9colonne.it, 26 aprile 2024
Si tiene oggi, alle 10, presso la Casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano, a Napoli, la proiezione - in anteprima assoluta - del film “Nati pre-giudicati” di Stefano Cerbone, alla cui sceneggiatura hanno collaborato i detenuti del reparto di Alta Sicurezza. All’iniziativa assieme al regista e ai detenuti interverranno la direttrice del carcere Giulia Russo, il garante dei detenuti del Comune di Napoli don Tonino Palmese, i parlamentari Gaetano Amato, Francesco Emilio Borrelli e Federico Cafiero de Raho. Modera il giornalista Claudio Ciotola. Al termine seguirà un dibattito sul ruolo dei genitori nell’educazione dei figli in contesti cosiddetti a rischio come le famiglie di malavitosi.
di Luciana Castellina
Il Manifesto, 26 aprile 2024
No, non farò la cronaca della manifestazione, di cui peraltro non so neppure chi siano stati gli oratori ufficiali, perché a piazza del Duomo, pur essendo stata presente per sei ore nel corteo, non ci sono neppure arrivata, tanta era la folla che aveva riempito mezza città. Della redazione del giornale a Milano ce ne erano tantissimi, tutti dietro lo striscione del manifesto, fieri di aver dato alla consueta celebrazione milanese del 25 aprile, come fu 30 anni fa, uno slancio particolare. Scrivere spetta a loro.
di Gemma Bird*
L’Unità, 26 aprile 2024
Con il movimento di persone attraverso il Mediterraneo gestito da politiche securitarie, Frontex è salita alla ribalta e non con buoni risultati. Il naufragio avvenuto vicino a Pylos lo scorso giugno, una delle più grandi tragedie moderne nelle acque greche, ha causato più di 600 vittime. In seguito a ciò, le critiche all’operato in Grecia dell’agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza delle frontiere, Frontex, hanno raggiunto un massimo storico. Una recente indagine del Difensore Civico dell’UE, Emily O’Reilly, sul modo in cui Frontex ha agito nelle operazioni di ricerca e salvataggio, ha criticato l’agenzia per non aver assunto un “ruolo più attivo” e ha concluso che Frontex non era attrezzata per sostenere i valori dell’UE. In risposta, il direttore di Frontex, Hans Leijtens, ha affermato che si tratta di un’organizzazione di ricerca con il compito di proteggere le frontiere, non di un’organizzazione di salvataggio. Questa affermazione è stata sostenuta dal ministro greco per la Migrazione, Dimitris Kairidis del partito conservatore al governo Nuova Democrazia: a suo parere l’organizzazione dovrebbe essere ulteriormente rafforzata, ma non nel modo suggerito da O’Reilly, bensì “nella direzione di sorvegliare i confini”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 26 aprile 2024
“Un agente che mi interrogava mi ha detto che quello nella foto numero 8 era il capitano della barca e di firmare accanto all’immagine. Ed io l’ho fatto”. A dirlo, in aula, a Crotone è stato Faizi Hasib, 33enne ex agente di Polizia in Afghanistan, tra i superstiti del naufragio del caicco carico di migranti che la notte del 26 febbraio 2023 si è schiantato contro una secca davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro. Su quella nave, denominata “Summer Love”, erano ammassate circa 140 persone partite da Cesme, in Turchia, che hanno poi incontrato le onde alte e spietate dello Jonio, che ha strappato la vita ad almeno 100 di loro. Gente alla ricerca di vita, un futuro migliore, sfuggita ai talebani o al terremoto in Turchia e Siria, alle guerre, alla fame, in viaggi iniziati due anni fa e costati fino a 8.500 euro.
di Riccardo Noury*
Il Domani, 26 aprile 2024
Le 600 pagine dell’ultimo rapporto 2023-2024 di Amnesty International raccontano come sono stati violati nel 2023 in 155 stati. Il mondo ha fatto passi indietro di decenni. Il sistema internazionale è collassato anche per responsabilità del Consiglio di sicurezza: nel decennio scorso era stata la Russia a usare il potere di veto per proteggere la Siria, in questi ultimi mesi gli Stati Uniti per Israele. L’anno in cui il sistema di protezione dei diritti umani collassò. Questo potrebbe essere il sottotitolo del Rapporto 2023-2024 di Amnesty International, appena diffuso. Circa 600 pagine, nell’edizione italiana pubblicata da Infinito Edizioni, che raccontano come sono stati violati i diritti umani nel 2023 in 155 Stati.
