di Antonella Barone
gnewsonline.it, 14 dicembre 2024
“Grazie per avermi dato la possibilità di avvicinare un problema così tragicamente umano da Lei trattato in modo tanto vivo ed efficace” scriveva il 26 marzo 1956 Giorgio La Pira, al tempo sindaco di Firenze, a Eugenio Perucatti, direttore del carcere di Santo Stefano di Ventotene, nella lettera che accompagnava l’invio di denaro per l’acquisto di alcune copie del libro “Perché la pena dell’ergastolo deve essere attenuata”. Nel suo saggio, Perucatti anticipa riflessioni e persino riforme legislative realizzate vent’anni dopo, frutto della sua esperienza concreta di innovatore che era riuscito a trasformare uno dei simboli più cupi di un carcere afflittivo in un luogo di riscatto e speranza. Giorgio La Pira era al primo mandato come sindaco e visitava spesso il carcere fiorentino, ascoltando e aiutando come poteva i detenuti. I due avevano in comune la formazione giuridica, la fede cattolica ma, soprattutto, condividevano l’idea della centralità dell’individuo secondo la tradizione cristiana.
di Goffredo Fofi
Il Manifesto, 14 dicembre 2024
Ho appena visto un libro, “Lontano dalla vita degli altri”, scritto da Giovanna Canzi e illustrato dalla bravissima e sensibile Gabriella Giandelli che ha realizzato anche in passato tanti bei lavori. Un libro che racconta un’esperienza di lavoro di insegnamento in un carcere. Chi sono “i buoni” nel mondo adulto italiano? Ci sono? Che cosa fanno? Di recente, un convegno ha riunito le Comunità di accoglienza italiane (Cnca) e ci ha ricordato che sono tanti coloro che dedicano la loro attività quotidiana, alcuni in parte, a coprire i bisogni dei meno fortunati e a risolvere almeno in parte i loro problemi, secondo il vecchio motto dei primi assistenti sociali del dopoguerra: “aiutare gli altri perché si aiutino da soli”.
di Roberto Borghi
primaonline.it, 14 dicembre 2024
Dietro ogni ragazzo detenuto nelle carceri minorili si celano storie di disagi profondi, abbandoni e comportamenti devianti. Furti, spaccio, rapine, aggressioni, risse e tentati omicidi segnano il passato di molti di loro. La docuserie “Oltre il Cielo”, composta da otto episodi e prodotta da Rai Contenuti Digitali e Transmediali, debutta il 13 dicembre in esclusiva su RaiPlay. La serie racconta il percorso di recupero di giovani detenuti presso le carceri minorili Beccaria di Milano, Fornelli di Bari e la comunità Kayros di Vimodrone.
di Mario Capanna
L’Unità, 14 dicembre 2024
Nuovi reati e aumenti di pene: con la legge 1660 il governo vuole reprimere il dissenso. Se si guarda bene, questo è il comune denominatore di tutte le forze di destra in Europa. Proprio nel giorno in cui si danno appuntamento a Roma migliaia di persone, per protestare contro il disegno di legge 1660 che mira a reprimere gravemente le forme di manifestazione del pensiero dei cittadini, è bene cercare di capire in profondità la “logica” che ispira e sorregge i provvedimenti restrittivi che si vuole introdurre nel codice penale. Il testo, ora in discussione al Senato (dopo essere stato approvato dalla Camera, a cui probabilmente è destinato a tornare), introduce una ventina di nuovi reati, estende aggravanti e sanzioni, e amplia le pene previste per alcuni reati già esistenti.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 14 dicembre 2024
La politica giudiziaria riflette i criteri sviluppati consapevolmente dal giudice per la soluzione dei casi difficili o privi di normative. E quando parliamo di politica giudiziaria dobbiamo tenere questa distinta chiaramente dalla politica del diritto. La prima è quella sulla quale il giudice sceglie delle alternative possibili nei casi difficili. Oggi lo strumento più efficace per renderla operativa è certamente l’intelligenza artificiale. La seconda invece si riferisce alla finalità delle norme giuridiche. Una finalità fatta propria dal legislatore, dal governo, caratterizzata da obiettivi sociali. Difatti la politica giudiziaria, seguita dal giudice, si realizza nell’ambito di vuoti lasciati aperti dalla politica del diritto nei casi difficili. La norma segue una specifica linea giuridica, la cui formulazione, nei casi facili o intermedi, non comporta alcun intervento discrezionale; nei casi difficili, invece, il giudice deve esercitare la propria discrezionalità per dargli applicazione. Ed è certamente in questa ricerca che egli si avvale di nuovi strumenti interpretativi, posti a sua disposizione attraverso l’intelligenza artificiale.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 14 dicembre 2024
Parziali e incomplete le informazioni ottenute dal Consiglio d’Europa, non risulta nessun trattamento sanitario improprio. I Centri di permanenza e rimpatrio (Cpr) italiani così non vanno. Sono “non idonei” per le loro “pessime condizioni materiali, l’assenza di un regime di attività, l’approccio sproporzionato alla sicurezza, la qualità variabile dell’assistenza sanitaria e la mancanza di trasparenza da parte degli appaltatori privati”. La sfilza di violazioni e inadempienze delle strutture esistenti, così come il richiamo all’Italia a cambiare linea, arrivano dal Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale con sede a Strasburgo di cui fanno parte 46 Stati, il cui scopo è quello di promuovere diritti umani e democrazia.
