legnanonews.com, 18 febbraio 2025
Pena e giustizia ai tempi delle carceri sovraffollate protagoniste tra le mura del Liceo Galilei di Legnano nel primo incontro della seconda edizione del progetto “Il liceo dei cittadini”. Liberarsi dal carcere? La domanda, “spacchettata” nelle tante sfaccettature che hanno saputo cogliere gli studenti, è rimbalzata lunedì 17 febbraio tra le mura del Liceo Galilei di Legnano nel primo incontro della seconda edizione del progetto “Il liceo dei cittadini”, iniziativa nata e cresciuta con l’obiettivo di portare gli studenti “a farsi domande e a confrontarsi con personalità di primo piano del mondo istituzionale e accademico, oppure impegnate nel sociale”, per “aprire la scuola alla società, nella convinzione che debba essere un ponte verso l’esterno” e riaccendere i riflettori sulla complessità “di fronte ad un dibattito pubblico che tende a semplificare in maniera eccessiva”.
Milano. “Lontani, ma vicini”: fotografie dal carcere. In mostra al Pirellone gli scatti dei detenuti
di Nicolò Rubeis
Il Giornale, 18 febbraio 2025
Il presidente Romani: “Ponte con la realtà che c’è fuori”. Vallacchi (Pd): “Riportiamo nella società chi ha sbagliato”. Ventisette immagini che raccontano la vita dentro il carcere: le fotografie dei detenuti della Casa Circondariale di Lodi sono in mostra nello Spazio Eventi di Palazzo Pirelli. È stata inaugurata ieri pomeriggio la mostra “Distanti, ma vicini” che potrà essere visitata fino al 28 febbraio. “Questo progetto è un “ponte” tra il carcere e la realtà che c’è “fuori” - ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Federico Romani - La sfida che i detenuti ci lanciano con questa mostra è chiara: dobbiamo superare barriere e pregiudizi. La cultura, in questo caso la fotografia, è lo strumento per farlo e questa mostra è un’occasione di riscatto sociale che ruota attorno al concetto di fiducia. Perché dare fiducia è la parola chiave da cui partire per far parlare i due mondi e promuovere, nei fatti, il reinserimento sociale dei detenuti”.
di Antonella Barone
gnewsonline.it, 18 febbraio 2025
Il progetto “Corpo a corpo”, organizzato dalla Fondazione Como Arte Ets nella Casa Circondariale di Como Bassone, oltre a visitatori entusiasti della mostra conclusiva e a recensioni positive, al suo attivo ha anche un matrimonio tra due detenuti che vi hanno partecipato. “Marcello e Anna (nomi di fantasia) si conoscevano già da tempo ma è stata lei a convincere il fidanzato a partecipare al percorso proposto dalla fondazione. Sarò tra gli invitati e ne sono felice perché durante il progetto vuol dire che sono nati rapporti umani autentici” racconta Chiara Anzani, vicepresidente di Como ArteEts, che aggiunge come è nato il progetto: “Siamo entrati come volontari in carcere nel 2023 con iniziative di animazione culturale.
garanteinfanzia.org, 18 febbraio 2025
Mostra fotografica dal 20 febbraio al Museo degli Innocenti di Firenze con gli scatti di 22 giovani detenuti. Un progetto dell’Autorità garante. Com’è il mondo visto da chi sta all’interno di un istituto penale minorile? A svelarlo la mostra “Dalla mia prospettiva” in programma dal 20 febbraio al 22 marzo al Museo degli Innocenti di Firenze nella sala Agata Smeralda. Si tratta di 66 foto in bianco e nero frutto di laboratori promossi dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti negli istituti penali per minorenni di Catanzaro “Silvio Paternostro”, di Quartucciu (Cagliari), di Roma “Casal del Marmo” e di Torino “Ferrante Aporti” e del femminile di Pontremoli (Massa Carrara).
