di Ermes Antonucci e Luca Gambardella
Il Foglio, 21 maggio 2025
Il Foglio ha visionato la risposta inviata dal governo italiano alla Corte penale internazionale sul mancato arresto del comandante libico. Restano gli interrogativi. La mancata interlocuzione con l’Aia, il mistero sull’estradizione, il ruolo delle milizie e il futuro incerto della Libia. Sono due le ragioni principali con cui il Governo italiano, nella memoria inviata alla Corte penale internazionale (Cpi), visionata dal Foglio, ha giustificato la mancata esecuzione lo scorso gennaio del mandato di arresto per crimini contro l’umanità che era stato emesso dalla Corte dell’Aia nei confronti di Osama Njeim Almasri, capo della Polizia penitenziaria libica, fermato in Italia il 19 gennaio e poi rimpatriato in Libia due giorni dopo. Entrambe le giustificazioni italiane risultano essere poco convincenti sul piano fattuale e giuridico.
di Adalberto Perulli*
Corriere del Veneto, 21 maggio 2025
L’anniversario della morte del professore ucciso dalle Br. Dalla precarietà alla flessibilità fino al Nordest delle piccole imprese. I più deboli e il no alla società dei conflitti. Oggi ricorre l’anniversario della morte del professor Massimo D’Antona, assassinato dalle Brigate rosse in via Salaria, a Roma, la mattina del 20 maggio 1999. Ricordare la sua memoria è importante per molte ragioni. Anzitutto perché porta al cuore l’immagine della mitezza: di un uomo mite e di un diritto mite, capace di trovare soluzioni ai problemi delle persone, in sintonia con la capacità di creare ponti, di cercare di pacificare piuttosto che di creare conflitti. È una lezione che va ben al di là del diritto del lavoro, il suo campo d’azione, per riguardare tutti i settori della vita in comune e in particolare l’aspirazione alla giustizia sociale e quindi alla pace, universale e duratura. E poi perché quasi tutti gli insegnamenti che D’Antona ci ha trasmesso sono più che mai attuali e attendono ancora risposte.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2025
Le Sezioni unite della Cassazione (sentenza n. 13200/2025) hanno chiarito, sciogliendo un contrasto con le sezioni penali, che non è configurabile l’esimente del diritto di cronaca giudiziaria. Attribuire in un articolo, su carta o online, la qualifica di “imputato” invece che “indagato” integra il reato di diffamazione a messo stampa. Così come attribuirgli un “reato consumato” rispetto ad uno soltanto “tentato”. Con una lunga e argomentata sentenza (35 pagine), le Sezioni unite della Cassazione (n. 13200/2025) sciolgono un contrasto tra giurisprudenza civile e penale e procedono ad una accurata ricognizione della responsabilità civile del giornalista nell’ambito della cronaca giudiziaria.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 21 maggio 2025
Sarà svolta l’autopsia sul corpo di Hanid Bodoui, 42 anni, trovato cadavere nella sua cella del “Lorusso e Cutugno” all’alba di lunedì mattina. Lo ha stabilito la Procura, che ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti (pubblico ministero Paolo Scafi) con l’ipotesi di istigazione al suicidio. L’apertura del dossier e l’ipotesi di reato sono una conditio sine qua non per poter svolgere l’autopsia, che verrà effettuata questo giovedì. L’incarico al medico legale verrà formalizzato oggi. La sorella del defunto, cittadina italiana residente a Torino, risulta come persona offesa e potrà assistere alle operazioni tramite il suo avvocato Luca Motta o un consulente nominato ad hoc.
pugliapress.org, 21 maggio 2025
Un disabile cade nel carcere di Foggia e finisce in coma. L’uomo, un 51enne barese affetto da tetraparesi spastica, è stato ricoverato in gravi condizioni dopo una caduta avvenuta all’interno dell’istituto penitenziario. L’episodio ha spinto la Procura ad aprire un’inchiesta per chiarire le responsabilità. L’uomo è stato trasferito dal carcere di Bari a quello di Foggia nel luglio 2024, dopo una condanna definitiva a 4 anni e 8 mesi. Nonostante la grave disabilità, la richiesta del suo legale, Federico Straziota, di accedere a misure alternative alla detenzione è stata respinta. Nel penitenziario foggiano è stato assegnato a una cella con sette detenuti, senza supporti adeguati per le sue condizioni.
