di Vittorio Pelligra
Avvenire, 26 maggio 2025
Nel cuore della Striscia di Gaza, una tragedia umanitaria si consuma con la lentezza crudele della fame. Da troppo tempo in quel luogo diventato l’inferno in terra i bambini muoiono a occhi aperti, le madri stringono corpi ormai senza vita, e i padri scavano tombe a mani nude. Eppure, il mondo guarda altrove. L’orrore è reale, ma la risposta internazionale è un sussurro, un vago fastidio nella routine dell’attività diplomatica. Com’è possibile? La risposta non sta solo nelle ragioni della geopolitica o nella diplomazia, ma anche nella nostra psicologia, nel modo in cui il nostro cervello reagisce a simili tragedie e produce una verità sconcertante: più aumenta il numero delle vittime, meno ci curiamo di loro.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 25 maggio 2025
Da questa settimana, ogni sabato, incontriamo persone rilevanti del terzo settore, donne e uomini che hanno creato lavoro e formazione per i detenuti, promosso la cultura come esercizio di libertà, sfidato ostacoli burocratici, combattuto pregiudizi e stereotipi. Tra passato e presente, attraverso queste figure, è possibile riscrivere la storia del mondo penitenziario dalla Riforma Gozzini a oggi.
di David Allegranti
La Nazione, 25 maggio 2025
Il sovraffollamento delle carceri va sempre peggio ha detto Ignazio La Russa, che nei giorni scorsi ha pronunciato parole sorprendenti sul tema. Il presidente del Senato, uno dei leader di Fratelli d’Italia, partito non esattamente garantista, sembra aver fatto quasi una scelta di campo: “Ho parlato con il presidente Meloni, che mi ha dato contezza che vi è un progetto preciso da parte di questo governo, che però ha dei tempi, non è che da un giorno all’altro puoi risolvere un problema”.
di Giancarlo De Cataldo
La Repubblica, 25 maggio 2025
Viviamo in un Paese dove si ammazza ogni minuto, il terrore serpeggia nelle strade, e i criminali non solo la fanno franca, ma irridono la giustizia scaricando le colpe su innocenti capri espiatori. È la sensazione che si ricava dal profluvio informativo che ci investe da qualche settimana a proposito del caso di Garlasco. Eppure, ci dice l’Istat che omicidi e delitti gravi sono in costante calo. Nel 2023 (ultimo dato rilevato) ne sono stati commessi 334: trent’anni prima erano quasi duemila. Da molti anni la media degli omicidi commessi colloca l’Italia sul podio dei paesi europei più sicuri. Ci dice altro, l’Istat. Ci dice che la percentuale dei casi risolti sempre nel 2023 - è del 90% (299 su 334), con picchi del 95,7% quando vittima è una donna, e dell’86% quando ci si muove in ambito di criminalità organizzata.
di Giuseppe Allegri
Il Manifesto, 25 maggio 2025
Alla Camera approda il disegno di legge di conversione del decreto sicurezza: si dovrebbe utilizzare il poco tempo ancora a nostra disposizione per tentare l’intentato. Il decreto legge “sicurezza” potrebbe essere convertito proprio a ridosso dei referendum dell’8 e 9 giugno, ma naturalmente è già in vigore in quanto “provvisorio” provvedimento governativo con forza di legge che può essere adottato solo “in casi straordinari di necessità e urgenza”. Il contenuto è rimasto quello del disegno di legge che da oltre un anno era oggetto di dibattito parlamentare, criticato e contestato dall’opposizione parlamentare e da quella sociale, radunata nella rete “A pieno regime”: dall’Arci ai movimenti studenteschi, dagli scout all’associazionismo diffuso, agli spazi sociali, ai sindacati.
