di Matilde Bicciato
Corriere del Veneto, 1 aprile 2025
Festa della polizia penitenziaria a Padova, il sottosegretario: “Ora basta suicidi”. Il duecentottesimo anniversario della Polizia Penitenziaria, che si è tenuto davanti a Palazzo Moroni ieri mattina, è cominciato con un lungo applauso voluto proprio dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, alla presenza di numerose autorità, tra cui il sindaco Sergio Giordani, il prefetto Giuseppe Forlenza e il questore Marco Odorisio, oltre alle numerose altre istituzioni cittadine. Un anno di traguardi, ha ribadito Ostellari, evidenziando il potenziamento dell’organico, il rafforzamento delle iniziative per il reinserimento dei detenuti e le misure adottate per migliorare la sicurezza negli istituti penitenziari. “Per anni la polizia penitenziaria ha vissuto nel paradosso” ha commentato Ostellari.
di Emanuele Floris
La Nuova Sardegna, 1 aprile 2025
L’iniziativa illustrata stamani dalla dirigente Affari generali Daniela Marcellino. Un tavolo tecnico a supporto del garante dei detenuti di Sassari. È l’iniziativa illustrata stamattina a Palazzo Ducale dalla dirigente Affari generali Daniela Marcellino nel corso della I Commissione presieduta da Stefano Manai. Un esperimento che, se approvato in Consiglio comunale, renderà istituzionale un esperimento già avviato nel secondo mandato dell’ex sindaco Gianfranco Ganau.
di Petronilla Carillo
Il Mattino, 1 aprile 2025
Vincenzo P. ai domiciliari dopo l’ennesima perizia medica che lo dichiara incompatibile con il regime carcerario. Non tutti i mali vengono per nuocere. Per Vincenzo P. di Salerno essere finito per sbaglio nell’inchiesta su una rissa avvenuta nel carcere di Ariano Irpino, dalla quale è stato poi scagionato, ha rappresentato il punto di svolta per la sua situazione personale. Il trasferimento dal carcere avellinese a quello di Terni, per l’ex tossicodipendente salernitano detenuto per una condanna definitiva per spaccio, gli ha consentito di poter finalmente ottenere dal tribunale della Sorveglianza la scarcerazione e la detenzione ai domiciliari per motivi di salute.
ilpopolopordenone.it, 1 aprile 2025
Il Soroptimist Club di Pordenone, insieme ai club della Regione Friuli Venezia Giulia - Alto Friuli, Cividale del Friuli, Gorizia, Trieste e Udine - ha partecipato al progetto interclub “SI Sostiene nel carcere del Coroneo”, iniziativa di grande valore sociale che offre opportunità di formazione alle detenute. Qualche giorno fa ha avuto luogo la cerimonia di consegna degli attestati per le partecipanti al corso di “Hair stylist”, che ha coinvolto venticinque detenute della Sezione femminile del carcere triestino. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per agevolare il reinserimento lavorativo e sociale, favorendo l’indipendenza economica e rafforzando l’autostima delle partecipanti. L’iniziativa si inserisce in un programma promosso dal Soroptimist International d’Italia, che dal 2017 opera con il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, per offrire percorsi rieducativi mirati. La formazione permette alle detenute di acquisire nuove competenze e costruire una prospettiva di vita più stabile e dignitosa, superando la marginalità sociale ed economica.
Corriere dello Sport, 1 aprile 2025
Trasformare il carcere in un’opportunità di crescita attraverso lo sport, un progetto promosso da Seconda Chance e Sport Senza Frontiere con il supporto di attori pubblici e privati. Un campo da calcio e due campi da padel si aggiungeranno al campo da basket recentemente ristrutturato: l’obiettivo è costruire la più grande cittadella dello sport penitenziaria per offrire ai detenuti del Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano nuove opportunità di crescita personale e reinserimento lavorativo. “Rigiocare il Futuro - Lo Sport per Ripartire” è un progetto ad alto impatto sociale nato dalla sinergia di attori del mondo del Terzo settore, pubblici ma anche privati.
di Cesare Corbelli
Il Resto del Carlino, 1 aprile 2025
Si conclude domani alle 19 in Polveriera (Piazzale Oscar Romero), il ciclo di incontri “Posiamo le pietre?” che Caritas Reggiana, in collaborazione con il Centro di Giustizia Riparativa Anfora di Reggio Emilia, ha organizzato in occasione dell’anno giubilare. Negli incontri precedenti, ove sono stati ospiti gli autori Massimo Zamboni per il libro “L’eco di uno sparo” e Paola Ziccone autrice di “Verso Ninive”, si è approfondito il tema della Giustizia Riparativa attraverso le narrazioni racchiuse nei testi presentati e le storie personali dei loro autori. Domani sarà la volta di Padre Guido Bertagna gesuita che, oltre a essere scultore e pittore, è stato mediatore nel lungo percorso raccolto nel “Libro dell’incontro”.
