di Valentina Stella
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Allo stand del Dubbio l’incontro con Anna Rossomando, Enrico Costa, Armando Spataro e Francesco Starace sul tema “rovente” della giustizia. “Test ai magistrati: necessità o vendetta politica?” è stato il titolo del primo dibattito organizzato dal Dubbio al Salone internazionale del Libro a Torino a cui hanno partecipato la dem Anna Rossomando, vice-presidente del Senato, Enrico Costa, responsabile giustizia di Azione, Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena e presidente della Società italiana di epidemiologia psichiatrica (Siep), Armando Spataro, già magistrato, che hanno discusso della nuova norma introdotta dal Governo per cui dal 2026 gli aspiranti magistrati dovranno sottoporsi anche ad una valutazione psicoattitudinale.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Il processo mediatico al centro della prima giornata di eventi, con la testimonianza della compagna di Enzo e con Marco Sorbara che ha descritto i suoi 900 giorni in cella. La gogna che soffoca, strozza, uccide. Il carcere che umilia, debilita, massacra. E la riabilitazione che arriva a fatica, e a volte non arriva mai. Si è parlato di tutto questo nel panel di presentazione di quello che è leit motiv della presenza di quest’anno del Dubbio al Salone del libro di Torino, cioè Processo mediatico: il colpevole sei tu. All’incontro, moderato da Valentina Stella, hanno partecipato la compagna di Enzo Tortora, Francesca Scopelliti, e Marco Sorbara, già consigliere comunale di Aosta e assessore regionale in Valle d’Aosta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 maggio 2024
Il Garante regionale, Samuele Ciambriello, nella relazione annuale segnala anche la presenza di tanti detenuti con doppia diagnosi, affetti sia da disturbi mentali che da dipendenze, e la carenza di psicologi. Sovraffollamento, presenza di detenuti con doppia diagnosi, assenza di psichiatri e psicologi, e un tasso di suicidi superiore a quello delle persone libere: sono le gravi criticità emerse dalla relazione annuale appena redatta da Samuele Ciambriello, garante delle persone private della libertà della Campania. I dati regionali mettono in evidenza una serie di problematiche che riflettono le difficoltà dell’intero sistema penitenziario nazionale.
di Sarah Martinenghi e Elisa Sola
La Repubblica, 10 maggio 2024
La procura chiede il rinvio a giudizio: per la morte di Alessandro Gaffoglio nel carcere delle Vallette l’accusa è di omicidio colposo. La difesa: “Vicenda dolorosa con gigantesche smagliature nell’organizzazione della custodia”. Un anno e nove mesi dopo il suicidio di Alessandro Gaffoglio, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la psichiatra del carcere di Torino che aveva visitato il detenuto di 24 anni indicando in “lieve” il suo rischio di suicidio. Il ragazzo si era tolto la vita soffocandosi con una busta di nylon, con la stessa modalità del precedente gesto anticonservativo. Il giovane era da considerarsi “un soggetto ad alta vulnerabilità psichica”.
di Ludovica Lopetti
La Stampa, 10 maggio 2024
In tribunale a Torino la testimonianza della garante Monica Gallo: “Entravo nell’istituto e non ero considerata”. “Quando entravo nell’istituto non ricevevo nessuna attenzione, gli agenti restavano con i piedi sulla scrivania, fumavano o urlavano per chiamare i detenuti. Dovevo insistere per farmi ascoltare, mi lasciavano aspettare anche un’ora”. Era una testimonianza molto attesa quella di Monica Cristina Gallo, garante dei detenuti del Comune di Torino, ascoltata per diverse ore nell’aula del processo a 22 agenti penitenziari del carcere Lorusso e Cutugno di Torino. L’accusa? Torture sui detenuti. Gallo è una “teste-chiave”.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere di Torino, 10 maggio 2024
Presunte torture in carcere, Monica Gallo sentita per oltre tre ore: “A un certo punto, segnalai le cose a provveditore e sindaca”. Tutto inizia così: “La prima segnalazione di violenza arriva nel settembre 2018: durante un colloquio, un detenuto mi disse che era stato preso a calci da alcuni agenti, durante un trasferimento tra padiglioni”, racconta Monica Cristina Gallo, dal 2015 Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà. Sulle domande del pubblico ministero Francesco Pelosi, parla per oltre tre ore, come testimone al processo sulle presunte torture nel carcere “Lorusso e Cutugno”, che vede imputati - a vario titolo - 21 agenti della polizia penitenziaria. Ne esce uno scenario - preoccupante, ma complesso - fatto dalle confidenze dei carcerati o da parole a loro volta sentite da altri e poi riferite. Per un’escalation di relazioni e allarmi, fatti da Gallo: “A un certo punto segnalai le cose anche alla sindaca, oltre che al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria”.
