di Detjon Begaj*
Il Manifesto, 1 dicembre 2024
La mobilitazione. Oggi e domani a Schengjin e Tirana proteste contro i Centri di detenzione per migranti. Le roboanti dichiarazioni e le conferenze stampa spettacolari sembrano un lontano ricordo. Sul campo, regna il silenzio. Per gli italiani che lavorano in Albania, ben più pagati e meglio trattati rispetto ai colleghi albanesi, questa missione sembra ormai una sfida alla noia. A Tirana non si discute molto del fallimento del protocollo. Nel pieno della discussione sul bilancio dello Stato albanese, a tenere banco sono le partecipatissime proteste dei pensionati. Proteste che hanno costretto Edi Rama a varare un bonus di fine anno che varia dai 100 ai 150 euro. Ma si discute anche dei regolamenti di conti della criminalità organizzata, dell’uccisione di un ventottenne figlio di un ex magistrato, di violenza giovanile dopo la morte per accoltellamento di un ragazzo di 14 anni da parte di un altro adolescente nei pressi della scuola elementare più nota e centrale della Capitale. Edi Rama ha annunciato di voler imporre una stretta ai social network a partire da TikTok e Snapchat, accusati di veicolare modelli diseducativi.
di Alessia Candito
La Repubblica, 1 dicembre 2024
“La prima cosa a cui pensi quando arrivi in un Paese democratico è: libertà. Sono venuta per trovare un posto sicuro”. Non era un’assemblea come quelle a cui per anni ha partecipato in Iran e in Kurdistan e l’hanno resa una nemica per il regime degli ayatollah, ma per la prima volta dopo mesi di detenzione con l’accusa di essere una scafista, Maysoon Majidi è tornata a parlare a una platea piena. Lo fa da donna libera: le accuse contro di lei sono crollate in aula e il tribunale non ha esitato a prenderne atto e liberarla. “Chi chiede asilo politico - dice - nel proprio Paese non ha vissuto facilmente, per questo quando arriva dovrebbe essere considerato con maggiore rispetto e non essere guardato male”.
di Rino Formica
Il Domani, 1 dicembre 2024
La strategia di von der Leyen e Weber ha aperto agli anti europeisti. In tempi di conflitti, senza forza la democrazia è destinata a morire. In queste settimane è sempre più evidente, su scala globale, che il disordine è accettato come fosse ordine. Elenco alcuni elementi. Fra un mese la Chiesa cattolica si troverà ad affrontare un evento straordinario, ma vissuto come ordinario, quello di un Giubileo in tempi di guerra. Significa, dal punto di vista pratico, un probabile spostamento di masse, di credenti e di fedeli in pellegrinaggio.
di Domenico Quirico
La Stampa, 1 dicembre 2024
In questa città dovevano restare intatti come sacre memorie solo il vuoto e le rovine. Inutile chiedersi chi ha ordinato ai ribelli anti-Assad di attaccare: hanno la loro agenda. Le cose in Siria hanno lo stesso odore anche se passano gli anni. In fondo è una guerra, gli uomini si uccidono fra loro, i morti sono pesanti e difficili da trasportare. Ci sono assassini che si credono eroi e eroi che si credono santi. Alcuni pensano che la guerra sia giusta, per tenere al potere Bashar al Assad e il suo regime o per abbatterlo; i jihadisti, addirittura, progettano di iniziare da qui a creare il paradiso in terra con il loro sistema binario: questo è “haram” e questo è “halal’’. Ad altri, forse la maggioranza, non importa nulla di questa mischia che dura dal 2011, solo restare vivi o trovare un posto dove esser sicuri di non essere uccisi da questi o da quelli, avere da mangiare e da scaldarsi. Hanno semplicemente paura, da ventiquattro anni, paura che ti schiaccia la testa, i polmoni, la pancia, tutto. Sono sopravvissuti, che altro c’è da aggiungere, spiegare?
