di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 31 marzo 2025
L’esito della mozione di sfiducia presentata contro il Guardasigilli Nordio era scontato, visti i numeri in Aula degli opposti schieramenti. Nondimeno il ministro doveva essere piuttosto preoccupato, perché alla fine dei lavori si è lasciato andare a considerazioni che avrebbe fatto molto meglio a tralasciare. In particolare ha pronunciato, con tono perentorio, parole come: “Noi non vacilleremo e non arretreremo. Noi andremo avanti inesorabili. Voi fate il vostro peggio che noi faremo il nostro meglio” (non è dato sapere se queste altisonanti parole fossero accompagnate da una postura tipo mascella indurita e petto in fuori). Nordio si riferiva esplicitamente alla riforma della separazione delle carriere fra Pubblici ministeri e Giudici, unica freccia rimasta - sembra - all’arco del governo dopo l’accantonamento del Premierato e dell’Autonomia differenziata.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2025
Le nuove regole non valgono per alcuni gravi tipi di delitti, tra cui mafia e terrorismo. Impegno del Governo a escludere dal regime i reati del Codice rosso. Limiti temporali più rigidi per le intercettazioni. E controlli del giudice più pesanti sui presupposti per concedere le proroghe. A prevederli è la nuova legge (presentata da Pierantonio Zanettin, senatore di Forza Italia) che modificala disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione, approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 19 marzo. Ma i nuovi limiti non valgono per alcuni gravi reati, a partire da quelli di criminalità organizzata. E il Governo si è impegnato, dando parere favorevole durante l’esame degli ordini del giorno, a sottrarre alla disciplina anche i reati del “codice rosso”.
di Manila Alfano
Il Giornale, 31 marzo 2025
Oggi, anche grazie alla legge del 25 gennaio 2025, dopo mesi di allarmi e segnalazioni, sembra che la situazione sia in miglioramento. Tra le misure adottate per contrastare la violenza di genere, spesso si ricorre al braccialetto elettronico. Una soluzione che ha evidenziato criticità e difficoltà legate a problemi di malfunzionamento, scarsa reperibilità, e talvolta a manomissioni volontarie. Oggi, anche grazie alla legge del 25 gennaio 2025, dopo mesi di allarmi e segnalazioni, sembra che la situazione sia in miglioramento. “Il dispositivo non può essere la panacea di tutti i mali e bisogna capire come utilizzarlo meglio” spiega il magistrato Valerio de Gioia. Il legislatore e la società collegata al dispositivo, Fastweb, si sono attrezzati per il miglioramento. Il decreto legge di dicembre, che a gennaio è stato convertito in legge, ha stabilito che i braccialetti elettronici verranno disposti solo quando le condizioni lo permetteranno. Occorre cioè che ci sia la fattibilità tecnica oltre che la fattibilità operativa. Ma tutto questo sarà sufficiente?
di Manuel Sarno
ilpattosociale.it, 31 marzo 2025
Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare: ho visto celebrare processi in videoconferenza e decidere la sorte di un uomo con la connessione intermittente che faceva capire una parola sì e tre no, ho visto cancellerie chiuse con i funzionari a casa in smart working ma senza i computer criptati per lavorare e ho visto sentenze della Cassazione sostenere che un certificato medico presentato in udienza da un avvocato non vale nulla perché andava spedito via pec. Benvenuti nel meraviglioso mondo del processo penale telematico dove tutto è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione, un po’ come sostiene il Perozzi in Amici Miei riferendosi al genio. Solo che in questo caso di genialità non c’è nulla, anzi: serve fantasia per interpretare le circolari ministeriali, intuizione per capire come funziona il leviatanico portale di deposito atti, colpo d’occhio per scoprire gli uffici con all’interno un umanoide che sia ancora disposto a darvi retta e velocità di esecuzione per cogliere l’attimo in cui i sistemi informatici messi a disposizione da via Arenula sono miracolosamente funzionanti.
paesenews.it, 31 marzo 2025
Un 60enne di Sparanise, popoloso centro dell’Agro Caleno, è deceduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dove si trovava per scontare una pena definitiva. Fra circa due anni avrebbe pagato il suo debito con la giustizia e sarebbe tornato in libertà. Al momento non si conosce l’identità dell’uomo. Secondo i primi riscontri sarebbe morto per le conseguenze di una grave malattia contro la quale da diverso tempo stava lottando.