di Andrea Siravo
La Stampa, 10 maggio 2024
Dalle indagini della Guardia di Finanza sono emerse irregolarità delle società Engels e Martinina nelle gare d’appalto per gestioni altri centri in Italia. Non sarebbe stata ingannata solo la Prefettura di Milano. Le società salentina Engel Italia e Martinina avrebbero presentato documentazione contraffatta anche alle prefetture di Salerno, Avelino, Lecco, Brindisi e Taranto, alterando così le gare d’appalto per la gestione dei centri migranti. È quanto emerge dalle indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria della GdF di Milano e dei pm Paolo Storari e Giovanna Cavalleri che lo scorso dicembre avevano portato a commissariare la Martinina, che dalla Engel aveva acquistato il ramo d’azienda che gestiva il Cpr di Milano. La struttura di via Corelli, alla periferia Est della città, in cui i migranti in detenzione amministrativa sarebbero stati trattenuti in condizioni “disumane” e “infernali”, tra “cibo pieno di vermi”, assenza di mediatori culturali e linguistici, l’uso costante di “psicofarmaci”, letti e bagni fatiscenti, solo per citare alcuni fatti riscontrati dalle testimonianze e dall’ispezione del 13 dicembre 2023.
di Claudia Radente
Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2024
Maltrattamenti in danno di minori, aggravati dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di tortura, anche mediante omissione; concorso nel reato di lesioni in danno di minori, anche mediante omissione, aggravate dai motivi abietti e futili, dalla minorata difesa e dall’abuso di potere; concorso nel reato di falso ideologico e infine una tentata violenza sessuale a opera di un agente nei confronti di un detenuto. Questi alcuni dei reati contestati a 13 agenti della polizia penitenziaria dell’Istituto penale minorile Cesare Beccaria.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 10 maggio 2024
Il 9 maggio 1974 tre detenuti armati del carcere Don Soria prendono in ostaggio sei insegnanti, un medico, sei agenti e sei detenuti. La trattativa viene interrotta e le autorità decidono l’irruzione e la prova di forza. Moriranno in sette tra sequestratori, ostaggi e agenti. Nel febbraio 1974, durante una rivolta al carcere fiorentino delle Murate, gli agenti sparano sui detenuti, uccidendo il ventenne Giancarlo Del Padrone. Con il movimento del Sessantotto lo stato fatiscente delle carceri italiane era diventato argomento di dibattito e di lotta. La pressione politica per una riforma carceraria aumentava, ma ai proclami dello Stato non seguivano i fatti. Si preferiva usare ancora il bastone. Il 9 maggio successivo, durante una rivolta al carcere di Alessandria, va ancora peggio. Muoiono in sette tra detenuti, agenti, assistenti sociali e medici. Sono passati cinquant’anni da quell’episodio e lo Stato italiano non ha mai voluto fare realmente i conti con la strage e con le proprie responsabilità. Non si è mai interrogato sui propri errori, per non ricommetterli. E quando succede così la storia, spesso, si ripete.
di Youssef Hassan Holgado e Tommaso Panza
Il Domani, 10 maggio 2024
Dopo la confisca un magazzino utilizzato per lo spaccio è stato affidato nel 2010 alla cooperativa “Pietra di scarto” che attraverso un’agricoltura sostenibile, praticata anche da ragazzi inseriti in percorsi di lavoro durante la loro detenzione in carcere, genera prodotti alimentari di alta qualità. In mezzo alla campagna sulla strada statale tra Foggia e Cerignola fino a qualche anno fa lo sguardo dei passanti veniva attirato da un piccolo ecomostro di cemento grigio. Veniva usato da alcune famiglie legate alla criminalità organizzata locale come magazzino per lo smercio delle sostanze stupefacenti.
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