di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 gennaio 2025
Mercoledì scorso, l’Ordine degli avvocati di Bologna ha partecipato a una visita istituzionale presso la casa circondariale “Dozza” di Bologna. L’evento, organizzato dal neo eletto presidente della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale, ha visto la partecipazione di esponenti politici delle istituzioni regionali e comunali, oltre a una rappresentanza della Camera Penale “F. Bricola di Bologna”. “La scelta del Presidente De Pascale, che si pone a inizio del suo mandato, va certamente apprezzata perché dimostra sensibilità e attenzione per quella che ormai è divenuta una vera e propria emergenza umanitaria in cui versano le carceri italiane, comprese quelle della nostra regione - ha dichiarato il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna.
di Gabriella Mazzeo
fanpage.it, 25 gennaio 2025
Le parte lesa, un ex detenuto di origini algerine, è stato espulso dall’Italia e non può testimoniare perché irreperibile. Sono stati assolti anticipatamente 4 agenti della Polizia penitenziaria imputati a Torino con l’accusa di tortura nei confronti dei detenuti del carcere delle Vallette. A pronunciare la sentenza è stato il tribunale durante l’udienza di stamani. Il dibattimento proseguirà invece per altri poliziotti chiamati in causa (circa 20). I quattro poliziotti sarebbero riusciti ad ottenere l’assoluzione perché la parte lesa, un ex detenuto di origini algerine, è stato ora espulso dall’Italia e sarebbe quindi ora irreperibile. Fu ascoltato durante le indagini, ma in quel momento il provvedimento era già in atto e quindi, secondo gli avvocati, la testimonianza avrebbe dovuto essere acquisita con la formula dell’incidente probatorio.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 25 gennaio 2025
Da marzo il carcere di massima sicurezza di Padova arriverà ad accogliere 650 detenuti. Nella mattinata di ieri è stato inaugurato un nuovo reparto di detenzione all’interno del carcere Due Palazzi. “Nuovo” solo in parte, in realtà, in quanto è stata restaurata un’ala già esistente ma che ora risulta completamente rinnovata e in grado di ospitare 50 detenuti. Talmente “moderne” e dotate di comfort da non sembrare, a prima vista, delle celle. Se non fosse per le dimensioni ridotte, ma comunque vivibili: nella mattinata di ieri è stato inaugurato un nuovo reparto di detenzione all’interno della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova.
di Beatrice Branca
Corriere del Veneto, 25 gennaio 2025
Maggiori opportunità di lavoro e attività culturali per i detenuti. Sono questi i due principali temi di cui si è discusso giovedì a Palazzo Barbieri dove si è riunito il tavolo tecnico sulla situazione critica della Casa Circondariale di Montorio. Due ore nelle quali si è discusso delle sinergie che si potrebbero mettere in campo per garantire ai detenuti condizioni di vita migliori, in una struttura dove il sovraffollamento sfiora il 170%. La riunione è stata guidata dal Comune con l’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi e l’assessora alle politiche sociali Luisa Ceni, assieme ai nuovi vicedirettori del carcere Giulio Baffa e Rosanna Gargano, la Camera Penale, il garante dei detenuti don Carlo Vinco, la Magistratura di Sorveglianza, l’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna (Uepe) con il responsabile Enrico Santi, Veneto Lavoro e alcuni enti del terzo settore.
di Thomas Bendinelli
Corriere della Sera, 25 gennaio 2025
Nel carcere di Canton Mombello ci sono 389 detenuti a fronte di una capienza di 189. A Verziano va leggermente meglio, ma il sovraffollamento è comunque altissimo: 112 persone detenute a fronte di una capienza massima di 71. Numeri da incubo quelli contenuti nella relazione annuale della garante dei detenuti Luisa Ravagnani, che ieri il presidente del consiglio comunale Roberto Rossini ha sintetizzato in aula, ricordando che l’emergenza carceraria c’è ed è sempre più urgente (come conferma il 2024, anno record di sucidi tra detenuti e polizia penitenziaria).
di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 25 gennaio 2025
Anche tre persone costrette a condividere 9 metri quadrati. Vanto (Cgil): “Servono progetti di inserimento lavorativo”. Spazi da ridisegnare, chiesto aiuto a Iuav. Nove metri quadrati, o poco più. Tre persone che ci devono vivere dentro con tre letti, a volte ben tre brande a castello da cui se allunghi il braccio puoi quasi toccare il soffitto, poi un tavolo di 80 centimetri per 60, tre sgabelli, tre armadietti. Ma questi nove metri quadrati erano pensati per far vivere una sola persona, e invece ce ne stanno tre. Nelle carceri, e la casa circondariale di Santa Maria Maggiore non fa eccezione, non si respira e si vive cercando di non calpestarsi a vicenda. Nel clima asfissiante, gli arredi iniziano ad accusare i segni del tempo e, per questo, il direttore Enrico Farina sta pensando di coinvolgere lo Iuav e l’Accademia di Belle Arti in un progetto che punta a ridare vita nuova e sicuramente un tocco di colore agli armadi.