di Antonio Marvasi
La Discussione, 25 maggio 2025
Il Presidente nazionale dell’Anm Cesare Parodi interviene con fermezza contro la riforma della giustizia promossa dal governo, denunciando un attacco ai principi fondanti dell’ordinamento giudiziario. Lo fa dal Palazzo di Giustizia di Palermo, dove si è tenuto il comitato direttivo dell’Associazione Nazionale Magistrati. “Abbiamo incontrato il Presidente Meloni, il Ministro Nordio e i rappresentanti dei gruppi parlamentari: in questi incontri abbiamo ribadito il nostro assoluto dissenso nei confronti di questa riforma”, ha dichiarato Parodi. Non giova all’efficienza della giustizia, ma vuole semplicemente inserire etichette ideologiche che non condividiamo su ciò che la magistratura rappresenta nel sistema italiano”.
di Alessandro Galimberti
Il Sole 24 Ore, 25 maggio 2025
Fari puntati su standard e uniformità del servizio e sul buon uso dei fondi. Il Pnrr della giustizia è una grande scommessa che ha raggiunto - e riuscirà a completare entro il giugno del 2026 - un buon numero di target, ma i problemi di fondo restano gli standard e l’uniformità del servizio erogato, il buon utilizzo dei (cospicui) investimenti e, soprattutto, il cambiamento delle “abitudini” giudiziarie in gioco. Il panel sul pianeta giustizia, versante riforme, al Festival dell’economia mette in trasparenza un mondo complesso - non solo per ragioni geografiche - e una correlata difficoltà nella lettura dei dati a un anno dalla scadenza dei maxi prestiti/finanziamenti Ue.
di Sergio Lima*
Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2025
Oggi non ci servono martiri per svegliarci, ma più semplicemente il coraggio di vivere con dignità. Di denunciare. Di schierarsi. 33 anni. 12.053 giorni. È il tempo che ci separa da quel sabato 23 maggio 1992. Da quel sabato pomeriggio in cui tutto è cambiato. Anzi, da cui nulla è cambiato. E non serve scomodare - di nuovo - la citazione più abusata della letteratura sulla Sicilia. Certo, è cambiata la moneta. Sono cambiati i nomi degli aeroporti, delle piazze, delle strade. È cambiata persino la tonalità delle sirene, che quel pomeriggio tagliavano l’aria insieme agli elicotteri. E che avrebbero fatto lo stesso appena due mesi dopo.
di Leonardo Orlando
Gazzetta del Sud, 25 maggio 2025
In precedenza avrebbe compiuto atti di autolesionismo e, con due compagni, danneggiamenti e intemperanze. Suicidio nella notte di ieri, intorno all’una, il secondo in poco più di due mesi all’interno del carcere. Un giovane detenuto si è impiccato, in una cella di isolamento, la numero quattro del terzo reparto nella quale era stato trasferito alcune ore prima, intorno alle 16,30 di venerdì. Per togliersi la vita ha utilizzato un lenzuolo che nel corso della nottata avrebbe legato all’inferriata della finestra. È morto così il giovane poco più che ventenne di nazionalità tunisina che fino al precedente pomeriggio aveva condiviso la cella con altri due detenuti stranieri.
di Micaela Romagnoli
Corriere di Bologna, 25 maggio 2025
Domenico Cambareri è il parroco dell’istituto minorile. “Mi sono accorto che il mio sguardo si era abituato alla bruttura”. La denuncia dell’associazione An ti g on esull ostato di abbandono dell’Istituto penale minorile di Bologna ha scosso anche il “prete di galera”, don Domenico Cambareri, parroco a San Giovanni Battista di Trebbo di Reno e da cinque anni cappellano al Pratello. “Ragazzini che vivono in mezzo alla spazzatura”, si legge nella descrizione di Susanna Marietti, presidente di Antigone. “Mi sono accorto che il mio sguardo si era abituato alla bruttura”.
- Palermo. Delmastro in visita all’Ucciardone: “Interventi rapidi entro questo mese”
- Palermo. Apprendi: “Da Delmastro nessuna parola sulla sofferenza dei detenuti”
- Parma. I Radicali in sciopero della fame per i diritti dei detenuti e contro il Decreto Sicurezza
- Lecce. La ricchezza del volontariato carcerario, anche a Borgo San Nicola
- San Gimignano (Si). Scuola-carcere: percorso educativo. Progetto con i detenuti e i loro figli










