di M. Grazia Piccaluga
La Provincia Pavese, 18 gennaio 2025
È partito ieri il progetto di Gianni Francioni e Costantino Leanti a Torre del Gallo: “L’uomo non è il suo delitto”. Milano 1764. Il giovane filosofo illuminista Cesare Beccaria fa appello a una “giustizia giusta”. Sono trascorsi più di due secoli e mezzo il quadro della giustizia italiana è invece ancora più fosco. La battaglia del sociologo ed ex parlamentare Luigi Manconi per “un atto di clemenza nelle carceri” stenta a decollare. “Si ha la sensazione di un imbarbarimento della società, si è perso il rispetto e la gente pare incattivita soprattutto verso i più deboli: i migranti e i detenuti” riflette Gianni Francioni, professore emerito di Storia della Filosofia, tra i maggiori esperti dell’Illuminismo lombardo e autore di numerosi contributi tra cui La prima redazione del “Dei delitti e delle pene” nel 1981.
di Davide Soattin
Corriere di Bologna, 18 gennaio 2025
“I primi denti tolti in uno sgabuzzino senza badare alle cure: avevo un agente come assistente”. Enrico Agostini, 69 anni, lascia il carcere di Forlì dove è stato in servizio dal 1983: “Quando ho cominciato lavoravo con una poltrona da barbiere anni 50. Ho salutato i carcerati con un verso di Dante”. I versi del ventiseiesimo canto dell’Inferno di Dante come “monito” ai pazienti che saranno assistiti da chi verrà dopo di lui. È così che il dentista 69enne Enrico Agostini, lo scorso 31 dicembre, ha salutato il carcere di Forlì, andando in pensione dopo quarantuno anni di servizio dentro al penitenziario romagnolo. Il medico comunque continuerà a operare nello suo studio professionale privato a Meldola, dove abita.
di David Allegranti
La Nazione, 18 gennaio 2025
L’iniziativa presentata nell’ambito di “UsciRAI giocando”, che ha visto confrontarsi la squadra degli stessi giornalisti della redazione Rai della Toscana contro la squadra coordinata da Uisp Firenze che schierava una selezione dei detenuti dell’istituto di pena. Nasce ufficialmente la squadra di calcio dei detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano: si chiamerà Solliccianese e dovrebbe partecipare a un vero e proprio campionato Uisp che comincerà a settembre. L’occasione per la presentazione della Solliccianese è stata data da “UsciRAI giocando” l’evento calcistico all’interno dell’istituto di pena carceraria di Sollicciano, fortemente voluto da Uisp Firenze e TGR Toscana, la redazione regionale della Rai, che ha visto confrontarsi la squadra degli stessi giornalisti della redazione Rai della Toscana contro la squadra coordinata da Uisp Firenze che schierava una selezione dei detenuti dell’istituto di pena. Tante le personalità intervenute all’iniziativa che è stata preceduta da una tavola rotonda con le riflessioni dei presenti che ne ha spiegato la finalità. Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina che ha donato il pallone autografato dai giocatori della rosa della prima squadra. Per la cronaca la partita è terminata 5-3 per la Solliccianese ma va detto che la squadra dei giornalisti già nel corso del primo tempo è stata rinforzata da atleti del team avversario, e questo a sottolineare con ancora più forza il valore simbolico e sociale dell’iniziativa. Durante la gara cronaca in diretta a cura di Sara Meini, radiocronista di “Tutto il calcio Minuto per Minuto”, e Katia Serra, commentatrice tecnica Rai oltre che scrittrice, che era stata seconda voce in telecronaca anche della finale dell’Europeo vinto dall’Italia a Wembley.
di Carlo Nordio e Giuliano Pisapia
Il Foglio, 18 gennaio 2025
“Sbaglia chi sostiene che l’obiettivo della separazione delle carriere sia indebolire l’indipendenza della magistratura”. Il libro di Giuliano Pisapia, in dialogo con Carlo Nordio. Pubblichiamo l’estratto di un capitolo scritto nel 2009 da Carlo Nordio, attuale ministro della Giustizia, e Giuliano Pisapia, avvocato, ex sindaco di Milano, ex parlamentare di Rifondazione comunista ed ex europarlamentare del Pd. Il libro si chiama “In attesa di giustizia. Dialogo sulle riforme possibili” (edizioni Guerini e Associati).