di Marco Perduca e Peppe Brescia*
L’Unità, 30 novembre 2024
Dopo le diffide alle Asl sulle condizioni igienico-sanitarie, ecco gli accessi agli atti e un sito per le segnalazioni anonime da parte di chi può accedere ai luoghi di detenzione. Malgrado quest’anno il numero di detenuti abbia superato i 62.000, e i suicidi in carcere siano 83, il dibattito politico nazionale ha archiviato l’illegalità delle carceri e le proposte per metterci una toppa. Il combinato disposto di un circuito detentivo che prevede una capienza regolamentare di poco più di 45.000 persone e la carenza cronica di assistenza sanitaria per la salute mentale stanno protraendo l’illegalità della detenzione in Italia e i suoi trattamenti inumani e degradanti.
di Giovanni Maria Flick
Il Dubbio, 30 novembre 2024
Riportiamo di seguito la sintesi della relazione introduttiva che il presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick ha pronunciato lo scorso 22 novembre a Regina Coeli in occasione del 55° Convegno nazionale del Seac - Coordinamento dei gruppi di volontariato penitenziari.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 novembre 2024
Gli stranieri, nel carcere, rappresentano in media il 30 per cento dei detenuti. Se si va ad analizzare le loro storie, la maggior parte di essi si trova in carcere per avere commesso reati legati in qualche modo alla loro condizione di estrema precarietà sociale. In sostanza sono gli “irregolari”. Perdendo il permesso di soggiorno, entrano nell’invisibilità e per sopravvivere ricorrono all’illegalità. Due giorni fa, la Camera ha approvato il cosiddetto “decreto flussi” che, secondo la campagna Ero Straniero, non fa altro che produrre più irregolarità.
di Montesquieu
La Stampa, 30 novembre 2024
Fin dalle prime lezioni di diritto costituzionale, nel primo anno di giurisprudenza, si fissa il principio della divisione dei poteri come principio guida nel passaggio dallo Stato assoluto a quello liberale, sullo sfondo dell’articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino. Questo sanno, almeno, quanti hanno seguito quel corso di studi; questo dovrebbero sapere i tantissimi connazionali che hanno avuto una esperienza parlamentare, capi dei partiti in testa. Questa banale premessa diventa meno banale se si considera che nel declinante anno in corso corre l’anniversario di una trentennale, furibonda battaglia politica che ha per oggetto non tanto l’adesione al principio, quanto la formidabile attuazione che ne hanno dato i nostri padri costituenti. Data di inizio il 1994, dopo quarant’anni di proficuo e pacifico sistema incentrato sul parlamento, capace di ovviare a una impossibile alternanza alla guida del governo per le fratture internazionali della guerra fredda. Grazie alla presenza e alla collaborazione, nelle nostre Camere, di due grandi partiti costituzionali, l’uno sempre, l’altro mai al governo: la democrazia cristiana e il partito comunista.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 30 novembre 2024
Da varie settimane imperversa una polemica sui migranti in Albania tra il governo e i partiti, tra i politici e i magistrati, polemica insulsa e fuori luogo, e invece a Torino ad un convegno indetto dalla Corte dei Conti sul “principio di legalità” Alfredo Mantovano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha toccato da par suo temi importanti e fondamentali che riguardano il rapporto tra i poteri dello Stato.
di Valentina Stella
Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2024
Dopo gli scontri tra alleati dei giorni scorsi va in scena un Consiglio dei ministri lampo. Salvini assente per “motivi familiari. Nessuna nuova sanzione disciplinare per i magistrati, almeno per il momento. Ieri il Consiglio dei ministri ha varato il decreto legge sulle “Misure urgenti in materia di giustizia” ma senza la nuova previsione in materia di illeciti disciplinari per le toghe, che era stata inserita in una bozza circolata nei giorni precedenti. Il nuovo testo si compone di dieci articoli che vanno dalle elezioni dei Consigli giudiziari all’edilizia penitenziaria, passando per le procedure di controllo sui braccialetti elettronici. L’articolo 4, che nella prima stesura conteneva l’inedita fattispecie disciplinare, ora reca “Disposizioni in materia di corsi di formazione per incarichi direttivi e semidirettivi”.










