di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 3 febbraio 2025
L’eliminazione delle categorie “pericolose” si perpetra ormai a cielo aperto. Nella storia sono stati utilizzati campi di concentramento, di sterminio e ogni altro tipo di segregazione. Oggi non più. Tutto accade sotto i nostri occhi resi opachi dall’assuefazione, il controllo e una propaganda martellante che ci conduce a sinistri ricordi. Il politico e filologo Joseph Goebbels, ministro della Propaganda durante il regime nazista in Germania scrisse che: “Una menzogna detta una volta rimane una menzogna ma una menzogna ripetuta mille volte diventa una verità”. Ciò accade coi mezzi di comunicazione in mano a coloro che trasformano la realtà a immagine e somiglianza del loro potere di dominazione.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 3 febbraio 2025
Laila Soueif, madre di Alaa Abd el-Fattah, il più famoso prigioniero di coscienza egiziano, chiamato il “Gramsci d’Egitto”, è entrata nel quinto mese di sciopero della fame nell’inverno londinese. A Londra, sì. Perché suo figlio ha anche passaporto britannico. Per questo, da oltre 120 giorni, l’anziana madre sosta tutte le mattine dei giorni lavorativi di fronte a Downing Street chiedendo un intervento del governo del primo ministro Keir Starmer, finora sordo alle sue richieste. Alaa Abd el-Fattah avrebbe dovuto essere scarcerato alla fine di settembre, quando era terminato il suo ultimo periodo di detenzione: una condanna a cinque anni, l’ennesima, inflittagli il 20 dicembre 2021 al termine di un processo gravemente iniquo per “diffusione di notizie false”.
di Nello Trocchia
Il Domani, 2 febbraio 2025
Il Governo ha sconvolto il sistema penale minorile che somiglia sempre più al carcere degli adulti. “Mia madre non rideva mai”: le parole dei detenuti minorenni che vedono lo Stato come aguzzino. Il decreto Caivano offre una risposta repressiva a un bisogno diffuso di welfare, giustizia e prevenzione. Per capirne gli effetti, a poco più di un anno dall’introduzione, bisogna parlare con chi ha visto il carcere e ora è “rinchiuso” in una comunità. Si tratta di minorenni, per identificarli useremo nomi di fantasia, che sono stati arrestati per rapina, spaccio e anche truffe alle anziane, reati odiosi per chi li subisce.
di Luna Casarotti*
napolimonitor.it, 2 febbraio 2025
2021. Ion Nicolae, all’epoca quarantottenne, è in carcere, vivendo da tempo in una condizione di isolamento totale e solitudine. È privo del supporto di parenti vicini, una situazione che ha contribuito all’emissione di un provvedimento per il suo rimpatrio in Romania. Nicolae però, dopo anni di detenzione a Verona, aveva ottenuto la semi-libertà, intraprendendo un percorso di reinserimento sociale. A fine dello scorso anno, al momento della scadenza del suo contratto di lavoro, è stato prelevato dalla sua abitazione, dove viveva insieme alla compagna e trasferito a Verona, per poi finire al carcere di Rebibbia di Roma, in attesa di essere rimpatriato. Ha dovuto interrompere così, bruscamente, il suo cammino di lento rientro alla vita.
L’Osservatore Romano, 2 febbraio 2025
Purtroppo, in carcere, la corda viene usata da molti per togliersi la vita. Ma il Papa l’ha indicata come mezzo per proseguire il viaggio della vita. Papa Francesco ha fatto riferimento anche ad un altro valore fondamentale: la tenerezza, un sentimento ben presente nel cuore di chi è lontano dalla propria famiglia. E per questo, ricordando che “la speranza non delude”, ha invitato tutti a “spalancare i cuori”. La speranza è il cuore di questo Giubileo. Ad essa si affida chiunque abbia un bisogno - dalla salute alla gestione della famiglia. Insomma, tutti vi si aggrappano.
