di Carlo Rovelli
Corriere della Sera, 1 maggio 2024
Greenpeace, la rete internazionale con tre milioni di sostenitori e uffici in 55 paesi, e Sbilanciamoci!, campagna che raccoglie 50 associazioni, entrambe impegnate su ambiente, solidarietà e pace, hanno realizzato un volume dedicato all’economia delle armi, che raccoglie la traduzione italiana del rapporto di Greenpeace “Arming Europe” sugli effetti della spesa militare in Italia e in Europa, e contributi di numerosi esperti sull’argomento. L’ebook è scaricabile gratuitamente dal 2 maggio 2024 sul sito Sbilanciamoci.info. Questa è la prefazione di Carlo Rovelli al libro.
di Francesca Mambro
L’Unità, 1 maggio 2024
Una svolta frutto di un’ampia mobilitazione e, fatto raro, di un accordo tra accusa e difesa. Melissa Lucio era stata accusata di aver causato nel 2007 la morte della figlioletta di due anni. Nel 2008 la condanna. Ma per i legali la bimba sarebbe morta a seguito di una caduta dalle scale. Il 12 aprile il giudice che in primo grado aveva condannato a morte Melissa Lucio, ha chiesto alla Corte d’Appello di annullare il verdetto di colpevolezza. L’atto formale del giudice Arturo Cisneros Nelson è considerato “un evento molto raro” nella prassi giudiziaria del Texas, ma non è una iniziativa spontanea del giudice. Melissa Lucio, oggi 55 anni, nata in Texas da genitori messicani, è stata condannata a morte nel 2008 con l’accusa di aver maltrattato la più piccola delle sue figlie, Mariah Alvarez, di due anni, causandone la morte, avvenuta il 17 febbraio 2007. In sede di autopsia sul corpo della bambina furono trovati diversi lividi, e i segni di una precedente frattura ad un braccio.
di Massimo De Carolis
Il Manifesto, 1 maggio 2024
Oggi che la democrazia israeliana è in agonia sotto i colpi del governo più autoritario e illiberale della sua storia, è diventato un comodo luogo comune ricordare che le istituzioni democratiche in Israele hanno convissuto per decenni con una politica di discriminazione feroce e di apartheid. Raramente ci si chiede invece per quale ragione non solo i coloni o i fanatici nazionalisti, ma anche una quantità di cittadini ragionevoli e sinceramente liberali si siano adattati, un passo alla volta, a tollerare ingiustizie clamorose, rimuovendole dalla conversazione pubblica come un tema scomodo e imbarazzante.
di Paola Caridi
L’Espresso, 1 maggio 2024
Ebreo statunitense, Nathan Thrall vive a Gerusalemme. Dove la strage su uno scuolabus pieno di bimbi palestinesi è stata accolta con un’esultanza da giovani israeliani di destra. Lo ha raccontato in un libro. Perché anche se non vede futuro, è convinto che raccontare le storie delle persone scuota le coscienze dalla crudeltà. Il livello è stato superato. “Stiamo assistendo a una deumanizzazione di una scala e di una profondità mai viste prima, ed è questo che mi fa disperare per il futuro di Israele e Palestina. E il peggio deve ancora venire”. Nathan Thrall non mostra alcuna speranza, mentre la guerra su Gaza supera i sei mesi e i 34 mila palestinesi uccisi, dopo che il 7 ottobre 2023 quasi 1.200 israeliani sono stati vittime dell’attacco terroristico di Hamas e del jihad islamico.
