di Eugenio Fatigante
Avvenire, 5 giugno 2025
Si è parlato di “svolta autoritaria”, di “atto repressivo”, di “deriva liberticida”. In molti ritengono che con il “dl Sicurezza” siamo alle prese con una nuova deriva populista per accrescere il consenso “vendendo” ai cittadini presunte rassicurazioni, mentre in realtà dietro il testo si nasconde una forma patologica di democrazia, dove il popolo è inteso come “soggetto passivo”, quasi non autorizzato a dissentire e ad attivarsi nelle forme di protesta finora usate. C’è sicuramente del vero in queste analisi severe.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 giugno 2025
“Denunciateci tutti”: le opposizioni inscenano una protesta in Aula. Ma il pacchetto viene approvato con la fiducia e 109 voti a favore. Uno spritz in mano al ministro Nordio che in diretta a “Un Giorno da Pecora” brinda al via libera definitivo del decreto Sicurezza, convertito in legge praticamente senza il parlamento. E i senatori dell’opposizione seduti a terra nell’emiciclo di Palazzo Madama che protestano, con le spalle alla presidenza e le mani alzate in una sorta di resistenza passiva alla violenza del provvedimento, innalzando cartelli con su scritto “Denunciateci tutti”. Mentre in tribuna assiste, con un certo stupore, una delegazione del Senato spagnolo.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 5 giugno 2025
Il ministro Piantedosi difende il testo. Ma i dati dicono che le carceri sono già al collasso. E con le nuove norme si rischia di fare peggio. Decreto Sicurezza, la versione del governo non regge alla prova dei numeri: con le nuove norme si rischia più carcere. La fotografia che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si ostina a proporre è sempre la stessa: il nuovo Decreto Sicurezza non aggraverebbe il sistema carcerario italiano. “Sono convinto che non si determinerà l’aggravio sul sistema penale”, ha dichiarato il 4 giugno a Sky TG24. Dichiarazioni che sbattono però contro i dati e le analisi tecniche.
di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 5 giugno 2025
“Questo decreto è un provvedimento repressivo, ideologico e inefficace. Non lo dice solo il buon senso, lo dicono i dati: moltiplicare i reati non serve a nulla. Anziché trovare soluzioni, si indica un nemico e si dice: tranquilli, li metteremo in galera”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 5 giugno 2025
La professoressa di Filosofia del diritto all’università di Perugia, studiosa della questione criminale: “Un modo per acquisire consenso. Con la teoria della percezione si sterilizzano i territori”. Il decreto Sicurezza è legge, “una legge fascista”. La definisce così Tamar Pitch, professoressa di Filosofia del diritto all’università di Perugia, studiosa della questione criminale e del rapporto tra genere e diritto, e autrice de Il malinteso della vittima. “Da molti anni la politica agisce con pacchetti, leggi, decreti. Ora però si è oltrepassato il limite, perché questo è un provvedimento molto pericoloso”, dice Pitch, “un salto di qualità”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 5 giugno 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 20658 depositata ieri, ribadendo la differente natura delle misure cautelari reali rispetto a quelle personali. Non è irragionevole una disciplina che prevede soltanto per il bene “libertà personale” e non anche per il bene “patrimonio” la presenza di termini perentori, di fase e complessivi, che ne legittimano la limitazione prima della definitività di una pronuncia di condanna. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 20658 depositata oggi, dichiarando inammissibile la questione di costituzionalità proposta dal legale rappresentante di una azienda che aveva subito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto a seguito della contestazione del reato di dichiarazione fraudolenta.
ilpiacenza.it, 5 giugno 2025
Malattie croniche, disturbi psichici e comportamentali, rischio sovrappeso e obesità. Sono le principali patologie dei detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Lo dicono i dati presentati oggi in Regione a Bologna, in Terza Torre, durante il convegno “Cure senza confini. Sfide e innovazioni in Sanità Penitenziaria”, un’occasione per i professionisti del settore di condividere esperienze, modelli e risultati, e di lanciare una sfida verso proposte innovative che possano migliorare la qualità della vita delle persone detenute. Un quadro clinico (nella scheda allegata i numeri della salute in carcere) che deve fare i conti anche con un crescente sovraffollamento, 128 detenuti ogni 100 posti disponibili.
di Stefano Origone
La Repubblica, 5 giugno 2025
La protesta scattata per solidarietà al giovane abusato e torturato senza che i poliziotti penitenziari se ne fossero accorti. Una film dell’orrore quello che ha vissuto un detenuto di appena 18 anni che sta scontando una pena per una rapina che ha innescato la rivolta di circa cento detenuti, che hanno preso possesso della seconda sezione del penitenziario, devastando le celle e anche le aule scolastiche (gli operatori sanitari, gli insegnanti e il personale amministrativo sono stati radunati in una stanza per motivi di sicurezza): una decina di loro sono saliti sul tetto dell’istituto e sul camminamento delle mura di cinta, ma sono scesi spontaneamente dopo aver denunciato le sevizie sul detenuto. Nei disordini, durati due ore e terminati verso le 15.30, sono rimasti feriti (in modo non grave) due agenti di custodia, trasportati in codice giallo all’ospedale Galliera, mentre altri due sono stati medicati sul posto.
da Doriano Saracino*
goodmorninggenova.org, 5 giugno 2025
Domata la rivolta del carcere di Genova. Un episodio che ancora una volta fa emergere la situazione drammatica dei penitenziari italiani e in particolare quello genovese. Emergono particolari drammatici della violenza subita dal ragazzo di 18 anni e dalla resa dei conti che avrebbe di conseguenza provocato la rivolta. Abbiamo sentito il Garante dei detenuti della Regione Liguria che ci ha rilasciato il seguente commento che riportiamo integralmente. La domanda che mi faccio è se non si possano trovare alternative al carcere per un ragazzo di 18 anni. Non so se il ragazzo ha compiuto il reato quando era minorenne, e quindi trasferito dal carcere dei minori a quello degli adulti al compimento dei 18 anni, oppure se il reato sia stato commesso già maggiorenne.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 5 giugno 2025
Tre indagati per lesioni aggravate. Il trentenne preso a colpi di bastone in testa. La polizia lo ha trovato già ferito. Da diversi anni era in cura al Centro di salute mentale e a quello per le dipendenze. Il padre: “Potevano chiamare il 118 per un Tso”. Salvini spietato: “Le pistole elettriche salvano vite”. Quando, poco dopo le 11 del mattino di martedì, la volante della polizia con due agenti a bordo è arrivata in Strada Piana, nel quartiere periferico di San Donato a Pescara, Riccardo Zappone era stato appena picchiato. Perdeva sangue dalla testa. Forse, dicono alcuni testimoni, aveva cercato di derubare un passante. Di sicuro era stato preso a bastonate da tre persone, ora iscritte nel registro degli indagati per lesioni personali aggravate.
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