di Alberto Zorzi
Corriere del Veneto, 14 dicembre 2024
Mestre (Venezia), l’operatrice sociosanitaria 62enne condannata a 25 anni per l’omicidio della vicina Lida Taffi Pamio. Rea confessa e autrice di un altro omicidio simile è Susanna Lazzarini, che poi ha cambiato versione. Il ruolo della collanina e gli esami del Dna. L’ultima tappa di una lunga storia iniziata quasi 12 anni fa, il 20 dicembre 2012, è stata un paio di settimane fa, con una sola parola in una scarna mail arrivata mercoledì pomeriggio nella casella di posta elettronica dell’avvocato Stefano Busetto, difensore insieme al collega Alessandro Doglioni: “Rigettato”. In attesa delle motivazioni della Corte di Cassazione, il primo tentativo di Monica Busetto - l’operatrice sociosanitaria di 62 anni condannata a 25 anni per l’omicidio della dirimpettaia Lida Taffi Pamio in via Vespucci a Mestre, appunto il 20 dicembre 2012 - di riaprire il processo è andato a vuoto, dopo che già a marzo la Corte d’appello di Trento aveva detto “no”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 dicembre 2024
Il referendum annunciato dal ministro Nordio ha messo in moto la macchina delle toghe. La strada dovrebbe essere ormai segnata: sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante ci sarà un referendum, molto probabilmente nella primavera del 2026. L’auspicio è dello stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha più volte ribadito che su una riforma così costituzionalmente rilevante debbano essere gli italiani a pronunciarsi, anche per evitare che l’eventuale approvazione parlamentare venga percepita dai cittadini come il solito accordo sottobanco fatto dai partiti.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 14 dicembre 2024
Il ministero valuta il giro di vite sui premi alle toghe in ritardo sull’arretrato. E lancia la piattaforma per controllare i dati sulla performance dei tribunali. La pila di pratiche arretrate cresce e diventa una piramide sulla scrivania, i processi chiusi in tempo e le sentenze emesse si contano sulle dita di una mano? Allora niente bonus, premi, addio prebende extra. Funziona così per i dirigenti della Pubblica amministrazione. Per i magistrati no. Ci sono le sanzioni disciplinari, che raramente toccano lo stipendio. Ora però le regole potrebbero cambiare. È questa la direzione di una proposta di legge che potrebbe depositare il centrodestra in Parlamento a inizio anno. Su input del ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio. Che intanto ha messo online una nuova piattaforma per raccogliere i dati dei tribunali civili e verificare numeri alla mano quali toghe sono efficienti, quali no. A un anno dall’introduzione delle “pagelle dei magistrati”, la riforma sulla valutazione della performance dei giudici prevista dalla legge Cartabia, il governo medita di varare una nuova stretta sui controlli.
padovaoggi.it, 14 dicembre 2024
Il Coordinamento delle Associazioni Radicali del Veneto promuove una conferenza pubblica il 20 dicembre 2024, dalle 15:00 alle 18:00, presso la Sala Caduti di Nassiriya a Padova con ospiti che vanno dalla politica all’associazionismo. Nel 2024 le associazioni radicali venete di Padova, Venezia e Verona, in collaborazione con Nessuno Tocchi Caino, il Movimento Forense e l’Associazione Luca Coscioni, hanno effettuato dodici visite negli istituti penitenziari del Veneto, coinvolgendo amministratori locali, consiglieri comunali e regionali. “Un anno di incessante attività ha messo in luce le gravi criticità del sistema penitenziario, con particolare attenzione alla sanità, al sovraffollamento e alla mancanza di risorse e personale”. evidenziano i tre referenti delle associazioni radicali, Erika Giuriato (Segretaria di Radicali Padova), Samuele Vianello (Segretario di Radicali Venezia) e Marco Vincenzi (Coordinatore di Verona Radicale). Tutti denunciano le gravi condizioni del sistema sanitario in carcere, penoso non solo per i ristretti, ma anche per i dipendenti sanitari pubblici.
corrieredellacalabria.it, 14 dicembre 2024
Gli esiti saranno resi noti entro sessanta giorni. È stato eseguito nella serata di ieri l’esame autoptico sul corpo del detenuto 35enne, trovato morto nella sua branda nel carcere Siano di Catanzaro. Sul caso, in seguito alla denuncia dei familiari del detenuto, è stata aperta un’inchiesta contro ignoti da parte della Procura di Catanzaro.