di Mery De Martino*
cantierebologna.com, 25 gennaio 2025
Sappiamo quanto il Comune di Bologna sia impegnato sui temi dell’adolescenza e della detenzione minorile e non, in coordinamento con tante realtà territoriali, istituzionali e associative, cui credo si debba tributare la nostra riconoscenza collettiva. Dobbiamo insistere e investire sempre più tempo, energie e risorse su questo versante, perché ne va davvero del futuro della nostra comunità cittadina. Tra i tanti argomenti di dibattito in città, non c’è dubbio che quello legato alla sicurezza e alla violenza giovanile abbia assunto, da molto tempo, un ruolo di primo piano. Le soluzioni semplicistiche sulla questione abbondano, ma possiamo essere certi che non saranno le ronde auto-organizzate da cosiddetti “patrioti” o il mero utilizzo di etichette che si limitino a stigmatizzare violenti e delinquenti, senza lasciare alcuno spazio all’analisi della complessità, a salvarci come comunità. Anzi, imboccare quella strada non farà altro che acuire quel solco e quella distanza tra noi e loro, adulti e ragazzi, istituzioni e giovani cittadini. Solco di cui, alla fine, pagheremo tutte e tutti le conseguenze.
di Paola Gabrielli
Corriere di Bologna, 25 gennaio 2025
“Il nostro motto è portare il cinema ovunque. Se le persone non possono andarci, il cinema arriva a casa loro”. Dove la parola “casa” va intesa in senso ampio e, se possibile, metaforico. Così Roberto Guglielmi. Docente al liceo “Laura Bassi” di Bologna e coordinatore del “Corso Doc”, corso documentaristico e cinematografico dello stesso istituto in collegamento con altre scuole, è il motore di Cinevasioni.edu. Ovvero, il cinema che si fa portatore di benessere per aiutare a uscire dai contesti di sofferenza. Con la direzione artistica di Piero Di Domenico, il progetto presenta varie diramazioni e articolazioni, punta alla formazione di studenti degli istituti superiori del territorio e promuove il confronto tra partecipanti attraverso laboratori, rassegne, attività formative.
di Susanna Turco
L’Espresso, 25 gennaio 2025
Più minori in carcere, più aggravanti per tutti. Dai rave a Caivano, dalla resistenza passiva alla gestazione per altri. Hanno rinunciato a quasi tutte le grandi riforme, non hanno provvedimenti-bandiera da sventolare ma posseggono un’attitudine, un talento particolare: inventano reati come nessun altro. Il governo guidato da Giorgia Meloni è una fabbrica di commi, codicilli e aggravanti come il governo Berlusconi poteva essere una fabbrica di scudi personali a tutela del Cavaliere: stavolta l’abbondanza serve a coprire un vuoto di prospettiva, con la fantomatica indicazione di nemici di volta in volta diversi. Da solo, ad esempio, il ddl sicurezza - giunto al secondo passaggio ma che forse sarà modificato ancora per recepire le perplessità del Quirinale - prevede di introdurre almeno 14 reati e 9 aggravanti, come ha fatto notare Gianluigi Gatta, docente di diritto penale, in audizione al Senato.
di Emilio Carelli
L’Espresso, 25 gennaio 2025
Bisogna affrontare il disagio sociale e non cedere all’idea di usare la paura come metodo di Governo. Negli ultimi mesi il tema della sicurezza ha dominato il dibattito pubblico. Numerosi eventi di cronaca hanno acuito l’attenzione mediatica, in particolare manifestazioni di protesta sfociate in duri scontri con le forze dell’ordine. In questo contesto, il “decreto sicurezza” varato nei mesi scorsi dal governo suscita interrogativi non soltanto sulla sua efficacia, ma anche sulla sua compatibilità con i principi fondamentali dello Stato di diritto. La sicurezza è un diritto inalienabile di ogni cittadino, ma come spesso accade, la percezione si scontra con la realtà. E così norme troppo severe o repressive rischiano di alimentare un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni.
- Migranti in Albania, la nave Cassiopea operativa e pronta ai trasferimenti
- Caso Almasri: la Libia e l’impunità hanno vinto, mentre l’Italia ci ha perso la faccia
- Serve una geopolitica della gentilezza
- Stati Uniti. Trump, la foto dei migranti in catene e la nostra indignazione
- L’Egitto è il buco nero dei diritti










