di Fulvio Fulvi
Avvenire, 6 febbraio 2025
Dieci detenuti si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno. Ancora da accertare le cause degli ultimi 3 decessi. Sovraffollamento: il Governo pensa a 7mila posti in più. Sono stati dieci i suicidi di detenuti dall’inizio dell’anno, mentre in tutto il 2024 ce ne sono stati 90, mai così tanti nella storia recente del sistema penitenziario italiano. Gli ultimi tre decessi sono avvenuti lunedì e martedì scorsi a Livorno, Napoli Poggioreale e Modena, ma le cause devono ancora essere accertate, come per altri 14 casi dal 1° gennaio ad oggi.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 6 febbraio 2025
È stata istituita un’apposita commissione di studio, sono in corso sopralluoghi e preventivi, ostacoli pratici vanno contemperati a esigenze di sicurezza, arriveranno indicazioni “dagli Uffici superiori”: con questi argomenti da un anno il Ministero della Giustizia non rende effettivo il diritto all’affettività in carcere, pur sancito dalla Corte Costituzionale che il 26 gennaio 2024 ha dichiarato l’illegittimità della norma che non prevede che la persona detenuta - tenuto conto della sua condotta e sempre che non ostino ragioni di sicurezza o giudiziarie - possa svolgere colloqui con il coniuge o il convivente stabile senza controllo a vista degli agenti.
di Sara Sonnessa
torinocronaca.it, 6 febbraio 2025
“C’è chi dice che non ci sono abbastanza risorse per garantirlo: non è credibile”. “Questo è un diritto, un diritto, un diritto di tutte le persone detenute”, ha ribadito con forza Roberto Capra, avvocato e presidente della Camera Penale Vittorio Chiusano del Piemonte occidentale e della Valle d’Aosta. L’avvocato Capra, in una conferenza stampa tenutasi oggi presso il tribunale di Torino, ha sottolineato l’importanza di un diritto che, nonostante una sentenza chiara della Corte Costituzionale, continua a essere ignorato: il diritto degli individui detenuti di avere incontri intimi, cioè non controllati visivamente, con i propri partner e familiari.
ansa.it, 6 febbraio 2025
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto ieri a Palazzo Chigi un vertice dedicato al piano carceri. Alla riunione, a quanto si apprende, hanno partecipato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario Andrea Delmastro, il Commissario per le carceri, Marco Doglio, rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). L’incontro, spiegano le stesse fonti, è stato incentrato sulle strategie per il potenziamento del sistema penitenziario, “con l’obiettivo di realizzare 7.000 nuovi posti detentivi, in un’azione determinata per migliorare le condizioni della pena in fase esecutiva e in genere delle strutture carcerarie”.
di Denise Amerini
collettiva.it, 6 febbraio 2025
Prosegue la battaglia della Cgil e della rete nazionale contro il disegno di legge 1236 con un’attenzione per gli articoli che riguardano la detenzione. Il decreto sicurezza, ddl 1236, è attualmente in discussione al Senato. Quali siano i tempi per l’approvazione ancora non si sa con certezza. Intanto proseguono le prese di posizione, gli interventi, le mobilitazioni di tante associazioni e organizzazioni della società civile, del mondo accademico, di cittadini, che da subito si sono espressi, sottolineando come questo sia un decreto che porta misure volte a produrre paure nelle persone, con una svolta giustizialista ed autoritaria che legge la sicurezza solo in termini securitari, e non sociali. Che criminalizza la povertà, il disagio, il dissenso. Con profili di incostituzionalità.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 febbraio 2025
Una vicenda agghiacciante, l’ennesima, riaccende il focus sul diritto alla salute negato dal sistema penitenziario e giudiziario. L’associazione onlus “Quei Bravi Ragazzi Family” ha presentato una denuncia che mette in luce il destino crudele di Carmine Tolomelli, detenuto morto a causa della mancanza di cure adeguate, nonostante una grave patologia cronica che avrebbe dovuto garantirgli un luogo diverso dal carcere e assistenza. Il 24 febbraio 2024, Carmine Tolomelli è deceduto presso l’Ospedale San Martino di Genova, a seguito di un trasferimento d’urgenza dal carcere di Marassi (Genova).
