di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 gennaio 2025
Un nuovo capitolo si aggiunge alla saga dei braccialetti elettronici, uno strumento utile come alternativa alla custodia cautelare, ma che, troppo spesso, si rivela un’illusione. A denunciarlo è l’avvocata Annalisa Abate del foro di Como, che in una lettera al nostro giornale ha raccontato la vicenda dei suoi due assistiti. Entrambi i giovani, imputati in procedimenti differenti, hanno visto sostituire la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, una misura ritenuta dal giudice più adeguata alla gravità dei fatti contestati. Tuttavia, le attese per l’installazione del dispositivo si sono protratte per settimane.
di Davide D’Attino
Corriere del Veneto, 15 gennaio 2025
Il prefetto Forlenza: “Dossier al questore”. Si tratta di applicare le nuove norme volute da ministro dell’Interno Piantedosi. Il sindaco Giordani: “Si decide insieme”. Se nei giorni scorsi i suoi colleghi di Venezia (Darco Pellos) e di Treviso (Angelo Sidoti) avevano mostrato una certa prudenza, uno valutandone l’adozione soltanto in determinati periodi dell’anno e l’altro preferendo parlare di aree “ad alta sorveglianza”, il prefetto di Padova, Giuseppe Forlenza, è andato subito al punto, di fatto annunciando l’istituzione delle cosiddette zone rosse. Cioè quei luoghi cittadini in cui, su indicazione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, può essere disposto il divieto di accesso a soggetti ritenuti “pericolosi” o che risultano denunciati o condannati (anche con sentenza non definitiva) per reati contro la persona o il patrimonio.
chietitoday.it, 15 gennaio 2025
Al via a Vasto il progetto “La scuola entra in carcere” per abbattere pregiudizi e promuovere la legalità, iniziativa promossa dal polo liceale “Pantini-Pudente” in collaborazione con l’associazione Libera e l’assessorato alle Politiche Giovanili e Istruzione. Si tratta di un percorso educativo volto a promuovere la cultura della legalità e la consapevolezza sociale tra li studenti e le studentesse. Il progetto è partito nella mattinata di ieri, 14 gennaio, nella Casa Lavoro in contrada Torre Sinello dove sono state consegnate delle copie del libro di Michela Murgia dal titolo “Stai zitta” donate dal progetto Giovani rappresentato da Pierluigi Garone e Giorgia Berardi. Una parete all’interno del carcere sarà arricchita da alcune frasi del libro, che saranno opportunamente selezionate dagli studenti e dalle studentesse insieme agli internati della Casa Lavoro. Inoltre, lo spazio sarà arricchito da una panchina.
La Provincia Pavese, 15 gennaio 2025
L’incontro organizzato al Sacro Cuore con il direttore Caritas don Tassone. “Quando i ragazzi si sentono ascoltati davvero e capiscono che non li si vuole ingannare, ma anzi li si vuole aiutare a rileggere insieme la loro storia, si risveglia in loro una coscienza. Da lì nasce la capacità di scegliere il bene e di cambiare”. Lo ha sottolineato don Claudio Burgio, cappellano dell’istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano, intervenendo a Pavia a un incontro organizzato in occasione della festa di San Mauro. L’evento, ospitato alla cappella del Sacro Cuore, si intitolava “Non esistono ragazzi cattivi, Come accompagnare i giovani nel cammino verso il compimento della loro umanità”.
mantovauno.it, 15 gennaio 2025
“Un racconto di una profondità straordinaria”. “Indimenticabile testimonianza”. Sono alcuni dei commenti a caldo raccolti dai ragazzi che, lo scorso venerdì 10 gennaio, presso l’Aula Magna della scuola secondaria di I grado di Bozzolo, hanno partecipato all’incontro con don Roberto Musa, cappellano del carcere di Cremona da 15 anni. Ad attenderlo, insieme alla Dirigente Scolastica, Elena Rizzardelli e al vicario del paese, don Francesco Cortellini, era tutta la redazione di Increscendo, il magazine online, interamente realizzato dagli alunni, che - da ormai un decennio - costituisce uno degli architravi progettuali dell’Offerta Formativa dell’Istituto Comprensivo “Scipione Gonzaga”.
