di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 2 maggio 2024
Lo ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 17457 depositata ieri. A seguito della riforma Cartabia (Dlgs 10 ottobre 2022, n. 150), per i reati divenuti perseguibili su istanza di parte, nel caso di decorso del termine di 90 giorni (previsto all’art. 85) senza che sia stata proposta la querela, è consentito al pubblico ministero di modificare l’imputazione in udienza mediante la contestazione di una circostanza aggravante, per effetto della quale il reato divenga procedibile di ufficio. Lo ha ribadito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 17457 depositata oggi, accogliendo il ricorso del Procuratore della Repubblica e annullando con rinvio la decisione del Tribunale di Siracusa che aveva dichiarato di non doversi procedere per mancanza di querela.
laprovincia.online, 2 maggio 2024
“La notizia del recente tentativo di suicidio di un detenuto, fortunatamente sventato dalla professionalità e prontezza del Personale della Polizia Penitenziaria, verificatosi all’interno della Casa Circondariale di Civitavecchia Nuovo Complesso, richiama l’attualità e drammaticità della situazione, ormai non più sostenibile e tollerabile, all’interno delle strutture carcerarie italiane, ove - dall’inizio dell’anno - si sta verificando quasi un suicidio al giorno”.
di Floriana Bulfon
Oggi, 2 maggio 2024
L’alba sul lastricato di Ballarò fa brillare centinaia di pezzi di stagnola che avvolgevano le “pietre” di crack. È il girone degli “scafazzati”, gli schiacciati che nulla risolleva. Lisa s’è venduta anche la casa. Carla non ha più denti. Giulio è morto a 19 anni. Nei vicoli di Palermo, il mostro si chiama crack. Costa pochi euro, ti uccide la testa. È un’emergenza in crescita. I genitori non sanno più cosa fare. Ma qualcuno non si arrende. I ragazzi dello zoo di Palermo li incontri negli angoli più oscuri di Ballarò. Li incroci per strada, ma in realtà sono prigionieri di una gabbia invisibile che li taglia fuori dal mondo: famiglie, amicizie, amori non contano più nulla. Tengono la testa bassa, ma quando riesci a guardarli negli occhi capisci in un attimo che hanno perso tutto: gli importa soltanto del crack. Sono vite spezzate, come il suono dei cristalli di questa droga che si spaccano per diventare un fumo incantatore: li porta in paradiso alla velocità di un razzo, dona loro dieci minuti di estasi assoluta, poi però con la stessa rapidità li schianta nell’inferno.
noinotizie.it, 2 maggio 2024
I problemi gravi che riguardano circa centomila bambini in Italia. La deprivazione affettiva, lo stigma sociale, l’enorme difficoltà da parte dei bambini di comprendere appieno e di poter vivere il più serenamente possibile una condizione, quella di essere figlio di un genitore detenuto, che crea traumi e ferite molto dolorose. In Italia, sono più di 100mila i bambini con uno o entrambi i genitori detenuti in carcere. In che modo e con quali strumenti è possibile aiutarli a godere del loro sacrosanto diritto alla bigenitorialità e quali sono gli ostacoli e i limiti da affrontare, da parte della società, per assicurare loro un aiuto e un sostegno efficaci? È questa la complessa questione sulla quale, giovedì 2 maggio 2024, con inizio alle ore 15 nell’aula consiliare di Palazzo di Città, a Foggia si terrà un importante convegno nazionale. L’iniziativa, nell’ambito del progetto dei “100 giorni per la legalità e la lotta alle mafie”, è organizzata dalla Camera Minorile di Capitanata e dal Comune di Foggia, con la collaborazione e il patrocinio di Comitato Unicef Foggia, Ordine degli Avvocati di Foggia, Camera Penale di Capitanata e Unione Nazionale Camere Minorili.
di Lucio Luca
La Repubblica, 2 maggio 2024
Pubblichiamo uno stralcio del romanzo di Lucio Luca “La notte dell’antimafia” che racconta una vicenda di abuso di potere e corruzione al palazzo di giustizia di Palermo. Ci sono date che a Palermo non possono sfuggire. Figuriamoci se sei un’icona dell’antimafia, una che toglie i piccioli ai mafiosi e che ha studiato alla scuola del Palazzaccio. Quando si faceva notte nel bunker per scrivere atti e inchieste, documenti e interrogatori. A mano, certo, all’epoca non c’era mica Internet e non è che il collega ti poteva passare per mail le sue carte. Il copia e incolla era ancora nella mente di Dio e nessun supporto tecnologico ti avrebbe aiutato a collegare i fatti, le coincidenze, persino quei semplici dettagli che, a volte, ti aiutavano a ricostruire anni di indagini piazzando ogni minimo particolare nelle caselle giuste. Tipo il cubo di Rubrik, quella roba che ci ha fatto andare in fissa quando eravamo ragazzi. Anche se oggi basta un nerd coreano o un adolescente della sperduta campagna americana per risolverlo in meno di cinque secondi.