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 18 gennaio 2025
Laterza ripubblica il volume del giurista, processual-penalista emerito da sempre attento ai nessi che corrono fra le norme del rito e l’evoluzione della modernità. Occorre avere una encomiabile forza morale ed una misteriosa virtù per coltivare nei tempi correnti l’arte del giurista. Per credere che, nell’epoca della disintermediazione e del farsi giustizia da sé, regole, procedure e principi possano essere ancora il viatico del buon cittadino. Che quello processuale possa essere l’orizzonte condiviso e rassicurante della polis posta davanti al dramma del delitto. Lo fa Glauco Giostra, processual-penalista emerito, da sempre attento ai nessi che corrono fra le norme del rito e l’evoluzione della modernità, il quale pubblica per Laterza una seconda edizione della sua “Prima lezione sulla giustizia penale”. Una pretesa, quella di proporre anche al grande pubblico gli strumenti del processo penale, apparentemente velleitaria, in un contesto nel quale sembra essersi dissolta quell’alleanza necessaria fra legge e pulsione che costituisce la base stipulativa della nostra stessa convivenza civile.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 18 gennaio 2025
Lunedì la Corte valuterà la proposta sul dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia per la richiesta di cittadinanza degli stranieri extra Ue. Iniziativa di enorme importanza e giuridicamente del tutto fondata. Il 20 gennaio 2025 la Corte Costituzionale deciderà in merito all’ammissibilità della proposta di referendum sul “dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana” promosso da una vasta rete di organizzazioni della società civile e che ha raccolto in poche settimane 637mila firme.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 18 gennaio 2025
Stanno formandosi anche in Italia le banlieue abitate da una popolazione di giovani di origine immigrata emarginati e ribelli? Un brivido sta facendo fibrillare le cronache e inquieta l’opinione pubblica in questo inizio del 2025: stanno formandosi anche in Italia delle banlieues abitate da una popolazione di giovani di origine immigrata emarginati e ribelli? Dal caso Ramy alla cosiddetta “gang dei Navigli” sale l’allarme per furti, scippi, risse, atti di vandalismo. Si sta imponendo persino un neologismo, non esattamente benevolo, per etichettare i nuovi protagonisti negativi delle notti metropolitane: i “maranza”.
di Micaela Romagnoli
Corriere di Bologna, 18 gennaio 2025
Andrea Lado, docente di Lettere all’istituto tecnico Rosa Luxemburg, racconta i suoi studenti di seconda generazione: “Vivono un’ambivalenza. Guai disprezzarli, genera aggressività”. “Arrivano confusi, hanno paura di non essere accettati, di avere l’etichetta di cittadino straniero addosso, mentre loro vogliono essere considerati italiani. Per questo vanno ascoltati, rassicurati e non bastano le parole per farlo”. “Abbiamo un’alta concentrazione di ragazzi e ragazze nati in Italia con genitori stranieri, alcuni in questo Paese da talmente tanto tempo che potremmo quasi dire di terza generazione”.
di Eugenio Pendolini
La Nuova Venezia, 18 gennaio 2025
La Farnesina applica la strategia usata in altri casi analoghi. Raccolte 17.500 firme per la liberazione del connazionale. Alberto Trentini voleva dimettersi dal lavoro nella Ong. La diplomazia si è messa in moto per ottenere, quanto prima, la liberazione di Alberto Trentini. La strategia della Farnesina per arrivare alla scarcerazione del 45enne cooperante veneziano, arrestato il 15 novembre scorso, è la stessa messa in campo nei recenti casi di Alessia Piperno e Cecilia Sala, entrambe detenute nel carcere di Evin a Teheran. L’auspicio è che, come per i casi della travel blogger e della giornalista, la soluzione possa arrivare in tempi rapidi. Anche se i rapporti ormai logori tra Venezuela e Italia, dopo il mancato riconoscimento della vittoria del presidente Maduro accusata di brogli elettorali, rendono la strada impervia.
di Franco Corleone
L’Espresso, 17 gennaio 2025
Il Papa e Mattarella invocano azioni contro la catastrofe penitenziaria. Il Guardasigilli non batte un colpo. Il 2024 per il carcere si è confermato un anno orribile con il record di 89 detenuti suicidi e con il sovraffollamento che ha toccato le 63 mila presenze. Di fronte a questa catastrofe umanitaria, aggravata dalle scelte panpenalistiche del governo, si sono levate due voci autorevoli a denunciare le condizioni di vita inammissibili e a suggerire soluzioni coraggiose per la dignità dei reclusi: quelle di papa Francesco e del presidente Sergio Mattarella. Con la scelta di aprire la seconda Porta santa del Giubileo nel carcere di Rebibbia, il Papa ha colpito al cuore i sepolcri imbiancati dell’ipocrisia, gli uomini senza fede e senza religione laica.
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