di Susanna Ripamonti*
Corriere della Sera, 16 aprile 2024
Studenti del Naba e detenuti hanno raccolto gli oggetti auto-costruiti che in carcere vengono creati per sopravvivere a divieti, spesso incomprensibili. In mostra per la Settimana del design fino al 21 aprile alla Fabbrica del Vapore di Milano. Il progetto nasce dalla collaborazione tra CarteBollate, il periodico fatto dalle persone detenute del carcere di Bollate, e Naba (Nuova accademia di belle arti). Studenti e detenuti hanno raccolto gli oggetti autocostruiti che in carcere vengono creati per sopravvivere a divieti, spesso incomprensibili. Vietate le grattugie (vedere la soluzione nella foto qui sopra), gli uncinetti, gli strumenti per cucinare. Ammesse le penne biro, che all’occorrenza diventano ferri da calza (che invece sono proibiti). La vita detentiva è fatta di privazioni, della necessità di riempire i vuoti, di ritrovare le minuzie della propria quotidianità. In tutto 50 oggetti, che ora sono riuniti in una mostra, Oggetti d’evasione, inaugurata a Milano nell’ambito della Settimana del design, alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4: resterà aperta al pubblico fino al 21 aprile, poi migrerà nello spazio del Consorzio Viale dei mille, dove sono previsti incontri e laboratori.
Corriere Fiorentino, 16 aprile 2024
Sono stati piantari ieri mattina i 120 alberi del nuovo “ortofrutteto solidale” a Sollicciano. I detenuti del carcere saranno coinvolti nella cura e manutenzione delle piante ed il progetto, realizzato con il sostegno di Estra e che fa parte della campagna OrtoFrutteto solidale diffuso, promossa da AzzeroCo2 e Legambiente, è stato inaugurato alla presenza, tra gli altri, della direttrice di Sollicciano Antonella Tuoni e del garante dei detenuti di Firenze Eros Cruccolini, l’assessore all’ambiente di Palazzo Vecchio, Andrea Giorgio.
garantedetenutilazio.it, 16 aprile 2024
Le attrici ex detenute portano in scena lo spettacolo per gli studenti, al termine di un percorso dedicato alla Costituzione e all’educazione alla legalità. “Le Donne del Muro Alto”, attrici ex detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione, dirette dalla regista Francesca Tricarico, tornano in scena in una matinée dedicata agli studenti delle scuole di Roma e provincia con il progetto Olympe, sostenuto e fortemente voluto dalla fondazione Alta Mane Italia, dopo un percorso nelle scuole dedicato all’educazione alla legalità e alla Costituzione.
di Federica Brunelli*
Left, 16 aprile 2024
Come si può riparare un danno, ricucire un legame sociale, dopo che è stato commesso un reato? E se si tratta di minorenni autori di reato quali interventi ipotizzare? Il tema sarà affrontato, con incontri e spettacoli, al “Curae festival” dal 16 al 20 aprile a Pontremoli. Ne parla una mediatrice esperta di giustizia riparativa, tra gli ideatori della manifestazione. La giustizia riparativa, che grazie al decreto legislativo 150/22 (c.d. riforma Cartabia) è diventata legge anche in Italia, viene spesso definita come “giustizia dell’incontro”, perché attraverso una serie di programmi relazionali e dialogici (che appunto si fondano sull’incontro con l’altro) prova a prendersi cura degli effetti distruttivi nascenti dalla commissione di un fatto di reato, promuovendo la ricucitura del legame sociale a partire dalle ferite che l’illecito ha generato.
di Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera, 16 aprile 2024
Martedì 16 aprile esce per Fuoriscena “Noi due ci apparteniamo” in cui lo scrittore racconta le donne della criminalità organizzata. Vittime o carnefici, comunque condannate a non tradire mai. “Non so da dove si inizia e non trovo le parole a giustificare questo mio gesto. Mamma, tu sei mamma e solo tu mi puoi capire… So il dolore che ti sto provocando, e spiegandoti tutto almeno ti darai una spiegazione a tutto… Non volevo lasciarti senza dirti niente. Quante volte volevo parlare con te e per non darti un dolore non riuscivo”.
