistrati rivelando i nomi dei componenti di una sorta di gruppo di fuoco usato da Cosa nostra per mettere a segno le rapine. Il ragazzo ha anche lasciato un bigliettino, del quale però non è stato reso noto il contenuto. Rimane il fatto che il detenuto era in cella di isolamento. Come è possibile che abbia ricevuto biglietti di minaccia senza passare sotto la censura?
Ansa, 4 febbraio 2015
Nell'ambito del progetto di "Giustizia riparativa per l'inserimento lavorativo dei detenuti e il recupero del patrimonio ambientale locale", un detenuto del carcere di Pescara effettuerà lavori di manutenzione e di carattere igienico-sanitario ed ecologico nella zona di Montesilvano Colle. Il progetto, frutto di una convenzione tra il Comune di Montesilvano e la Casa Circondariale di Pescara, riattivata anche quest'anno dalla Giunta Maragno, ha come obiettivi quelli di reintegrare i detenuti e offrire loro un'occasione per ripagare il danno arrecato alla collettività attraverso lavori di pubblica utilità.
Ad individuare il detenuto sarà il direttore del carcere. Tutte le mattine, per sette giorni a settimana, inclusi i festivi, con riposo di un giorno settimanale, dalle 8:30 alle 12:30, svolgerà le sue prestazioni tra piazza Galli, Piazza Giardino, corso Vittorio Emanuele fino alla scuola, lungo la passeggiata e le zone limitrofe, occupandosi della pulizia di aree verdi e di piccole manutenzioni ordinarie. Il Comune fornirà i materiali necessari. Il detenuto, che resterà sotto la diretta responsabilità del carcere di Pescara, verrà retribuito con una somma di 300 euro mensili, che verrà corrisposta alla Casa Circondariale.
"Fui un grande sostenitore di questo progetto in Provincia a Pescara - ricorda l'assessore ai Lavori pubblici, Valter Cozzi - dal momento che ci permise di completare importanti interventi. Sono sicuro che anche a Montesilvano consentirà di ottenere buoni risultati. Questo accordo ha, infatti, un duplice vantaggio: da una parte preparare il reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti, dall'altra permettere l'applicazione di una forma di giustizia riparativa che fornisce un servizio alla comunità della nostra città".
Ansa, 4 febbraio 2015
La Villa Medicea dell'Ambrogiana che attualmente ospita l'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino tornerà ai cittadini. È questo l'impegno assunto dall'Amministrazione penitenziaria con il Soprintendente per i beni archeologici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato, Alessandra Marino. Con la chiusura degli Opg la storica struttura diventerà patrimonio dell'intera collettività. La piena disponibilità dell'Amministrazione a cedere la storica Villa dell'Ambrogiana è stata manifestata nell'incontro che si è tenuto tra la soprintendente, il direttore generale dei detenuti e del trattamento e il direttore generale delle risorse materiali, dei beni e dei servizi del Dipartimento dell' Amministrazione penitenziaria.
di Marco Vaccarella
Giornale di Sicilia, 4 febbraio 2015
Protesta degli agenti per lo show di una ballerina messo in scena qualche giorno fa per i detenuti: "Scelta inopportuna".
Balletto burlesque nel teatro del carcere Ucciardone. Curve femminili in bella mostra per la gioia dei detenuti. Lustrini, piume e paillettes all'insegna della sensualità e dell'ironia. E scoppia la protesta degli agenti penitenziari, che attraverso il sindacato di polizia Sippe e l'Associazione per i diritti e le tutele contestano l'esibizione di una "danzatrice in abiti succinti" per un pubblico di detenuti, alcuni dei quali della nona sezione, quella di massima sicurezza. "Uno spettacolo inopportuno" dice Alessandro De Pasquale, segretario generale del sindacato. Forma d'arte tutta al femminile, il burlesque è una danza antica nata nell'Inghilterra del Settecento. Negli ultimi anni è tornata di gran moda. Malizia e irriverenza al tempo stesso. Un gioco per adulti. Non è piaciuto a tutti.
