di Gabriella Cerami
La Repubblica, 4 luglio 2024
Non è lo svuota carceri, anche perché è un termine che il ministro della Giustizia Carlo Nordio non vuol sentire: “Non ho mai voluto usare né mai userò questa parola impropria e diseducativa”. E malgrado il sovraffollamento degli istituti penitenziari, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, vengono solo velocizzate le procedure per la concessione della liberazione anticipata o di misure alternative, sulla base delle leggi già in vigore.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 4 luglio 2024
Il sovraffollamento carcerario non è una calamità naturale. È l’esito di scelte politiche repressive e illiberali. Nordio presentando il decreto legge in materia penitenziaria ha detto che non è colpa del governo se le carceri si riempiono di detenuti. Non è vero. Il sovraffollamento è il prodotto di politiche proibizioniste e repressive che vanno a colpire i più vulnerabili. Un sovraffollamento che andrà a crescere se mai dovesse essere approvato un altro provvedimento del governo che prevede in sequenza: carcere per chi protesta con il proprio corpo; carcere per chi disobbedisce alle leggi; carcere per gli occupanti di case; carcere per chi scarica materiale esplosivo dal web; carcere per le donne detenute in stato di gravidanza o con un bimbo molto piccolo; tanto carcere per chi protesta in galera con manifestazioni nonviolente di resistenza passiva. È questo, in sintesi, il contenuto del pacchetto sicurezza voluto dal governo che l’Osce ha definito un rischio per lo Stato di diritto. È in discussione alla camera dei deputati, e se dovesse essere approvato senza modifiche, ci farà tornare indietro di cento anni, ossia ai tempi di Rocco e Mussolini.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 4 luglio 2024
Il governo ha emanato un decreto che dovrebbe alleggerire le carceri che scoppiano. Ma perché le carceri scoppiano? Nel rapporto di metà anno che Antigone presenterà nei prossimi giorni abbiamo stilato un elenco dei nuovi reati e degli aumenti di pena per i vecchi introdotti dall’insediamento dell’attuale governo a oggi. Ecco perché le carceri scoppiano: l’elenco occupa pagine e pagine e copre le aree più disparate della convivenza civile.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 luglio 2024
Le presenze sono ormai il doppio di quelle previste: è il Dl Caivano l’origine del caos. Altro che colpa dei minori stranieri: se gli istituti penali minorili esplodono è per “merito” del decreto Caivano. Che ha reso possibile far finire negli Ipm anche ragazzini colpevoli di aver rubato una bicicletta, trasformando gli istituti in depositi di minorenni pronti a scoppiare. Ad essere convinto che il sovraffollamento sia colpa “dell’enorme aumento” di minori stranieri non accompagnati è il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Un’affermazione che si scontra contro le dichiarazioni del partito di Giorgia Meloni - recentissima quella secondo cui “grazie al governo sbarchi diminuiti del 60 per cento” - ma anche con le fotografie che arrivano dai singoli Ipm.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 4 luglio 2024
Giuseppe Spolzino, 21 anni. Francesco Fiandaca, 38 anni. Ali Soufiane, 19 anni. Giuseppe Santolieri, 74 anni. I nomi di questi uomini non vi diranno nulla, probabilmente. Eppure lo Stato ha contribuito a farli morire: erano sotto la custodia collettiva, in carcere, quando nei giorni scorsi sono morti. Suicidati. Giuseppe, Francesco, Ali, sono soltanto gli ultimi dei 52 suicidi che dall’inizio dell’anno si sono registrati nelle carceri del nostro Paese. Cinquantasei se si aggiungono anche i quattro agenti della Polizia penitenziaria che si sono tolti la vita, vittime anche loro delle nostre galere. Sono più di otto al mese, due ogni settimana, una strage senza precedenti: al primo luglio dello scorso anno (quando i morti suicidi in carcere furono 71), erano 33 le persone che in galera si erano tolte la vita. Stesso numero del 2022, anno nerissimo quando le persone che si ammazzarono dietro le sbarre furono addirittura 85.
di Filippo Facci
Il Giornale, 4 luglio 2024
Il caso Salis ci ha fatto indignare del sistema ungherese: noi siamo peggio. La mancanza di un decreto sulle carceri non era la causa dei suicidi, e l’approvazione di un decreto sulle carceri non ne impedirà di nuovi. Il punto è che del tema carceri importa mediamente pochissimo perché accedervi è tema da forcaioli mentre l’uscirne è tema da garantisti, e ciò che sta in mezzo (le carceri fisiche, materiali) in genere importa solo ai Radicali e ai politici che ci sono stati dentro. Poi sì, sono come i bagni per i ristoranti, danno un’idea delle cucine e del grado di civiltà di una democrazia: ma se dentro si ammazza troppa gente (rischiamo il record dal Dopoguerra) qualcosa occorre fare. Il 2022 è stato l’anno record (85 suicidi) con brutte altalene (70 del 2023, già 50 nel 2024) anche se il cinismo non ha mai fine e il vostro bisnonno potrebbe ricordarvi che solo nell’aprile 1945, in Germania, si suicidarono 3800 uomini liberi.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 luglio 2024
Intervista all’ex Garante dei detenuti: “Non è vero che il sovraffollamento è legato agli stranieri. Il decreto ignora la tensione che si vive negli istituti”.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 luglio 2024
Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, che ha fatto lo sciopero della fame con Rita Bernardini: “La mia proposta per la liberazione anticipata non è un indulto. Nordio scarica il peso sui magistrati”.
di Luca Luccitelli
interris.it, 4 luglio 2024
Giorgio Pieri, responsabile dei Cec dell’Apg23, commenta i contenuti del decreto-legge sulle carceri approvato dal Governo. “È istituito presso il Ministero della Giustizia un elenco delle strutture residenziali idonee all’accoglienza e al reinserimento sociale di coloro che hanno i requisiti per accedere alle misure penali di comunità”. È il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ad illustrare, al termine del Consiglio dei Ministri, i contenuti del decreto-legge sulle carceri approvato ieri sera. Annunciato nelle scorse settimane, il provvedimento era stato denominato “svuota-carceri” per rispondere all’annoso problema del sovraffollamento delle carceri italiane.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 4 luglio 2024
Duemila ventilatori in 80 istituti con l’8 per mille. Don Gambelli, cappellano e ora arcivescovo: “Più aperti all’esterno, servono coraggio e fantasia. Non è solo per dare una mano concreta, dice, a sopportare il caldo in sé: che già fuori è ogni estate peggio, figuriamoci in carcere. “Ma poi c’è anche un fatto simbolico - spiega - perché in un ventilatore c’è comunque l’idea dell’aria. Che in carcere manca sempre, poiché è l’assenza stessa della libertà a essere soffocante. Così questo dono è anche un segno”.
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