di Luigi de Magistris*
Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2025
Il generale libico, la presidente Meloni, il governo e la magistratura. Un thriller che rischia di trasformarsi in sceneggiata. Tutto inizia il 19 gennaio con l’arresto del generale Osama Njeem Almasri, comandante della prigione di Mittiga e delle forze speciali libiche, su cui pende un mandato di cattura internazionale della Corte penale dell’Aja per crimini di guerra, uccisioni, stupri, torture ed altri orribili delitti commessi ai danni di persone vittime di trafficanti di esseri umani. Il boia libico rimarrà poche ore in carcere perché verrà liberato, per motivi su cui bisogna fare doverosa chiarezza ma che appaiono ictu oculi risibili, e trasportato, su ordine dei vertici del governo italiano, a Tripoli con un Jet Falcon dei servizi segreti italiani.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 3760 depositata oggi, affermando che la patologia emersa successivamente non ha effetti sulla convalida dell’arresto da parte del Gip. Il divieto di arresto in flagranza della persona incapace di intendere e volere è previsto unicamente nei casi in cui tale condizione si manifesti chiaramente agli agenti operanti. Se invece emerge solo successivamente, grazie all’acquisizione di documentazione medica o altre informazioni, il Gip non può tenerne conto in sede di convalida. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 3760 depositata oggi, con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo ristretto in carcere per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 30 gennaio 2025
In occasione del Giubileo 2025, una iniziativa dell’associazione che riunisce estimatori e amici del magistrato martire mira a far conoscere la sua figura soprattutto tra i giovani detenuti. Il presidente, ex compagno di liceo del giudice beatificato nel 2021: “Amministrava la giustizia con il Codice in una mano e il Vangelo nell’altra”. I primi pacchi stanno partendo in direzione di tutti gli istituti di pena di quella Sicilia per cui il Beato Livatino ha combattuto ed è morto, ucciso in odium fidei il 21 settembre 1990, ma si spera che questa iniziativa possa presto essere estesa in tutta Italia, perché tutti i detenuti hanno bisogno della speranza cui è dedicato il Giubileo 2025. Dentro i pacchi ci sono le biografie “autorizzate” come quella di Rosario Mistretta.
lacnews24.it, 30 gennaio 2025
L’avvocato: “La sua morte poteva essere evitata se il magistrato di sorveglianza avesse considerato che si trattava di un soggetto fragile, come avevamo documentato. Tra l’altro aveva restituito tutto”. Si chiamava Salvatore Rosano ed era di origini calabresi il detenuto che si è suicidato ieri pomeriggio impiccandosi nella sua cella del carcere di Vigevano. Rosano, 55enne da molti anni trasferitosi in Lombardia e dipendente dell’Atm, l’azienda di trasporti di Milano, era stato arrestato il 3 dicembre scorso per una rapina che aveva fruttato un bottino di appena 55 euro. Avrebbe finito di scontare la pena nel 2027.
umbriajournal.com, 30 gennaio 2025
Una serata di gravi disordini ha scosso il reparto circondariale della casa circondariale di Perugia N. C. “Capanne”. La notizia è stata diffusa da Angelo Romagnoli della segreteria regionale Uilpa. Un detenuto di circa 35 anni, di nazionalità magrebina, ha tentato di togliersi la vita cospargendosi il corpo di olio e dandosi fuoco nella propria cella. Il tempestivo intervento dei Poliziotti Penitenziari in servizio ha evitato una tragedia certa, prestando il primo soccorso al detenuto. A causa delle gravi ustioni di secondo grado su gran parte del corpo, l’uomo è stato trasportato al centro gravi ustioni di Roma.