L'episodio riaccende le polemiche sulle condizioni "mortificanti" in cui sarebbe costretto a lavorare il personale di sicurezza del penitenziario borbonico di via Enrico Albanese. Gli agenti lamentano da mesi carenza di personale, turni massacranti, condizioni igienico-sanitarie precarie, aggressioni continue, spazi angusti, ambienti pericolosi per la salute del personale di polizia e per gli stessi detenuti. L'estate scorsa, a scatenare l'ira degli agenti era stata la distribuzione di gelati ai detenuti in occasione della rassegna cinematografica.
"Degustazioni nell'intervallo dei film e gli agenti senza potere bere neanche un bicchiere d'acqua fresca a causa della chiusura del punto ristoro", era stato il coro di proteste. Adesso il burlesque. "Lascio immaginare le reazioni che hanno avuto i detenuti durante lo spettacolo" dice De Pasquale: "C'è stato anche chi, rivolgendosi ai poliziotti, ha urlato: stasera i bagni saranno tutti occupati, vi conviene bussare prima di entrare e fare la conta".
Durante le festività di fine anno, un altro episodio ha creato malumore fra il personale. Lasagne e panettoni offerti ai detenuti da un noto bar della città. E a capodanno, cannoli per tutti dalla stessa pasticceria. "Un trattamento da hotel a cinque stelle che non possiamo accettare - dice De Pasquale - se dall'altro lato gli agenti sono costretti a lavorare al gelo per la mancanza di riscaldamento. Ci sono delle stufette, ma spesso sono guaste".
Scarse risorse economiche, ma anche problemi di sicurezza fra le sezioni del carcere. L'ultimo episodio, denuncia il sindacato, è accaduto giovedì scorso. "Un agente si è sentito male in servizio - conclude De Pasquale - ma ha dovuto attendere la fine del turno per essere accompagnato in ospedale da un altro collega perché l'amministrazione non ha attivato tutte le procedure a tutela della salute del poliziotto".
Per la direttrice del carcere, Rita Barbera, "i problemi legati alle condizioni di lavoro del personale di sicurezza non c'entrano nulla con il trattamento dei detenuti. Non stiamo parlando di rivendicazioni sindacali - continua la direttrice - ma di un'interferenza con le attività dell'amministrazione penitenziaria. È una censura che non accetto, una polemica ideologica - conclude Barbera - che contrasta con il progetto di rieducazione e svago dei detenuti".
Nova, 4 febbraio 2015
Un gruppo di ribelli in Siria ha fatto sapere che sta cercando di scambiare un miliziano iraniano catturato nella provincia meridionale di Daraa lo scorso mese, con donne detenute nelle carceri del regime. Il leader del gruppo "Fronte unito di al Sham", noto come Abu Ahmed, ha spiegato che i suoi combattenti hanno arrestato l'iraniano "mentre combatteva al fianco delle forze governative nella provincia di Daraa", aggiungendo che "l'iraniano, interrogato attraverso un interprete, ha fatto sapere di essere arrivato Siria lo scorso anno dalla città iraniana di Qom e di avere trent'anni".
Nova, 4 febbraio 2015
Il vescovo ortodosso dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) Jovan Vraniskovski è stato rilasciato ieri sera dal carcere di Skopje. Il rilascio era stato approvato dalla direzione del carcere, ma la Procura della Repubblica aveva presentato ricorso.
Il Tribunale penale di Skopje, dopo il via libera della Procura di Stato per la criminalità organizzata, ha optato per il perdono di Vraniskovski. Descrivendolo come una persona di "immacolata condotta", il giudice ha osservato che era "diabetico e quindi con un bisogno di una dieta particolare, che il carcere non può fornire".
