amicodelpopolo.it, 28 maggio 2025
Venerdì 30 maggio, dalle 17.30 alle 19 nella Casa delle Arti (Spazio Ex caserma Piave a Belluno) è in programma un incontro pubblico promosso ed organizzato dall’Azione Cattolica diocesana in sinergia con l’Associazione Libera e gli Uffici diocesani di pastorale sul tema della giustizia riparativa. La giustizia riparativa, quale approccio alla giustizia che pone al centro la persona e il suo benessere nelle dinamiche relazionali, permettendo di riparare non “qualcosa” ma di fare riparare a qualcuno - ovvero l’autore del reato - la vittima, la comunità. Si scommette sulle persone e le loro capacità positive.
di Cesare Martinetti
La Stampa, 28 maggio 2025
Il pamphlet di Nadia Ferrigo sulle buone ragioni dell’antiproibizionismo. Destra e sinistra sono concetti svuotati da tempo, nessuno messo alle corde saprebbe precisare oggi cos’è l’uno e cos’è l’altro, eppure in Italia le guerre di religione resistono e vengono tuttora combattute da impavidi duellanti. Vale per l’intelligenza artificiale e a maggior ragione per la liberalizzazione della cannabis, sulla quale il dibattito è fermo a un confronto novecentesco. Polizia e Guardia di Finanza tentano di svuotare il mare con un cucchiaio, la giustizia si perde in processi kafkiani, il mercato nero prospera.
di Letizia Lo Giudice
Il Manifesto, 28 maggio 2025
“Cara Corte Europea, anche un po’ meno”. Questo è più o meno il contenuto del documento nato dalla zelante iniziativa delle Prime Ministre di Italia e Danimarca - paesi noti per l’intolleranza in materia di protezione dei diritti umani - cui si sono accodati altri otto stati, per professare a gran voce che nessuno ama la democrazia più di loro e, per questo, è ora che li si lasci lavorare mentre risolvono con metodi “fai da te” l’annoso problema delle migrazioni irregolari. Se non facesse orrore farebbe persino ridere. Il pretesto - falso - da cui muove questa lettera, è che le democrazie europee, a causa dell’eccessiva tutela che la Corte Edu attribuisce ai migranti, non riescono neppure a espellere i criminali che commettono gravi reati. In realtà, in Italia lo straniero che commette crimini viene trattenuto in carcere fino all’espiazione pena, e poi accompagnato alla frontiera. Sulle condizioni inumane e degradanti degli accompagnamenti alla frontiera - persone legate mani e piedi, tenute al guinzaglio - ha già scritto lo scorso anno il Garante nazionale delle persone private della libertà personale. Nessuno finora aveva mai sentito parlare dell’impossibilità di espellere i criminali dal nostro Paese. Basti pensare ad Almasri, che è stato riaccompagnato in Libia su un volo di stato, sottraendolo persino a un mandato di cattura internazionale.
di Erica Manna
L’Espresso, 28 maggio 2025
Al compimento della maggiore età i giovani non accompagnati non vengono più tenuti in comunità. Un progetto prova ad affiancarli a un adulto per inserirli e rivendicarne i diritti. Per un ragazzo italiano i diciotto anni sono la festa, la patente, l’ingresso nell’età adulta. Per un coetaneo migrante - minore straniero non accompagnato - quel giorno può segnare l’inizio di una vita in strada. È quello che è successo ad Abdo, un ragazzo egiziano arrivato a Genova e accolto in una comunità per minori in via Galata. Lo abbiamo conosciuto il giorno del suo compleanno. Aveva in mano un foglio della Caritas con le indicazioni per il dormitorio del Seminario: quello per i senza dimora.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 maggio 2025
“Apprendo di un trasferimento di 8 persone dal cpr di Macomer all’Albania dalla mattina alla sera senza preavviso e senza avere notizie di queste persone. Prima incarcerati senza aver commesso reati e poi tradotti in un altro carcere senza che nessuno possa sapere niente delle loro condizioni. Sono esseri umani, non pacchi postali”. Con queste parole la garante delle persone private della libertà della Regione Sardegna, Irene Testa, ha denunciato la sparizione di otto trattenuti dal Centro di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr) di Macomer, trasferiti in segreto al Cpr di Gjadër, in Albania.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 maggio 2025
Protocollo Roma-Tirana Terzo trasferimento dall’Italia. Nella legge di conversione del decreto che amplia l’uso dei centri agli “irregolari” il Governo ha inserito un trucchetto per scavalcare le sentenze della Corte d’appello di Roma. La nave militare Spica è partita ieri, martedì 27 maggio, dal porto di Brindisi. È diretta a Shengjin per portare altri trenta cittadini stranieri dai Cpr italiani a quello di Gjader. Diverse le nazionalità a bordo. L’ultimo trasferimento in Albania risaliva a un mese e mezzo fa: l’11 aprile, sempre dal porto pugliese. Nella struttura detentiva ci sono adesso una cinquantina di persone. Secondo le informazioni riferite dalle autorità al Tavolo asilo e immigrazione durante l’ultimo monitoraggio i posti sono aumentati: dai 44 iniziali a 96.
