di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 10 gennaio 2023
Saccheggi, distruzioni e selfie: i seguaci di Bolsonaro e Trump incarnano la crisi di un sistema fragile che può finire in balia del complottismo populista. Come un’orda selvaggia e con violenza inaudita hanno invaso e saccheggiato, distrutto e sventrato, colpendo i simboli della democrazia brasiliana, le cupole di cemento del Congresso, il cubo di vetro del Tribunale supremo federale e il rettangolo di marmo del Planalto, il palazzo dove lavora il presidente, tutte opere ideate dal genio di Oscar Niemeyer, l’architetto modernista che disegnò la “futuristica” capitale Brasilia.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 10 gennaio 2023
Anche le rivoluzioni antidemocratiche si possono esportare. Le condanne a metà di Meloni e Salvini sull’aggressione alle istituzioni brasiliane mostrano la radice più tossica del sovranismo. Ha scritto ieri con saggezza Anne Applebaum sull’Atlantic che i sostenitori di Jair Bolsonaro, che domenica sera hanno preso d’assalto il Congresso brasiliano, il palazzo presidenziale e la Corte suprema, hanno dimostrato che le rivoluzioni in grado di diventare contagiose non sono solo quelle democratiche ma sono anche quelle anti democratiche. Applebaum naturalmente si riferisce alle simmetrie che esistono tra l’assalto ai palazzi del potere brasiliano (8 gennaio 2023) e quello al Congresso americano (6 gennaio 2021). E, in particolare, si riferisce al modo in cui, in Brasile, il presidente sconfitto - che dopo aver perso le elezioni a novembre si è rifiutato di partecipare all’insediamento del suo successore, di cancellare dalla bio dei suoi account social il titolo di presidente del Brasile e di riconoscere che coloro che hanno cercato di assalire le istituzioni brasiliane erano in buona parte suoi follower - ha scelto di non accettare la vittoria del suo rivale, proprio come Donald Trump.
di Omer Abdullah
focusonafrica.info, 10 gennaio 2023
Una grande manifestazione di solidarietà con i rifugiati in Libia è stata organizzata, in contemporane a quella prevista a Tipoli, in vari paesi europei.
di Francesca Luci
Il Manifesto, 10 gennaio 2023
Due giovani a rischio esecuzione: arrivano le famiglie e tanti iraniani. Il racconto di uno di loro, Rashid: “Sono intervenuti i poliziotti e sono scappato: con i miei precedenti nelle manifestazioni, se mi prendono, la prossima volta sarò al posto loro”.
di Kostas Moschochoritis*
Corriere della Sera, 10 gennaio 2023
Con Intersos presente nelle aree rurali delle province di Kabul, Zabul e Kandahar operano 340 donne. La loro presenza è fondamentale. Ora il governo vuole vietare loro di lavorare con le ong. Ad aver bisogno di aiuto umanitario sono 28,3 milioni di persone.
di Giuseppe Agliastro
La Stampa, 10 gennaio 2023
L’avversario numero uno di Putin è stato arrestato due anni fa, non appena ha rimesso piede a Mosca da Berlino, dove era stato curato per un avvelenamento che aveva fatto temere per la sua vita. “E così i miei piani di un fantastico Capodanno sono stati rovinati”. Alexey Navalny scherza, descrive con ironia la sua vita da carcerato. Ma le storie che affida al web tramite i suoi avvocati raccontano di ripetuti soprusi nei suoi confronti, di una repressione politica che pare continuare a prenderlo di mira anche dietro le sbarre.
di Giovanbattista Tona
Il Sole 24 Ore, 9 gennaio 2023
Dalla truffa aggravata all’omessa dichiarazione: le novità del Dlgs 150/2022. Chance estesa ai processi in corso ma la domanda va fatta entro il 13 febbraio.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 9 gennaio 2023
Il sottosegretario: “Rivedremo la riforma”. Alcuni reati tra cui il sequestro di persona sono procedibili solo se c’è la querela. “Ma la vittima va tutelata pure se non denuncia”. “Siamo di fronte a un mortale colpo di spugna”.
di Salvatore Rossi
Gazzetta del Mezzogiorno, 9 gennaio 2023
La legge è uguale per tutti, sta scritto nei luoghi in cui si esercita la presunta giustizia, ma la legge diviene fortemente diseguale se per la sua applicazione occorre un tempo irragionevole. La lunghezza spropositata dei procedimenti nelle aule giudiziarie italiane è una piaga che ci tormenta da decenni. Un giudizio penale o una causa civile che durano anni e anni sono la prima ragione d’ingiustizia in quello che dovrebbe essere il sistema di giustizia a cui i cittadini si rivolgono.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 9 gennaio 2023
Camere chiamate al voto sui membri laici 17 gennaio. Dopo due rinvii, martedì 17 gennaio il Parlamento in seduta comune è chiamato ad eleggere i componenti laici del nuovo Consiglio superiore della magistratura. Per la maggioranza è l’occasione di praticare un po’ di spoils system anche nel governo autonomo delle toghe, integrando con qualche nome di propria fiducia il plenum - di cui giudici e pubblici ministeri hanno già scelto i loro rappresentanti - che sostituirà quello “scaduto” a settembre ma ancora in carica.
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