Vraniskovski è stato condannato a cinque anni e mezzo di carcere nel 2012 per essersi appropriato di circa 250 mila euro dalla Chiesa ortodossa macedone. Il sacerdote ha già scontato tre anni di pena, cioè più della metà della sua condanna. Per quasi un decennio, il religioso "ribelle" è stato al centro di una controversia tra la Chiesa ortodossa macedone e quella serba, che non riconosce l'indipendenza ecclesiastica di Skopje. La più influente Chiesa ortodossa serba ha offerto ai macedoni l'autonomia, ma non la totale indipendenza.
Per risolvere la controversia è intervenuto anche il vescovo ortodosso russo Ilarion Alfeev di Volokolamsk, che ha offerto una mediazione per arrivare a un compromesso. A dicembre, infatti, Alfeev ha invitato i leader macedoni a liberare Vraniskovski per l'apertura di colloqui, mediati dalla Russia, tra le comunità ortodosse di Fyrom e Serbia. La Chiesa serba non riconosce la sua controparte macedone, considerata come scisma, perchè si è staccata unilateralmente nel 1967. Il religioso russo ha detto che la Chiesa russa non poteva "riconoscere unilateralmente" la Chiesa macedone, decisione che dovrebbe essere presa su spinta di tutti gli ortodossi. "Siamo però disposti a fare da mediatori", ha detto il vescovo russo.
Vraniskovski, in realtà, è da tempo al centro di una grave disputa tra la chiesa ortodossa macedone e quella serba, che non riconosce l'indipendenza dell'altra. Alcuni anni fa, infatti, egli ha abbandonato la chiesa macedone per tornare sotto l'ala di quella serba, causando forti polemiche nel suo paese. Le autorità macedoni avevano condannato il religioso a due anni e mezzo di prigione.
Nel 2012, dopo la condanna del religioso macedone, il presidente serbo Tomislav Nikolic aveva proposto di risolvere i problemi esistenti con la chiesa ortodossa macedone, partendo da un'amnistia per il vescovo "dissidente" Zoran Vraniskovski, noto come vescovo Jovan, e in un decreto speciale sull'indipendenza della chiesa ortodossa macedone. Il prelato era stato arrestato nel novembre 2010 in Bulgaria in base ad un mandato di cattura dell'Interpol e le autorità della Fyrom avevano chiesto la sua estradizione perchè scontasse una pena detentiva inflittagli nel 2009 da una corte macedone per appropriazione indebita.
"Suggerisco di sederci e di parlare su tutto. Mi riferiscono all'atteggiamento della Macedonia sulla chiesa ortodossa serba e all'atteggiamento della Serbia sulla chiesa ortodossa macedone. Posso risolvere tutto questo, se intendono parlarmi. In caso contrario, questo problema non sarà mai risolto", aveva dichiarato Nikolic. "La Macedonia non è riuscita a risolvere questo problema. Forse non aveva interlocutori. Oggi in Serbia c'è qualcuno con cui parlare e io sono uno di loro. Rispetto la chiesa ortodossa serba e la chiesa ortodossa serba rispetta me: siamo in grado di risolvere questo problema", aveva aggiunto il presidente serbo.
di Lorenzo Misuraca
Il Garantista, 3 febbraio 2015
Il leader dei Radicali sulla manovra del premier per portare il siciliano al Quirinale: "è stato molto abile, ma ha una visione a lungo termine?".
Non si lascia ipnotizzare come il resto del mondo politico italiano dalle evoluzioni tattiche del premier, dopo le elezioni del Presidente della Repubblica. Dal suo osservatorio in via della Torre Argentina, sede del Partito Radicale, così vicino così lontano al Parlamento, Marco Pannella preferisce affrontare la vittoria di Sergio Mattarella da tutt'altra prospettiva.
Ansa, 3 febbraio 2015
"Sono convinto che il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche in considerazione delle sue eccellenti conoscenze giuridiche, non farà venire meno la sua attenzione e, quindi, le sue sollecitazioni sul tema delicato della vivibilità delle carceri italiane, con particolare riferimento alle condizioni lavorative dei poliziotti penitenziari.
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