di Ilaria Dioguardi
vita.it, 18 dicembre 2024
Domenico Candela del George Restaurant - Grand Hotel Parker’s di Napoli ha fatto visita al carcere campano e ha incontrato i detenuti nel laboratorio di camiceria, di cui la Fondazione Isaia è consulente e supervisore. “Nei loro occhi ho visto la felicità, almeno per un momento: sembravano distratti da tutto il contorno”. “Ho avvertito l’abbraccio di questi ragazzi. Incontrandoli di persona, ho avuto la dimostrazione di quanto quell’abbraccio fosse vero, mi sono immedesimato in loro, mi sono sentito come loro, ho fatto in modo da strappar loro un sorriso. Nei loro occhi ho visto la felicità, almeno per un momento: sembravano distratti da tutto il contorno”. A parlare è Domenico Candela, chef George Restaurant - Grand Hotel Parker’s di Napoli, che racconta così le emozioni provate con i detenuti della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Li ha incontrati pochi giorni fa nel laboratorio di camiceria in carcere, dopo averli conosciuti alla serata di beneficenza “Cucinapoli” lo scorso ottobre. I ragazzi hanno confezionato delle divise da chef da lui richieste.
di Alessandro Beltrami
Avvenire, 18 dicembre 2024
Marinella Senatore a Rebibbia per la Porta Santa e quattro artisti internazionali per il 2025, a partire da Yan Pei-Ming a Regina Coeli. Il programma del Dicastero per la Cultura e l’Educazione. L’arte e la Santa Sede ritornano in carcere. Lo storico padiglione nella Biennale veneziana ha chiuso i battenti da poco meno di un mese che il suo spirito riapre a Roma con il Giubileo, per allargarsi all’Italia e quindi a tutto il mondo. Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede ha annunciato questa mattina in conferenza stampa il suo programma d’arte contemporanea per l’Anno Santo, che pone al centro la riflessione sul rapporto tra ispirazione creativa e gli elementi fondamentali del Giubileo. Il primo passo di questo “cammino di speranza” è in realtà una continuazione, visto che il percorso muove dalle carceri, con nuove collaborazioni e interventi artistici.
lapresse.it, 18 dicembre 2024
Un piccolo spettacolo, ma prezioso, organizzato dalla Fondazione Roberto Bolle per i detenuti dell’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria grazie alla collaborazione dell’Associazione PuntoZero. Davanti alla platea gremita di giovani carcerati, si sono esibiti alcuni talenti di break dance e di danza classica, in particolare i due ballerini della Compagnia del Teatro alla Scala, Rebecca Luca e Alessandro Francesconi, che hanno interpretato estratti de ‘Lo Schiaccianoci’ e del ‘Grand Pas Classique’. Sul palco anche Roy Ilagou, ballerino e coreografo originario dell’Africa centrale, e la sua crew di danza hip hop e afro.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 18 dicembre 2024
Edito da Il Mulino, “La cooperativa sociale Giotto - una normalità eccezionale”, scritto da Vera Zamagni, racconta di un’attività quarantennale che oggi favorisce il reinserimento lavorativo per molti svantaggiati, compresi i reclusi. Il socio fondatore di Giotto, Nicola Boscoletto: abbiamo capito che poter avere un impiego è sempre fonte di crescita, soprattutto per chi vive ai margini.
di Cristiano Corsini
Il Domani, 18 dicembre 2024
La “retorica della crisi” porta a trascurare una lettura longitudinale dei dati dell’ultimo rapporto Ocse-Piaac sulle “competenze degli adulti”: più che di un presunto crollo della capacità di comprensione, faremmo meglio a riflettere sulla preoccupante stagnazione. I risultati dei giovani smentiscono le teorie del decadimento nelle competenze di ragazze e ragazzi. Come avviene abitualmente in occasione della divulgazione dei risultati di altre ricerche in ambito educativo, anche la pubblicazione dei dati dell’indagine internazionale sulla popolazione adulta Piaac (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) rischia di dare la stura a letture che addossano alla scuola l’intera responsabilità di risultati spesso negativi e che trascurano sia il peso esercitato dalle iniquità che caratterizzano il sistema economico e sociale sia l’inefficacia delle scelte politiche.
di Luca Blasi e Gianluca Peciola
Il Manifesto, 18 dicembre 2024
Dopo la manifestazione di sabato 14 dicembre che ha visto finalmente la convergenza di tante realtà di lotta, a gennaio la mobilitazione continua. Per battere l’autoritarismo. Li abbiamo presi sul serio. Abbiamo creduto al progetto che dichiarano e mettono in opera a suon di decreti e disegni di legge, come quello che abbiamo ribattezzato “ddl paura”. La manifestazione di sabato 14 dicembre è stata una dimostrazione di coscienza politica superiore, alta al livello della sfida che il governo sta portando all’architettura istituzionale democratica.
