di Ornella Mincione
Il Mattino, 19 maggio 2025
Casa Accoglienza “Raffaele Nogaro” sarà ufficialmente aperta al pubblico giovedì 29 alle 11: è l’associazione Generazione Libera odv a dare la notizia dell’inaugurazione della struttura situata in via Cipulli n. 14, a Piana di Monte Verna. “Questo importante progetto - si legge nella nota dell’associazione - nasce con l’obiettivo di fornire un sostegno concreto e un luogo sicuro per coloro che si trovano in una situazione di disagio e bisogno”. La casa di accoglienza infatti ospiterà i detenuti ed ex detenuti senza fissa dimora. “Invitiamo tutti coloro che desiderano sostenere questa causa a partecipare all’inaugurazione e a contribuire con il loro supporto alla realizzazione di questa importante iniziativa”, dicono ancora i referenti di generazione libera. In realtà, a fare luce sulla casa di accoglienza e sul suo significato è il lungo post di Facebook scritto dagli autori dell’associazione di volontariato.
di Simone Giraudi
lavocedialba.it, 19 maggio 2025
Giovedì 15 maggio, in municipio a Cuneo, la commissione consiliare di illustrazione dell’Ufficio: con 16 funzionari e un educatore si occupano di tutto il territorio cuneese. In totale, nel 2024, in provincia di Cuneo sono state 1.253 le persone sottoposte a misure alternative al carcere che sono state interessate dai progetti dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna. Un dato importante, che va a comporre quello piemontese - 9.730 persone e 4.500 detenuti - e quello nazionale, che segna 142.773 persone in esecuzione penale esterna e 62.445 detenuti. A sciorinare i dati - nel corso dell’ultima riunione della VI commissione consiliare del Comune di Cuneo, occorsa nella serata di giovedì 15 maggio - le dottoresse Elena Boranga (direttrice dell’Ufficio) e Silvia Eicholzer. Presenti in sala Consiglio, oltre i commissari, anche il presidente Erio Ambrosino e il garante cittadino dei diritti dei detenuti Alberto Valmaggia.
di Beatrice Tominic
fanpage.it, 19 maggio 2025
Ha trascorso oltre 600 giorni fra Latina e Rebibbia in una cella troppo piccola. Il Ministero è stato condannato a ripagarlo, ma dopo cinque anni non è ancora arrivato alcune risarcimento al detenuto. Ha trascorso 130 giorni nel carcere di Latina e 510 in quello romano di Rebibbia in una cella più piccola di tre metri quadrati e in pessime condizioni, con poca luce e poca aria. L’uomo, un cinquantottenne della provincia di Latina, assistito dall’avvocato Antonio Cavaliere, ha presentato ricorso contro lo Stato e il Ministero della Giustizia, che alla fine è stato condannato a pagare al detenuto un risarcimento. Risarcimento che, a cinque anni dalla sentenza, non è mai arrivato.
ilpost.it, 19 maggio 2025
È quello di Marassi, a Genova, in cui ci sono spazi colorati per giocare e professionisti che assistono le famiglie divise. Il carcere maschile di Marassi, a Genova, ha un ingresso speciale per i minori che vanno a trovare i loro padri detenuti. Dà direttamente sulla strada, e non c’è nessun metal detector da attraversare, nessun cane antidroga che annusa, e nessun suono disturbante di sbarre che scorrono: oltre la porta ci sono pennarelli, libri e giochi, e anche alcuni professionisti tra educatori e psicologi che intrattengono i minori mentre i familiari svolgono la lunga trafila di controlli per entrare a fare visita a qualcuno dei detenuti, un momento che spesso aggiunge stress e mestizia a chi sta già vivendo una condizione molto difficile.
casertanews.it, 19 maggio 2025
Il 22 maggio alle 10 si terrà l’inaugurazione della nuova struttura “Colloqui detenuti” presso la Casa di Reclusione di Aversa. Un progetto programmato già da tempo e finalmente concretizzatosi grazie alla caparbietà e l’impegno costante della direzione del penitenziario normanno, guidato dalla direttrice Stella Scialpi e il comandante del reparto di polizia penitenziaria Francesca Acerra, nonché degli esecutori e addetti settore Mof, ingegneri e maestri artigiani che hanno realizzato e coordinato i lavori.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 19 maggio 2025
Dopo la rivolta dello scorso venerdì notte (quando l’area bianca è stata incendiata da alcuni migranti detenuti) la capienza del Cpr in corso Brunelleschi è dimezzata. Dei 57 detenuti, ne resteranno solo 30 all’interno della struttura gestita dalla cooperativa Sanitalia. Sono passati due mesi dalla riapertura del Centro: macerie, incendi, proteste e metà del Cpr è distrutto. Lo scorso 1 maggio un gruppo di ristretti aveva ingaggiato una sommossa, 4 migranti feriti - tra cui un 28enne marocchino che è riuscito a evadere: era stato trasportato presso l’ospedale Martini per un ricovero e da lì si è dato alla fuga facendo perdere le sue tracce.
