di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 29 ottobre 2024
Il 29 ottobre 1994 per la prima volta l’associazionismo scese in piazza. Pallucchi: “Molti progressi. Ma ora le buone pratiche devono diventare politica”. Vanessa Pallucchi scorre le immagini di quel 29 ottobre 1994. “Il debutto del sociale che finalmente rappresentava se stesso - dice - come una realtà d’insieme”. E oggi è lei a essere portavoce nazionale dell’organismo chiamato Forum del terzo settore, le cui fondamenta vennero gettate con il corteo di allora. Se prima era un mondo sociale che andava in ordine sparso adesso l’Italia può dire, altro esempio, di avere appena finito di ospitare - e proprio nell’Umbria in cui Vanessa Pallucchi è nata - il primo G7 al mondo sul tema della disabilità. “Ulteriore conferma che come Paese siamo avanti anche facendo qualche confronto: gli Stati Uniti avevano inviato come delegata una donna non vedente, che però ha parlato quasi esclusivamente di sicurezza militare. A livello globale c’è ancora molto lavoro da fare”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 29 ottobre 2024
Nuove difficoltà potrebbero insorgere per il governo. Dopo la bocciatura del piano di “delocalizzazione” in Albania da parte del tribunale di Roma, la Consulta dovrà pronunciarsi sulla legittimità costituzionale del decreto Piantedosi contro le Ong, sollevato il 10 ottobre scorso dal tribunale di Brindisi. Come sottolineato dagli avvocati Francesca Cancellaro e Dario Belluccio, la Corte è chiamata a valutare se sia costituzionalmente ammissibile punire chi salva vite in mare e delegare respingimenti a soggetti come la Guardia costiera libica, mettendo a rischio migliaia di persone in fuga da guerre e persecuzioni. Entriamo nel merito del provvedimento emesso dal Tribunale di Brindisi il 10 ottobre 2024, che solleva importanti questioni di legittimità costituzionale riguardo alla normativa sul soccorso in mare dei migranti. Il giudice Roberta Marra ha messo in dubbio la costituzionalità dell’articolo 1, comma 2- sexies del decreto legge 130/ 2020, convertito nella legge 173/ 2020 e successivamente modificato dal decreto legge 1/ 2023, convertito con modificazioni dalla legge 15/ 2023. Questa norma prevede sanzioni per le navi di soccorso che non si attengono alle indicazioni delle autorità competenti durante le operazioni di salvataggio.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 29 ottobre 2024
La Lega ha presentato emendamenti al ddl sulla separazione delle carriere in base ai quali la legge italiana prevarrebbe su quella europea. Questo intervento normativo è in contrasto con l’ordinamento dell’Ue, al punto da configurarsi come il tentativo di far uscire surrettiziamente l’Italia dall’Unione. Le norme di rango superiore alla legge nazionale, e i giudici che le applicano, intralciano l’attuazione delle politiche del governo? Basta aggirare le une e gli altri, e il gioco è fatto. Ed è proprio il “gioco” della Lega, che per superare tali ostacoli ha presentato in Commissione Affari costituzionali alcuni emendamenti al disegno di legge sulla separazione delle carriere.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 29 ottobre 2024
La Knesset non ha ascoltato l’appello degli Usa e della Ue a fare un passo indietro sull’ente che porta aiuti ai rifugiati. Ora sono a rischio gli approvvigionamenti per la popolazione. Non è stato sufficiente l’appello in extremis del dipartimento di Stato, arrivato quando i parlamentari discutevano alla prima sessione invernale della Knesset, le cosiddette “leggi-anti-Unrwa”. Né il richiamo dell’Alto commissario Ue, Josep Borrell. Né la lettera di Canada, Australia, Francia, Germania, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito in cui chiedevano un passo indietro in nome degli “aiuti umanitari essenziali e salvavita” garantiti dall’Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 28 ottobre 2024
A distanza di 12 mesi dal decreto-legge del 15 settembre 2023, qual è la situazione? Lo abbiamo chiesto a Christian Serpelloni, co-responsabile del settore penale dell’Unione nazionale camere minorili. “La giustizia minorile, a differenza di quella per adulti, si riferisce a persone in fase di maturazione: una logica basata solo sul controllo e la punizione non può funzionare”. “La maggior parte dei minori che seguo non ha alcuna idea di futuro. Questi ragazzi non hanno una progettualità, vivono il presente come possono e il futuro rimane un concetto astratto”.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 28 ottobre 2024
Don Claudio Burgio conosce come forse nessun altro nel nostro Paese il lato oscuro dell’adolescenza. “Perché guardo i ragazzi da due avamposti speciali”, dice. Cioè da cappellano del Beccaria - il carcere minorile milanese dove arrivò con don Gino Rigoldi 20 anni fa come cappellano volontario - e da fondatore e cuore di Kayròs, comunità di accoglienza e servizi educativi per minori, a Vimodrone.
