imgpress.it, 20 maggio 2025
La drammatica notizia del suicidio nel carcere di Torino di un uomo di 42 anni è tristemente emblematica del corto circuito della propaganda securitaria per “risolvere il problema delle periferie”. L’uomo, a quanto si legge, era stato arrestato ieri in Corso Giulio Cesare a Torino, in piena Barriera di Milano, per resistenza a pubblico ufficiale: davvero era necessario, per un reato del genere, l’arresto per direttissima e la detenzione cautelare in cella alle Vallette, in un carcere sovraffollato e notoriamente in sofferenza? La drammatica notizia ripropone un altro tema, troppo sottovalutato: e cioè la discriminazione nei confronti delle persone straniere, che hanno un tasso di misure cautelari ben più alto della media (43% rispetto al 31%, dati Cild).
di Giacomo Del Borrello
zonalocale.it, 20 maggio 2025
Un detenuto di 50 anni, il vastese Marco D’Ambrosio, è morto nel pomeriggio di lunedì 19 maggio nella Casa circondariale di Castrogno. In base alle prime indiscrezioni, la causa del decesso sarebbe da attribuirsi a un malore improvviso, ma sono in corso accertamenti da parte delle autorità competenti per chiarire con precisione le circostanze dell’accaduto. Si tratta del quarto decesso registrato nel penitenziario teramano dall’inizio del 2025. Nel mese di marzo, due detenuti hanno perso la vita a causa di malori improvvisi: Domenico Di Rocco, 46 anni, e Michele Venda, 42 anni.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 20 maggio 2025
Ma ci sono anche le eccellenze positive. Due terzi dei detenuti sono stranieri, di 35 Paesi. E il 45% dei reclusi ha diagnosi psichiatriche gravi. Ma anche la rete di volontari e le “cliniche legali” universitarie sono da record. Il sovraffollamento, per paradosso, quasi è il meno: perché il record del 200% di presenze a San Vittore contro il 130% nazionale - cioè il doppio di detenuti (1.054) nella capienza regolamentare (702) amputata però dal 30% di posti inagibili (219) a causa di due reparti chiusi e in attesa di ristrutturazione da 19 anni - è indice quantitativo surclassato dall’”eccezionalità” qualitativa di tre parametri di San Vittore: unicità fotografata dai dati aggiornatissimi (maggio 2025) illustrati lunedì dalle tutor Candida Mistrorigo e Cecilia Pasini dello “Sportello della Clinica legale” dell’Università degli Studi, animata da due anni dalla professoressa Angela Della Bella e dall’avvocato Paolo Oddi.
di Angela Baglioni
Il Messaggero, 20 maggio 2025
Il carcere di Pescara scoppia. A parlare sono i numeri del ministero della Giustizia, aggiornati al 30 aprile scorso, che evidenziano la presenza di 385 detenuti rispetto ai 276 posti regolamentari, con un tasso di affollamento che sfiora il 140%. Come dire che ogni branda ospita quasi un detenuto e mezzo. Una condizione che rende la struttura pescarese una delle più sovraccariche d’Abruzzo, seconda in percentuale solo a Lanciano e Teramo, e ben oltre la media nazionale, che si ferma intorno al 133,5%. Il sovraffollamento non è solo una questione di numeri, ma una condizione che si traduce ogni giorno in spazi insufficienti, tensioni crescenti e difficoltà evidenti nel garantire un percorso detentivo dignitoso e realmente rieducativo.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2025
Muri sporchi di cibo o di chissà cos’altro, colate di liquidi ripugnanti, bucce di banana, di mandarino, fili elettrici a vista strappati dal muro, involucri di ogni tipo che nessuno raccoglie, cicche di sigaretta, uno strato di nera polvere ovunque. Ragazzini che vivono in mezzo alla spazzatura, quasi l’intera giornata chiusi in cella: questo accade nel carcere minorile di Bologna, che ho visitato nelle scorse ore insieme a Giulia Fabini, presidente di Antigone Emilia Romagna. E non è il solo in queste condizioni. Il sistema della giustizia minorile è allo sbando e la colpa è delle scelte politiche che lo hanno guidato negli ultimi tempi: gli arresti forsennati dovuti al Decreto Caivano del settembre 2023 e il sovraffollamento che ne è conseguito, la cancellazione di ogni progettualità educativa, gli adolescenti in gabbia privati di ogni sostegno e speranza. Il direttore dell’istituto bolognese fa il possibile e tampona le situazioni come può. Che non si cerchi il capro espiatorio in lui, in un educatore, in un qualsiasi operatore penitenziario: non è da loro che dipende questo sfacelo.
