di Angela Stella
L’Unità, 16 maggio 2025
Dopo le parole della seconda carica dello Stato, la radicale Rita Bernardini (Nessuno tocchi Caino) ha interrotto lo sciopero della fame. Le dichiarazioni del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli. “Il vero problema delle carceri è il sovraffollamento”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa intervenendo al convegno “Un gesto di clemenza per le carceri” in corso a Palazzo Giustiniani. “Ne ho parlato con Giorgia Meloni e anche lei lo considera un problema molto importante”, ha aggiunto La Russa che ha detto di aver chiesto “un incontro a Roberto Giachetti” per discutere della sua proposta. Il deputato di Iv ha messo a punto un provvedimento che punta a modificare il sistema di detrazione di pena per la liberazione anticipata dei detenuti.
Il Dubbio, 16 maggio 2025
La presidente di “Nessuno tocchi Caino” celebra il riconoscimento del sovraffollamento carcerario da parte delle istituzioni e sospende la sua protesta nonviolenta a favore della liberazione anticipata di chi sta in carcere. Rita Bernardini, presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, ha sospeso oggi il suo sciopero della fame che proseguiva da 22 giorni, in segno di riconoscimento per l’intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa, il quale, durante un convegno sul sovraffollamento carcerario, ha espresso il suo sostegno a una proposta di legge sulla liberazione anticipata dei detenuti, un testo presentato dall’onorevole Roberto Giachetti, sostenuto da “Nessuno tocchi Caino”.
di Glauco Giostra
Avvenire, 16 maggio 2025
I progetti di riabilitazione e di reinserimento sociale funzionano nella stragrande maggioranza dei casi e fanno crollare la recidiva dei reati. Non è successo a Milano, ma generalizzare è un errore. La drammatica vicenda del condannato De Maria che, affidato da due anni al lavoro all’esterno, si è reso autore di un turpe omicidio e di una efferata aggressione, ha riacceso comprensibilmente un aspro confronto sulla opportunità di mantenere un sistema normativo che offre al condannato meritevole occasioni di graduale reinserimento sociale e lavorativo. A chi ricorda che ogni prognosi sconta purtroppo un inevitabile margine di fallibilità e che l’opportunità di progressivo rientro in società abbatte sensibilmente l’indice di recidiva, si obietta che queste considerazioni non leniscono naturalmente in nulla lo strazio delle vittime e dei loro cari. Ineccepibile, ma poco pertinente considerazione.
Il Dubbio, 16 maggio 2025
Il viceministro della giustizia Francesco Paolo Sisto ha commentato il caso di De Maria, il detenuto che, dopo aver ricevuto un permesso premio per lavorare come receptionist in un albergo, ha cercato di uccidere una donna con la quale aveva instaurato una relazione. Non riuscendo nell’omicidio, De Maria si è tolto la vita. In un’intervista a Radio Cusano, Sisto ha sottolineato come il caso sia particolarmente delicato e abbia messo in evidenza le problematiche psicologiche del detenuto. Sisto ha ribadito che la concessione di permessi premio a detenuti con precedenti penali gravi richiede un’accurata valutazione da parte del giudice di sorveglianza. Secondo il viceministro, il giudice deve agire con prudenza, soprattutto nei casi di detenuti come De Maria, che avevano precedenti di crimini efferati. Ha anche suggerito che sarebbe utile che il giudice di merito possa decidere direttamente sulla possibilità di concedere permessi premio, garantendo una maggiore sicurezza per i cittadini.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 16 maggio 2025
Ci sono dei dettagli che davvero spiegano il tutto. Uno di questi è quel che è successo giovedì, a Palazzo Madama. In breve: si votava il calendario dei lavori, perché i gruppi non avevano trovato un accordo. Si sa, anche sul calendario c’è un gioco politico. Fa parte della dinamica parlamentare. Ebbene le opposizioni, tra varie questioni anche non urgenti, hanno chiesto di anticipare l’informativa del ministro degli Esteri su Gaza. E questa non è proprio una richiesta strumentale, visto quel che sta succedendo da quelle parti visto che, tra l’altro, da quando è iniziato il conflitto in Medioriente non è mai svolta una seria discussione in Parlamento.
