di Fabio Colagrande e Antonella Palermo
vaticannews.va, 7 giugno 2025
Presso la Sala Stampa della Santa Sede il cardinale Tolentino de Mendonça ha illustrato, assieme a cinque donne, il ricco programma di questo Giubileo tematico in programma a Roma dal 15 al 18 febbraio. Spicca la visita del Papa agli studi di Cinecittà, la prima di un Pontefice, e l’inaugurazione di uno spazio di arte contemporanea a Via della Conciliazione dove saranno esposti i volti della comunità carceraria di Regina Coeli.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 7 giugno 2025
Ancora una volta, i giudici smentiscono norme e politiche migratorie che ledono diritti fondamentali. Chi entra in Unione europea senza documenti insieme a minori di cui è affidatario non può essere accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ancora una volta, i giudici smentiscono norme e politiche in tema di immigrazione che ledono diritti fondamentali. La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha affermato che è contraria al diritto dell’Unione una disposizione che sanziona penalmente come favoreggiamento dell’immigrazione clandestina la condotta di un cittadino straniero che entra irregolarmente in uno Stato Ue accompagnando minori di cui sia affidatario.
di Gian Luigi Gatta, Cesare Parodi, Francesco Petrelli*
La Repubblica, 6 giugno 2025
Il sovraffollamento delle carceri ha raggiunto livelli intollerabili. Il 30 aprile scorso i detenuti erano 62.445, a fronte dei teorici 51.292 posti disponibili. Vi sono dunque almeno 11.153 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. È un problema che periodicamente si manifesta in modo critico. Dopo le misure emergenziali adottate durante la pandemia, il numero dei detenuti è cresciuto in modo considerevole. Nel 2020 erano infatti 53.363, cioè 9.000 in meno rispetto ad oggi. Continui interventi con i quali sono stati introdotti nuovi reati e nuove ostatività o aumentate le pene, come nel caso del d.l. sicurezza o del d.l. Caivano, promettono di aumentare l’entità del sovraffollamento. Il d.l. Caivano ha consentito la custodia cautelare in carcere per lo spaccio di lieve entità e ha introdotto preclusioni all’accesso alla messa alla prova per i minorenni. Il numero dei minori negli istituti loro dedicati (Ipm) è aumentato di oltre il 50% dal 2023 a oggi: erano 385 il 15 maggio 2023 e sono saliti a 600 due anni dopo, mettendo in crisi l’intero sistema della giustizia minorile.
La Stampa, 6 giugno 2025
Nell’ultimo anno i detenuti sono cresciuti di quasi 1.200 unità e che la capienza inedia di un carcere è di 300 posti: solo per non aggravare il sovraffollamento occorrerebbe aprire 4 nuovi penitenziari all’anno. “Il sovraffollamento delle carceri ha raggiunto livelli intollerabili. Il 30 aprile scorso i detenuti erano 62.445, a fronte dei teorici 51.292 posti disponibili. Vi sono dunque almeno 11.153 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare”. È quanto si legge nella lettera pubblicata da Repubblica e firmata dal presidente dell’Associazione italiana dei professori di diritto penale, Gian Luigi Gatta, dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, e dal presidente dell’Unione delle camere penali italiane, Francesco Petrelli. “Come ha rilevato anche il Garante nazionale dei detenuti, vi è una correlazione tra il sovraffollamento e il numero record dei suicidi in carcere che si è registrato nel 2024, quando sono stati 91. Quest’anno sono già 34 e l’estate, periodo critico, è oramai alle porte - proseguono -. Per questo sono necessarie e non più differibili misure volte a ridurre il numero dei reclusi e a porre fine alla violazione dei diritti fondamentali dei detenuti, in quanto naturalmente i diritti umani vanno tutelati senza distinzione alcuna”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 6 giugno 2025
Il presidente del Senato insiste sulle carceri: “Di sovraffollamento si muore. Intollerabili le minacce agli avvocati sui social”.