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 febbraio 2025
Il calendario del Senato prevede che il Ddl Sicurezza arrivi in Aula nella prima settimana di marzo, sempre che le commissioni Affari costituzionali e Giustizia concludano il loro iter. Che nelle ultime settimane prosegue a ritmo lento, in attesa che il governo decida se e come intervenire per correggere i punti giudicati incostituzionali sui quali si è concentrata la moral suasion del Quirinale. Il lavoro delle commissioni, che anche ieri si sono riunite per il voto degli emendamenti, ha superato i due terzi circa del fascicolo. Nessuno sa però ancora cosa succederà in Aula: se le modifiche preannunciate dal ministro Ciriani arrivino con un maxi emendamento governativo (rinviando il testo alla Camera in terza lettura), o se seguiranno altre vie legislative. La Lega preme per snobbare il Colle e approvare subito il ddl. In caso contrario, come ha ribadito anche ieri il capogruppo Romeo, “vorremmo anche noi introdurre delle proposte migliorative”. Nel senso leghista del termine, ça va sans dire.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 febbraio 2025
L’ipotesi di rivedere il testo, auspicata dall’ex segretario di “Mi” Racanelli, non seduce neppure il suo gruppo. Musolino, “Md”: “No a trattative al ribasso”. La partita sulla separazione delle carriere non è affatto chiusa. Fonti parlamentari riferiscono che Forza Italia sarebbe pronta a riproporre l’emendamento che sopprime dal testo il sorteggio per la scelta dei componenti laici nei due Csm, previsti dalla modifica dell’ordinamento giudiziario. L’emendamento era stato già proposto alla Camera ma poi le altre forze di maggioranza e lo stesso guardasigilli Carlo Nordio avevano indotto il partito di Antonio Tajani a ritirarlo. Adesso gli azzurri sarebbero pronti anche ad allungare di un mesetto il processo riformatore (qualora ci fosse una modifica a Palazzo Madama, bisognerebbe ritornare alla Camera e poi terminare con gli altri due passaggi previsti per le riforme costituzionali) pur di portare a casa il risultato. Avrebbero l’appoggio anche di FdI, come ci spiega il senatore Sergio Rastrelli: “Il sorteggio è l’unico sistema valido per superare definitivamente il verminaio correntizio che ha caratterizzato fino ad oggi il sistema giudiziario italiano, determinando una intollerabile mortificazione della giurisdizione. Solo il sorteggio - prosegue - può infatti restituire autonomia e indipendenza ad ogni singolo magistrato, e sottrarlo alla morsa del condizionamento dei centri di potere e di pressione che hanno sinora caratterizzato il Csm. È evidente che questo ragionamento vale solo per la componente togata, mentre per quanto attiene alla componente laica si tratta di una scelta assolutamente non obbligata, né sul piano della legittimità costituzionale né sotto il profilo della valutazione politica”. Conclude quindi Rastrelli: “Nella proficua dialettica interna al centrodestra, si è scelto sinora di blindare il testo per evitare uno slittamento nei tempi di una riforma che è tanto essenziale quanto urgente per il futuro dell’Italia. Anche in Senato valuteremo attraverso quale formula tecnica raggiungere il punto di equilibrio: personalmente, ritengo vada ribadita con forza la funzione irrinunciabile del Parlamento nella individuazione dei membri laici”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2025
Il Presidente del Consiglio nazionale forense esprime le preoccupazioni della categoria su: digitalizzazione, AI, sinteticità atti, costi di accesso alla giustizia ed applicazione dell’equo compenso. Ferma contrarietà dell’Avvocatura ai modelli digitali obbligatori per gli atti; limiti stringenti all’utilizzo della IA da parte dei giudici e forte preoccupazione della categoria per le sanzioni previste in caso di sforamento dei limiti agli atti difensivi. Ma anche un grido d’allarme per i costi eccessivi dell’accesso alla giustizia amministrativa, che, per esempio, in materia di appalti non ha eguali nel mondo, arrivando ad alterare la concorrenza tra imprese. E ancora prudenza nel passaggio al nuovo portale telematico, mantenendo più a lungo un doppio binario e partecipazione degli avvocati al governo della giurisdizione amministrativa. Infine, un altro cavallo di battaglia dei legali che continua a trovare degli inciampi: l’equo compenso va applicato in tutti i contratti pubblici. È breve ma denso di contenuti l’intervento del Presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario e di presentazione della “Relazione sull’attività della Giustizia Amministrativa”, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e delle più alte cariche dello Stato.
di Silvia Trovato
cesvot.it, 6 febbraio 2025
Il lavoro svolto dai detenuti in Toscana rappresenta una leva fondamentale per il reinserimento sociale, contribuendo a restituire dignità e a ridurre il rischio di recidiva. In Toscana, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese locali, il lavoro carcerario sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel percorso di riscatto di molte persone private della libertà. Questo sistema si basa sulla Legge Smuraglia (n. 193/2000), che incoraggia le aziende ad assumere detenuti mediante sgravi fiscali e agevolazioni, rendendo vantaggiosa l’assunzione sia a livello economico sia etico. Un attore fondamentale di questo processo è “Seconda Chance”, associazione che lavora attivamente per presentare alle imprese i benefici della Legge Smuraglia e le opportunità di inserimento dei detenuti, promuovendo un approccio di sensibilizzazione “porta a porta”. Tra il 2022 e oggi, grazie agli interventi dell’associazione “Seconda Chance” in Toscana più di 40 detenuti hanno avuto opportunità lavorative, con una dozzina di aziende che hanno accolto i lavoratori provenienti dalle carceri regionali. Molte imprese hanno risposto positivamente, non solo per le agevolazioni, ma anche per l’opportunità di rafforzare il valore etico della loro attività e contribuire al reinserimento sociale dei detenuti. Queste iniziative si concentrano spesso nelle aree vicine ai centri di detenzione, favorendo una maggiore facilità di accesso e logistica per i detenuti ammessi al lavoro esterno.
- Bologna. I Garanti dei detenuti: “I giovani alla Dozza? Enorme perplessità”
- Parma. Disabile recluso, Nordio ha inviato il provveditore
- Palermo. Al Pagliarelli vietati pacchi alimentari e giacche in pile, detenuti in sciopero della fame
- Novara. “Dare un futuro dopo la pena: la città si accorga del suo carcere”
- Cagliari. Detenuti e figli minori, al via il progetto “Liberi dentro per crescere fuori”