di Alessio Giordano
altreconomia.it, 28 maggio 2025
Il piano del governo del Regno Unito di realizzare nei Balcani degli hub di rimpatrio dei richiedenti asilo che hanno visto respinta la propria domanda di protezione ha sollevato anche le critiche di Human rights watch. “L’esternalizzazione delle responsabilità pone le persone migranti e richiedenti asilo in una situazione di grave rischio”, spiega Michael Garcia Bochenek, consulente della divisione dei diritti dell’infanzia dell’organizzazione. Nel marzo di quest’anno il governo del Regno Unito ha proposto di istituire in Bosnia ed Erzegovina -oltre che in Serbia, Albania e Macedonia del Nord- un centro per il rimpatrio in cui detenere i richiedenti asilo che hanno visto respinta la propria domanda di protezione in territorio britannico.
di Diego Motta
Avvenire, 28 maggio 2025
È inutile applaudire all’invito alla “pace disarmata e disarmante” di Papa Leone XIV se poi si procede in direzione contraria. La corsa al riarmo dell’Europa sembra essere ineluttabile, ma più che i propositi bellicosi in questa fase preoccupano le parole d’ordine. Non che i fatti delle ultime ore, messi in fila, non appaiano preoccupanti: solo ieri il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha spiegato la decisione di Berlino di togliere limitazioni alla gittata delle armi vendute all’Ucraina come un allineamento del suo Paese alle scelte di altri partner europei, proprio mentre il Consiglio Ue dava il via libera al primo grande programma di investimento militare comunitario, il cosiddetto programma Safe, pari a 150 miliardi e destinato agli Stati membri che intendono rafforzare le proprie capacità in settori come la difesa missilistica e i droni.
di Riccardo Piccolo
linkiesta.it, 28 maggio 2025
Le testimonianze al Parlamento europeo dei cittadini ucraini liberati rivelano un protocollo istituzionalizzato di trattamento disumano, in totale violazione delle convenzioni internazionali. “Ogni giorno venivano picchiati da infermieri speciali, da lavoratori del carcere, ci è capitato perfino di essere aggrediti da cani”. Così Vladislav Hatsun, marinaio ucraino di ventitré anni, ha descritto al Parlamento europeo i ventinove mesi trascorsi in una prigione russa. La sua testimonianza si inserisce in un quadro più ampio di abusi documentati, che riguardano migliaia di civili e militari ucraini ancora detenuti in strutture dove le convenzioni internazionali risultano sistematicamente violate.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 28 maggio 2025
Nulla è cambiato dalla morte dell’afroamericano che accese il movimento “Black lives matter”: gli omicidi commessi da agenti negli Stati Uniti sono aumentati del 20 per cento. “I can’t breathe”. Solo tre parole, sussurrate per nove minuti con la gola schiacciata dal ginocchio dell’agente di polizia Derek Chauvin, le ultime della sua vita. Cinque anni fa l’afroamericano George Floyd moriva in una strada di Minneapolis durante un controllo di polizia. Era disarmato.
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