di Sara Volandri
Il Dubbio, 1 maggio 2024
I fatti avvenuti prima del 7 ottobre. Un’inchiesta che senz’altro raffredderà ancora di più i rapporti tra Washington e Tel Aviv, anche se per il momento il governo Netnyahu non ha commentato. Gli Stati Uniti hanno infatti giudicato colpevoli di “palesi violazioni di diritti umani” cinque battaglioni delle forze armate israeliane (Idf). A renderlo noto il Dipartimento di Stato americano, il quale ha specificato che i fatti sono avvenuti prima 7 ottobre, data dell’attacco terrorista da parte di Hamas contro Israele, in Cisgiordania e non nella Striscia di Gaza. In base a quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, si tratterebbe di quattro unità dell’esercito e una della polizia militare.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 1 maggio 2024
La Repubblica islamica ha ridato impulso alla repressione proprio nel giorno in cui ha risposto all’offensiva di Israele sul consolato di Damasco. Uno scontro che rivela la debolezza di entrambi i governi. Una donna cade a terra, in preda alle convulsioni, dopo essere stata fermata dalla polizia morale. Ai passanti che cercano di calmarla dice che le hanno confiscato il cellulare, vicino alla fermata della metro Tajrish, nel Nord di Teheran, come riporta l’agenzia di stampa Afp. In un altro video si sentono le urla strazianti della folla che circonda un furgoncino bianco, mentre gli agenti trascinano qualcuno dentro. In alcuni momenti sembra di distinguere il rumore dell’elettricità che passa attraverso i corpi per immobilizzarli. E poi ancora grida, abusi. Ma non c’è silenzio: è diventato ormai impossibile fermare la rivoluzione culturale che il movimento “Donna, Vita, Libertà” ha innescato in Iran dal settembre del 2022. Quando Mahsa Amini, una ragazza poco più che ventenne, è morta, dopo essere stata arrestata dalla polizia morale per aver indossato l’hijab in modo inappropriato, probabilmente a causa delle violenze subite.
di Francesco De Felice
Il Dubbio, 30 aprile 2024
Nell’agenda delle visite Papa Francesco c’è sempre un appuntamento con i detenuti. È successo domenica scorsa a Venezia e si ripeterà sabato 18 maggio a Verona, quando sarà a pranzo con i reclusi della Casa Circondariale di Montorio. Nell’incontro di domenica con le detenute della Giudecca il Papa ha detto chiaramente: “Il carcere è una realtà dura, e problemi come il sovraffollamento, la carenza di strutture e di risorse, gli episodi di violenza, vi generano tanta sofferenza. Però può anche diventare un luogo di rinascita, morale e materiale, in cui la dignità di donne e uomini non è “messa in isolamento”, ma promossa attraverso il rispetto reciproco e la cura di talenti e capacità, magari rimaste sopite o imprigionate dalle vicende della vita, ma che possono riemergere per il bene di tutti e che meritano attenzione e fiducia. Nessuno toglie la dignità della persona, nessuno”. E ha aggiunto: “Care sorelle, oggi tutti usciremo più ricchi da questo cortile. Forse quello che uscirà più ricco sarò io”.
di Fabrizio Peloni
L’Osservatore Romano, 30 aprile 2024
In alcune missive consegnate al Pontefice storie di dolore e di speranza. “Vi ricorderò! E avanti e coraggio, non mollare, coraggio e avanti!”. È un congedo che nasce dal cuore quello di Papa Francesco dalle detenute del carcere femminile di Venezia, situato sull’Isola della Giudecca. Un momento molto confidenziale, di vicinanza fraterna, che ha concluso il primo appuntamento della visita pastorale compiuta dal Pontefice domenica mattina nella città lagunare.
di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 30 aprile 2024
Le violenze e i maltrattamenti che sarebbero avvenuti presso l’istituto penale per minorenni “Cesare Beccaria” di Milano non rappresentano il modo d’essere del personale penitenziario e, se per davvero accaduti, non vi sarebbe alcuna solidarietà. Al riguardo, non giustifica che si vesta l’uniforme del corpo della Polizia penitenziaria, oppure quella, ancora militare, del corpo degli Agenti di custodia. Né condiziona che si indossino gli abiti “civili” dei direttori penitenziari, né quelli degli altri operatori penitenziari, atteso che il mondo del lavoro penitenziario è plurale e multi-professionale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 aprile 2024
Il magistrato snocciola numeri e dati di una presunta invasione di mini apparecchi nelle mani dei boss. Costa (Azione): “Se non sono a casaccio, il Dap che fa?”. “O il ministero della Giustizia smentisce Nicola Gratteri o il ministero prenda provvedimenti”: non ha usato mezzi termini il responsabile Giustizia di Azione, Enrico Costa, nel commentare l’intervista rilasciata dal Procuratore di Napoli in cui, tra l’altro, ha dichiarato: “cominciamo col dire che mediamente in ognuna delle nostre strutture (carcerarie, ndr) ci sono 100 telefonini attivi in questo momento” e ancora: “detenuti di mafia organizzino chiamate collettive anche da carcere a carcere”. Immediata la reazione, dunque, del deputato e membro della Commissione Giustizia: “100 cellulari per ciascuno dei 190 istituti significa quasi 20mila cellulari attivi nelle carceri. O Gratteri spara numeri a casaccio o Nordio dovrebbe cacciare uno a uno quelli del Dap e i direttori degli istituti”.
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