L’Adige, 1 aprile 2025
Secondo appuntamento, dopo quello di Venezia di ottobre 2022, promosso dall’Ateneo Veneto, in collaborazione con il Movimento per la giustizia-Art. 3 ets e l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, sul tema “Carcere e Lavoro”. Un approfondimento e un percorso di confronto tra istituzioni, categorie e terzo settore che, affermando l’importanza del lavoro come leva rieducativa allo scopo di dare una reale possibilità di riscatto sociale a chi è recluso, fa dialogare il “dentro” del carcere con il “fuori” della società. Al centro del dibattito i vertici nazionali e del triveneto dell’amministrazione penitenziaria e le principali categorie economiche del territorio veronese.
di Giulia De Monaco
ilgoriziano.it, 1 aprile 2025
Un anno di scena, arte e cultura nella Casa Circondariale di Gorizia con il progetto Se io fossi Caino, un percorso di trasformazione e consapevolezza che supera le mura del carcere. “Aria e luce/ un anno di teatro, arte e cultura in carcere” è l’epilogo di un percorso introspettivo, terapeutico e rieducativo che ha preso corpo nella Casa Circondariale di Gorizia grazie al prezioso contributo di Fierascena Aps. Il laboratorio artistico dal titolo “Se io fossi Caino”, capitanato da Elisa Menon, direttrice artistica di Fierascena, si inserisce nella più ampia dimensione del trattamento rieducativo che, per i non addetti ai lavori, risponde all’art. 27 della Costituzione italiana, laddove viene sancito che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. La dottoressa Veronica Venturoli, educatrice della casa circondariale di Gorizia e portatrice di esperienza ventennale in ambito rieducativo, spiega che in carcere non c’è solo bisogno di insegnare ai detenuti un mestiere.
di Lucia Montanaro
pressenza.com, 1 aprile 2025
Il tema della detenzione femminile costituisce un’importante occasione di riflessione sulla condizione umana, una realtà complessa spesso poco approfondita nel dibattito pubblico. Due romanzi recenti, “Pucundria” di Maria Rosaria Selo e “Le madri non dormono mai” di Lorenzo Marone, esplorano questa dimensione con sensibilità e profondità, portando alla luce storie di donne che affrontano la prigionia con forza, coraggio e resilienza. Maria Rosaria Selo, attraverso “Pucundria”, offre un racconto intenso e delicato della vita carceraria al femminile, descrivendo le dinamiche psicologiche e sociali vissute dalla protagonista, Anna. Nel libro emergono chiaramente il senso di isolamento e la difficoltà della protagonista nel preservare la propria identità e dignità personale di fronte alle sfide quotidiane della detenzione. La narrazione, profondamente umana e coinvolgente, porta il lettore a riflettere sulla dimensione emotiva e umana della prigionia, rivelando le strategie interiori che permettono alle donne di conservare la speranza e il senso della propria dignità.
di Alice Dominese
Il Domani, 1 aprile 2025
Il Centro di permanenza per il rimpatrio era stato chiuso dopo le proteste di due anni fa. Nella sezione di isolamento denominata “ospedaletto”, che oggi non esiste più, si tolse la vita il ventenne guineano Moussa Balde. Oggi sono 20 le persone recluse. Il garante regionale: “Nonostante due anni di lavori e parecchi fondi investiti, la condizione del centro è simile a prima della chiusura”. Nonostante l’opposizione dell’amministrazione comunale, il centro di permanenza per i rimpatri di Torino è stato riaperto due anni dopo la sua chiusura. Dopo l’arrivo dei primi sei trattenuti nella notte del 25 marzo, oggi sono venti le persone recluse al suo interno. Sono originarie di Tunisia, Marocco, Egitto, Ghana, Cile e Serbia. Tra loro ci sono anche persone provenienti da istituti penitenziari, nonostante per legge la loro identificazione per il rimpatrio potrebbe avvenire in carcere.
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