di Errico Novi
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Oggi il guardasigilli incontrerà a via Arenula il “sindacato” dei giudici, sabato interverrà al loro congresso: sono i due segnali che descrivono la strategia “pacificatoria” messa a punto da Meloni e dal suo ministro per evitare di fare la fine del Cavaliere. Tutto in poche ore. I comunicati di fuoco delle correnti contro la riforma. Il cambio di strategia di Carlo Nordio. La sua presenza al congresso Anm, prima esclusa e ora prevista. Fino all’appuntamento clou con il “sindacato” dei giudici, fissato per oggi alle 16. Ordine del giorno: la grande riforma costituzionale della giustizia, appunto. Una sfida delicatissima.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 maggio 2024
Mentre si parla dei massimi sistemi, come la separazione delle carriere e la riforma del Csm, si scopre che il ministro della Giustizia non è stato in grado in due anni di attuare la norma sui criteri generali per la trattazione delle notizie di reato. E’ tutta una grande attesa per la riforma epocale del ministro Nordio, che dovrebbe separare le carriere dei magistrati, ridefinire il ruolo del Csm e persino - si sussurra - toccare il principio di obbligatorietà dell’azione penale. Eppure, è dal giugno 2022 che il ministero della Giustizia è inadempiente rispetto all’attuazione di una delle norme più importanti introdotte dalla riforma Cartabia: quella secondo cui gli uffici di procura stabiliscono i criteri di priorità nella trattazione delle notizie di reato tenendo conto dei “criteri generali indicati dal Parlamento con legge”. A presentare il provvedimento al Parlamento per la sua approvazione dovrebbe essere proprio il ministro della Giustizia, anche in virtù del patrimonio conoscitivo di cui dispone grazie alle sue strutture rispetto al funzionamento dell’organizzazione giudiziaria. Eppure, come detto, è dal giugno 2022 che ciò non avviene. Un ritardo che chiama in causa soprattutto la figura di Carlo Nordio, diventato Guardasigilli nell’ottobre 2022 dopo le dimissioni del governo Draghi, avvenute a luglio. Chiariamo: non si tratta di una materia di interesse tecnico, tutt’altro.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 7 maggio 2024
La lentezza della giustizia ci costa uno o due punti di Pil ogni anno: così qualche giorno addietro il Ministro Nordio. Una quantificazione spesso ripetuta, in realtà priva di ogni riscontro da parte degli analisti economici, ma è certo che la lentezza delle nostre procedure incide sulla competitività del nostro paese. Concentrarsi sul recupero di efficienza del nostro sistema giustizia? Sulle difficoltà incontrate dal processo civile e dal processo penale telematico, sulla drammatica carenza di personale tecnico informatico, anche quello di base, mentre tanto si parla di intelligenza artificiale e di giustizia predittiva? Macché! Grandi riforme costituzionali: Pm separati dai giudici, un Csm diviso in sezioni oppure due Csm, sorteggio, temperato o secco, dei componenti magistrati e così via.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Dichiarazioni di fuoco da parte di Magistratura Indipendente e Unicost sulla linea scelta dal Governo Meloni per dividere i percorsi dei pubblici ministeri e dei giudici. “Apprendiamo da notizie di stampa che il governo avrebbe approvato le linee portanti della riforma costituzionale della Giustizia, con la previsione della separazione delle carriere, della istituzione di un’Alta Corte per il giudizio disciplinare dei magistrati, della elezione del Csm per sorteggio. Esprimiamo, in merito, la nostra forte preoccupazione e la nostra radicale contrarietà”. Lo scrivono in un documento la presidente e il segretario generale di Magistratura Indipendente, Loredana Miccichè e Claudio Galoppi, sottolineando che “separare le carriere significa allontanare definitivamente il pubblico ministero dalla cultura della giurisdizione. Significa creare un corpo autonomo di super poliziotti destinati alla sottoposizione inevitabile all’Esecutivo. Tutto questo - rilevano - si risolverà in un grave danno per i cittadini, per i loro diritti e per le loro libertà”.