di Loredana Lipperini
L’Espresso, 18 dicembre 2024
Evocare per le manifestazioni il ritorno della lotta armata è insensato. E la storia lo dimostra. Negli anni Sessanta la stampa britannica insisteva, preoccupata, sulla criminalità giovanile, e qualche teorico sostenne che carcere e riformatorio peggioravano la situazione: perché allora non condizionare i piccoli delinquenti attraverso quella che veniva chiamata “la terapia dell’avversione”? Fu una proposta bislacca, e mai attuata, ma da quell’idea nacque uno dei capolavori del secolo scorso, Un’arancia a orologeria di Anthony Burgess, dove il giovane teppista Alex viene sottoposto alla cura sperimentale Ludovico per allontanarlo dalla tendenza a compiere il male. Non va proprio così, come si ricorderà. Più tardi, Burgess tornò su quel libro, ricordando di essere stato deriso per aver manifestato le proprie paure nei confronti del potere dello Stato, anche se quel potere era già stato raccontato da Huxley e Orwell. Del resto, aggiunse, “le botte inflitte agli intellettuali capelloni e agli anarchici accaniti piacciono sempre all’uomo medio, anche se in realtà rivelano che il pensiero liberale è soffocato (la Costituzione americana è stata opera di intellettuali capelloni) e la dissidenza politica eliminata”. Altri tempi, si dirà. Vero, perché non abbiamo Burgess e Huxley e Orwell, e di contro montano gli allarmi tutti italiani sulla criminalità giovanile: a ricordare bene, proprio il film che Kubrick trasse da Un’arancia a orologeria venne proibito, non più di sette anni fa, durante l’autogestione del liceo Orazio a Roma in quanto trattava “temi troppo forti”.
di Andrea Esposito
L’Edicola del Sud, 18 dicembre 2024
Condizioni igienico-sanitarie precarie, somministrazioni massicce di psicofarmaci ai detenuti, violazioni dei diritti fondamentali della persona: sono solo alcune delle criticità che si riscontrano all’interno del centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di Palazzo San Gervasio e che la rete di associazioni Cild, insieme con la parlamentare dem Rachele Scarpa, ha evidenziato in un esposto alla Procura della Repubblica di Potenza. Il corposo dossier è sul tavolo del procuratore aggiunto Maurizio Cardea e contiene le osservazioni e le denunce seguite agli accessi recentemente effettuati nel Cpr, le segnalazioni ricevute e i documenti raccolti giorno dopo giorno. Incluso il rapporto dell’organo anti-tortura del Consiglio d’Europa dal quale emerge la somministrazione incontrollata di psicofarmaci ai migranti detenuti nella struttura di Palazzo San Gervasio. Le ragioni dell’esposto sono presto dette: le segnalazioni presentate nel corso degli ultimi mesi alle autorità competenti non sarebbero mai state prese in carico, di qui la necessità di investire della questione la Procura della Repubblica di Potenza che è quella competente per territorio.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2024
“Valutiamo come anticipare i nuovi regolamenti”. Cosa cambia nella questione dei Paesi sicuri. Nella consueta lettera alle cancellerie europee che precede il Consiglio, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato la possibilità di anticipare l’entrata in vigore di una parte del nuovo Patto migrazione e asilo, quella che potrebbe sbloccare il Protocollo Italia-Albania dopo le decisioni dei giudici italiani. “Mentre il regolamento si applicherà a partire dal giugno 2026, stiamo valutando come anticipare l’applicazione di questi concetti”, ha scritto von der Leyen riferendosi ai concetti di Paese terzo sicuro e di Paese d’origine sicuro, quest’ultimo al centro delle sentenze della magistratura italiana che ha dichiarato incompatibile col diritto europeo la lista italiana dei Paesi “sicuri” messa a punto dal governo. Che l’anticipazione del Patto risolva ogni cosa, mettendo fuori gioco i giudici che, dice Giorgia Meloni, hanno scritto “sentenze ideologiche”?
di Marika Ikonomu
Il Domani, 18 dicembre 2024
La denuncia delle Ong. Sette organizzazioni hanno portato al Tar l’intesa tra il ministero e l’agenzia dell’Onu. Le condizioni di detenzione nel paese impediscono un consenso libero e informato. Li chiamano rimpatri volontari. Nei fatti si tratta di vere e proprie espulsioni verso gli stessi Paesi da cui le persone migranti hanno deciso di partire. Il ministero degli Esteri (Maeci) a giugno 2024 ha autorizzato un finanziamento - attraverso il Fondo Migrazioni - di sette milioni di euro al progetto “Multi-sectoral support for vulnerable migrants in Lybia” dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim). Di questi, quasi un milione di euro verrà destinato ai rimpatri cosiddetti volontari umanitari, dalla Libia al paese d’origine, di 820 migranti vulnerabili.










