di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2024
Dopo le proteste e l’allarme internazionale di Reporter senza frontiere, Fratelli d’Italia fa un passo indietro e ritira l’emendamento che aumentava il carcere per i giornalisti condannati per diffamazione (fino a 4 anni e mezzo). Ad annunciarlo è stato il promotore Gianni Berrino, senatore Fdi, che solo fino a pochi giorni fa rivendicava l’iniziativa. La proposta aveva sollevato grossi malumori anche dentro la stessa maggioranza con Fi e Lega che si erano espresse contro.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 16 aprile 2024
Si potrebbe pensare alla pubblicazione su un’intera pagina, e a spese del responsabile, del provvedimento che riconosce l’illiceità del comportamento dell’autore dell’articolo. È davvero difficile capire come la sacrosanta istanza garantista possa essere chiamata in causa per giustificare tre o quattro anni di galera sulla gobba di un giornalista magari anche disinvolto, magari anche peggio, ma dopotutto responsabile di un delitto che dovrebbe essere sanzionato senza ricorrere a quella strumentazione forcaiola. Sorprende, dunque, che alcuni, pur appartenenti alla schiatta che si intesta quell’ineccepibile missione di garanzia per i diritti individuali, snocciolino senza perplessità ipotesi di riforma ed emendamenti articolati su quel presupposto di giustizia piombata.
di Francesco Verri
Il Dubbio, 16 aprile 2024
Provo a intervenire in difesa della reputazione, oltre che della libertà di espressione invocata dall’appello di Libération in favore del professor Luciano Canfora firmato da molti studiosi. Studiosi che ovviamente meritano il massimo rispetto - loro e le considerazioni che esprimono - ma permetteranno la mia (assai più modesta) dissenting opinion proprio in nome del diritto che ritengono leso dalla querela della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, definita da Canfora “nazifascista nell’animo”. In effetti, mi piacerebbe che si levassero voci e si firmassero appelli anche a favore dell’articolo 2 della Costituzione e del bene giuridico protetto dal reato di diffamazione, sopraffatti nel nuovo millennio dall’articolo 21 che tutela la libertà di espressione. Trattandosi di diritti fondamentali, non dovrebbero esserci vincitori e vinti. Sarebbe necessario cercare, ogni volta, l’equilibrio.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2024
Era stata spacciata come un’emergenza nazionale. Tant’è che fu proprio Giorgia Meloni a voler introdurre un nuovo reato per “dare un segnale” ed evitare che l’Italia “fosse maglia nera in tutta Europa” in materia di sicurezza. Pugno duro: pene da 3 a 6 anni e multe da mille a dieci mila euro. Eppure adesso il governo Meloni, a un anno e mezzo di distanza, ammette che il primo decreto del suo mandato per combattere i rave-party non solo non era urgente ma è servito per colpire pochissime persone: nel 2023, 50 sono finite sotto indagine e solo 8 di queste oggi sono a processo con l’accusa di “invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute pubblica o l’incolumità pubblica”, il nuovo reato anti-rave.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 16 aprile 2024
Depositate le motivazioni della sentenza di secondo grado nei confronti dell’ex sindaco di Riace. Crollano le accuse. In assenza di prove vere e proprie, i pm e poi il tribunale di Locri si sono affidati anima e corpo alle captazioni, risultate inconsistenti e anche inutilizzabili. Oltre a smontare la quasi totalità delle accuse mosse nei confronti di Mimmo Lucano, le motivazioni - depositate nei giorni scorsi - della sentenza della corte d’appello di Reggio Calabria sul processo “Xenia”, riguardante la gestione dei progetti di accoglienza dei migranti a Riace, contengono un avvertimento ai magistrati a non basare le loro indagini soltanto sulle intercettazioni.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 16 aprile 2024
Al patron del Valtur furono sequestrati tutti i beni nonostante fosse incensurato. Dopo 13 anni, i giudici di secondo grado revocano le misure: “Non era mafioso”. Tre processi subìti, tredici anni di misure di prevenzione, accuse che andavano dalla frode fiscale a quella infamante di concorso esterno in associazione mafiosa, pentiti che lo accusavano, una feroce campagna mediatica, un autentico impero finito letteralmente in fumo. Questa è la storia di Carmelo Patti: partendo da zero è riuscito a creare a partire dagli anni sessanta in poi, in pieno periodo del cosiddetto “miracolo italiano”, un polo industriale che pian piano è diventato il quinto gruppo mondiale in campo di cablaggio di fili per auto motive, con migliaia di dipendenti in tutto il mondo al seguito dell’indotto Fiat di cui era uno dei principali fornitori. Poi si estese nel campo del turismo, diventando il vertice del gruppo alberghiero Valtur, il quarto in Italia.
