Il Mattino, 4 giugno 2024
“Non può chiudere, non deve chiudere. L’esperienza della coop Le Lazzarelle, nata nel 2010 all’interno del carcere femminile di Pozzuoli, rende concreto il principio della funzione rieducativa della pena, e rappresenta un positivo modello nazionale, tanto da essere stata premiata dal presidente della Repubblica. A seguito dell’ultimo, e più violento, sciame sismico del 20 maggio, le detenute del carcere di Pozzuoli sono state trasferite in altri istituti della Campania per ragioni di sicurezza poiché la struttura è stata compromessa dai ripetuti episodi sismici”.
di Francesca Morandi
laprovinciacr.it, 4 giugno 2024
Gli studenti che hanno vinto le borse di studio. “Buttare le chiavi sono tre parole semplici, con un peso importante. Però le persone nei nostri giorni le usano con leggerezza. A volte le persone usano questa frase quando riempiono una stanza con tutte le cose che non piacciono più. Ed è così che vedono noi carcerati: oggetti da buttare dentro una stanza e buttare le chiavi”. Ma “buttare le chiavi non è scritto nella Costituzione politica dello Stato italiano”. Quelle stesse chiavi “sono un simbolo di libertà, opportunità e, soprattutto, di una nuova vita”.
di Fabio Luongo
Il Giorno, 4 giugno 2024
I musicisti del Corpo di Villasanta insegnano a suonare tromba, trombone, tuba a una quindicina di reclusi. Il progetto sociale si propone come apripista in tutta Italia e culminerà con un concerto interno. Ora ci sono le lezioni di strumento, ma l’obiettivo è arrivare a fare presto un piccolo concerto tra le mura del carcere. Se la musica è libertà, per loro lo è ancora di più. Da qualche mese i detenuti della casa circondariale di Monza sono protagonisti di un progetto portato avanti dal Corpo musicale di Villasanta, che con due suoi membri è impegnato a insegnare a un gruppo di persone recluse a suonare tromba, trombone, tuba e altri ottoni. Un modo originale per rendere meno duro il carcere e favorire il recupero sociale di queste persone.
Gazzetta del Sud, 4 giugno 2024
Mercoledì 5 giugno a Messina la presentazione del volume del prof. Giuliano Amato, scritto con la giornalista Donatella Stasio, che racconta i cinque anni in cui la Corte Costituzionale si è aperta al dialogo per diffondere la “mentalità costituzionale”: concluderà il prof. Gaetano Silvestri. La comunicazione istituzionale come necessario strumento di efficienza, partecipazione e consapevolezza, su cui si fondano doveri e libertà civiche: un principio che vale per tutte le pubbliche amministrazioni, e ancor più per un’amministrazione molto speciale, come la Corte Costituzionale, organismo dell’apparato statale che, come la figura del presidente della Repubblica, si erge a garanzia della nostra Costituzione, e del suo prezioso bagaglio di valori e tutele.
di Eleonora Lombardo
La Repubblica, 4 giugno 2024
Daria Bignardi racconta le carceri. Un libro, un saggio narrativo che con una scrittura intima e autobiografica mappa le vite che scorrono dentro e intorno alle carceri italiane: Daria Bignardi nel suo “Ogni prigione è un’isola”, che sarà presentato a Una Marina di libri venerdì alle 20,30, racconta che in nessun luogo come il carcere si scopre il valore della libertà e dell’urgenza di cambiare tutto.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 4 giugno 2024
Il presidente emerito della Consulta: “La Carta è scritta per i tempi lunghi, chi vuole cambiarla deve saperlo. Non c’è dibattito sulla riforma. La democrazia presuppone disponibilità ad intese, condizione che non c’è”. “Le Costituzioni si fanno quando i popoli sono sobri a valere per quando sono ubriachi”. Questa, per Gustavo Zagrebelsky, è una buona definizione di Costituzione. Che richiama - non è un caso che il presidente emerito della Consulta lo faccia - quel che va ripetendo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: la Carta è stata scritta per i tempi lunghi. Anche questo, deve tenere a mente chi si propone di cambiarla.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 4 giugno 2024
