genova24.it, 23 febbraio 2025
La Regione investe oltre 2,7 milioni di euro in azioni finalizzate a favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, riducendo il rischio di recidiva. La Regione Liguria aderisce a un nuovo programma contro la recidiva penale con il programma finanziato attraverso il PON Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027. Oltre 2,7 milioni di euro dai Fondi Sociali Europei (FSE+) e 84 mila euro dai Fondi Europei di Sviluppo Regionale (FESR) sono stati destinati al progetto “Welfare di Giustizia”, concepito per integrare attivamente i detenuti nel tessuto sociale ed economico della regione. Il cuore del programma è il sostegno al reinserimento attraverso formazione professionale e lavoro sia dentro che fuori dalle mura delle carceri. In particolare, verranno potenziati percorsi di formazione e l’accesso a opportunità lavorative per coloro che sono sotto regime penitenziario, con l’obiettivo di ridurre la recidiva. Un elemento fondamentale per il successo del progetto è il coinvolgimento di tutti i settori della società, dalla produzione all’assistenza sociale, in un approccio solidale e collaborativo. Secondo i dati più recenti, nel 2024 in Liguria sono stati registrati 1.377 individui sotto regime restrittivo. Al 30 giugno dello stesso anno, 272 detenuti lavoravano nelle istituzioni penitenziarie, di cui 168 stranieri, mentre altri 76 erano impiegati presso datori di lavoro esterni.
irpinianews.it, 23 febbraio 2025
La morte del detenuto Ciro Pettirosso finisce in Parlamento, dove il deputato di Avs Aboubakar Soumahoro ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro di Grazia e Giustizia e al Ministro della Salute, ricostruendo gli eventi e quanto emerso fino ad ora sulla morte del trentaseienne: la casa circondariale di Avellino “Antimo Graziano” è stata teatro di una tragedia che ha scosso profondamente detenuti, personale penitenziario e familiari delle persone ristrette. Nella giornata dell’8 febbraio 2025, il corpo senza vita di Ciro Pettirosso, 36 anni, originario di Napoli, è stato ritrovato all’interno della struttura.
di Federica Pacella
Il Giorno, 23 febbraio 2025
La Garante dei detenuti, Luisa Ravagnani: “Servono azioni concrete con l’approvazione urgente di misure deflattive”. I volontari chiedono misure alternative per chi sta scontando pene minori. In cinque anni di attività, la chiesa interna non l’ha praticamente mai vista perché inagibile, mentre l’ufficio del cappellano è usato da chiunque. Sovraffollato, si fa quel che si può, il diritto di culto viene comunque garantito a tutti - racconta don Stefano Fontana, Cappellano della Casa Circondariale di Brescia Nerio Fischione. La situazione è nota, direzione, polizia penitenziaria, educatori, volontari e cooperative fanno quello che possono, ma è chiaro che la struttura non consente di garantire la rieducazione, che dovrebbe essere l’obiettivo di tutti”.
rainews.it, 23 febbraio 2025
Il padiglione detentivo da 5 piani di cui tre con 33 camere triple e 2 doppie per detenuti con disabilità sarà adeguato ai più moderni standard. Due ministri, della Giustizia Nordio e per i Rapporti con il Parlamento Ciriani, la viceministra dell’Ambiente Gava, Regione, sindaci e autorità al sopralluogo al grande cantiere per la realizzazione del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento nei 50mila metri quadri dell’ex Caserma Dall’Armi, opera da 60 milioni di euro e 300 posti. Per il ministro Nordio il potenziamento dell’edilizia penitenziaria è una risposta al problema del sovraffollamento, assieme alla riduzione della carcerazione preventiva e all’espiazione della pena delle persone straniere nei Paesi d’origine.
vipiu.it, 23 febbraio 2025
Una struttura gestita in maniera esemplare dal personale di ogni livello, seppur tra mille difficoltà, a partire dai numeri critici che mettono a dura prova il sistema: è questa la realtà emersa dalla visita al Carcere di Vicenza effettuata ieri da Annalisa Corrado (Segreteria Nazionale PD, MEP S&D), Rosanna Filippin (Deputata eletta in Veneto, PD) e Chiara Luisetto (Consigliera Regionale in Veneto, PD). “Vicenza, come tante strutture italiane, soffre di un grave sovraffollamento: con 270 posti, l’istituto ospita in realtà 365 detenuti, sostenuti da un organico del tutto insufficiente di soli 170 poliziotti penitenziari e tre educatori, di cui uno part-time”, riportano. “Numeri allarmanti, che rendono impossibile un percorso rieducativo efficace e scaricano il buon funzionamento della struttura sulle spalle di chi ci lavora, invece che su quelle dello Stato”.
