di Margherita Sermonti
treccani.it, 27 gennaio 2025
Don Nicolò Ceccolini è nato a Cattolica (Rimini) nel 1987. È stato ordinato sacerdote nel 2013. Dal 2017 è cappellano dell’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo, a Roma. Parliamo con lui della sua esperienza con i giovani ristretti, tra parole e silenzi.
di Margherita Sermonti
treccani.it, 27 gennaio 2025
Intervista alle autrici. Se ognuno di noi si interrogasse su che cosa conosce veramente del carcere, delle persone ristrette (come si dice di chi nel carcere è detenuto), della loro vita quotidiana, della loro identità, delle loro speranze, o si ponesse altri interrogativi, anche meno banali, troverebbe risposte certe? E dove? Spesso, molte delle informazioni sugli istituti penitenziari e su chi dimora in quei luoghi le apprendiamo dalla cronaca quotidiana, quando sono gli eventi “straordinari” come l’allarmante crescita dei suicidi o le rivolte a portare alla ribalta questo universo perlopiù ignoto. Poi le luci si spengono e si tende a dimenticare, per paura o indifferenza, questa parte della nostra società.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 27 gennaio 2025
Il ministro: “Nessuna amarezza”. E sul libico scarcerato: “Spiegherà Piantedosi”. “Ripensamenti? Nessuno. Resto orgoglioso della riforma. Non ho alcuna amarezza. Anzi, sono ancora più determinato”. La protesta, le critiche, le accuse e gli schiaffi morali dei magistrati, che sabato hanno animato di protesta l’inaugurazione dell’anno giudiziario, non hanno sortito alcun effetto sul ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Se non quello di rendere ancora più “elettrizzante”, dice lui stesso, la partita con i suoi ex colleghi magistrati.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 27 gennaio 2025
Il Viceministro della Giustizia prevede tempi rapidi per il via libera alla separazione delle carriere e al nuovo Csm. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha inaugurato ieri l’Anno giudiziario presso la Corte di Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, parlando di “Riforma doverosa verso gli elettori”. Il Viceministro Francesco Paolo Sisto, Forza Italia, conferma le stesse parole al Riformista.
di Antonio Massari
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2025
Altro che separazione. Mancanza di personale e dotazione informatica scarsa. Soltanto a Roma 41mila fascicoli arretrati. “Ferme le competenze del Consiglio superiore della Magistratura, spettano al Ministro della Giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”. È l’articolo 110 della Costituzione. Ed è l’unico che cita il ruolo di un ministero, e quindi la responsabilità del suo responsabile, in modo inequivocabile. Il funzionamento della giustizia è quindi, per volontà costituzionale, il primo dei compiti affidati al ministro Carlo Nordio. Eppure, se solo pensiamo alla digitalizzazione della giustizia, è chiaro che il “funzionamento dei servizi” sta andando malissimo.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2025
Interrogazione della Lega su condanne per delitti violenti: “Il fondo per i parenti è basso, ma dovete rivolgervi al Viminale”. Giorgia Meloni vuole dare una svolta securitaria al suo governo. Da una parte accelerare sull’approvazione del disegno di legge Sicurezza e dall’altra Fratelli d’Italia ha lanciato - insieme alla Lega che ieri ha annunciato 50 mila firme raccolte - una petizione in favore delle forze dell’ordine dopo alcuni fatti di cronaca che hanno coinvolto gli agenti. Eppure, è il suo stesso governo ad ammettere, con un atto parlamentare, che ci siano pochi fondi a disposizione per risarcire le vittime di reati, soprattutto quelli violenti.
