Gazzetta di Modena, 8 gennaio 2025
Una nota dei parlamentari modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra: “Occorre che il Governo prenda misure rapide. Non si può risolvere il sovraffollamento tollerando i suicidi come effetti collaterali”. In una settimana, nel carcere Sant’Anna di Modena, si è registrata la morte di tre persone detenute. Un dato allarmante che si è aggravato proprio oggi, martedì 7 gennaio, con la notizia del terzo decesso: si tratta di un uomo italiano di 49 anni, Andrea Paltrinieri, in carcere per il femminicidio dell’ex moglie Anna Sviridenko commesso lo scorso 10 giugno. Prima di lui, martedì 31 dicembre era stato trovato privo di vita un 37enne macedone, in seguito all’inalazione di gas nella sua cella, mentre domenica 5 gennaio era morto un giovane marocchino nemmeno trentenne che si trovava ricoverato all’ospedale di Baggiovara dopo aver tentato il suicidio ferendosi in modo gravissimo.
novaradio.info, 8 gennaio 2025
Santoro (L’Altro diritto): “È l’effetto della disumanità del carcere, i malati psichici non stiano in carcere”. Due morti in 10 giorni: è il drammatico bilancio registrato nel carcere fiorentino di Sollicciano nel corso di queste ultime festività. Il 23 dicembre è morto in carcere un 28enne somalo, Mohammed Wardi Ahmed (le cause sono ancora da accertare, probabilmente un’eccessiva assunzione di farmaci e alcol), mentre il 3 gennaio scorso a togliersi la vita è stato un giovane di 25 anni originario dell’Egitto, affetto da problemi di natura psichica e seguito dai servizi sanitari.
Il Mattino, 8 gennaio 2025
Il dramma in provincia di Avellino, non ce l’ha fatta il 57enne. Non ce l’ha fatta il paziente detenuto nella Rems (struttura sanitaria residenziale) di San Nicola Baronia, in provincia di Avellino, che ieri mattina, durante una passeggiata all’esterno della struttura con gli operatori sanitari, in preda ad un raptus si è lanciato da un ponte da un’altezza di diversi metri. Le sue condizioni si sono aggravate nella tarda serata di ieri dopo il ricovero nell’ospedale di Ariano Irpino. I primi esami avevano escluso gravi lesioni interne.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 8 gennaio 2025
La proposta dell’ex assessore Biagi e dell’associazione Pantagruel: no demolizione. Otto anni di lavori e 34 milioni di euro di investimento. L’ex assessore all’urbanistica, architetto e volontario dell’associazione Pantagruel Gianni Biagi lancia un’ipotesi di lavoro per ristrutturare (e non demolire come chiesto dalla sindaca Sara Funaro) il carcere di Sollicciano, uno dei penitenziari più critici d’Italia e da anni in attesa di essere ammodernato. Nello specifico, Biagi, propone “una ristrutturazione radicale ma non la sua demolizione” perché “demolire un’infrastruttura importante è sempre un gesto estremo” e “ogni infrastruttura costituisce un capitale fisso sociale che è anche un valore economico”. Secondo Biagi, “la sua distruzione deve essere una scelta derivante dalla impossibilità di migliorarne la funzionalità”, ma “non è questo il caso del carcere di Sollicciano che ha spazi e dimensione per essere riorganizzato”.
di Angela Stella
L’Unità, 8 gennaio 2025
Dopo l’esposto della presidente di Nessuno tocchi Caino per denunciare le condizioni “indegne” dell’istituto toscano, il capo della Procura le scrive: “Situazione che riflette le condizioni in cui versa gran parte degli istituti penitenziari italiani”, e annuncia accertamenti. “Troveremo un Procuratore della Repubblica in Italia?” si chiedeva due giorni fa la presidente di Nessuno Tocchi Caino, Rita Bernardini, nell’annunciare un suo esposto alla procura di Livorno per denunciare le “indegne” condizioni di detenzione nella casa circondariale del capoluogo toscano. Il procuratore capo Maurizio Agnello ha dato un primo segnale rispondendo alla radicale. Sta seguendo con “estrema attenzione” la denuncia che “purtroppo riflette le condizioni in cui versa gran parte degli istituti penitenziari italiani”.