di Federico Capurso e Francesco Malfetano
La Stampa, 2 febbraio 2025
In Fratelli d’Italia si teme lo scontro col Colle. I capigruppo incalzano: ma non devono deriderci. Le voci, oggi, hanno intensità e volumi diversi. Il messaggio che arriva dal governo e da Fratelli d’Italia torna un millimetro dietro la linea rossa dello scontro finale. Giorgia Meloni e i suoi hanno deciso di non scendere in piazza per manifestare contro i giudici. L’ipotesi paventata in un sondaggio inviata agli iscritti nei giorni scorsi viene derubricata a “pazzia” dal deputato di FdI Giovanni Donzelli, a capo dell’organizzazione del partito.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 2 febbraio 2025
Il sottosegretario al lavoro su Mi per piazzare il lealista D’Amato alla presidenza. Area e Md insieme sono maggioranza relativa: un dato che peserà sui nuovi assetti. Non ci sono solo gli assalti al capo della procura di Roma Francesco Lo Voi e ai giudici della Corte d’appello che, ancora una volta, hanno dato torto a Meloni smontando i suoi piani per la deportazione dei migranti in Albania. La partita sulla giustizia si gioca anche, forse soprattutto, sul neoeletto parlamentino dell’Anm, che sabato sceglierà i suoi vertici.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 2 febbraio 2025
Lo scrittore ex magistrato: “La premier sbaglia a ripetere che non è ricattabile: fa pensare a un’excusatio non petita”. “In una democrazia di buona qualità, il potere sa prendere le decisioni, riconoscere gli errori e assumersi le sue responsabilità”. Gianrico Carofiglio ha vissuto tante vite: ormai da anni è uno scrittore di successo. Prima, ha avuto una parentesi da senatore Pd durata una legislatura. Ma prima ancora, ha lavorato per lungo tempo in magistratura. Con lui si possono ripercorrere le tappe della vicenda del libico Almasri arrestato e poi scarcerato e riaccompagnato in Libia, cercando di fare chiarezza su alcuni passaggi contestati.
di Agostino Imperatore*
Il Fatto Quotidiano, 2 febbraio 2025
Come cambierà la Giustizia nell’era dell’intelligenza artificiale? L’AI sta riscrivendo le regole del gioco: automatizza processi, semplifica attività complesse e apre nuove possibilità. Tuttavia, questa trasformazione pone un interrogativo cruciale: come integrare il progresso tecnologico con i valori umani che da sempre guidano il sistema legale? A dire il vero, per lungo tempo il diritto è rimasto ancorato a prassi consolidate, resistendo ai cambiamenti imposti dalla digitalizzazione. Solo con la progressiva dematerializzazione dei processi e l’introduzione di software gestionali, questa resistenza si è affievolita. Ora, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, il settore legale si trova nuovamente di fronte a una svolta radicale, che non solo ottimizza i flussi di lavoro, ma offre strumenti innovativi per l’analisi e la previsione.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2025
Lo afferma la Cassazione, sentenza n. 4189 depositata oggi, respingendo il ricorso che chiedeva la riqualificazione del reato in “Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”. Scatta il più grave reato di “ricettazione” per il detenuto che riceva un apparecchio telefonico (o altro dispositivo idoneo alla comunicazione) da chi lo ha introdotto abusivamente nell’istituto penitenziario, senza un previo accordo con lo stesso detenuto. Una simile condotta infatti “appare integrare il reato di ricettazione, per avere il detenuto ricevuto una cosa (il dispositivo) proveniente dal delitto di cui all’articolo 391-ter, primo comma, cod. pen.”. Lo afferma la Corte di cassazione, sentenza n. 4189 depositata oggi, con la quale ha respinto il ricorso dell’imputato che chiedeva la riqualificazione del reato in quello di “Accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti” e confermando la condanna del Gip a 1 anno e 8 mesi di reclusione (e mille euro di multa).
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