di Francesca Del Vecchio
La Stampa, 20 maggio 2025
Il ministro della Giustizia: “Fondamentali gli spazi, che nelle nostre carceri mancano”. Dopo Bari, Catania, Napoli e Palermo arriva il progetto “Play for the future”, grazie a Fondazione Milan e Cassa depositi e prestiti. È stato presentato a Milano, nel Teatro Puntozero dell’Ipm Beccaria, il progetto “Play for the Future”, promosso da Fondazione Milan in collaborazione con il Ministero della Giustizia e Fondazione CDP. Un’iniziativa già attiva a Bari, Catania, Napoli e Palermo con un progetto pilota del 2023/2024 e che ha come obiettivo il reinserimento sociale di giovani tra i 16 e i 24 anni coinvolti nei circuiti penali, attraverso percorsi di educazione sportiva e orientamento professionale.
Corriere di Verona, 20 maggio 2025
Un fondo per l’emergenza abitativa e un protocollo per l’inclusione delle persone sottoposte a provvedimenti giudiziari: sono queste le due proposte con cui la diocesi attraverso la Caritas e la cooperativa Il Samaritano, intende vivere concretamente lo spirito del Giubileo 2025. “Conosciamo - ha dichiarato don Matteo Malosto, direttore della Caritas - povertà nuove e domande nuove, come quella di chi pur avendo un’occupazione, non riesce ad accedere ad alcuna soluzione abitativa, o famiglie provenienti da altri Paesi che si scontrano con lo stigma dell’essere stranieri. A ciò si aggiungono la scarsa reperibilità di case in affitto e l’incremento dei costi”.
Corriere Fiorentino, 20 maggio 2025
Eletto alla seconda votazione coi voti della maggioranza. Dragi (FdI): rapporti con l’ex terrorista Segio. Ranghi compatti nella maggioranza di Palazzo Vecchio per sbloccare la nomina del nuovo garante dei detenuti di Firenze, un ruolo centrale date le criticità del carcere di Sollicciano. A undici anni di distanza il successore di Eros Cruccolini sarà Giancarlo Parissi, dell’associazione C.I.A.O. (Centro informazione ascolto orientamento) che si occupa dei detenuti. Una vittoria arrivata solo alla seconda votazione - per la prima volta è stata prevista l’elezione in Consiglio con voto segreto e non tramite nomina della Giunta - ma non esente da polemiche, con FdI a criticare Parissi per la vicinanza con l’ex terrorista rosso di Prima Linea, Sergio Segio.
di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 20 maggio 2025
Un percorso di formazione professionale nel mondo dello spettacolo che promuove il riscatto e nuovi posti di lavoro. Da detenuti a futuri professionisti dello spettacolo. È l’occasione offerta dal progetto “Il carcere a scuola”, presentato oggi a Sassari nella sede della Fondazione di Sardegna, promosso dalla associazione culturale San Domenico Caniga, con la collaborazione della Studios Academy di Roma, e finanziato dalla Fondazione. Con il corso offerto a coloro che, per vari motivi, si trovano in prigione, si vuole offrire la chance di una importante formazione professionale ma anche permettere il riscatto e il reinserimento nella società.
corrieredilamezia.it, 20 maggio 2025
La rieducazione dei detenuti e il loro reinserimento è un dovere costituzionale ma di complicata applicazione, difficoltà che aumentano in maniera esponenziale quando parliamo di minori detenuti. L’Istituto Penale per Minorenni di Catanzaro “Silvio Paternostro” è guidato da oltre 20 anni da Francesco Pellegrino, persona competente e sensibile che da sempre ha mostrato grandissima attenzione per il recupero di chi finisce in quelle mura. Il personale è costantemente impegnato nell’offrire, per quanto possibile, una seconda opportunità a quei giovani che per i motivi più diversi sono finiti in Istituto.