di Daniela Di Iorio
Corriere della Sera, 16 aprile 2024
A Bergamo il progetto ha già coinvolto 40 scuole medie, ma altrove si comincia già dalle elementari visto che il primo telefono viene regalato a 10 anni. È giunto alla sua terza edizione “Il mio primo telefono”, percorso educativo ideato dall’Associazione Parole Ostili e voluto a partire dal 2021 dal Comune di Bergamo che lo ha replicato per tre anni scolastici consecutivi in 40 classi delle scuole medie. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i ragazzi alla consapevolezza e responsabilità sul bullismo e cyberbullismo, le fake news, la privacy, l’hate speech, la web reputation, i rischi e le opportunità della Rete, la vita onlife dei ragazzi, le chat.
di Thomas Usan
Il Domani, 16 aprile 2024
Si affidano ai guru delle scommesse, si fanno catturare dalle slot o dai casinò digitali. Sono i giovani italiani che non riescono a uscire dall’illusione di “vincere facile”. Perdendo un sacco di denaro. “Non riesco ad andare allo stadio senza scommettere. Una volta durante una partita ho perso 500 euro. Con quei soldi avrei potuto pagarmi l’abbonamento per un paio di anni”. Giuseppe (nome di fantasia) ha poco più di 20 anni e, come lui stesso riconosce, è ludopatico. Per il momento non è ancora riuscito ad andare in terapia. Da quasi mezzora è nel bar di paese, precisamente nello stanzino delle slot machine dove l’aria è quasi irrespirabile per il fumo delle sigarette. Distrattamente schiaccia di continuo sul tasto spin, ogni volta punta 50 centesimi.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 aprile 2024
Oggi da casa sua Jallow Momodou vede il carcere dove ha trascorso la prima notte in Italia. La condanna a 4 anni e 8 mesi del processo di primo grado è stata annullata in appello. “Ogni volta che esco da casa mia vedo il carcere di Ragusa, dove ho trascorso la mia prima notte in Italia”. Jallow Momodou adesso si dice “in pace”: lavora al Caffé Italia, nella centrale piazza San Giovanni; ha acquistato un appartamento; si è sposato e vive con la moglie. Originaria della Guinea Conakry e conosciuta prima di partire, lo ha raggiunto in Sicilia dieci giorni fa per ricongiungimento familiare. “Fortunatamente non ha dovuto affrontare il viaggio toccato a me”, dice guardandosi indietro, ripensando al suo percorso: una moderna Odissea.
Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2024
Un compound al porto di Shengjin, le vecchie strutture militari a Gjader dove per evitare le fughe dei profughi verrà eretto un muro di contenimento alto 7 metri. “Repubblica Italiana. Realizzazione di due centri per il rafforzamento della collaborazione in materia migratoria. Sito di Shengjin”. Partiti i lavori in Albania, ecco come il governo di destra sposterà la frontiera migratoria a oriente. Dieci giorni fa gli italiani hanno iniziato a mettere le mani all’hotspot nel piccolo porto nel nord dell’Albania dove verranno accolti i naufraghi recuperati dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza nel canale di Sicilia. Il cartellone all’esterno annuncia l’inizio attività il 23 marzo scorso, in realtà le ditte arrivate dall’Italia stanno operando da pochi giorni.
di Luca Liverani
Avvenire, 16 aprile 2024
L’Ocse: i fondi scesi dallo 0,33 allo 0,27%. Si allontana l’obiettivo dello 0,7%. Per la Campagna 070 “il nostro Paese non mantiene la parola data”. Oxfam: “Altro che Piano Mattei”. Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps) in fase di stagnazione in gran parte dei Paesi ricchi. Il 2023 registra una crescita di appena l’1,8%, dovuto per lo più al sostegno alla crisi in Ucraina. Ma nessun nuovo sforzo per aiutare i paesi poveri attraversati da guerre, carestie, crisi climatica. L’Italia non è certo tra i paesi in fase di stallo. Si distingue eccome, peccato però che lo faccia in peggio. Non solo non cresce, ma arretra. In un anno siamo scesi infatti dallo 0,33% del Reddito nazionale lordo destinato all’Aiuto pubblico, allo 0,27% nel 2023. Un taglio drastico di ben 631 milioni di dollari. E un terzo dei fondi destinati alla cooperazione viene speso nell’accoglienza sul territorio nazionale dei richiedenti asilo. Non esattamente un modo per aiutare i paesi di provenienza a crescere e poter fare a meno dell’emigrazione.
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