di Angela Stella
L’Unità, 7 maggio 2024
Nordio cambia idea e annuncia che sarà al congresso dell’Anm a Palermo. Ma da Mi a Unicost, a Area, correnti compatte sul no alla riforma del ministro. Cambio di programma: il Ministro Nordio sarà sabato prossimo al Congresso dell’Anm a Palermo e oggi incontrerà anche la giunta e il Presidente del ‘sindacato’ delle toghe per parlare del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere, riforma del Csm, sorteggio per i suoi membri e Alta Corte per il disciplinare. Dunque il Guardasigilli ha accolto la richiesta di dialogo e chissà se queste due iniziative gli consentiranno di ricevere una accoglienza meno fredda.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 7 maggio 2024
La decisione di accelerare la marcia della riforma della giustizia, con la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante come capitolo centrale, è arrivata la settimana scorsa a sorpresa. Fino a quel momento la premier non aveva nascosto l’intenzione di rallentarne il percorso, ufficialmente sulla base di una considerazione tattica. Sul tavolo c’è già una riforma costituzionale radicale e lacerante, cioè tale da spaccare il Paese in due, il premierato. Giorgia Meloni riteneva più prudente evitare di sovraccaricare ulteriormente tensione e divisioni e puntava dunque a rinviare la riforma della giustizia a un secondo tempo, dopo aver incamerato l’elezione diretta del premier. Dietro questa spiegazione tattica e legata solo all’opportunità era però diffuso e legittimo il dubbio di una ostilità più sostanziale di Chigi a una riforma poco gradita agli umori giustizialisti della base elettorale di FdI.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 7 maggio 2024
Il ddl costituzionale per la separazione delle carriere e per il restyling ordinamentale della giustizia è in via di definizione. Dovrebbe prevedere anche l’istituzione dell’Alta Corte per il disciplinare di tutte le magistrature e il sorteggio temperato per i togati Csm. Ne parliamo col senatore e capogruppo dem in Antimafia Walter Verini.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 7 maggio 2024
Il segretario di Area alla vigilia del congresso dell’Anm: “Riforme pericolose. Non c’è dubbio che, non solo in Italia, sono sotto attacco la libera stampa, gli intellettuali critici ed in generale le istituzioni di garanzia, fra tutte la magistratura”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 7 maggio 2024
Il segretario generale di Magistratura indipendente dice che la riforma del Csm e la separazione delle carriere “mirano a scardinare l’equilibrio tra poteri” e chiede una interlocuzione col ministro. La riforma annunciata dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, stravolgerà l’ordinamento giudiziario, ma anche il Csm, e “mira a scardinare il delicato equilibrio tra poteri”. Lo dice senza mezzi termini Claudio Galoppi, segretario generale della corrente moderata di Magistratura indipendente, che conferma la totale unità dei gruppi associativi nell’opporsi all’iniziativa del governo. Nei prossimi giorni si attende la presentazione del testo di riforma costituzionale, che per ora si conosce solo in bozza e che sarebbe al vaglio limature e correzioni, ma lo scontro tra toghe e governo si preannuncia già infuocato.
L’Unione Sarda, 7 maggio 2024
A Uta 649 persone su 561 posti, a Bancali 468 su 454 posti. L’associazione “Socialismo Diritti Riforme” contro il ministero. Sardegna “area residuale nelle scelte del ministero”, con 1.117 detenuti privi di un direttore e carceri sovraffollate. Lo sottolinea Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV”: l’Isola, afferma, “continua a non disporre di personale ai vertici degli istituti penitenziari, basti pensare che 1.117 detenuti non possono contare su un direttore stabile a tempo pieno, con serie limitazioni nell’esercizio dei diritti”. Il direttore reggente di Uta e Bancali inoltre ha recentemente assunto l’incarico di dirigente dell’Ufficio Affari Generali, Personale e Formazione del Provveditorato Regionale. Questa situazione “intollerabile”, denuncia, non preoccupa né il ministero della Giustizia né il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.
- Venezia. “Carcere sovraffollato”. Il programma anti-suicidi e per il lavoro
- Milano. Il regista Aurelio Grimaldi: “Al Beccaria torture sudamericane”
- Milano. “I detenuti hanno bisogno di ascolto e di relazioni”
- Bologna. “E state alla Dozza!”: rassegna teatrale aperta al pubblico nella Casa circondariale
- Bologna. Musica e parole entrano nel carcere della Dozza