di Massimo Lugli
Il Foglio, 16 maggio 2025
Il caso Garlasco, quello Resinovich, l’altro di Pierina. Cosa si agita dietro alle indagini diventate show televisivi montati ad arte da giornalisti-polemisti, incapaci di raccontare, ma solo di schierarsi. Siamo tutti pubblici ministeri. Potrebbe essere il titolo di un nuovo gioco di società e farebbe furore, altro che Monopoli reloaded. Tra processi mediatici, inchieste delle “Iene”, perquisizioni in diretta, interrogatori in differita, conduttori e conduttrici che giocano a Vostro Onore, avvocati, criminologi, criminalisti, psicologi, magistrati scodellati in tutti i tg, una ventata di giustizialismo sembra agitare le platee televisive e infiammare i social.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 16 maggio 2025
La prima Sezione Penale della Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza col quale il Tribunale di Sorveglianza de L’Aquila aveva concesso la semilibertà a Giuseppe Guglielmino, condannato all’ergastolo sin dal 1996 per plurimi reati di stampo mafioso, sei omicidi, soppressione di cadavere e detenzione illegale di armi. Questa sentenza dimostra che, anche dopo la caduta dell’ostatività, i paletti per la concessione dei benefici restano stringenti. Una dimostrazione di come furono strumentali gli allarmismi contro la Consulta che dichiarò incostituzionale il divieto assoluto dei benefici a chi non collabora con la giustizia. Così come, è un fatto, che le concessioni di tali benefici passano sempre a un vaglio accurato.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 16 maggio 2025
L’ex direttrice punita: “Il Tar è stato chiaro, degrado del carcere non per colpa mia”. Era stata sanzionata e sospesa dall’incarico di direttrice di Sollicciano dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a causa delle condizioni degradanti del carcere fiorentino. Adesso però, il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dell’ex dirigente, Antonella Tuoni contro il provvedimento disciplinare, sostenendo di fatto che le drammatiche condizioni in cui versa il penitenziario non sono da imputare a lei, bensì proprio al Dap. Il tribunale amministrativo, come anticipato ieri da La Nazione, condanna il ministero alla restituzione delle somme trattenute sullo stipendio di Tuoni. Sarà poi calcolato il risarcimento del danno, che si attesterà sui 30 mila euro. “La sentenza si commenta da sola - dice Tuoni - è scritto in maniera chiara e incontrovertibile che c’è stato un comportamento colpevole in spregio dei principi di imparzialità, correttezza e buona amministrazione da parte di chi si è reso responsabile dell’applicazione del provvedimento disciplinare nei miei confronti”.
di Michela Bompani
La Repubblica, 16 maggio 2025
Entrano da un accesso riservato, nello Spazio Barchetta, progetto unico in Italia: un pool di operatori e educatori aiuta i minori figli di detenuti, che lo Stato non riconosce come soggetti fragili, e supporta anche mamme e papà. Un bambino tiene la mamma per mano: va a trovare papà. Con lei passa attraverso il metal detector, davanti al cane antidroga, sente il frastuono dei cancelli a sbarre che si aprono e chiudono. E poi arriva allo spazio colloqui, nel carcere. Nonostante questo, lo Stato non lo riconosce come soggetto fragile. A Genova, però, c’è un percorso diverso, e unico in Italia, che i minori figli di detenuti fanno per incontrare il proprio papà. Ha appena concluso la sperimentazione e sta per essere diffuso nelle altre case circondariali della Liguria.
Il Mattino, 16 maggio 2025
“Ci hanno chiesto più misure alternative e più permessi premio per il diritto all’affettività”. Oggi il garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello, insieme al neo-garante della provincia di Caserta, don Salvatore Saggiomo, hanno fatto visita al carcere di Arienzo dove sono stati accolti dalla direttrice Annalaura De Fusco e dal comandante Michele Mitti. Nella Casa di Reclusione i garanti hanno incontrato una delegazione di detenuti, una buona parte di loro partecipano al progetto di scrittura creativa e comunicativa, promosso dall’associazione Seven Half Lab, alla visita era presente anche il presidente Paola Ortolani.
- Foggia. “Il tempo di cambiare” al carcere uno spettacolo teatrale interpretato dai detenuti
- Treviso. Parole oltre le sbarre: la voce di Jamel dall’Ipm
- Torino. Il teatro di chi a teatro non ci va
- Referendum, il dovere civico (non l’obbligo) di partecipare
- I referendum abrogativi e gli appelli all’astensione che sviliscono la democrazia










