di Gianluca Iovine
Il Dubbio, 31 maggio 2025
Il film di Mario Martone è un racconto emotivo che attraversa la ribellione della scrittrice Goliarda Sapienza a un mondo socialmente vuoto. “Fuori”, di Mario Martone, unico film italiano in concorso a Cannes, è un film d’arte, ed è forse per questo che piegarlo a un giudizio critico sarebbe fuorviante. Più che alle categorie di logica e senso, infatti, la pellicola, che ha tra le interpreti principali Valeria Golino, Matilda De Angelis ed Elodie, mira a un racconto emotivo che si struttura nel tempo preciso dell’alba degli anni Ottanta del Novecento, per poi tradire quella dimensione temporale, in un continuo flashback.
di Goffredo Fofi
Il Manifesto, 31 maggio 2025
La morte pochi giorni fa di don Franco Monterubbianesi fa ancora ragionare sull’enorme lavoro svolto dalla comunità di Capodarco di Fermo, insieme alla sua sede romana, per rendere più vivibile la vita delle persone con disabilità. A partire da quel viaggio a Lourdes di molti anni fa in cui alcuni preti che vi avevano accompagnato tutto un gruppo decisero insieme a quelli di non più accettare il pietismo e l’emarginazione con cui venivano trattati, e avviarono un’iniziativa - in una villa donata da qualcuno su una collina vicina a Capodarco - che ha cambiato la sorte di tanti tra loro.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 31 maggio 2025
“Nessun potere dello Stato - nessuno - è immune da vincoli e controlli”, ha detto Sergio Mattarella durante l’incontro con i magistrati ordinari in tirocinio. “La stessa sovranità popolare - ha proseguito il presidente della Repubblica - viene esercitata “nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione”, come questa dispone nel suo primo articolo”.
di Giorgia Serughetti*
Il Domani, 31 maggio 2025
La sequenza di femminicidi che coinvolgono uomini e donne giovanissime costringe a sporgersi su un vuoto di senso. Cos’è che fa della violenza estrema un “rimedio” all’insostenibilità di un conflitto, di una delusione, di un rifiuto? E cosa si cela dietro quell’insostenibilità? Sono ragazzi all’apparenza fragili, fragilissimi, incapaci di sostenere il rifiuto di una coetanea o un abbandono sentimentale; eppure, si rivelano capaci di commettere crimini di violenza inaudita. Sono maschi in età adolescenziale, o poco più, la cui vita dovrebbe essere aperta al futuro; e che vivono invece la frustrazione per la fine di una relazione come la perdita di ogni orizzonte, intravedendo una via d’uscita solo nell’uccisione di quella donna da cui sembra dipendere la sopravvivenza stessa del sé.
di Alice D’Este
Corriere del Veneto, 31 maggio 2025
Una cittadinanza che va “meritata” e non “elargita e regalata”. Alla base del “no” al referendum, o meglio dell’astensione sostenuta dalla Lega e dunque anche dal Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari c’è soprattutto questo concetto, legato alla proposta di abbassare a cinque gli anni di permanenza in Italia per poterla richiedere.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 31 maggio 2025
Nel mirino le previsioni della legge 14/2024 laddove permette di trasferire persone destinatarie di provvedimenti di trattenimento convalidati o prorogati; e il trattenimento del migrante destinatario di provvedimento di espulsione che abbia presentato domanda di protezione. La Cassazione ha rinviato alla Corte di giustizia Ue, la legge dello scorso anno di ratifica ed esecuzione del Protocollo Italia e Albania nella parte in cui consente di trasferire persone destinatarie di provvedimenti di trattenimento convalidati o prorogati nei centri di trattenimento albanesi, senza concrete prospettive di rimpatrio. In subordine, chiede alla Cgue se sia c0mpatibile con la normativa europea la possibilità di trattenere in Albania un migrante destinatario di un provvedimento di espulsione che abbia presentato domanda di protezione internazionale dopo il trasferimento. Il provvedimento nasce dal ricorso del Ministero degli Interni contro due decisioni della Corte d’appello di Roma di mancata convalida dei trattenimenti.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 31 maggio 2025
L’ennesimo fallimento sui Cpr non muta l’atteggiamento dell’esecutivo sui centri. Ma la premier preferisce il silenzio. “Andiamo avanti”. La reazione del governo all’ennesimo fallimento albanese viene solo sussurrata in via ufficiosa. Per il resto, a parte la poca assennata intemerata del capogruppo FdI Bignami contro il manifesto, reo di aver diffuso una notizia, nel governo e nella maggioranza regna una consegna: quella del silenzio perfetto. In certi casi l’unica via d’uscita è far finta di niente sperando che la figuraccia sfugga di vista.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 31 maggio 2025
“Come ha fatto il manifesto ad avere accesso a questi provvedimenti?”, si domanda il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia evocando un possibile complotto dei giudici in combutta con questo giornale. Al ministero della Giustizia l’imbarazzo è palpabile e la speranza quasi dichiarata è che Galeazzo Bignami non dia davvero seguito alla sua idea di interrogare Carlo Nordio per ottenere chiarimenti in merito alla notizia uscita ieri sul manifesto dei due rinvii della Cassazione alla Corte di giustizia Ue sui trattenimenti nei Cpr albanesi. “Come ha fatto il manifesto ad avere accesso a questi provvedimenti?”, si domanda il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia evocando un possibile complotto dei giudici in combutta con questo giornale.
di Maria Carla Sicilia
Il Foglio, 31 maggio 2025
Dopo tre anni di inchiesta e sei di processo, Luca Marola è stato assolto dall’accusa di cessione e vendita di stupefacenti “perché il fatto non sussiste”. Ora il decreto che mette fuori legge le infiorescenze vanifica la sentenza. Ma il processo è un precedente che potrebbe fornire elementi giuridici contro la norma del governo Meloni. Assolto perché il fatto non sussiste, nello stesso giorno in cui la Camera ha approvato il decreto Sicurezza del governo Meloni. Che tra le altre cose mette fuori legge le infiorescenze della canapa e la filiera che la produce e la trasforma.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 30 maggio 2025
Chiunque si affidi alla retorica pubblica della legalità deve sapere che le carceri sono oggi i luoghi dell’illegalità istituzionale. Il sistema penitenziario è senza respiro! I detenuti sono senza respiro. Gli operatori sono senza respiro. Come mai negli ultimi decenni in carcere si percepisce sofferenza, tensione, paura. Nelle cento visite di Antigone lungo il 2024 abbiamo potuto constatare con i nostri occhi cosa significa un sistema penitenziario in crisi profonda di identità: corpi ammassati in celle chiuse, spazi inadeguati, tensione alle stelle, sofferenza generalizzata, condizioni igieniche e sanitarie inaccettabili, educatori stanchi, poliziotti in difficoltà, direttori provati, medici preoccupati, volontari a malapena tollerati, progetti educativi, sociali e lavorativi dirottati su binari morti. Il sistema penitenziario deve tornare a respirare aria buona e sana, altrimenti rischia una pericolosissima implosione.
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