di Federica Pennelli
Il Domani, 27 maggio 2025
La legge attuale non tiene conto dell’esperienza personale di bambine e bambini, di adolescenti con background migratorio che vivono in Italia. Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children: “È difficile per chi non ha provato questa situazione capire il vissuto di migliaia di bambini nati o arrivati da piccoli in Italia, che non sono riconosciuti formalmente dalla comunità in cui vivono”. Secondo Save the Children oltre un milione di minori stranieri vivono nel paese senza cittadinanza. Il 65,4 per cento dei 914 mila studenti e studentesse cresciuti in Italia senza cittadinanza è anche nato nel nostro paese. Un numero altissimo di bambine e bambini italiani di fatto, ma non di diritto.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 27 maggio 2025
Pochi giorni orsono, dandone notizia, preliminarmente commentavo una iniziativa allora in gestazione dei governi danese e italiano: una iniziativa diretta a contrastare gli orientamenti della Corte europea dei diritti umani, specificamente in tema di migranti. Ora essa si è definita e, pubblicata anche sul sito di Palazzo Chigi, ha assunto la forma di una lettera aperta: come tale è indirizzata a tutti e nessuno. Più che una iniziativa politica sembra un manifesto politico, per capire il quale importa vedere i governi che l’hanno sottoscritto (oltre ai governi di Danimarca e Italia, anche quelli di Austria, Belgio, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia), ma anche quelli che non lo hanno fatto, pur promuovendo politiche dure e restrittive contro i migranti irregolari (come la Francia, il Regno Unito, la Germania, ecc.). Considerare entrambi gli elenchi aiuta a comprendere il senso profondo della iniziativa, che non è tanto rivolta contro i migranti irregolari, quanto contro i giudici.
di Gaetano Pecorella*
Il Riformista, 27 maggio 2025
Chi potrebbe negare che sia stato un passo decisivo verso un mondo più umano la costituzione di un Tribunale per contrastare i crimini di genocidio, di aggressione, di guerra, o, in generale, contro l’umanità? Ma la questione va vista in un’altra prospettiva, perché sognare è bello, ma talvolta crea delle illusioni che si scontrano con la realtà, con i limiti delle cose di questo mondo. Il diritto privo di “effettività” ha effetti peggiori dell’inesistenza di quello stesso diritto, porta inevitabilmente alla convinzione che quei valori siano irrealizzabili, o, addirittura, che l’istituzione serva a coprire le malefatte dei potenti. La (inesistente) forza coercitiva del Tribunale penale internazionale è stata dimostrata da quanto sta accadendo in Palestina e in Ucraina, è di tutta evidenza che Putin si è reso responsabile di più di uno dei crimini di competenza del Tribunale: il crimine di aggressione, i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 27 maggio 2025
Ad aprile una delegazione di Amnesty International ha visitato l’El Paso Service Processing Center, un vero e proprio centro di detenzione per persone migranti che pare progettato appositamente a scopo di disumanizzazione di coloro che vi vengono trasferiti in attesa dell’espulsione. Dall’inizio del secondo mandato del presidente Trump, a El Paso sono state portate persone che erano negli Usa da anni, rastrellate in tutto il paese e separate a forza da coniugi e figli per il mero fatto di vivere in condizione di irregolarità o di non aver visto ancora esaminata la richiesta di asilo. In non pochi casi, sono state inghiottite nel terribile sistema carcerario di El Salvador al termine di procedure inique e a volte senza ricevere neanche assistenza legale. Poco importa se dalla violenza delle bande armate in quel paese e in quelli confinanti erano scappate.
di Roberta Calvano*
Il Fatto Quotidiano, 26 maggio 2025
L’appello sul decreto sicurezza promosso da più di 250 giuspubblicisti ed aperto all’adesione di tutti i cittadini ha raccolto in pochi giorni quasi diecimila firme. Come costituzionalisti ci siamo sentiti di dover sottoporre all’opinione pubblica l’allarme per i contenuti del provvedimento e per il modo in cui è stato sottratto all’esame parlamentare, nel corso del quale, proprio a causa delle sue molteplici criticità, si era dimostrato bisognoso di modifiche. Un testo che prevede un notevole numero di nuovi illeciti penali e l’aggravamento delle sanzioni per altri reati che già erano previsti.
di Pasquale Napolitano
Il Giornale, 26 maggio 2025
Un testo di 19 articoli con una stretta per l'immigrazione irregolare, mafia, occupazione abusiva di casa e microcriminalità. Arriva in Aula oggi, per il primo voto, il decreto sicurezza, approvato dal governo nel mese di aprile. La deputata di Fratelli d'Italia Augusta Montaruli (nella foto) sarà la relatrice del provvedimento, licenziato inizialmente come disegno di legge e poi trasformato dall'esecutivo in decreto. Oggi, dopo la discussione generale, sarà posta la fiducia per accelerare l'iter.