di Matteo Liut
Avvenire, 2 maggio 2024
È terribile “guadagnare con la morte”, ma “purtroppo oggi gli investimenti che danno più reddito sono le fabbriche delle armi”. A lanciare l’ennesimo appello contro la guerra e, in particolare, contro l’industria delle armi, che genera guadagni costruendo strumenti di morte, ieri, è stato papa Francesco, che, ancora una volta, al termine della consueta udienza generale del mercoledì, ha chiesto con forza di pregare per la pace. “Preghiamo per i popoli che sono vittime della guerra - ha detto il Pontefice durante i saluti al termine della catechesi tenuta nell’Aula Paolo VI -. La guerra sempre è una sconfitta, sempre. Pensiamo alla martoriata Ucraina che soffre tanto. Pensiamo agli abitanti della Palestina e di Israele, che sono in guerra. Pensiamo ai Rohingya, al Myanmar, e chiediamo la pace. Chiediamo la vera pace per questi popoli e per tutto il mondo”.
di Jonathan Bazzi
Corriere della Sera, 2 maggio 2024
L’ossessione dei nuovi movimenti di estrema destra per la diversità sessuale e di genere risponde al bisogno di individuare un “nemico interno”, che in realtà corrisponde alle fasce più deboli e già marginalizzate della popolazione. “Le vendite di Ken incinto battono tutti i record”: nei giorni scorsi mi sono imbattuto nell’indignazione social esplosa attorno alle immagini della nuova versione dello storico fidanzato di Barbie con folta barba e in dolce attesa. In realtà Mattel non ha mai prodotto un giocattolo del genere: si tratta di un fake, creato con l’intelligenza artificiale e fatto circolare dalla propaganda filorussa per aizzare il fastidio dei tradizionalisti. La rete abbonda di episodi simili, ma questo esemplifica bene il tipo di ossessione manipolatoria dei nuovi movimenti di estrema destra verso la cosiddetta “lobby gay”, dentro e fuori l’Europa.
di Cecilia Ferrara e Angela Gennaro
Il Domani, 2 maggio 2024
I ragazzi e le ragazze di cui si sono perse le tracce dopo l’arrivo nei paesi europei è triplicato rispetto al 2018. L’Ue deve “contrastare i movimenti secondari di minori nei confini europei: li mettono a rischio di diventare vittime di trafficanti, specialmente quelli non accompagnati”, dice Ylva Johansson, commissaria europea per gli Affari Interni. Il paese con più scomparsi è l’Italia. Ecco la mappa con tutti i dati.
di Luca Rondi e Lorenzo Figoni
altreconomia.it, 2 maggio 2024
Il 20 maggio sapremo chi si aggiudicherà il bando di gara pubblicato a marzo dal ministero dell’Interno per la gestione dei Centri, due hotspot e un Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), che l’accordo con l’Albania vedrà nascere nel porto di Shengjin e nella località di Gjader. Per quella data, ha promesso il governo, l’attività sarà avviata, ma a quanto si sa i lavori per le strutture sono ancora lontani dal completamento. Quanto al modello che vogliamo esportare, la realtà è a dir poco preoccupante. Attraverso un lungo lavoro di accesso civico agli atti Altreconomia e i legali dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) hanno analizzato gli appalti dietro agli attuali Cpr, e quanto emerge non lascia bene sperare, per i fondi pubblici visto che la gara albanese vale 151 milioni di euro, ma soprattutto per i diritti fondamentali delle persone che in quei centri verranno rinchiuse.
di Susanna Ronconi*
Il Manifesto, 2 maggio 2024
Le elezioni europee di giugno possono cambiare lo scenario dell’Unione, e a giudicare da quanto si osserva, questo cambiamento potrebbe portare ulteriore acqua ai mulini del populismo, dell’autoritarismo e dell’intolleranza. La società civile europea che si occupa delle politiche delle droghe ne è consapevole, e chiama i candidati al Parlamento Europeo a una precisa responsabilità: non solo per impedire un ritorno indietro rispetto alle attuali posizioni comunitarie, ma soprattutto per favorire un processo di riforma, di decriminalizzazione e sperimentazione di politiche alternative.
- Stati Uniti. Il Dipartimento di Giustizia pianifica una storica riclassificazione della marijuana
- Stati Uniti. Gli imputati dell’11 settembre possono essere detenuti a tempo indefinito, anche senza processo
- Arabia Saudita. L’attivista per i diritti delle donne Manahel al-Otaibi condannata a 11 anni di carcere
- Stretta sulle misure alternative e più ore in cella, così nelle carceri dilaga la violenza
- Non solo Beccaria. La violenza è dentro tutte le carceri