di Silvio Cacciatore
ilreggino.it, 19 maggio 2025
Studenti, attivisti, magistrati e garanti in piazza per sostenere chiedere giustizia e verità. Una giornata di dignità civile in un paese dove in troppi avevano scelto di tacere. Il procuratore Musolino: “Non siete soli”. C’è stato un tempo in cui Seminara taceva. Le persiane abbassate, le parole sussurrate, le mani giunte dietro la schiena. Un tempo in cui la violenza si poteva commentare solo con frasi svuotate, con lo sguardo voltato altrove, con la sentenza velenosa sussurrata all’orecchio: “se l’è cercata”. Quel tempo non è finito. Ma oggi, in una piazza rimasta troppo a lungo ferma e vuota, una nuova voce ha cominciato a farsi sentire. È arrivata da fuori, da chi ha scelto di esserci nonostante tutto, e si è fatta spazio con la sola forza che hanno i gesti veri: una presenza senza rumore, ma piena.
mantovauno.it, 19 maggio 2025
Un confronto aperto sul delicato tema della giustizia e del sistema carcerario italiano avrà luogo martedì 20 maggio alle ore 18 presso la sala conferenze dell’Hotel Casa Poli di Mantova. L’iniziativa, organizzata dalla Federazione Provinciale del Partito Socialista Italiano (Psi), si intitola “Carcere e società: esclusione o reinclusione?”, e si propone di riflettere sul ruolo della detenzione nella società contemporanea. Tra i relatori spiccano figure di rilievo nel panorama giuridico e politico italiano. Interverranno Graziella Bonomi, garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale per la città di Mantova; Roberto Casari, già presidente di CPL Concordia e Maurizio Turco, segretario del Partito Radicale e presidente della “Fondazione Marco Pannella”. A moderare e introdurre il dibattito sarà l’avvocato Giuseppe Angiolillo, rappresentante del direttivo provinciale del Psi.
Corriere Romagna, 19 maggio 2025
“In accordo con la direttrice Carmela De Lorenzo e il cappellano don Enzo Zannoni, anche quest’anno, nell’imminenza dell’estate, abbiamo donato indumenti agli ospiti del carcere di Forlì”. A comunicare l’ennesimo gesto caritativo a beneficio della popolazione maschile della Casa circondariale di via Della Rocca, è il presidente della moschea di via Masetti, Mohamed Ballouk. Nell’elenco del vestiario, rigorosamente nuovo, consegnato sabato scorso a don Zannoni, compaiono 150 canotte, 150 magliette mezza manica collo tondo, 150 pantaloncini e 150 slip. “È un dono della comunità islamica forlivese - precisa Ballouk - che viene elargito a tutti i carcerati, nessuno escluso”. Il responsabile conferma che si tratta di un gesto operato per il quarto anno consecutivo, senza dimenticare che nel marzo scorso, sempre in accordo con la direzione e il cappellano del carcere, “abbiamo offerto pacchi di cibo ai detenuti impegnati nel Ramadan”. All’epoca, Ballouk pensò ai detenuti di fede islamica, per poi elargire un dono a tutti gli ospiti del penitenziario. Lo stesso don Zannoni conferma che, con l’arrivo a Forlì di Ballouk, i gesti di reciproco aiuto e collaborazione con la comunità islamica si sono moltiplicati, fino a divenire una prassi costante. L’apporto della comunità islamica si aggiunge a quelli della Caritas e delle altre associazioni impegnate con i detenuti.
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 19 maggio 2025
Di fronte alla sequenza pavloviana delle brevi dichiarazioni dei politici che telegiornali e giornali radio della Rai propongono con una ostentazione euforica e minacciosa (i famosi “vocali” presi a prestito da TikTok) viene da rimpiangere il pastone. Devo spiegare che cos’è e perché per tanti anni è stato vissuto con un grande fastidio. Tecnicamente il pastone è un servizio giornalistico che contiene il resoconto di tutti i fatti della giornata politica; l’espressione gergale nasce dal fatto che quei due o tre minuti esprimevano l’idea di un impasto di notizie, commenti e dichiarazioni di esponenti dei diversi schieramenti politici. Il pastone è stato sempre vissuto con fastidio, come ricordava, alcuni anni fa, Michele Serra: “Il pastone è stato fin qui in tutti i tigì Rai una specie di ammainabandiera del giornalismo, il segno patente dell’occupazione di viale Mazzini”.
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