di Eleonora Tedesco
La Città di Salerno, 21 maggio 2025
Nei tre istituti della provincia ben 200 detenuti in più rispetto ai limiti. La crisi di Fuorni: in aumento eventi critici e suicidi. Duemila detenuti in più rispetto alla capienza massima prevista nelle carceri campane: di questi, 210 sono in sovrannumero nelle case circondariali di Salerno e provincia. Sono gli inquietanti dati emersi ieri mattina al Comune nel corso della presentazione della relazione annuale del garante per i detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, che hanno messo ancora una volta in evidenza le sofferenze delle strutture detentive dell’intera “terra felix” e, in particolare, del Salernitano.
nove.firenze.it, 21 maggio 2025
Prende il posto di Eros Cruccolini. Funaro: “Quello del carcere è un tema prioritario e urgente”. Il Consiglio comunale ha eletto Giancarlo Parissi come nuovo Garante delle persone private della libertà del Comune di Firenze. Parissi, che va a sostituire Eros Cruccolini, è tra i fondatori del C.I.A.O., Centro Informazione Ascolto Orientamento, associazione costituita a Firenze nel 1992 con l’obiettivo di promuovere una possibilità di accesso a un ruolo di cittadinanza anche per le persone ai margini della comunità. Parissi è stato eletto, a scrutinio segreto, con 19 voti alla seconda votazione.
di Elisa Barion
La Voce di Rovigo, 21 maggio 2025
I detenuti della Casa circondariale hanno un nuovo garante dei loro diritti. Si tratta dell’avvocato rodigino Paolo Pavarin. La sua nomina è stata formalizzata martedì dal sindaco Valeria Cittadin attraverso un apposito decreto. Nato nel 1957, Pavarin, che resterà in carica per i prossimi cinque anni, fino al 19 maggio 2030, assume l’incarico che fino a domenica scorsa è stato detenuto dall’architetto rodigino Guido Pietropoli, nominato a sua volta il 19 maggio 2020 dall’allora sindaco Edoardo Gaffeo.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 21 maggio 2025
Grandi onde che provano a far uscire sogni interiori, mondi nascosti e nuove possibilità. Un grande progetto con un artista e sei detenuti, sostenuto da Brera. Destinato a ripetersi, strutturarsi e stringere migliori rapporti tra il dentro e il fuori. Appunti per il Governo. La prima impressione visiva evoca il fluttuare delle onde, le onde del destino forse, che nella vita di ognuno possono prendere le curve più indecifrabili. L’artista visuale Carlo Galli, che ha immaginato questa grande opera murale e l’ha chiamata Superfici dell’Immaginazione, parla però del fluire del tempo. Un tempo che procede per onde, scava solchi, ma non è mai un tempo perduto, ha un senso da ritrovare. Intuizione molto vera, e molto reale, per il luogo in cui siamo, la Casa di Reclusione di Opera, a Milano.
di Massimo Massenzio
Corriere di Torino, 21 maggio 2025
Nel Centro sono rimasti 27 ospiti e una sola area agibile. Dopo gli incendi e le rivolte all’interno del Cpr di corso Brunelleschi, non si placano le polemiche sui costi della struttura, riaperta lo scorso 24 marzo dopo due anni di chiusura. Ieri mattina la garante delle persone private della libertà Monica Gallo e l’assessore comunale alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli si sono presentati all’ingresso per rendersi conto della situazione, ma solo la garante, dopo 18 minuti di attesa, è riuscita a varcare il cancello.
- Catanzaro. L’incontro con Pavese dietro le sbarre, tra emozioni profonde e la luce della Calabria
- Torino. “Adotta uno scrittore”, dal Salone del libro alle carceri
- Rimini. Teatro sociale, l’AiCS a San Patrignano con la Compagnia “Stabile Assai” di Rebibbia
- Crotone. “Non fare autogoal”, ultima tappa tra i detenuti della Casa circondariale
- Lecco. “Belli dentro”, inaugurata la palestra diffusa e l’area verde del carcere