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 18 febbraio 2025
Il libro di Cristina Badon “Classi pericolose in attesa di giudizio. Le matricole di Regina Coeli e la repressione penale e sociale in Italia a fine Ottocento” (Il Formichiere). Ci sono almeno tre ragioni per le quali è consigliabile immergersi nella lettura del libro di Cristina Badon “Classi pericolose” in attesa di giudizio. Le matricole di Regina Coeli e la repressione penale e sociale in Italia a fine Ottocento (Il Formichiere, pp. 270, euro 20): ci consente di andare alle origini della pena carceraria e riflettere intorno alla sua effettiva funzione; fotografa con accuratezza, rigore e intensità narrativa i destinatari delle fobie repressive delle democrazie liberali negli ultimi decenni del diciannovesimo secolo; ci aiuta a comprendere il presente della pena in Italia, a cinquant’anni dalla entrata in vigore dell’Ordinamento penitenziario. Il libro, introdotto da Mary Gibson, si inserisce con merito all’interno di un selezionato e, purtroppo non ampio, numero di opere storiche sulla pena e sul carcere, tra le quali meritano menzione, oltre ai volumi della stessa Mary Gibson, anche gli scritti di Guido Neppi Modona e Christian De Vito. L’approccio storico ha la forza argomentativa del ricorso alle fonti e nel libro di Cristina Badon queste ultime non mancano.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 18 febbraio 2025
Il sistema penitenziario italiano? “Molto vicino a una condizione di dichiarato fallimento”. “L’esperienza fondamentale per definire la mia idea e la mia pratica di politica è stato l’incontro con i familiari delle vittime e con le vittime: la vera questione per l’essere umano è la sua capacità di dare un senso alla sofferenza”. A parlare è Luigi Manconi, docente di Sociologia dei fenomeni politici e già presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, è stato parlamentare per tre legislature e sottosegretario alla Giustizia.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 febbraio 2025
Protocollo Albania. In vista della decisione della Corte Ue, depositato un parere critico verso Roma. Meloni teme: “I giudici non compromettano i rimpatri”. Sono quindici, oltre quelle dei due ricorrenti, le memorie depositate alla Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa sui “paesi di origine sicuri” che sarà discussa tra una settimana in Lussemburgo. Di grande rilevanza è il parere della Commissione secondo la quale il diritto comunitario impedisce tale designazione in presenza di eccezioni per categorie di persone. Il ragionamento è che bisogna distinguere persecuzioni o violazioni contro singoli individui da situazioni in cui queste hanno carattere sistemico e riguardano interi gruppi di persone. Nel secondo caso la classificazione è contraria alla direttiva.
La Stampa, 18 febbraio 2025
L’input dato dalla premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi alla conferenza dei prefetti e questori d’Italia. Sono stati 5.406 nel 2024 gli stranieri rimpatriati in modo forzato, il 14% in più del 2023. Un forte input a prefetti e questori ad aumentare i rimpatri di migranti irregolari è arrivato - si apprende - nel corso della Conferenza dei prefetti e dei questori d’Italia sulle linee d’indirizzo per le politiche di contrasto all’immigrazione irregolare, dove sono intervenuti - tra gli altri - la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. I dati esaminati dimostrerebbero che gli stranieri irregolari hanno una tendenza alla delittuosità superiore a quella dei regolari e degli italiani.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 18 febbraio 2025
Il Governo italiano ha annunciato di voler utilizzare i centri attivati in Albania nell’ambito del Protocollo Italia-Albania ratificato con L. 14/24 come CPR (centri per il rimpatrio), abbandonando in tal modo l’obiettivo primario per cui il Protocollo stesso era nato, ovvero il primo esperimento in Europa di trasferimento coattivo di richiedenti asilo in un paese terinterne anche molto eterogenee (come in effetti accade tra i diversi Paesi UE), purché le norme interne siano conformi al sovraordinato diritto dell’Unione, in particolare alla Direttiva 115/2008/CE sui rimpatri. La Commissione Europea ha annunciato che a brevissimo (marzo 25) presenterà una proposta di rifusione di tale vigente direttiva che in effetti è piuttosto datata.
di Luciano Violante
Corriere della Sera, 18 febbraio 2025
Nella sua teoria politica contano solo il consenso, le minacce e i rapporti di forza. Diventa verità qualunque menzogna ripetuta più volte. Il diritto è un intralcio. Il presidente Trump realizza un modello di democrazia brutalista, antiestetica, anticonvenzionale, non conformista, non perbenista, irrispettosa. In pochi giorni ha rovesciato il mondo. Purtroppo è in sintonia con il corso della storia. Il segno del nostro tempo, indotto dalle tecnologie digitali e dal paradigma della competitività globale, è la velocità delle decisioni e delle esecuzioni, velocità che oggi manca alle procedure democratiche.
- Scozia. Sovraffollamento delle carceri, liberati in anticipo 390 detenuti
- Francia. Stop alle attività ludiche in carcere dopo lo “scandalo” dei massaggi ai detenuti
- Diritto all’affettività in carcere: tutto fermo un anno dopo la sentenza della Consulta
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- Il destino infernale della popolazione carceraria: una dignità non negoziabile