di Nando dalla Chiesa
Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2025
Ma come si fa a trovarsi nei punti (grandi o piccoli) di svolta della storia? E a poterli raccontare, magari per primi? Risposta più sensata: dipende dal caso. Nessun fotografo, nessun giornalista, avrebbe potuto immaginare quel giorno del 1955 che su un autobus dell’Alabama sarebbe avvenuto il grande rifiuto di Rosa Parks di cedere il posto a un bianco. Altre volte però le cose si possono immaginare. Ricordo ad esempio le mani di Agnese Moro stringere con tenerezza quelle di Franco Bonisoli, uomo delle Brigate rosse, uno dei sequestratori di suo padre, scoppiato a piangere in pubblico a Genova al ricordo di quel sangue innocente. Un istante unico, indimenticabile. Ma di cui non esiste una foto. Eppure il calendario del festival in cui ciò avvenne era e pubblico. Mancava però la sensibilità in chi doveva leggerlo. Dov’è la notizia? si saranno chiesti allora nelle redazioni.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 27 gennaio 2025
La tentazione telematica assedia da tempo il processo penale, che con le sue ataviche lentezze, farraginosità ed inadeguatezze strutturali alimenta facilmente la illusione che la sua “digitalizzazione” possa rappresentare la panacea di tutti i mali. Il processo penale poggia le sue basi su di una struttura burocratica ed amministrativa clamorosamente inadeguata ed insufficiente per numeri, disponibilità finanziarie e formazione professionale del personale: ma da sempre si preferisce coltivare l’illusione di scorciatoie digitali, per di più muovendo dal presupposto che quelle insopportabili lentezze siano dovute soprattutto a presunti eccessi di garanzie difensive. Una vulgata pericolosamente manipolativa e sostanzialmente illiberale, che da sempre sceglie la leva della inefficienza del sistema per giustificare ambizioni riformatrici di segno fortemente penalizzante per i diritti del cittadino indagato o imputato. Il tema della digitalizzazione del processo penale reca in sé quelle stimmate, candidando la semplificazione tecnologica come veicolo di quella agognata svolta illiberale del processo.
di Alberto Zorzi
Corriere del Veneto, 27 gennaio 2025
L’allarme carceri per il sovraffollamento e i troppi suicidi: “In un anno 8 morti, di cui 5 a Verona, 139 tentativi e 687 atti di autolesionismo”. È vero che il ministero negli ultimi mesi ha imposto uno sprint, che avrà forse ancora più effetto nell’anno appena iniziato. Ma fa impressione leggere, tra i dati dell’anno giudiziario, che nel 2024 la Corte d’appello di Venezia ha accolto 335 istanze nei procedimenti per la cosiddetta “legge Pinto”, che punisce il ministero in caso di “violazione del termine ragionevole del processo”: lo Stato ha dovuto pagare, alla fine, oltre due milioni di euro per la “giustizia lumaca”. La Corte ha accolto 137 istanze depositate nel corso di quest’anno, mentre le altre 198 riguardavano gli anni precedenti, con tre addirittura relative al 2016, incagliate nei meandri della burocrazia. Altri 360 mila euro sono invece stati liquidati a 13 persone (su 25, rigettate le altre 12 istanze) per ingiusta detenzione: in un caso un ex carcerato, che era finito dietro le sbarre per un errore giudiziario, ha ricevuto 90 mila euro.
bignotizie.it, 27 gennaio 2025
“I recenti fatti accaduti nell’Istituto Penitenziario di contrada Aurelia portano nuovamente sotto i riflettori una situazione di grave difficoltà che riguarda non solo Civitavecchia, ma l’intero sistema carcerario regionale. Il sovraffollamento, con numeri ben oltre le capacità regolamentari, e le difficoltà gestionali legate a carenze organiche in ogni ruolo, rendono le carceri delle vere e proprie polveriere, come dimostrano i tragici numeri dei suicidi registrati già nei primi giorni di quest’anno. La situazione di esasperazione generale che caratterizza i luoghi di detenzione genera pericolosi rischi sia per i detenuti che per gli operatori, rendendo necessario un intervento immediato per evitare il ripetersi di episodi drammatici.
- Vercelli. Billiemme, sei agenti in più ma il carcere è in sofferenza
- Firenze. Si impennano i reati minorili ma la magistratura chiamata a contrastarli perde i pezzi
- Reggio Emilia. L’Ufficio di Sorveglianza rischia il collasso
- Roma. Rebibbia, droga e benefici ai detenuti del carcere romano
- Manganellate, chiacchiere e distintivo










