di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 22 novembre 2024
Il teorema della trattativa Stato- mafia, che nel corso degli anni è cambiato in corso d’opera, prevede anche che Bernardo Provenzano sia stato protetto per anni attraverso un patto tra mafia e politica, con l’ausilio di soggetti deviati e i soliti ex Ros. La vicenda, che muore a Palermo, entra nell’imminente processo di Caltanissetta attraverso il rinvio a giudizio degli ex generali dei carabinieri della Dia in pensione Alberto Tersigni e Angiolo Pellegrini oggi 82enne, e dell’ex poliziotto Giovanni Peluso, accusato di aver protetto Cosa Nostra in concorso con soggetti dei servizi segreti non identificati. Si tratta della tesi elaborata anche dalla procura generale di Palermo, all’epoca guidata dal procuratore Roberto Scarpinato, ed emersa durante il processo d’appello sulla trattativa.
di Riccardo Carlino
Il Foglio, 22 novembre 2024
L’aula di Montecitorio approva il pacchetto di norme firmato da Michela Brambilla: un poderoso incremento di pene detentive e pecuniarie accompagnato da nuovi reati e aggravanti. Sognando una deterrenza sempre più mitica. “Vittoria! La Camera ha approvato la mia legge per inasprire le pene per i reati contro gli animali! Basta impunità!”. Festeggia così Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, subito dopo il via libera di Montecitorio con 101 voti a favore, 95 astenuti e 2 contrari del suo disegno di legge recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”. La definisce una “rivoluzione”, dedicata “alle vittime mute e invisibili, al cane Aron, al gatto Leone e a tutti gli animali di cui non si è mai parlato e mai si parlerà”, anche se nella sostanza si tratta dell’ennesimo intervento in chiave panpenalista attuato da un membro della maggioranza.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 22 novembre 2024
Il reato scatta anche se il comportamento è isolato nel tempo. Reato di tortura per più condotte violente commesse nei confronti dei detenuti, ai quali vengono provocate acute sofferenze fisiche e un verificabile danno psichico. La Cassazione, (sentenza 42649 e altre), respinge i ricorsi - contro la sospensione cautelare dal servizio per un anno - proposti dal coordinatore del Corpo di Polizia penitenziaria di Foggia e da alcuni agenti, accusati di aver torturato due detenuti. La Suprema corte respinge la tesi della difesa degli indagati, secondo la quale, la contestazione del reato (articolo 613 bis del Codice penale) era infondata in assenza della reiterazione richiesta anche dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.
di Luigi Sannino
Il Roma, 22 novembre 2024
Quarto episodio dall’inizio dell’anno, la rabbia del garante Ciambriello: “Il sistema penitenziario sull’orlo del baratro”. Un nuovo suicidio nel carcere di Poggioreale, dove si è tolto la vita un uomo di 28 anni, Benito Viscovo, originario di Nola. È il quarto suicidio dall’inizio dell’anno a Poggioreale, l’undicesimo in tutta la regione. Sono 81 in tutta Italia, con il carcere di Prato e quello di Poggioreale al primo posto per numero di detenuti che hanno deciso di togliersi la vita.
umbria24.it, 22 novembre 2024
Il medico legale Luca Tomassini ha il compito di accertare le cause del decesso. L’autopsia sul corpo del detenuto di 37 anni, trovato morto nella sua cella martedì mattina nel carcere di Capanne, verrà effettuata questa mattina. Il pubblico ministero Mario Formisano ha incaricato il medico legale Luca Tomassini di accertare le cause del decesso e l’esatto momento in cui è avvenuto. Questi elementi saranno cruciali per orientare le indagini, che attualmente si concentrano sull’ipotesi di omicidio colposo a carico di ignoti. Le prime verifiche indicano che la morte potrebbe essere dovuta a cause naturali, ma, alla luce delle tensioni emerse tra i detenuti, saranno effettuati ulteriori accertamenti.