di Giulia Merlo
Il Domani, 26 maggio 2025
La riforma crea un Csm per i procuratori e il sorteggio rischia di favorire gli uffici maggiori (e i loro capi). I primi sintomi di cambiamento già si sono visti con l’Antimafia e li ha previsti anche Delmastro. Tira un’aria strana dentro la magistratura associata. O meglio un’aria pesante che nasce dalla convinzione che il futuro delle toghe stia per essere ridisegnato e la nuova alba rischi di produrre non certo una scomparsa, ma un riassetto dei poteri. Nessuno, per ora, è disposto a dirlo apertamente, ma il ragionamento corre tra gli uffici giudiziari e muove da due convinzioni. La prima è che la separazione delle carriere verrà approvata - la maggioranza è decisa a portarla in aula l’11 giugno e a correre per approvarla entro la fine dell’anno - e difficilmente il referendum sarà un ostacolo, a meno che su di esso non si riversi un malcontento nei confronti del governo che però ora non si avverte. La seconda è che il sorteggio dei consiglieri togati per i due Csm che si costituiranno inevitabilmente indebolirà fino quasi a rendere ininfluenti i gruppi associativi. Con un effetto: la separazione delle carriere isolerà in modo netto i pm dalla giurisdizione, creando un corpo a se stante e molto più forte di quanto non sia oggi.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 maggio 2025
Dalla separazione delle carriere allo strapotere dei pm, dall’abuso delle intercettazioni alle ingiuste detenzioni. Quando anche la magistratura è, o vuole essere, politica. Parla il capo dell’Associazione nazionale magistrati. Sono destinate a riesplodere tra pochi giorni le tensioni tra governo e magistratura. La maggioranza ha infatti deciso di tagliare i tempi di approvazione della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere: il testo approderà all’Aula del Senato l’11 giugno, anche facendo a meno del relatore. L’obiettivo è dare il via libera alla riforma anche in Senato prima della pausa estiva, per poi ripassare da entrambi i rami del Parlamento e approvare definitivamente il testo a fine anno.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 maggio 2025
“Toghe e politica - Una guerra lunga 30 anni” è stato il titolo di un dibattito organizzato dal Dubbio al Salone del Libro di Torino. A discuterne, moderati da Simona Musco, l’ex senatore del Pd Stefano Esposito e l’attuale senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto. Come è noto Esposito, indagato dalla procura di Torino per corruzione e traffico illecito di influenze, il 3 dicembre ha finalmente ottenuto l’archiviazione dell’inchiesta dalla procura di Roma, dopo oltre sette anni di calvario mediatico e giudiziario all'interno di una vicenda molto complessa. Già prima la Corte costituzionale aveva sancito l’illegittimità delle intercettazioni effettuate a suo carico dalla procura, che aveva agito senza chiedere alcuna autorizzazione al Senato.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 maggio 2025
Femminicidi, immigrazione, sicurezza. La risposta della politica ai fenomeni sociali è sempre la stessa: introdurre nuovi reati. Anche quando i numeri ci raccontano un’altra storia, anche quando sappiamo che la curva dei reati violenti è in discesa. L’equazione resta invariata. E chi contribuisce all’allarme, resta sordo a un dato ormai acquisito: la “spada penale” non può essere la ricetta contro ogni male. E di certo non “cancella” i problemi con cui ci confrontiamo come per magia, se alla sanzione non affianchiamo mai gli strumenti dell’educazione. Di tutto questo si è parlato sabato 16 maggio con Luigi Manconi, ospite del Dubbio nella cornice del Salone del libro di Torino. L’incontro era imperniato sui due poli del dibattito - “educare o punire” - che si è ripresentato con forza in seguito agli ultimi provvedimenti licenziati dal governo Meloni. Non soltanto con il decreto Sicurezza approvato “senza” Parlamento, ma anche sui reati di genere, con il ddl sul femminicidio presentato dall’esecutivo in occasione dell’8 marzo.
- Cremona. Su 451 detenuti 367 soffrono di problemi psichiatrici o dipendenza da sostanze
- Modena. Infermieri del carcere in protesta: “Siamo troppo pochi, l’Ausl assuma”
- Milano. Umanizzare il carcere per promuovere anche il benessere della Polizia penitenziaria
- Roma. Una collaborazione con Microsoft per nuove opportunità di reinserimento
- Viterbo. Al via il progetto “Gavac”, stanziati 15mila euro dal Comune