di Maristella Carbonin
La Nazione, 8 gennaio 2025
Margherita Michelini, ex direttore penitenziario in pensione, da poco più di due anni ricopre l’incarico. Cinque suicidi: 2024 anno nero alla Dogaia. “Occorre un direttore stabile: darebbe certezze al personale”. “È una questione di scelta. Investire per tenere sempre più persone in carcere, come sembra stia avvenendo con il decreto sicurezza, o spendere sul reinserimento della persona?”. Margherita Michelini, fiorentina di 69 anni, è in carica da più di due anni come Garante dei detenuti a Prato. Alle spalle ha una lunga esperienza: è un ex direttore penitenziario in pensione. “Si può dire che tutta la mia vita sia stata legata al carcere. Sono entrata come amministrativa a fine ‘82. Poi ho fatto il concorso per educatore”. È stata a Venezia, a Sollicciano, poi ha vinto il concorso per vicedirettore ed è arrivata a San Vittore, per riavvicinarsi poi in Toscana: ha lavorato per vari anni al Solliccianino (il Gozzini), poi l’ultimo anno e mezzo prima della pensione è stata direttore aggiunto a Sollicciano.
di Adelia Pantano
La Stampa, 8 gennaio 2025
Il nono Dossier sullo stato di salute dei penitenziari piemontesi tratteggia le criticità dei due storici istituti di reclusione di Alessandria. Il 2024 è stato l’ennesimo anno chiuso in emergenza per le due carceri di Alessandria. Tra sovraffollamento, criticità strutturali, sporcizia, carenza di personale, la casa di reclusione di San Michele e la casa circondariale del Don Soria sono sempre più in affanno. A dirlo è il 9° Dossier sulle carceri piemontesi commissionato dal Consiglio regionale, che ha posto l’attenzione anche sulle strutture alessandrine.
di Andrea Aversa
L’Unità, 8 gennaio 2025
L’iniziativa dopo che per un giorno non è stato distribuito il pranzo. Ferme anche le attività lavorative in cucina. Agitazioni e proteste nel carcere di Cavadonna a Siracusa. Secondo le segnalazioni giunte all’associazione Sbarre di Zucchero, i detenuti hanno bloccato le attività lavorative previste in cucina e promosso una battitura che andrà avanti ad oltranza nei seguenti orari: dalle 18 alle 18:30 e dalle 20 alle 20:30 e dalle 24:00 alle 24:30. Il motivo? La direzione del carcere ha imposto molti divieti relativi all’ingresso e alla vendita di alimenti dentro il penitenziario.
di Lorenzo Crespi
Il Giorno, 8 gennaio 2025
Varese, prende il via con il nuovo anno il progetto per gli ospiti della Casa circondariale. L’iniziativa prevede sostegno gratuito su previdenza, invalidità e politiche attive del lavoro. Un servizio che risponde in modo puntuale alle richieste avanzate dalla popolazione detenuta. Con il nuovo anno prende il via presso la Casa circondariale di Varese l’attività dello sportello patronato. La direttrice dell’istituto penitenziario Carla Santandrea ha siglato, con l’avallo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, la convenzione con la Camera del lavoro di Varese, tramite il patronato Inca Cgil e la sua direttrice Alessandra Lo Biundo. Si tratta di un’opportunità importante nell’ottica del reinserimento dei diritti socio-lavorativi dei detenuti.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 8 gennaio 2025
Antonio Aparo è un mago del ricamo a punto croce. Un’arte antica, inconsueta per mani maschili, che affonda nei ricordi della sua infanzia quando vedeva ricamare la sorella, e che da tempo è divenuta inseparabile compagna delle sue giornate. Non ha molto altro da fare, Antonio, nella sua cella del reparto di alta sicurezza del carcere di Opera dove è rinchiuso. Racconta così la passione che ogni giorno gli fa compagnia: “È un tema letterario ricorrente quello del prigioniero che ritrovandosi messo ai ferri prende l’uncinetto e sferruzza la catenella per allentare le catene della vita. Io ho scelto il ferro dell’ago, io ricamo. I compagni mi guardano e non si danno ragione della fatica del corpo su uno sgabello, della schiena piegata, delle mani pazienti e rapide, la passione delle dita, degli occhi concentrati fino a diciotto ore al giorno.