di Teresa Fiore
ruvoviva.it, 23 febbraio 2025
Un evento per esplorare le criticità della detenzione e le prospettive di un sistema riformatore. Martedì 25 febbraio, alle 18:00, la libreria L’Agorà - Bottega delle Nuvole di Ruvo di Puglia ospiterà la presentazione del libro Sbarre, scritto dall’ex magistrato antimafia Sandro Messina. L’evento si inserisce nel percorso sulla giustizia riparativa, promosso dall’Assessorato al Benessere e Giustizia Sociale del Comune di Ruvo di Puglia, con l’obiettivo di stimolare una riflessione sulla detenzione, il sistema giudiziario e le relazioni umane. Attraverso l’esperienza diretta dell’autore, il libro scandaglia le pieghe più oscure della macchina giudiziaria italiana, soffermandosi sul fenomeno dell’ingiusta detenzione, sulle criticità delle misure restrittive e sulle implicazioni sociali della reclusione.
di Lorena Crisafulli
L’Osservatore Romano, 23 febbraio 2025
Il teatro come forma di terapia è possibile anche in un luogo difficile come il carcere, in cui l’arte può aiutare ad attraversare ore interminabili, giorni faticosi, vite sospese. Succede a Rebibbia dove la cura si fa attraverso il laboratorio teatrale “Credo ancora nelle favole”, realizzato con alcune persone detenute all’interno della casa circondariale romana. A distanza di un anno dalla conclusione degli incontri, proprio in questi giorni il Municipio vi, tra i primi sostenitori del progetto, organizza una serie di proiezioni per mostrare alla cittadinanza il prezioso lavoro svolto in scena dalle persone detenute con i loro familiari. Il copione è il risultato del lavoro terapeutico condotto, con dieci persone della sezione media sicurezza di Rebibbia, dalle psicoterapeute ideatrici del progetto, Irene Cantarella e Sandra Vitolo, per far rivivere sul palcoscenico emozioni reali, frammenti di vita e di speranza.
di Tommaso Cotellessa
news-town.it, 23 febbraio 2025
Nella Casa di reclusione di Sulmona, la celebre fiaba di Pinocchio si è trasformata in una rappresentazione teatrale dal profondo significato allegorico, esplorando il tema dell’errore come strumento di evoluzione e crescita personale. L’adattamento è stato curato dai detenuti sotto la regia di Pietro Becattini, con la partecipazione di Francesca Galasso, e ha rappresentato il culmine di un percorso formativo realizzato in collaborazione con il Centro Provinciale Istruzione Adulti (Cpia) di L’Aquila. Il progetto è stato seguito dalle docenti Antonella Iulianella e Concetta Berlantini e sostenuto dalla Fondazione Carispaq.
di Angela Gorellini
La Nazione, 23 febbraio 2025
Nuovo appuntamento con il programma “Artisti dietro le sbarre”. Alla Casa circondariale i protagonisti dello spettacolo ai Rinnovati. Nel piccolo teatro della casa circondariale di Santo Spirito, il progetto “Artisti dietro le sbarre” ha regalato un altro incontro indimenticabile. Questa volta, a varcare le soglie del carcere senese sono stati Paolo Calabresi e Valeria Solarino, che con la loro sensibilità hanno instaurato un dialogo profondo e coinvolgente con i detenuti. I due attori sono sbarcati sulle lastre per la trasposizione teatrale del successo cinematografico ‘Perfetti sconosciuti’, in scena al teatro dei Rinnovati.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 23 febbraio 2025
Dall’uscita di “Gattabuia”, il podcast di Domani prodotto da Emons Record sulla vita quotidiana nelle carceri italiane, molte sono state le reazioni e i riscontri ricevuti. Non solo da parte delle ascoltatrici e degli ascoltatori che si sono avvicinati a questa inchiesta con la curiosità di conoscere un mondo distante, sigillato e spaventoso qual è il carcere, di cui comunemente si sa poco, ma anche da parte di insegnanti che hanno fatto ascoltare il podcast ai propri alunni, di circoli culturali che chiedono di organizzare dibattiti e presentazioni, di associazioni che operano negli istituti penitenziari e ne hanno discusso con i detenuti, di radio ed emittenti televisive che mi hanno invitata a intervenire per discuterne.
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