di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 30 gennaio 2025
Il referente padovano, don Mariano: “Il problema del fine pena è la difficoltà a trovare casa, facciamo una mappatura”. Poi l’arcivescovo di Gorizia ha acceso le lampade giubilari. C’è un momento che segna il ritorno alla vita fuori dalle sbarre, un passaggio che spesso si rivela più duro della detenzione stessa. Il fine pena, quel giorno che dovrebbe segnare l’inizio di una nuova libertà, diventa per molti il momento di una nuova condanna. La società si è costruita sulle sue regole, i suoi confini, la sua percezione del giusto e dell’ingiusto. Ma quando il carcere finisce e il detenuto si ritrova nel mondo “libero”, quanta libertà trova davvero? Perché, fuori dalle mura, non si è più detenuti, ma si è reclusi in una prigione invisibile: la difficoltà di reintegrarsi. Difficoltà che passa, innanzitutto, dal trovare una casa: chi mai affitterebbe la propria a un ex detenuto?
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 30 gennaio 2025
Il direttore di Santa Maria Maggiore, Farina: “Molte richieste, pronti a coinvolgere altri istituti”. “La libertà può essere un pugno in faccia se non si è preparati ad affrontarla”. Parole di Enrico Farina, direttore del carcere maschile di Venezia, che ieri ha accolto i cappellani degli istituti penitenziari del Triveneto, giunti a Santa Maria Maggiore ognuno con una candela da accendere per portare un messaggio di luce nell’oscurità. A inizio gennaio Don Mariano Dal Ponte, cappellano del carcere di Padova, è andato a Roma dove sono state benedette dal cardinale Mauro Giambetti le lanterne della speranza, realizzate dai detenuti di Salerno, una per Regione.
di Fabrizio Assandri
rainews.it, 30 gennaio 2025
A Marassi il panificio chiuso da mesi, tanti i progetti ancora sulla carta. Le aziende: “Abbiamo bisogno di manodopera”. Solo una ventina i detenuti liguri, su una popolazione di oltre 1.300, lavorano tra le mura delle carceri assunti da aziende e cooperative esterne. Un’opportunità di impiego che spesso comporta sbocchi anche dopo la fine della pena. Un’altra cinquantina escono di giorno a lavorare, ad esempio perché in semi-libertà, e rientrano in carcere la sera. Sono i numeri emersi al convegno “Dalla cella al lavoro”, a Palazzo Ducale a Genova.
di Daria Geggi
civonline.it, 30 gennaio 2025
Attraverso il lavoro del delegato Corrado Lancia, delle associazioni del terzo settore e dei Servizi Sociali in campo iniziative di inclusione e di reinserimento per i detenuti. “Nessuno va lasciato indietro”. Lo ha ribadito il sindaco Marco Piendibene ricordando come questo sia un pilastro dell’amministrazione giallorossa, ed annunciando una serie di iniziative e progetti indirizzati alla popolazione carceraria dei due istituti penitenziari cittadini. “Già l’aver voluto un delegato alle carceri, individuato in Corrado Lancia - ha sottolineato Piendibene - è segno dell’attenzione che vogliamo garantire”.
seguonews.com, 30 gennaio 2025
Il Cpia (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) di Caltanissetta ed Enna coordinato dal dirigente scolastico, professore Giovanni Bevilacqua da sempre attivo nell’offrire opportunità educative nelle strutture carcerarie, ha recentemente portato a termine con successo il percorso di italiano L2 per gli ospiti stranieri dell’Istituto Penale Minorile (Ipm) di Caltanissetta. Il Cpia, attraverso i suoi percorsi di scuola media e biennio di scuola superiore, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l’istruzione all’interno del carcere.
- Ferrara. Reinserimento detenuti, si parte tardi e con errori
- Castelvetrano (Tp). Concluso il progetto “Insieme verso il ben-essere”
- Pisa. “Qui è altrove: buchi nella realtà”, di Gianfranco Pannone al Cineclub Arsenale
- Migranti. Il Decreto Cutro fa flop, piovono assoluzioni
- Migranti. La ragnatela libica: perché negli ultimi giorni c’è stato un boom di partenze