di Leo Beneduci*
Il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2024
Sbarre di ferro che diventano cornici di TikTok. Una mano che stringe un cellulare di contrabbando, un Maranza che sfoggia la sua tuta firmata nel corridoio di un carcere italiano, mentre il suo ultimo video raccoglie migliaia di visualizzazioni. Benvenuti nel carcere del 2024, dove le celle si trasformano in set improvvisati e i detenuti, tra minori, giovani e vecchi adulti, si sfidano a colpi di followers. Video che trasformano la detenzione in una farsa social. Scene spesso ricreate, ma non per questo meno pericolose, in una spirale perversa che sta contagiando le carceri della penisola.
di Claudio Cerasa
Il Dubbio, 28 ottobre 2024
La cronaca recente ci dice che quelli denunciati dal governo somigliano più ad autocomplotti che a complotti reali. È anche vero però che una serie di scelte fatte dalla magistratura consente a quell’accusa di trovare un terreno fertile per attecchire. Molti gli esempi. Superato il traguardo dei primi due anni di vita di questo esecutivo, si può dire senza paura di essere smentiti che l’evocazione del complotto della magistratura è diventato uno dei punti forti della narrazione vittimista del governo Meloni. Diciamo vittimista perché, almeno fino a oggi, i complotti denunciati dal governo somigliano più ad autocomplotti che a complotti reali e la storia di questi mesi, ancor prima di arrivare al duello sulla definizione dei paesi sicuri, è lì che ce lo ricorda.
di Claudio Mazzone
Corriere del Mezzogiorno, 28 ottobre 2024
Il procuratore di Perugia: “Il ruolo della magistratura non può essere simpatico”. E sui dossier: “Non c’è controllo sui dati e questo genera un pericolo per tutti. Dati sensibili sono risorsa economica per chi li ruba”. “Gli effetti delle riforme che riguardano la giustizia, poi finiscono per riverberarsi sui cittadini, per cui è evidente che parlando di democrazia e potere non si possa non parlare di giustizia”. Il Procuratore della Repubblica a Perugia, Raffaele Cantone, intervistato dal vicedirettore Corriere della Sera, Venanzio Postiglione durante uno dei talk di CasaCorriere a Napoli, è diretto nel rispondere alla domanda sulla riforma della Giustizia. “Questo - ha detto il magistrato- è un momento particolare, perché un momento nel quale ci sono tantissime riforme in corso, forse anche troppe. Io concordo con quello che ha detto il presidente della Cassazione, forse su questi temi ci sarebbe stato bisogno di un fermo biologico, non di continue riforme, per esempio, come quella che riguarda il processo penale. Ce ne sono tante poi che riguardano i temi ordinamentari, la separazione delle carriere. Tutta una serie di riforme che rischiano di cambiare completamente il pianeta giustizia, io credo in negativo, ma ovviamente è tutto un tema su cui sarebbe necessario anche una riflessione un po’ più attenta”.
di Flavia Perina
La Stampa, 28 ottobre 2024
La parola dossieraggio costella la storia della Prima Repubblica e tutt’ora sappiamo poco su come e quanto ne abbia determinato le vicende. Ma quelli erano dossier costruiti e gestiti da uomini dello Stato con la giustificazione (o l’alibi) della Guerra Fredda. Il dossieraggio dei tempi nuovi, il dossieraggio della Equalize, dei bancari in apparenza innocui, degli hacker capaci di bucare il ministero della Giustizia o la Tim, non può nemmeno ammantarsi di quel sottile velo di ipocrisia. Sono traffici di informazioni gestiti da privati per soddisfare interessi di cui abbiamo appena percepito le dimensioni e l’appetito: l’ultima inchiesta ruota intorno a ottocentomila rapporti tratti dalle banche dati delle forze dell’ordine, compresi documenti di interesse per la sicurezza nazionale, compresi leak sulle massime cariche dello Stato.
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