di Maurizio Cirillo
Il Centro, 14 dicembre 2024
Lettera del provveditore: “Ci sono criticità mai risolte”. Al sovraffollamento, alle gravi criticità e alle numerose problematiche che affliggono da troppo tempo il carcere San Donato di Pescara, si aggiunge ora anche un episodio sconcertante a danno dei detenuti, dei loro diritti. Uno di loro è stato costretto a dormire nella sala dei colloqui per una notte, senza poter mangiare e senza poter usufruire dei servizi indispensabili. Un episodio che si è consumato qualche giorno fa dopo l’arresto di un giovane per droga. Prima viene portato e “poggiato” in una cella piuttosto affollata, poi smistato nella sala colloqui, dove ci sono solo tavolini e sedie e quindi è immaginabile che per dormire il detenuto si sia dovuto arrangiare sul tavolo.
Il Resto del Carlino, 14 dicembre 2024
Incontro a Fermo con studenti e Caritas per raccontare le iniziative editoriali nelle carceri delle Marche. La persona al centro di tutto, per costruire una vita migliore anche dopo una caduta. È il senso dell’incontro organizzato dall’Ambito sociale XIX di Fermo con la Caritas, ‘La parola ai detenuti’, per raccontare le iniziative editoriali organizzate all’interno delle case di reclusione delle Marche, con il supporto dell’Ordine dei giornalisti e della Regione. All’auditorium San Filippo sono arrivati gli studenti dell’istituto Montani e del liceo delle scienze umane, con i docenti Giacomo Maroni e Marina D’Aprile, per l’istituto Tarantelli di Sant’Elpidio a Mare la docente Domitilla Nucci, legati al carcere di Fermo da progetti di legalità e di conoscenza, proprio per combattere lo stigma e il pregiudizio che accompagna chi ha vissuto un’esperienza di carcerazione.
di Luca Liverani
Avvenire, 14 dicembre 2024
Il progetto prevede laboratori di pittura per le detenute nella Casa circondariale e un murales all’esterno che ricorda l’omicidio al Tiburtino III nel 1944 di una madre che cercava pane per i figli. Dentro al carcere un laboratorio di pittura per le detenute, tenuto una psicoterapeuta e da due artiste che dipingeranno due murales all’interno della sezione femminile di Rebibbia. Fuori dal carcere un grande murales che impreziosisce quella che era un’anonima parete grigio-cemento di un condominio di periferia. E ricorda un evento tragico del quartiere, nelle ultime settimane dell’occupazione nazifascista della Capitale. È il progetto “L’arte non ha sbarre”, curato da Oriana Rizzuto e sostenuto dalla Regione Lazio, vincitore del Bando Vitamina G.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 14 dicembre 2024
Tra rassegnazione e voglia di rinascita la vita quotidiana nel penitenziario milanese descritta in un libro con la prefazione del cardinale Zuppi. Anche chi non è mai entrato in un istituto di pena può constatare - abbandonando pregiudizi e indifferenza - il dolore, la rabbia, la solitudine, le attese di un condannato dietro le sbarre. E capire così, o magari solo intuire, che i detenuti sono persone umane con tutta la loro dignità e non semplici numeri di matricola o reietti da chiudere buttando la chiave della cella nella latrina nell’illusione di una sicurezza che può prescindere dall’emenda. E i reclusi, in quanto persone, non possono nemmeno essere identificati con il reato che hanno commesso, qualunque esso sia: assassini, ladri, malversatori.
di Eleonora Martini
Alias - Il Manifesto, 14 dicembre 2024
Sostenere una rivista e un’organizzazione come Ristretti Orizzonti, progetto “di inclusione, rieducazione e giustizia sociale” nato nel 1998 nella Casa di reclusione di Padova, è un regalo alla democrazia di questo Paese. In tempi come questi è necessario, sempre più imprescindibile. Lo si può fare comperando per il 2025 il calendario “Dado Galeotto”, lanciato per il terzo anno consecutivo da Ristretti orizzonti, trasformatasi negli anni in centro di produzione multimediale attorno alla rivista bimestrale diretta da Ornella Favero, edita dall’associazione di volontariato “Granello di Senape Padova” e realizzata tutta dentro il carcere di Padova e l’Istituto di pena femminile della Giudecca.
- La Pira e Perucatti, pionieri della pena umana e giusta
- Quei “buoni” che sono mine vaganti
- “Oltre il Cielo”, docuserie su carceri minorili e speranza di rinascita in esclusiva su RaiPlay
- La “logica” di Piantedosi
- La politica ha lasciato carta bianca ai giudici. Un esempio? L’inerzia normativa sul fine vita