di Rino Giacalone
articolo21.org, 22 novembre 2024
Tutto avveniva dietro i cancelli del “reparto blu”. È lì che sarebbero stati commessi torture e abusi ai danni dei detenuti. Non siamo in un paese straniero, in un carcere egiziano, dove sotto tortura fu ucciso Giulio Regeni, siamo nella casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. Quel carcere dove all’ingresso è posta una targa a ricordo di un poliziotto, Giuseppe Montalto, ucciso il 23 dicembre 1995 dai mafiosi che lo ammazzarono come regalo di Natale ai boss detenuti al 41 bis. L’esempio di quel poliziotto è finito calpestato e vilipeso dai suoi stessi colleghi.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 22 novembre 2024
Pestaggi con un “intento persecutorio”. Tra le vittime anche un cittadino di origine rumena che ha tentato il suicidio una volta fuori dal carcere. L’inchiesta rivela un “metodo” oltre Trapani. Sono decine gli episodi brutali nel fascicolo relativo alle presunte violenze e torture nel carcere di Trapani per cui sono indagati 46 agenti, circa il 20 per cento del totale, e dieci sono finiti ai domiciliari. Tanti mattoncini che costruiscono un modus operandi che secondo il procuratore Gabriele Paci “non era episodico, bensì una sorta di metodo per garantire l’ordine”.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 22 novembre 2024
La sorveglianza boccia Sollicciano: se entro 60 giorni non verranno sanate alcune problematiche croniche, il recluso ha diritto a un altro penitenziario. In cella a Sollicciano senza acqua calda, senza riscaldamento, tra le cimici. Il tribunale di sorveglianza emette un’altra ordinanza severissima contro il carcere “disumano”: il giudice Susanna Raimondo ha infatti accolto gran parte delle doglianze presentate dall’avvocato Gianni Salocchi per conto di un suo assistito (I.P., un “definitivo” che ha già passato circa tre anni dietro le sbarre) e ordinato all’amministrazione penitenziaria di intervenire sulle carenze ormai croniche.
di Katiuscia Guarino
Il Mattino, 22 novembre 2024
Condizioni disumane nelle celle, carenza idrica e emergenza sanitaria: sono queste le criticità riscontrate nel carcere di Bellizzi dai rappresentanti della Camera Penale Irpina e degli esponenti dell’associazione Nessuno tocchi Caino nel corso della visita nella casa circondariale. Ieri mattina l’iniziativa, alla quale è seguita la presentazione di un libro, presso la struttura di contrada Sant’Oronzo. Le problematiche rilevate sono state al centro del dibattito che si è tenuto al termine della visita e che ha visto la partecipazione della direttrice in missione del carcere, Maria Rosaria Casaburo; il presidente della Camera Penale Irpina, Gaetano Aufiero; il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, Fabio Benigni; l’ex parlamentare Rita Bernardini e Sergio D’Elia segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino.
agi.it, 22 novembre 2024
“L’emergenza carcere c’è da sempre: è un problema che va affrontato con risolutezza perché la sofferenza dei detenuti è in preoccupante aumento”. Così mons. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana parlando oggi nel capoluogo emiliano romagnolo davanti a circa 200 persone, tra volontari e addetti ai lavori, durante il convegno ‘Carcere, esecuzione penale esterna e volontariato: bisogni, idee e sfide fra presente e futuro’ organizzato dal garante dei detenuti Roberto Cavalieri. “Il report sul volontariato carcerario presentato oggi - ha aggiunto - propone soluzioni adeguate, a partire da temi che possono sembrare marginali, ma che in realtà non lo sono, come l’assenza dei prodotti per l’igiene”. “Il ruolo del volontariato - ha concluso l’arcivescovo - è centrale nel sistema carcerario, anche perché contribuisce a fare cultura fuori da pregiudizi e distorsioni”. Il volontariato penitenziario rappresenta per il detenuto “un supporto fondamentale per ripartire, durante la pena e al suo termine”, ha spiegato Roberto Cavalieri.
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