di Youssef Hassan Holgado e Marika Ikonomu
Il Domani, 14 dicembre 2024
Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura accusa le autorità di cattiva gestione dei centri, tra maltrattamenti fisici e abuso di medicinali nei confronti dei migranti. I Centri di permanenza per il rimpatrio italiani sono un buco nero. Maltrattamenti fisici e uso eccessivo della forza da parte del personale di polizia nei confronti delle persone trattenute. Diffusa somministrazione di psicofarmaci non prescritti per sedare chi si trova rinchiuso nelle strutture di detenzione amministrativa perché privo di un permesso di soggiorno. Centri che non dovrebbero avere un aspetto carcerario, e invece le loro “sbarre”, gli “schermi metallici alle finestre”, le “armature rinforzate”, i “cortili di passaggio simili a gabbie” li rendono assimilabili a “delle unità di detenzione che ospitano i detenuti in regime speciale”.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 dicembre 2024
Gli esami tossicologici sull’immigrato ucciso in stazione a Verona. E spunta un testimone. I risultati degli esami tossicologici. Quelli arrivati ieri mattina e che hanno sancito come Moussa Diarra il giorno in cui è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente della Polfer davanti alla stazione di Porta Nuova, non fosse né sotto l’effetto di alcol né sotto quello di sostanze stupefacenti. E un testimone il cui racconto non combacia con la ricostruzione dei fatti finora fatta dalla procura. Sono le due novità nel caso del 26enne maliano.
di Vincenzo Brunelli
Corriere Fiorentino, 14 dicembre 2024
Respinta la richiesta avanzata dai giudici di Firenze di una decisione “accelerata” sulla lista. Prima risposta negativa da parte della Corte di Giustizia Europea al Tribunale di Firenze sulla lista governativa dei “Paesi sicuri”. Non ci sarà nessun procedimento d’urgenza come era stato richiesto dai giudici fiorentini ma si dovrà attendere il normale iter della corte lussemburghese. Questa la prima decisione della Corte di Giustizia sul caso sollevato nei mesi scorsi dal Tribunale di Firenze che riguardava alcuni cittadini ivoriani a cui la commissione territoriale aveva negato asilo e protezione. I cittadini della Costa d’Avorio avevano impugnato il diniego ministeriale in Tribunale e i giudici fiorentini avevano chiesto lumi alla Corte di Giustizia, chiedendo il cosiddetto “procedimento accelerato” per definire la questione. “Le domande del Tribunale di Firenze volte a che le cause vengano sottoposte al procedimento accelerato, sono respinte”.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 14 dicembre 2024
La segretaria del Pd Elly Schlein è arrivata nel pomeriggio al centro migranti di Gjader, in Albania, “una cattedrale nel deserto” non ha esitato a definirla la segretaria del Pd che le immagini di quel centro le ha poi postate su Instagram, a confermare la sua avvilente metafora. Lo ricordiamo: quel centro è frutto di un accordo tra il nostro governo e il governo albanese, un protocollo siglato nel novembre 2023 per ospitare i migranti che arrivano sul nostro territorio. “Per adesso le navi hanno trasportato avanti e indietro prima 16 persone e poi 8. E ogni viaggio è costato 250 mila euro”, ricorda anche Schlein che ieri ha visitato pure il centro di Shengjin.
- Vi racconto i miei 27 anni in carcere. Da volontaria
- Ministero della giustizia e Terzo settore, più collaborazione sul carcere
- “Rieducazione zero”: l’addio sofferto di uno psicologo del carcere
- Meno crimini violenti ma più ergastoli: i conti non tornano
- Dal 1992 ad oggi 30mila ingiustizie. Ma quasi tutte restano impunite