La partenza del protocollo spostata al 15 settembre. I naufraghi soccorsi da navi militari italiane verranno poi trasbordati a sud di Lampedusa. Ancora soldi investiti dal governo nel protocollo Albania che non si sa ancora quando partirà. Agli 850 milioni già preventivati per la realizzazione e la gestione dei centri a Shengjin e Gjader per i prossimi cinque anni, adesso arriva pure l’appalto per una nave privata che dovrà portare i migranti dal Mediterraneo all’Albania. Tredici milioni e mezzo se ne andranno solo per il noleggio, per 90 giorni, di una nave con il relativo equipaggio che - si apprende leggendo il bando pubblicato dal Viminale - sarà incaricato di scortare 200 migranti alla volta, più 100 uomini di scorta, fino al porto di Schengjin dove è in allestimento l’hotspot che la premier Meloni andrà a visitare mercoledì. Dal che si deduce che non saranno i mezzi militari italiani, gli unici a potere effettuare i soccorsi dei migranti destinati all’Albania come da protocollo, a portarli fino in Albania ma ci sarà un trasbordo in mare. Operazione complessa e sempre rischiosa che, evidentemente, avverrà dopo che - a bordo della nave militare - verrà fatta una cernita delle persone destinate ai centri di trattenimento. Dalla data dell’appalto si evince quando il governo pensa di far partire l’operazione che era stata inizialmente programmata per il 20 maggio. Se ne riparla non prima di metà settembre visto che la nave che il Viminale noleggerà dovrà essere disponibile dal 15 settembre al 15 dicembre. Una esigenza, “non vincolante e puramente indicativa”, si legge nelle specifiche tecniche per il servizio.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 4 giugno 2024
Il Viminale cerca un mezzo in affitto. Domani Meloni a Tirana, spot pre-elettorale ma solo a metà. Fino a tredici milioni e mezzo ogni tre mesi. Tanto l’Italia è pronta a spendere per il noleggio di una nave destinata a trasportare i migranti in Albania. Era uno degli ultimi tasselli mancanti per un quadro economico esaustivo del protocollo con Tirana: un miliardo di euro in totale. Mentre i documenti per la ricerca dell’ente gestore dei tre centri (hotspot, trattenimento, Cpr) sono stati pubblicati sul sito della prefettura di Roma, quelli relativi alle “Consultazioni preliminari di mercato” per la nave sono apparsi sulla pagina della polizia di stato, tra 28 e 30 maggio. Se n’è accorta ieri l’Ansa.
di Daniele Castellani Perelli
La Repubblica, 4 giugno 2024
La scorsa settimana la Commissione ha chiuso la procedura con la Polonia, mentre rimane aperto il caso Ungheria. Gli strumenti con cui l’Ue difende la democrazia e i diritti sono anzitutto l’articolo 7 e il meccanismo di condizionalità. Ecco come funzionano. L’ultima puntata della battaglia per la difesa dello stato di diritto nell’Ue si è svolta la settimana scorsa. E ha avuto un esito finalmente positivo. La Commissione europea ha infatti deciso di chiudere la procedura contro la Polonia, e ciò nonostante il Paese non abbia ancora approvato tutte le riforme che erano state richieste. Si tratta di un segnale molto importante verso Varsavia, che dopo le ultime elezioni di ottobre è passata da un governo di ultradestra - sovranista anti-Ue e in continuo conflitto con Bruxelles sull’indipendenza dei giudici e dei media - ad uno di centrodestra liberale ed europeista guidato dall’ex presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, che ha rinnegato l’assalto alla giustizia dei suoi precedessori, i quali sostenevano anche che la legge nazionale avesse il primato su quella comunitaria.
di Francesca Ghirardelli
Avvenire, 4 giugno 2024
Dopo il fermo di avvocati e attivisti anti-Saied, nel mirino gli operatori delle Ong. “Ridotta al minimo la protezione dei profughi”. Amnesty: l’Ue riveda gli accordi. “La situazione qui sta precipitando” mette subito in chiaro, all’inizio della conversazione, una fonte ben informata che a Tunisi opera all’interno del sistema di protezione e assistenza di migranti e richiedenti asilo. Chiede di rimanere anonima, perché il contesto si fa rischioso e perché non sono tempi, questi, di disapprovare apertamente chi governa il Paese. Il riferimento non è solo agli arresti di avvocati e attivisti critici nei confronti delle politiche del presidente Kais Saied, né all’intensificazione di sgomberi e deportazioni di massa di cittadini stranieri sub-sahariani irregolari, operazioni che proseguono dall’estate 2023, pur a intensità variabile.
- Medio Oriente. Nuova indagine di Amnesty International sui crimini di guerra israeliani a Gaza
- Iran. Decine di detenute con la Nobel Narges Mohammadi: il suo processo sia pubblico
- Cina. Trentacinque anni fa il massacro di piazza Tienanmen, 27 persone sono ancora in carcere
- Carceri italiane
- Addio a Saraceni, tra i fondatori dell’Associazione Antigone. Sua la legge sulle misure alternative