di Federica Pacella
Il Giorno, 16 aprile 2024
“Servono interventi urgenti: non si può continuare a morire di carcere e in carcere”. L’appello arriva dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, che ha organizzato giovedì un momento di riflessione sui suicidi e sulle morti in carcere, con tutti i Garanti regionali, provinciali e comunali. A livello nazionale, fino a venerdì si contano 31 suicidi in istituti penitenziari da inizio anno, secondo il dossier “Morire di carcere” di Ristretti Orizzonti. Il confronto con il 2023 è allarmante: quest’anno 17 persone in più si sono tolte la vita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 20 rispetto al 2019.
di Luciano Onnis
La Nuova Sardegna, 16 aprile 2024
La responsabile dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” Maria Grazia Caligaris corregge il ministro della Giustizia Carlo Nordio che in risposta a un’interrogazione avrebbe annunciato l’apertura del nuovo braccio del penitenziario. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo ha annunciato i giorni scorsi con risposta scritta a una interrogazione parlamentare sull’emergenza carceri, ma nel penitenziario di Uta non ci sarebbe stata nessuna consegna del nuovo Padiglione 41bis, né tanto meno il suo collaudo per il semplice fatto che la nuova struttura detentiva per il regime speciale, ancora non esiste: a correggere il Guardasigilli è Maria Grazia Caligaris, dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme Odv”, con un comunicato in cui tra affronta anche l’emergenza del crescente fenomeno dei suicidi in carcere.
di Susanna Ripamonti*
Corriere della Sera, 16 aprile 2024
Studenti del Naba e detenuti hanno raccolto gli oggetti auto-costruiti che in carcere vengono creati per sopravvivere a divieti, spesso incomprensibili. In mostra per la Settimana del design fino al 21 aprile alla Fabbrica del Vapore di Milano. Il progetto nasce dalla collaborazione tra CarteBollate, il periodico fatto dalle persone detenute del carcere di Bollate, e Naba (Nuova accademia di belle arti). Studenti e detenuti hanno raccolto gli oggetti autocostruiti che in carcere vengono creati per sopravvivere a divieti, spesso incomprensibili. Vietate le grattugie (vedere la soluzione nella foto qui sopra), gli uncinetti, gli strumenti per cucinare. Ammesse le penne biro, che all’occorrenza diventano ferri da calza (che invece sono proibiti). La vita detentiva è fatta di privazioni, della necessità di riempire i vuoti, di ritrovare le minuzie della propria quotidianità. In tutto 50 oggetti, che ora sono riuniti in una mostra, Oggetti d’evasione, inaugurata a Milano nell’ambito della Settimana del design, alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4: resterà aperta al pubblico fino al 21 aprile, poi migrerà nello spazio del Consorzio Viale dei mille, dove sono previsti incontri e laboratori.
Corriere Fiorentino, 16 aprile 2024
Sono stati piantari ieri mattina i 120 alberi del nuovo “ortofrutteto solidale” a Sollicciano. I detenuti del carcere saranno coinvolti nella cura e manutenzione delle piante ed il progetto, realizzato con il sostegno di Estra e che fa parte della campagna OrtoFrutteto solidale diffuso, promossa da AzzeroCo2 e Legambiente, è stato inaugurato alla presenza, tra gli altri, della direttrice di Sollicciano Antonella Tuoni e del garante dei detenuti di Firenze Eros Cruccolini, l’assessore all’ambiente di Palazzo Vecchio, Andrea Giorgio.
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