di Rachele Stroppa*
L’Unità, 11 maggio 2024
Medici a livello internazionale hanno denunciato i danni di questa pratica. L’Onu nelle Mandela Rules ne vieta il ricorso oltre le due settimane. Superarla è sempre più urgente. Il 13 maggio a Roma il convegno internazionale organizzato da Antigone. Sono 35 le persone che si sono tolte la vita dall’inizio del 2024. Almeno 5 di loro si trovavano in una cella di isolamento. L’isolamento è una pratica ampiamente utilizzata nelle carceri italiane. L’articolo 72 del Codice Penale prevede l’isolamento diurno da sei mesi a tre anni come pena vera e propria nel caso dei pluri-ergastolani. Inoltre, secondo l’articolo 33 della Legge sull’Ordinamento penitenziario, l’isolamento può essere applicato per ragioni disciplinari, sanitarie o giudiziarie.
di Fabio Falbo*
L’Unità, 11 maggio 2024
Questo doloroso e umiliante articolo è conoscenza, servirà a far capire come le morti e i suicidi in carcere sono una strage di Stato, lo stesso che sa quello che succede e non interviene; forse pensa che non ha alcuna responsabilità in merito. La realtà ci dice che la Costituzione dietro le sbarre è maltrattata, ingannata e non rispettata. Il professor Giuliano Amato in occasione del “Viaggio in Italia della Corte costituzionale nelle carceri” del 4 ottobre 2018 affermava: “Non si deve morire in carcere perché non ci sono state cure adeguate; ma perbacco questo è inammissibile; ci battiamo perché non accada in Africa e l’Africa ce l’abbiamo nelle nostre carceri; questo non è ammissibile, non può succedere”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 11 maggio 2024
L’Anm e gli attacchi alle indagini: la politica ha perso i freni inibitori. L’ovazione per Mattarella. È come se la politica avesse perso i freni inibitori che dovrebbero tenere a bada la tentazione di reclamare provvedimenti giudiziari conformi o comunque non contrari all’attività di governo. Questo pensa e dice il presidente Giuseppe Santalucia, seppure con il linguaggio felpato del giurista, che apre il congresso dell’Associazione nazionale magistrati denunciando “un progressivo indebolimento dei presìdi culturali che dovrebbero inibire la pretesa delle maggioranze di governo che decisioni di tribunali e corti non contrastino o addirittura si adeguino ai loro programmi e fini”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 maggio 2024
Al via il congresso Anm di Palermo: il presidente, nella sua relazione, ha evocato il caso Apostolico e rivendicato il diritto del giudice a “verificare la coerenza costituzionale della legge”. Ribadito il no alla separazione delle carriere. Un lungo applauso ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo ingresso al Teatro Massimo di Palermo, dove si è aperto il 36esimo congresso Anm. In un momento in cui il governo vuole modificare la Costituzione per rivedere l’assetto ordinamentale della magistratura, le oltre 800 toghe accreditate avranno apprezzato le parole di due giorni fa del Capo dello Stato, secondo il quale occorre “evitare il rischio” che la Costituzione diventi “un albo di argomenti”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 11 maggio 2024
Il segretario generale di Magistratura democratica, Stefano Musolino, prende posizione sulla riforma annunciata dal ministro della Giustizia e ritorna sulla questione etica ancora aperta dentro la magistratura. In vista del congresso dell’Anm, il segretario generale di Magistratura democratica, Stefano Musolino, prende posizione sulla riforma annunciata dal ministro della Giustizia e ritorna sulla questione etica ancora aperta dentro la magistratura: “affidare le risposte solo ai procedimenti penali e disciplinari è stata una scelta che ha impedito di avviare un serio dibattito sulle cause che hanno generato quella crisi: il mito della carriera dirigenziale, la progressiva gerarchizzazione, la perdita di autorevolezza e credibilità dell’associazionismo giudiziario che ha travolto anche il Csm”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 11 maggio 2024
“Il compito di un buon magistrato è far rispettare la legge, non definire un’etica pubblica. L’imparzialità di un giudice si difende con i dubbi, non alimentando il processo mediatico”. Colloquio con Fabio Pinelli. Il problema, in fondo, è tutto lì: come si ricostruisce, con la magistratura, una fiducia che in alcuni casi non c’è più? E, soprattutto, come si può evitare che il tema dell’imparzialità di un magistrato venga considerato dal magistrato un tema meno importante rispetto alla ricerca del proprio consenso personale? Fabio Pinelli è il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e in questa conversazione con il Foglio accetta di ragionare intorno a un tema delicato e ambizioso.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 maggio 2024
Via libera al decreto attuativo della riforma penale che amplia la possibilità di scontare ai domiciliari le detenzioni brevi e concede più ore per il lavoro esterno. La Corte costituzionale, con la sentenza numero 84, ha confermato la validità della recente introduzione della pena sostitutiva della detenzione domiciliare tramite il decreto legislativo n. 150 del 2022, approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, nell’ambito dell’attuazione della Riforma voluta dall’ex ministra Marta Cartabia. I giudici supremi hanno dichiarato che il decreto legislativo non ha violato la legge delega nel disciplinare la riforma. Tale decisione è stata preceduta da una serie di critiche e interrogativi sollevati dalla Corte d’Appello di Bologna, che sono stati attentamente esaminati dalla Consulta.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2024
Lo ha stabilito la Corte costituzionale, sentenza n. 84, depositata oggi, affermando che è conforme all’idea di una “pena-programma”, elastica nei contenuti e tale da garantire risocializzazione e tutela della collettività. Il decreto legislativo n. 150 del 2022 non ha violato la legge delega nel disciplinare le modalità esecutive della nuova pena sostitutiva della detenzione domiciliare. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 84, depositata oggi, con la quale ha dichiarato in parte inammissibili e in parte infondate una serie di questioni sollevate dalla Corte d’appello di Bologna.
garantedetenutilazio.it, 11 maggio 2024
Anastasìa e Calderone scrivono alle direzioni degli istituti penitenziari, per ricordare che è già possibile dedicare degli spazi ai colloqui intimi. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha inviato una lettera alle direzioni degli istituti penitenziari del Lazio, affinché siano trovate soluzioni idonee a consentire incontri intimi tra le persone detenute e i propri partner, secondo quanto previsto dalla sentenza n. 10/2024 della Corte costituzionale.
di Enrica Riera
Il Domani, 11 maggio 2024
A Salerno è in corso lo sciopero dei pasti. La mobilitazione si allarga ad altri penitenziari d’Italia. Micaela Tosato dell’associazione “Sbarre di zucchero” spiega che “per il carrello pasti lo Stato spende 3 euro al giorno a detenuto”. Ma l’elenco delle rivendicazioni riguarda molti altri aspetti della vita carceraria. È una “protesta pacifica” quella dei reclusi nel carcere di Fuorni, a Salerno. D’altronde l’hanno definita così quando hanno enumerato, punto per punto, i disagi che vive quotidianamente chi, come loro, si trova in stato di detenzione. Disagi tali da spingerli a una decisione drastica. Niente più “carrello del vitto cucina”, niente più spese al di fuori del penitenziario se non quelle che garantiscano la “sopravvivenza”.
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