di Massimiliano Iervolino
L’Unità, 26 aprile 2024
I Radicali fecero di una scandalosa vicenda personale una battaglia politica: contro la carcerazione preventiva, il pentitismo, le condizioni delle prigioni. Ora sta a Fratoianni e Bonelli fare lo stesso. Qualche settimana fa da questo giornale diedi un suggerimento alla segretaria del Partito Democratico: “Forza, Elly, candida Salis e Zuncheddu”, così argomentando: “Chi meglio di Ilaria Salis potrebbe rappresentare al Parlamento europeo le condizioni disumane e degradanti delle carceri e delle aule di tribunale in Ungheria? Chi meglio di Beniamino Zuccheddu potrebbe rappresentare al Parlamento europeo una giustizia come quella italiana che ti condanna all’ergastolo e che dopo 32 anni ti mette in libertà perché si è sbagliata?”. Qualche giorno dopo è arrivata la notizia della candidatura della Salis nelle liste dell’alleanza Verdi - Sinistra italiana. Sicuramente un bel colpo quello messo a segno dal duo Bonelli-Fratoianni. Ora però sta a loro farne una campagna politica - non tanto partitica per superare il 4% o personale per garantirle l’immunità parlamentare - puntando a far diventare il caso Salis il caso Ungheria. In queste occasioni, un’iniziativa politica è tale se partendo da una vicenda personale venuta all’onore delle cronache si ha la forza di proporre soluzioni utili a tutti coloro che vivono lo stesso dramma ma che sono ignoti ai più. Esattamente come fecero i Radicali negli anni ‘80 con Enzo Tortora. Un maledetto e scandaloso caso personale divenne una battaglia politica contro la carcerazione preventiva, il pentitismo, la condizione delle carceri e la negligenza di alcuni magistrati. In parole povere il caso Tortora divenne il caso Italia, ovvero la dimostrazione lampante dello sfascio della giustizia del nostro Paese. La lotta Radicale contro l’ingiustizia sul detenuto noto diventò fin da subito l’iniziativa politica per una giustizia più giusta a favore del detenuto ignoto. Il conduttore Rai venne arrestato il 17 giugno nel 1983, in una maxi operazione definita dai giornali “il venerdì nero della Camorra”. Vennero firmati 853 ordini di cattura e furono mobilitati tantissimi uomini della polizia per scovare i malviventi casa per casa. Ma che quella maxi inchiesta avesse dei problemi lo si capì fin da subito, infatti un centinaio di arrestati finì in galera per omonimia o per errori di trascrizioni del proprio cognome sui documenti o per errati accertamenti.
di Caterina Soffici
La Stampa, 26 aprile 2024
Teheran condanna al patibolo il rapper: aveva partecipato alle proteste in memoria di Mahsa Amini e cantato la sua rabbia contro il regime degli ayatollah. Toomaj Salehi è un rapper. Ha 33 anni e 2 milioni di followers su Instagram. Per quanto possa contare, significa che è famoso. In Iran, dove la musica è proibita, è il più famoso di tutti, una sorta di idolo. Il tribunale rivoluzionario lo ha condannato a morte. Per impiccagione, come si usa da quelle parti, con l’accusa di “corruzione sulla terra”. Non è il primo, non sarà l’ultimo. La notizia è stata data al quotidiano Shargh da Amir Raesian, il suo avvocato.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 aprile 2024
Contro il sovraffollamento, dice D’Ettore, serve “una risposta sistemica ampia” E ricorda: su 61.351 reclusi, 23.583 sono potenziali fruitori di misure alternative. Una “misura tampone” che, da sola, “non risolve” i problemi che affliggono il sistema carcerario italiano perché ha “un effetto deflattivo immediato, ma non rappresenta una risposta sistemica ampia”. Con queste parole il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Felice Maurizio D’Ettore, ha definito la proposta di legge all’esame della Camera sulla liberazione anticipata speciale, presentata dal deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, per affrontare il problema del sovraffollamento che - dati aggiornati a due giorni fa e resi noti dal Garante - vede 61.351 detenuti presenti nelle carceri del Paese a fronte di una capienza regolamentare pari a 51.144 unità, con 47.190 posti in realtà disponibili. Tuttavia lancia l’allarme: “in assenza di nuovi interventi orientati in funzione deflattiva, nel giro di due anni si potrebbe raggiungere nuovamente il massimo storico risalente al 2010”. Già a livello nazionale l’indice di sovraffollamento è del 130,03%.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 aprile 2024
Proposta Giachetti sulla liberazione anticipata, il M5S si schiera con la maggioranza. Il “no” del ministro Nordio alla proposta Giachetti sulla liberazione anticipata speciale trova un supporter molto speciale: il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, Felice Maurizio D’Ettore. Che ieri alla Camera, in Commissione Giustizia, ha definito la pdl presentata dal deputato di Iv per contrastare il sovraffollamento carcerario - con 60 giorni di sconto di pena anziché 45, per i detenuti con buona condotta - una “misura tampone” che da sola “non risolve” i problemi perché ha “un effetto deflattivo immediato, ma non rappresenta una risposta sistemica ampia”. Come, spiega, “già sperimentato nel 2013, dopo la sentenza Torreggiani”. Di più: secondo il Garante, docente di Diritto privato, l’”attribuzione al direttore di istituto della competenza a disporre la concessione della liberazione anticipata” rischia profili di “incostituzionalità”.
di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2024
Fino a 5.080 detenuti - uno ogni 12 - uscirebbero dal carcere dalla sera alla mattina. E tra loro fino a 777 condannati per i reati più gravi: mafia, terrorismo, tratta di esseri umani, schiavitù, violenza sessuale di gruppo. Ecco l’effetto dell’indulto mascherato previsto dal disegno di legge presentato dal renziano Roberto Giachetti e in discussione in Commissione Giustizia alla Camera. A illustrare i numeri è stato Felice Maurizio D’Ettore, il nuovo Garante nazionale dei detenuti: dalla relazione emerge come siano, appunto, oltre cinquemila le persone con pena residua pari o inferiore a otto mesi, cioè i potenziali interessati.
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