di Lorenzo Garbarino
chiesadimilano.it, 31 marzo 2025
Nel carcere minorile un nuovo incendio dopo una rivolta. Il cappellano emerito denuncia sovraffollamento, carenza di personale e assenza di alternative educative. Nel pomeriggio di lunedì 24 marzo è stato appiccato un incendio all’interno del carcere minorile Beccaria di Milano. È la seconda rivolta in poco meno di due settimane: nella notte dello scorso 13 marzo c’è stato un primo incendio. Questa volta il fuoco si è propagato a seguito di un tentativo di rivolta da parte di alcuni detenuti, che hanno bruciato lenzuola e materassi. Due reclusi sono stati ricoverati al pronto soccorso per una lieve intossicazione da fumo.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 31 marzo 2025
“Ciao, sono Michael e sono un detenuto come te”. Così, senza maschere, si presenta Michael, detenuto del carcere di Sanquirico, a cui la dottoressa Alessandra Arosio, giurista ed educatrice penitenziaria ha proposto di lavorare come “Peer educator” (secondo il progetto educativo promosso dal carcere di Monza, insieme alle imprese sociali Galdus e Energheia). È l’educatore tra pari, un vero lavoro, non retribuito, a cui Michael e Andrea hanno detto di sì. L’accoglienza dei detenuti nuovi arrivati, il loro inserimento in un percorso di rieducazione proposto dagli operatori del carcere incontra spesso diffidenza e ostilità, spiega Alessandra Arosio. Le stesse proposte, offerte dai pari, cioè da persone che sanno cosa significa la paura, l’incertezza e la noia della detenzione, suonano più credibili e rassicuranti.
cagliaritoday.it, 31 marzo 2025
L’iniziativa mira a integrare i detenuti nella società, offrendo loro l’opportunità di sfruttare il periodo di detenzione in modo costruttivo. “Galeghiotto” mira a integrare i detenuti nella società, offrendo loro l’opportunità di sfruttare il periodo di detenzione in modo costruttivo. I detenuti sono coinvolti nell’intero ciclo produttivo lattiero-caseario, dalla cura del bestiame alla produzione di formaggi e altri prodotti a marchio “Galeghiotto”. Questo progetto non solo fornisce formazione professionale, ma consente anche ai detenuti di acquisire competenze utili per il loro reinserimento nella società. Il marchio “Galeghiotto” offre una vasta gamma di prodotti, tra cui formaggi pecorini, caprini, misti, stagionati e semi-stagionati, nonché insaccati, carne fresca, macelleria equina e olio. Questi prodotti, attualmente commercializzati solo in Sardegna, saranno presto disponibili sul mercato nazionale.
di Cristina Bertolini
Il Giorno, 31 marzo 2025
Al convegno dell’Ordine dei Medici l’esperienza di chi si occupa di detenuti e ne scopre patologie dimenticate. Patologie della bocca e dei denti; malattie infettive, psichiche, disturbi da utilizzo di sostanze stupefacenti e poi traumi osteorticolari dovuti a incidenti e storie di violenza. Sono alcune delle patologie che incontra il medico che lavora in carcere. Lo ha spiegato la dottoressa Elisabetta Chiesa, responsabile della Sanità penitenziaria alla Casa circondariale Sanquirico (diretta da Cosima Buccoliero), nel convegno, promosso dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Monza e della Brianza presieduto da Carlo Maria Teruzzi. “Sono responsabile del servizio da agosto 2021 - spiega la dottoressa - lavorare in carcere è un’esperienza sconvolgente e appassionante. È un ambiente molto complesso che un medico non immagina come prospettiva lavorativa”.
di Sara Finamore
periferiamonews.org, 31 marzo 2025
Creare un’alternativa per chi è convinto di non averne: questo è ciò che rappresenta il laboratorio di creazione di strumenti musicali per alcuni detenuti all’interno del carcere di Secondigliano. Il laboratorio di liuteria è tenuto dal Maestro Vincenzo Romano, liutaio musicista dal 1993 che ha collaborato con svariati artisti del panorama italiano ed è parte integrante del progetto “Metamorfosi” della Fondazione “Casa dello Spirito e delle Arti” in collaborazione con la Cooperativa Sociale “L’uomo e il legno” attiva a Scampia; l’idea di punta è il riutilizzo di materiali di scarto per trasformarli in strumenti musicali unici, regalando loro così una nuova vita così come regala ai detenuti una speranza di sognare un futuro seguendo quest’antico mestiere. Abbiamo fatto qualche domanda al Maestro Romano che tiene il laboratorio nel penitenziario di Secondigliano.
- Napoli. “Salute in carcere: un diritto negato?”, il Garante Ciambriello chiama alla riflessione
- Roma. Appello ad Amazon: “I libri resi diventino risorse per i detenuti”
- Milano. “Io, fotografo di moda dopo 4 anni in carcere per spaccio”
- Televisione. “Ragazzi fuori”, gli adolescenti e le nuove frontiere del cyberbullismo
- Teatro. A Roma ex detenute in scena davanti ai magistrati