Presidente Ignazio La Russa, qualche giorno fa lei, dopo aver ricevuto il deputato di Iv Roberto Giachetti e la presidente di Nessuno tocchi Caino Rita Bernardini, ha dichiarato in una nota di essere favorevole a una misura che, per un periodo limitato, aumenti gli sconti di pena già esistenti per i detenuti che abbiano avuto un comportamento irreprensibile. Ci può dire come si è fatta strada in lei questa presa di posizione?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 giugno 2025
Interrogazione choc del Pd. Il caso, sollevato da “Sbarre di Zucchero”, approda in Aula grazie a Serracchiani ed altri deputati dem. Nel frattempo “Antigone” fotografa la drammatica realtà sanitaria del Paese. Un’interrogazione parlamentare mette nero su bianco quello che i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere gridano da mesi, senza ricevere risposte. Il 29 maggio, Debora Serracchiani del Partito Democratico ha formalmente chiesto ai ministri della Giustizia e della Salute di intervenire, dopo aver ricevuto - tramite l’associazione “Sbarre di Zucchero” - una lettera firmata da numerosi ristretti della Casa circondariale “Francesco Uccella”.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 6 giugno 2025
Alcuni detenuti raccontano come è stato il primo giorno in carcere. La seconda puntata della serie “Voci dal carcere”. Con il tempo, il mondo di fuori diventa un ricordo impreciso, annebbiato. La vista si accorcia, mutilata da una parete nuda a due metri, una porta con blindo e un pezzo di cielo senza sole incorniciato da una grata. L’udito diventa prima ipersensibile, torturato da rumori metallici e porte blindate che sbattono, poi affetto da una sordità difensiva, mentre il silenzio diventa un ricordo lontano. L’odore di candeggina e di muffa si mischia con quello del cibo, cucinato a un metro dal cesso, e invade il corpo e il cervello. Le malattie psicologiche e fisiche verranno dopo.
di Giuliano Ferrara
Il Foglio, 6 giugno 2025
Capisco molte delle obiezioni politiche e legislative al disegno di legge sulla Sicurezza approvato dalla maggioranza alle Camere con il voto di fiducia e le condivido. La definizione di nuovi reati, l’inasprimento delle pene, le nuove aggravanti hanno spesso, non sempre, il sapore di misure che puntano a un consenso facile e generico piuttosto che a un’efficienza dissuasiva e repressiva difficile. Questo governo di destra, che forse ci darà la separazione delle carriere tra accusa e difesa, un pilastro dello stato di diritto, un antidoto al giustizialismo, una pratica ovvia per il garantismo anglosassone, cioè il più avanzato nel mondo democratico e liberale, ha scelto di procedere, immagino anche per temperare i costi politici di una scelta che è liberale e di sinistra, una spolverata legislativa di securitarismo su una rete di comportamenti penalmente rilevanti ancora non codificati o trattati fin qui con negligenza, passività, pigrizia, sebbene costituiscano materia di notevole allarme sociale (come il borseggio nei mezzi di trasporto, le truffe agli anziani, il casino intorno alle stazioni, i blocchi della circolazione, certe impudenti forme di resistenza violenta alle forze di polizia in assetto di ordine pubblico, il vandalismo).
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 6 giugno 2025
Parla Mario Mori. L’ex direttore del Sisde spiega perché non è vero che il decreto Sicurezza consentirà ai servizi di compiere un colpo di Stato, come denunciato dall’inedita coppia Boldrini-Renzi. E dice: “Gli agenti dei servizi devono poter agire agli alti livelli delle organizzazioni terroristiche”. “Per i servizi segreti un conto è avere all’interno di un gruppo terroristico o mafioso una fonte che è un semplice simpatizzante, insomma un picciotto di mafia. Ben altro conto è avere una fonte che partecipa alle riunioni della direzione strategica del gruppo. Cosa si vuole dai servizi? Che svolgano le loro operazioni fiancheggiando la costa, oppure che vadano al largo, cercando di capire a fondo come funzionano le organizzazioni terroristiche e mafiose?”.
di Giovanni Tizian
Il Domani, 6 giugno 2025
La scarcerazione definitiva del mafioso che azionò la bomba di Capaci e sciolse nell’acido il piccolo Di Matteo ci mette di fronte a un bivio: vendetta o giustizia? Brusca si affiliò alla mafia nel 1976. Aveva solo 19 anni e già contava nel curriculum due omicidi. Un predestinato per il crimine, a tal punto da aver avuto come padrino nel rito di affiliazione Totò Riina in persona, il capo dei capi della mafia stragista. Insomma, se fosse il personaggio di un film, sarebbe il cattivo per antonomasia, di quelli che creano una forte repulsione. Eppure il nostro non è un set cinematografico, ma una società fondata sul diritto, con la Costituzione come faro a far luce nell’oscurità della barbarie.
- La liberazione di Giovanni Brusca prova che lo Stato è più forte della vendetta
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