di Erika Szilagyi
chiesavaldese.org, 15 gennaio 2025
Il 15 gennaio il progetto “Cantare in libertà” della Chiesa valdese di Foggia sarà presentato al Senato della Repubblica. Il progetto vede il coinvolgimento diretto dei detenuti della Casa Circondariale di Foggia e nasce dalla visione del canto come strumento di liberazione e crescita personale, una disciplina che facilita un percorso di sviluppo emotivo e rieducativo. Durante le sessioni settimanali, infatti, i partecipanti hanno l’opportunità di esplorare ed esprimere le proprie emozioni attraverso il corpo e la voce. Il progetto è nato ispirandosi ai principi di solidarietà del Vangelo di Matteo (Mt. 25: 35 - 36), che da tempo interrogano la comunità, la quale ha sempre sostenuto progetti diaconali per la raccolta e distribuzione di beni di prima necessità ai bisognosi. Tuttavia, affrontare il tema del carcere è stato più complesso, sollevando domande e giudizi sul concetto di giustizia e punizione.
genovatoday.it, 15 gennaio 2025
Il carcere e la rieducazione delle persone detenute, principio indicato nell’articolo 27 della Costituzione, sono al centro del film “Qui è altrove: buchi nella realtà” che mercoledì 15 gennaio 2025, alle ore 21, è in proiezione al cinema Sivori (salita S. Caterina 54 r., tel. 010 55320564) di Genova. A presentarlo sono il regista Gianfranco Pannone e Armando Punzo, fondatore della Compagnia della Fortezza che quel principio di rieducazione mette in pratica da 35 anni nel carcere di Volterra. Modera l’incontro Andrea Porcheddu drammaturgo del Teatro Nazionale di Genova. Presenti alla proiezione anche Cinzia de Felice de La Compagnia della Fortezza, Mirella Cannata e Carlo Imparato di Teatro Necessario, compagnia attiva a Genova, fondatrice del Teatro dell’Arca “Sandro Baldacci” nella Casa Circondariale di Genova Marassi.
di Lina Palmerini
Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2025
Su un piano ci sono le discussioni e le scelte della maggioranza, su un altro le osservazioni del Quirinale. Appunti che, per la verità, risalgono a prima di Natale e su cui era stata trovata un’intesa con Palazzo Chigi ma i recenti fatti di cronaca hanno dato nuovo impulso riportando in primo piano il Ddl sicurezza. In realtà, l’impulso si starebbe traducendo anche in alcune novità di una certa rilevanza come lo scudo penale per le forze dell’ordine a cui starebbe pensando il Governo e pure il gratuito patrocinio (per atti svolti durante l’esercizio delle proprie funzioni) proposto dalla Lega. Al Colle non sono ancora arrivate le norme ma di certo - dopo il vecchio esame - se ne aprirebbe uno nuovo. E particolarmente scrupoloso visto che - come è noto - la legge è uguale per tutti.
di Flavia Perina
La Stampa, 15 gennaio 2025
Dice una manifestante: noi ragazze costrette a spogliarci, a togliere gli slip e a fare piegamenti. Dice la Questura di Brescia: “Corrette procedure operative”, quel tipo di perquisizione estrema c’è stata ma è legittima e - sembra di capire - ha riguardato tutti, anche i fermati maschi, al fine di “rinvenire eventuali oggetti pericolosi”. E tuttavia sarebbe meglio chiarire (dovrà comunque farlo il ministro Matteo Piantedosi, piovono interrogazioni parlamentari) se davvero c’erano esigenze di sicurezza nel denudare i dimostranti, pratica normalmente riservata agli spacciatori di droga, o se quel surplus di zelo non configuri un indebito atto di umiliazione. Meglio per le forze dell’ordine, meglio per il Governo, meglio soprattutto per la destra.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 15 gennaio 2025
Secondo il ceo di Meta, che ha annunciato la cessazione dei programmi di fact-checking sulle sue piattaforme, in Ue le leggi istituzionalizzano la censura, obbligando i social a prevenire la diffusione di contenuti che promuovono odio e disinformazione. Parole che necessitano di essere inquadrate sul piano del diritto. Mark Zuckerberg ha annunciato la cessazione dei programmi di fact-checking, cioè di verifica dei contenuti, su Facebook e Instagram. La decisione riguarda per ora solo gli Stati Uniti, anche se è probabile che alcuni post non più sottoposti a un vaglio in Usa arrivino comunque in Europa. La delimitazione geografica, quando si parla di contenuti virtuali, non è effettivamente praticabile. Secondo Zuckerberg, in Ue le leggi istituzionalizzano la censura, obbligando le piattaforme social a prevenire la diffusione di contenuti che promuovono odio e disinformazione.
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